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Orologi della DDR?
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MessaggioInviato: sabato 9 ottobre 2010, 5:33 
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Chiedo scusa se ho postato questa domanda nel posto sbagliato :oops: ma non sapevo dove inserirmi...ad ogni modo si tratta di questo,cortesemente, qualcuno di voi forumisti sa dirmi che orologi usavano i militari nella DDR, prima del crollo del muro? marche,modelli, e....altro

Io ho fatto delle ricerche ma sono approdato a ben poco, anzi, pochissimo. :sad:

Tutto nasce per aiutare un amico che è riuscito a collezionare tutte le divise degli ufficiali, ma non solo, di tutte le armi della DDR; più una serie di buffetteria, ma parlando di orologi, non ne sa nulla nemmeno lui! :D

Ringrazio di cuore tutti coloro che sapranno illuminarmi.

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Il prossimo orologio sarà l'ultimo!


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MessaggioInviato: sabato 9 ottobre 2010, 13:13 
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forse era meglio porre la domanda nella sezione"perestroyka"...russa


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MessaggioInviato: lunedì 11 ottobre 2010, 11:34 
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Non è il mio settore d'elezione, quindi la mia risposta è parziale ed incompleta: copre solo i modelli più noti e comuni.

Dopo la guerra e la divisione in quattro zone di occupazione, concretizzatesi in seguito in due zone di influenza politica, nascono due distinte repubbliche tedesche, con due distinti (e, tristemente, contrapposti) eserciti.
Gli orologi dati in dotazione alla BW (Bundeswehr) e alla NVA (National Volksarmee) provengono dalle fabbriche che rimasero, rispettivamente nella Germania Federale e in quella Popolare: all'Ovest troviamo Junghans, Baüerle, Kienzle, Heuer, Hanhart e Wempe, etc... all'Est Ruhla, Thiel, GUB (Glashütte), etc...
In entrambi gli eserciti gli orologi da polso "solo tempo" non erano molto distribuiti: parliamo, infatti, soprattutto, se non quasi esclusivamente, di orologi da cruscotto, muro, scrivania e crono da pilota.

Gli orologi militari della Germania Est non sono molto pregiati, nè particolarmente ricercati.
Sono piuttosto noti e, ultimamente, un pochino più ricercati che nel passato, i GUB e i Ruhla. Un tempo, non li voleva proprio nessuno...
Oggi, in Germania, è di moda la "Ostalgie": nostalgia dell'Est, ma è passione a buon mercato...
Gli orologi da polso venivano concessi dopo venti anni di servizio ai dipendenti del ministero dell'interno e della difesa. Orologi da polso d'ordinanza veri e propri, venivano forniti solo a truppe speciali o per compiti speciali. Tra questi il Ruhla da sub... oggi "riedito" e molto imitato, quindi... attenzione!
Sono comunque piuttosto bruttini... La loro recente quotazione, peraltro ondivaga, sembra voler non considerare la loro qualità non proprio eccelsa...
Qualcuno sembra non volerne sapere, per esempio, che la Glashütte del dopo muro e quella di prima della guerra sono molto distanti da quella di era comunista... e il prezzo lo dimostra...
In alcuni casi, infatti... si tratta di scelte dettate dal "vorrei ma non posso"...
Il destino dell'orologieria mitteleuropea è simile a quello della fotografia, dell'ottica o della meccanica di precisione prodotti al di là o al di qua dalla cortina.
I prodotti dell'Est possono anche essere di qualità eccellente e caratterizzati, per noi occidentali, da un irraggiungibile rapporto qualità/prezzo, specialmente se paragonati a quelli prodotti ancora più ad oriente, ma quasi mai sono paragonabili agli omologhi prodotti dell'Ovest, più avanzati e meglio rifiniti. Nel caso della Germania Est, forse ancor più che nel caso dell'URSS, si può tranquillamente dire che ciò era frutto più di una scelta politica-ideologica produttiva ben precisa che non di limiti tecnologici.
Anche se i prodotti tedeschi sono molto spesso qualitativamente superiori a quelli sovietici, mi dicono che talvolta i militari NVA ambivano a possedere dei Komandirskie o degli Amphibia, per motivi ideologici, credo....
L'unico Amphibia che ho in collezione, infatti, proviene da una Ex guardia fluviale-portuale della Stasi, il cui figlio, dopo essere stato arrestato per aver tentato il salto del muro, solo pochi anni prima del crollo (bella sfiga...), vive ormai da anni in Italia.


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MessaggioInviato: mercoledì 13 ottobre 2010, 11:25 
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Notate l'elevata qualità del movimento e dei materiali...
Adoro la cusa di certi dettagli...
Certo che... a revisionare uno di questi... che prezzo vai a chiedere? Imbarazzanti... Non sai nemmeno se è il caso di continuare a farli vivere...

Scherzi a parte, alcuni Rulha sono un pochino meglio...
Questi qui, come alcuni Thiel, costituiscono un pochino il fondo del barile e non sono certo l'alto di gamma, che veniva, al contrario, usato per la navigazione marittima ed aeronautica.
Anche in RDT si producevano ottimi cronometri da navigazione, infatti.

La mentalità e la cultura socialista, a torto o a ragione, faceva sì che le migliori realizzazioni venissero impiegate per gli scopi in cui erano più necessarie, e senza fronzoli e decorazioni, e non le riservava certo per i ricchi, che, per ipotesi, ed almeno in teoria, non dovevano esistere...

Non avevano, forse, tutti i torti, almeno non in teoria, ma non sta certo a me dirlo...

Però... mi viene in mente la famosa (e chissà se vera) gaffe di Radio Erevan, nota radio di propaganda, in epoca e territorio sovietici:
"Alcuni di voi ci chiedono come sarà distribuita la ricchezza quando il socialismo avrà conquistato tutto il mondo... ebbene, compagni, rispondiamo che, quando il socialismo avrà conquistato tutto il mondo, non ci sarà più ricchezza da distribuire"...
è diventata una barzelletta, ma pare che raccontarla non fosse troppo igienico...


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MessaggioInviato: mercoledì 13 ottobre 2010, 14:39 
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Vorrei, come mio solito, spezzare una lancia in favore di questi orologi “da poco”. :-D

Ho già avuto modo di scriverne in occasione della revisione di un orologio da tasca Westclox( http://www.orologiko.it/forum/viewtopic.php?t=6259 )
e di un orologio da polso Timex ( http://www.orologiko.it/forum/viewtopic.php?t=8926 ).

Premesso che non conosco gli orologi della ex Germania est, ribadisco quanto o già scritto in occasione della revisione del Timex:

Gli orologi Timex (ovviamente parliamo di orologi meccanici degli anni 50, 60 e 70) derivano dai “one dollar pocket watch” non solo per la proprietà dell’azienda produttrice ma anche per la “filosofia”. Parliamo infatti di movimenti con zero rubini, scappamento a caviglie, senza ponti ma con due platine che contengono tutti i ruotismi e tutta una serie di accorgimenti che permettono di ridurre al massimo il numero dei pezzi e di usare materiali poco pregiati.

Questi movimenti sono dunque estremamente semplici. La semplicità spesso è compagna della robustezza, dell’affidabilità e dell’economicità ed è questo infatti il caso dei Timex.
Cosa volete di più da un orologio? Nonostante ciò molti storcono il naso nel vedere i Timex, senza considerarne la loro storia ed il fatto che dietro alle qualità già citate c’è un lungo lavoro tecnico volto a raggiungere i requisiti voluti.
La storia come sappiamo non è fatta solo da platine lavorate, ponti luccicanti e complicazioni incredibili ma anche dal popolo degli orologi qualunque, da quel popolo che manzonianamente (vi ricordate, all’inizio dei Promessi sposi…) e antieroicamente viene portato al polso dell’uomo qualunque.
Non confondiamo poi questa semplicità con una cattiva qualità (il discorso sulla qualità, sia da un punto di vista tecnico che filosofico per il momento lasciamolo perdere…).



Non sono da includere in questa categoria gli orologi sovietici. Non mi pare sia mai stato nella filosofia di questi orologi raggiungere il massimo con il minimo, anzi… direi raggiungere il massimo con il massimo ridotto al minimo!!!
:grin:

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: mercoledì 13 ottobre 2010, 15:40 
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Di Ruhla io ho questo orologio da tasca:

Immagine

Credo dei tempi della DDR 8)

Niente di speciale, il movimento è il classico Ruhla e il tempo lo tiene... così e così; ma ha un'interessante complicazione:

Immagine

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Ci sono più cose nell'orologeria sovietica, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.


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MessaggioInviato: giovedì 14 ottobre 2010, 15:49 
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Molto, molto bello il tasca, Anna! :grin:

E anche "complicato"!! :eek:

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: giovedì 14 ottobre 2010, 16:09 
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Di certo la tua tesi, Mattia, è molto vera e condivisibile nei confronti di orologi la cui struttura è solo semplificata al massimo.
Eccellenti realizzazioni sono state effettuate riducendo, per esempio, al massimo il numero delle parti in movimento e le inutili complicazioni.
Penso, ad esempio, a belle meccaniche della britannica Smiths, per esempio, limpide ed efficenti... di certo però, la Smiths ha sempre lavorato con materiali e finiture di prim'ordine, anche nei momenti di crisi.
QUESTO tipo di semplicità si coniuga QUASI SEMPRE con robustezza, affidabilità, economicità.
Ma quando parliamo di lamiera stampata e boccole... chissà se possiamo ancora sostenere questa tesi?
Mi spiego meglio...
Un mesetto fa ho ricevuto un orologio della Jaeger, si trattava di un orologio da poco, uno di quelli da cruscotto delle automobili degli anni '30.
L'ho acquistato come rotto. Era tutto carico, ma morto.
Costato 20 euro circa, più per il nome che per altro....
Appena tornato a casa l'ho aperto, o meglio, ho tolto l'unica vite superstite della quattro che fermavano la cassa: all'interno... sporco di decenni.
Dai fori delle viti mancanti e da un buco di circa 8/9 mm su un lato della cassa era entrata polvere a batuffoli.... :(
Struttura molto semplice, ma ben fatta: materiali di prim'ordine... Sempre da quel buco sul fianco della cassa doveva essere entrato un ragno che aveva fatto la sua ragnatela intorno al bilancere... :-(
Tolgo la ragnatela e... l'orologio comincia a camminare: il bilancere compie addirittura una oscillazione piuttosto ampia e regolare!! Centro la racchetta, spostata verso l'accellerazione di marcia, probabilmente da un colpo durante il trasporto, e lo lascio correre: in otto giorni di marcia... anticipa di 30 secondi.... Al cronocomparatore non mostra grandi problemi... :shock:
Vorrei proprio farvi vedere delle foto... Comunque non l'ho pulito, quindi, prima o poi, un bel servizio fotografico ve lo mostrerò... impegni di studio, lavoro, famiglia, permettendo...
Non nego, però, che il mio pensiero è corso alle pur brillanti realizzazioni sovietiche... quante di esse avrebbero resistito in questo modo magnifico a tale mancanza di manutenzione? Boh... non saprei...
So solo che di orologi di oltre cortina fermi ne ho diversi...
Quale è la scuola orologiera che più mi piace?
Quella Americana? Svizzera? Tedesca o Sovietica? Non ho particolari preferenze.... so solo che, se proprio deve essere amore... che sia almeno motivato da simili esperienze....! :o


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MessaggioInviato: giovedì 14 ottobre 2010, 21:54 
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Carissimo, 80 (ottanta) anni senza revisione, se è vero, sono una quantità di tempo inimmaginabile per un movimento. E' vero che non ho esperienza di movimenti "grandi", ma solo di movimenti da polso.
Ho scritto ormai decine di volte che ritengo i movimenti Vostok da 24mm "incredibili" da questo punto di vista dato che dopo anche 30 anni senza revisioni e trattati male, al cronocomparatore sembrano nuovi (per nuovi intendo "perfetti", proprio "perfetti"). Non sono mai stato smentito ma può essere che nessun orologiaio abbia mai letto le mie parole... (cioè non ho mai trovato nessuno che dica che anche altri movimenti si comportano così) :o
Ma i Vostok sono, lo ripeto, una eccezione. Però... i Timex ad esempio non mi è mai capitato di trovarli inchiodati. Girano male e dimostrano al cronocomparatore tutta la loro fatica nel muoversi, però vanno. Vanno anche dopo decine di anni e dopo aver subito i peggiori trattamenti. E vanno anche le cipolle Westclox e le Ingersoll e chissà quante altre che sono costate un centesimo di un movimento svizzero di marca e che non hanno mai visto materiali e finiture di prim'ordine.
Insomma la mia esperienza mi pare diversa dalla tua ma importante è chiarire che anche se parliamo sempre di orologi, parliamo di concezioni progettuali diverse.
Gli orologi "poveri" li equiparo ad una Citroen 2CV, quelli "ricchi" ad una Ferrari. Con tutto ciò che ne consegue...

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: venerdì 15 ottobre 2010, 4:17 
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Ciao,
Ho ancora un sacco di parti di ricambio dalla Ruhla orologi
bisogno di qualcuno come questa cosa?

Si prega di far sapere loro! :grin:

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MessaggioInviato: venerdì 15 ottobre 2010, 4:29 
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In Alltaf normale gli orologi sono stati indossati con la M24 fabbrica,
dopo 10 anni c'è stato un orologio e di Poliot di 20 anni nell'esercito c'è una Spezimatik di come GUB Premio. :D


I video sono ancora nel mio apprendistato!8-) http://www.youtube.com/watch?v=rURonwTgARQ

http://www.youtube.com/watch?v=z2olvfap7ZM&NR=1

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MessaggioInviato: venerdì 15 ottobre 2010, 8:45 
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Non posso dire che lo Jaeger sia stato ottanta anni senza manutenzione... forse, chissà, ma non ho idea... di certo, tanta polvere, per accumularsi, deve aver impiegato gli ultimi venti o trenta, almeno...
Quanto vive un ragno? Di certo sarà morto di vecchiaia, o di allergia alla polvere, perchè nessuno lo ha sfrattato di lì...

Quanto ai Wostok...
Boh... sono io ad essere sfigato, ne son certo...
Mi capita di avere in collezione qualche orologio militare degli anni fine '60, inizio '70.
Diversi sono noti classici a 17 rubini: GG-113-W americani, Smiths W10, Hamilton e CWC W10 (quest ultimi due montano degli ETA) inglesi, Komandirskie sovietici...
Tutti o quasi sono stati acquistati dai possessori originali, che non ricordavano di averli mai sottoposti a revisione, oppure che non li avevano revisionati negli ultimi anni...
Una buona fetta dei Wostok si sono fermati... Gli altri marciano tranquilli... Non essendo io un tecnico, sono tentato di inviarteli, in blocco, così capiamo perchè i sovietici sono fermi...
Peraltro, il mio Desert Shield, fabbricato più o meno negli anni in cui acquistavo gli altri, occidentali, e da allora mai revisionati, e vecchi quanto me (1969-1973)... è fermo...
Di orologi ultra-cinquantenni che possiedo da almeno dieci-dodici anni, mai revisionati in questo periodo, che marciano senza problemi ne ho diversi, comunque. Che dire?
Mi direte che manca la manutenzione... anche agli altri, però... Sarà il clima. Non è escluso: l'olio sovietico, forse, è più adatto a climi più rigidi? Vanno tuti scozzonati e ri-oliati?
Di certo, d'altro canto, delle mille e mille copie e versioni dello Jaeger Cronoflite (meccanica da urlo: un gioiellino di semplicità ed efficenza, da 75 anni leader nell'orologeria aeronautica civile e militare) costruite in giro per il mondo, quelle sovietiche sono tra le più robuste ed affidabili e senza dubbio tra le più comuni ed economiche. Pare che che Stalin stesso ne ordinò la produzione... MA sono realizzazioni di fattura e finiture ben diverse dai polso...


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MessaggioInviato: venerdì 15 ottobre 2010, 11:41 
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Devo dire che trovo strano quanto dici sui Vostok…
Intendiamoci, io parlo dei movimenti da 24mm, cioè tutti quelli che iniziano per 24 (2409, 2414, 2416). Se invece parliamo dei 22mm, allora posso dire che non ne ho trovato uno che non avesse bisogno di manutenzione.
Per i 24mm invece li ho SEMPRE trovati in condizioni perfette, salvo che qualche simpaticone non ci abbia messo mano… tipo che li trovo senza spirale o con qualche rubino di meno…
Vedi ad esempio quanto ho scritto qui:

http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... 302#115302

Devo dire che mi è capitato di vederne diversi dati per “non funzionanti” ed invece con qualche vite svitata ed incastrata sotto il bilanciere. E’ bastato togliere la vite per vedere il bilanciere partire a 320° di amplitudine.

Ovviamente quelli che invece non funzionano per mancanza di manutenzione… vanno revisionati! Poi mi è capitato qualcuno con qualche ruota un po’ sdentata, vedi ad esempio qui:

http://www.orologiko.it/forum/viewtopic.php?t=10383

E’ probabile che per mancanza di manutenzione la messa all’ora sia diventata via via più “dura” ed alla fine sotto sforzo la ruota abbia subìto danni.

Riassumendo, in generale, ho sempre trovato i Vostok da 24mm perfetti mentre non altrettanto posso dire degli altri movimenti, come i 22mm della Vostok o i vari movimenti Raketa e Slava che invece secondo la mia esperienza, rientrano nella NORMALE necessità di manutenzione, cioè dopo un po’ di anni (parliamo comunque di una quantità di anni ben oltre “il normale” intervallo) denotano al cronocomparatore una notevole “sofferenza” (e quindi necessitano, giustamente, di revisione).

Parlando di revisione, Marco aveva scritto questo articolo che purtroppo non ha avuto un grosso seguito ed io ogni tanto cerco di riproporlo:

http://www.orologiko.it/forum/viewtopic.php?t=9881

Bello sarebbe avere le esperienze di tutti in merito… se vale la pena potremmo aprire una nuova discussione...

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: sabato 16 ottobre 2010, 0:00 
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Beh, ora è tutto più chiaro: grazie. In effetti i miei komandirskie fermi sono tutti dotati di movimento 2234.
Il Desert Shield, invece, monta un movimento da 24 mm, ma del tutto anonimo e senza numeri...


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Re: Orologi della DDR?
MessaggioInviato: sabato 16 ottobre 2010, 1:29 
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Iscritto il: martedì 12 gennaio 2010, 19:05
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Alextitano ha scritto:
Chiedo scusa se ho postato questa domanda nel posto sbagliato :oops: ma non sapevo dove inserirmi...ad ogni modo si tratta di questo,cortesemente, qualcuno di voi forumisti sa dirmi che orologi usavano i militari nella DDR, prima del crollo del muro? marche,modelli, e....altro

Io ho fatto delle ricerche ma sono approdato a ben poco, anzi, pochissimo. :sad:

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Se hai modo, devi consultare il famoso libro di K. Knirim, trovi tutto quello che ti serve... :wink: io qualche ruhla "assegnato" ce l'ho, ma ricordo che tempo fa se ne era accennato di questi ex-DDR, ma il moderatore che c'era prima non li considerava propriamente "russi", per cui non desiderava che si postassero qui..

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Stefano


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