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Un altro caso per l’ispettore Tiroirs – primo episodio
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MessaggioInviato: martedì 22 giugno 2010, 22:30 
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Era una notte buia e tempestosa. I lampi squarciavano il cielo impaurendo dall’alto le povere ed indifese anime umane. Nella casa dell’ispettore Tiroirs tutto taceva, escluse le numerose pendole che scandivano quotidianamente il tempo. All’improvviso però il trillo del campanello del portone riuscì per un momento a sovrastare gli scoppi fragorosi dei tuoni.
Chi poteva essere a quell’ora e con quella tempesta in corso?
Un viandante sperduto e spaurito?
Un assassino in cerca di vittime?
Il commissario Tiroirs, che neanche il più fragoroso dei temporali riusciva a svegliare, al suono del campanello invece scattò in piedi come una molla e senza ancora riuscire a capire il perché ed il percome delle cose andò ad aprire il portone. Nonostante la luce sinistra dei lampi quella che gli si parò davanti non sembrava una figura pericolosa, anzi, aveva qualcosa di familiare.
- “Pasquale, cosa fai qui a quest’ora?”
- “Commissario, ho un caso disperato per te.”
- “Ma vieni dentro, presto, ti prenderai un malanno con questo tempo!”
Pasquale era un collega di lavoro del commissario. In realtà il commissario Tiroirs non era un commissario nel senso comune del termine. Egli indagava, sì, ma per conto proprio e in un campo del tutto particolare: l’orologeria. Non era quello però il lavoro con cui si procurava ciò che gli consentiva di vivere dignitosamente e che gli permetteva quello strano secondo lavoro di commissario. Pasquale era un collega di un’altra città, quella Genova in cui anch’egli aveva lavorato tanti anni fa e che nei suoi ricordi diventava sempre più bella e affascinante. Anche Pasquale era stato contagiato dalla stessa malattia del commissario, senza però rimanere invischiato nella ricerca di nuovi casi da investigare. Anzi, l’investigazione non gli interessava, oppure ancora non si sentiva pronto ad affrontare nuove ed entusiasmanti avventure alla ricerca dei perchè.
Seduti davanti ad una tazzina di caffè bollente finalmente il mistero di quella inaspettata visita iniziò a svelarsi.
- “Commissario, ho caso da affidare alle tue investigazioni”.
- “Pasquale, sai che lavoro solo sui miei casi personali e non lavoro su quelli altrui, dato che temo di far danni. Inoltre io investigo solo per passatempo, il mio vero mestiere è anche il tuo.”
-“ No, commissario, non puoi pagarmi con questa facile moneta. Io non so più come fare. Sono anni che non posso bearmi della vista di questo gioiello senza pensare come sarebbe bello se funzionasse. Ho tentato di rivolgermi ad altri ma mi è stato risposto di no. Ora che sappiamo di avere questa comune passione, non puoi tirati indietro.”
- “Fammi vedere di cosa stai parlando” troncò il commissario.
Pasquale allora tirò fuori dalla tasca dell’impermeabile un pacchetto chiuso con cura. Numerosi giri di plastica da imballo avvolgevano quello che sembrava essere un inestimabile tesoro. Questi gioielli infatti sono sempre inestimabili tesori per i loro proprietari. Sono oggetti di metallo ma paiono avere un’anima, anzi un cuore. Infatti un cuore pulsante lo hanno davvero e questo li rende unici ed umani e cadere preda del loro fascino è molto facile. Dal pacchetto finalmente emerse uno splendido Vostok Komandirskie in cassa Komandirskie con corona ad ore 2 con un quadrante molto particolare raffigurante un aereo civile.
-“Il problema è che non è più possibile regolare l’ora” disse Pasquale.
Il commissario, senza considerare l’orologio, calcolò mentalmente che di quei movimenti Vostok 2414 ne aveva alcuni da usare come pezzi di ricambio, che di casse Komandirskie con corona ad ore 2 ne aveva un paio anch’esse da usare come ricambi. L’unico rischio era il quadrante, di quelli non ne aveva di certo, però con un po’ di accortezza nell’estrarre le sfere…
- “ Va bene, proverò ad investigare sul tuo caso, senza promesse però”.
- “D’accordo allora, fammi avere notizie. Ah, per il prezzo…”
- “Non prendo niente”.
- “Va bene, ti regalo degli orologi non funzionanti da cannibalizzare”.
- “Solo se non sai veramente cosa fartene”.

Ebbero così inizio le investigazioni del commissario Tiroirs sul Vostok.

Eccolo:

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Il primo passo di Tiroirs fu cercare informazioni sull’orologio.
Il fidato “Russian Wristwatches” di Juri Levenberg così recita: “Model Komandirskie specifically made for the Cargo Plane Division. Caliber 2414, 17 jewels, manual winding, date, crown at 2 o’clock, dial bearing a wind rose at 12 o’clock, this model was made in a very small quantity in 1993”.

Bene, anzi molto male, come previsto è un modello abbastanza raro, per cui il commissario dovette prestare il triplo di attenzione nel trattare il quadrante.

Passò poi alle prove.

Prima prova: regolare l’ora. Ruotando la corona in posizione di regolazione dell’ora la sfera dei minuti aveva un breve tremito per poi rimanere perfettamente immobile.
Seconda prova: carica dell’orologio. L’orologio iniziava subito a funzionare ma si bloccava dopo poco in quanto la sfera dei secondi scontrava contro quella dei minuti.
Conclusioni tratte dai primi due indizi: qualche ruota non trasmetteva il movimento dalla corona alle sfere e molto probabilmente l’orologio era stato già aperto da qualcuno, dato che difficilmente in fabbrica avrebbero posizionato in quel modo le sfere.

Fondello dell’orologio:

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Il commissario a questo punto procedette con l’apertura dell’orologio.
Come un vero commissario di polizia che nel tentativo di sfondare una porta solo accostata, non trovando un ostacolo, entra di corsa nella stanza quasi perdendo l’equilibrio, così Tiroirs, armato di apricasse a tre punte, quasi perse di mano l’orologio mentre cercava di fare forza con la dovuta fermezza sulla ghiera e scopriva che questa era… già svitata!
Conclusioni tratte dal terzo indizio ed a supporto del secondo indizio: qualcuno aveva già aperto l’orologio.

Ecco l’orologio aperto:

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Come si vede dalla foto il quarto indizio era già evidente ed a questo punto il commissario procedette all’estrazione della guarnizione:

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Il quarto indizio era ora palese: mancavano entrambe le viti di fermo del movimento.
Si concretizzò quella che appariva ormai essere una certezza: questo orologio aveva avuto a che fare con un orologiacane!
Comparve anche un corpo estraneo in basso, tra il movimento e l’anello distanziatore. Cosa sarà?
Il commissario procedette imperterrito: estrazione del movimento dalla cassa e qui scoperse cos’era il corpo estraneo. Era un truciolo della vernice che copriva la parte laterale del quadrante. Per fortuna la parte che mancava era in una zona non visibile dal davanti:

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Ecco il gruppo movimento – quadrante con la sfera dei secondi appoggiata a quella dei minuti:

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Il commissario estrasse le sfere con la dovuta attenzione interponendo tra le stesse ed il quadrante apposito dischetto Bergeon.

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Via il quadrante:

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E’ comparso un altro indizio, il quinto. Solo un occhio allenato su questi movimenti come quello di Tiroirs potè notarlo immediatamente. Mancava la molletta che deve apparire all’interno della finestrella della placca di guardia, molletta che va tolta prima di togliere la placca per evitare di vederla saltare allegramente e scomparire nei meandri più reconditi del laboratorio.
Conclusione: l’intervento di un orologiacane era ulteriormente confermato!

A questo punto venne tolta la placca di guardia dell’anello della data dove erano attaccati, nella parte inferiore, dei residui. Sesto indizio, che fece concludere al commissario quello che era prevedibile: a qualche ruota mancavano dei denti!

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Ecco come si presentava il movimento a questo punto delle indagini:

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Il commissario proseguì:

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A questo punto, tolta la ruota delle ore apparve IL COLPEVOLE della impossibilità di regolazione dell’ora.

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L’arma del delitto il commissario purtroppo non riuscì a trovarla, cioè come possa essere stata ridotta così quella ruota. Occorreva invece ancora cercare un mandante.
Può essere stato il maggiordomo? No, è da escludere!
Può essere stato l’orologiacane? Può essere!

A questo punto, pensò Tiroirs, i casi sono due:
1) l’orologiacane ha causato il delitto.
2) l’orologiacane non ha causato il delitto.

La prima ipotesi non ha bisogno di commenti.
Bisogna dire che per il commissario Tiroirs la seconda ipotesi, strano a dirsi, equivaleva alla prima. Se chi ci ha messo mano ed ha trovato “il colpevole” non solo non ha risolto il caso ma ha anche aumentato il danno perdendo pezzi e rimontandone altri male…

Bene, il caso è risolto. Dopo una bella revisione ed aver rimontato tutto, l’orologio è tornato al suo legittimo proprietario. Il presunto mandante del delitto è stato individuato e sarà cura di Pasquale prendere, eventualmente, provvedimenti.

Un altro caso risolto per il commissario Tiroirs!

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Ed ecco, per concludere la storia, il protagonista in tutta la sua beltade:

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Ed ecco il responso del cronocomparatore:

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P. S. un caro saluto a Pasquale (che ringrazio per avermi dato il permesso di usare le foto del suo Vostok) e ad Alfredo!

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: mercoledì 23 giugno 2010, 7:49 
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Questa è bellissima Mattia! :eek:

Francamente non ho guardato la revisione e neanche l'orologio, l'effetto vampiro della narrazione mi ha letteralmente distratto dal resto...
Continua, continua! :-D

P.S: ma dove hai trovato la clip dell'Ispettore? Ti assomiglia proprio! :-D


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MessaggioInviato: mercoledì 23 giugno 2010, 12:48 
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ottobit ha scritto:
Questa è bellissima Mattia! :eek:

Francamente non ho guardato la revisione e neanche l'orologio, l'effetto vampiro della narrazione mi ha letteralmente distratto dal resto...
Continua, continua! :-D

P.S: ma dove hai trovato la clip dell'Ispettore? Ti assomiglia proprio! :-D


Il disegno dell'ispettore l'ho trovato in internet e poi l'ho modificato per farmelo un po' somigliante ed ho aggiunto, ovviamente, l'orologio! :-D

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: mercoledì 23 giugno 2010, 12:50 
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vip ha scritto:
Cavoli Mattia .... :o riesci sempre a sorprenderci con queste tue fiction .... meglio della TV ...... :eek:

cia cia

vip


Grazie Vito! :grin:

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: mercoledì 23 giugno 2010, 14:13 
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Sei un grande, Mattia! La tua capacita di esporre problematiche tecniche con uno stile fantasioso e divertente è unica.


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MessaggioInviato: mercoledì 23 giugno 2010, 18:47 
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Brait ha scritto:
Sei un grande, Mattia! La tua capacita di esporre problematiche tecniche con uno stile fantasioso e divertente è unica.


Grazie "Paolo Brait"! :-D

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: mercoledì 23 giugno 2010, 18:53 
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Troppo bella.
Complimenti Mattia.


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MessaggioInviato: mercoledì 30 giugno 2010, 19:23 
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:up:
Ma che delizia deliziosa!
E il prossimo lavoro lo passi al Kommissar Schubladen o al General'nyĭ Yashchiki?
// ocram
P.S. E vabbe', stavolta mi tocca proprio pagare :D
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MessaggioInviato: mercoledì 30 giugno 2010, 20:52 
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Bravo! Bravo! :grin: :grin: :grin:


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MessaggioInviato: giovedì 8 luglio 2010, 22:46 
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Grazie a Marco 1 e 2 ed a Kos! :grin:

Per Marco Ocram: Kommissar Schubladen suona bene ma continuerò con il francese in onore di Maigret:

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Ciao
Mattia


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