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azzurare viti
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MessaggioInviato: domenica 19 luglio 2009, 18:24 
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come faccio ad azzurare le viti...???ogni volta si bruciano..divetan nere...nonostante utilizzi il lamierino d'ottone niente...tutto nero..nemmeno un pò di blu...premetto che uso una torcia a gas...
e poi prima della "bluitura"con che carta le lucido e le sgrosso??? grazieeee
:cry: :grin:


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Re: azzurare viti
MessaggioInviato: lunedì 20 luglio 2009, 0:20 
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pacosky90 ha scritto:
come faccio ad azzurare le viti...???ogni volta si bruciano..divetan nere...nonostante utilizzi il lamierino d'ottone niente...tutto nero..nemmeno un pò di blu...premetto che uso una torcia a gas...
e poi prima della "bluitura"con che carta le lucido e le sgrosso??? grazieeee
:cry: :grin:


Quando scaldi troppo in fretta la viti diventano grige e non nere :-o
In ogni caso conviene utilizzare una lampada ad alcool, in questo modo il piastrino di ottone, che avrai preventivamente forato ed infilate le viti si scalderà pian piano, dandoti il tempo di vedere il colore desiderato e toglierle dalla fiamma.
Come questa lampada;

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MessaggioInviato: venerdì 24 luglio 2009, 9:22 
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Prova con un lamierino più spesso e la fiamma lontano dalle viti, non diretta sotto.
una volta lucidate lavale bene e asiugale altrettanto bene, poi quando cominciano a cambiare colore "versale" in olio, non tenerle + del necessario.

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MessaggioInviato: venerdì 24 luglio 2009, 19:19 
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Voce metropolitana, usare olio esausto di automobile. Rende il blu più brillante ossidando il carbonio. Il motivo non lo so, ma in lato pratico testato è pura verità

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MessaggioInviato: venerdì 24 luglio 2009, 23:37 
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:grin: grazie a tutti!!!!!
proverò utilizzando un lamierino più spesso...!!! 8-)


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MessaggioInviato: domenica 26 luglio 2009, 12:09 
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pacosky90 ha scritto:
:grin: grazie a tutti!!!!!
proverò utilizzando un lamierino più spesso...!!! 8-)


Lamierino... di OTTONE.

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MessaggioInviato: lunedì 27 luglio 2009, 18:32 
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Ciao pacosky90,
Ho avuto i miei grattacapi quando ho provato ad azzurrare le viti di un orologio "da poco", tanto per prenderci la mano.
Ho scoperto dopo qualche tentativo che le viti erano nichelate o qualcosa del genere, per cui proprio non succedeva null'altro che una patina marroncino nerastra disomogenea.
Allora mi sono costruito questo attrezzo per ripulire la testa:
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basandomi su quello che ho letto sul catalogo Bergeon e sulle istruzioni che ho trovato sul sito del BHI (google BHI frog tool per trovare il link).
I risultati sono stati decenti, anche se ancora non sono bravo ad avere un tono di azzurro "ripetibile".
// ocram


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MessaggioInviato: giovedì 30 luglio 2009, 14:00 
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JCH ha scritto:
JCH ha scritto:
io ho una "paletta" in rame per quelle grosse :D


la paletta :o

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invece per le viti piccole guardate questo topic:
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... 0993#60993



Va bene anche per le mosche :eek:

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MessaggioInviato: giovedì 30 luglio 2009, 21:14 
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va bene anche per girare gli hamburgher sulla brace 8-)


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MessaggioInviato: venerdì 31 luglio 2009, 9:04 
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mi è venuto un dubbio, la bluitura delle viti NON corrisponde al rinvenimento vero? :ops:
cioè quando il colore vira al blu bisogna allontanare dal fuoco il piattino per bloccare il fenomeno ma come si prosegue? si gettano le viti in olio o acqua come per il rinvenimento o solo si lasciano raffreddare? magari tirandole via dal piattino ancora caldo? :grin:

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MessaggioInviato: venerdì 31 luglio 2009, 19:38 
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rrados ha scritto:
mi è venuto un dubbio, la bluitura delle viti NON corrisponde al rinvenimento vero? :ops:
cioè quando il colore vira al blu bisogna allontanare dal fuoco il piattino per bloccare il fenomeno ma come si prosegue? si gettano le viti in olio o acqua come per il rinvenimento o solo si lasciano raffreddare? magari tirandole via dal piattino ancora caldo? :grin:


Il colore blu per l'acciaio corrisponde ad una temperatura di circa 300° (più o meno una decina di gradi, a secondo della tonalità di blu).
Il rinvenimento avviene effettivamente a temperature prossime ai 300° (anche se è preferibile andare un po' più su) ma c'è una differenza sostanziale: perché si possa parlare di rinvenimento questo deve avvenire subito dopo la tempra, prima che l'acciaio scenda sotto gli 80/100°.

Una volta che l'acciaio temprato è sceso sotto questa soglia di temperatura, il rinvenimento non è più efficace e le tensioni immagazzinate nella fase di tempra restano lì dove sono. L'unico modo di recuperare la situazione quando l'acciaio si raffredda è ricominciare da capo con una nuova tempra.

Non preoccuparti quindi di rovinare l'acciaio, finché è blu sei in zona sicura. Preoccupati invece di raffreddare rapidamente le viti, altrimenti il colore rischia di virare (a me vengono viola... :-( )

E' meglio l'acqua o l'olio? Ognuno ha le sue ricette speciali. La fredda tecnica dice che se vuoi assicurarti che il tono di colore che hai raggiunto rimanga esattamente quello che hai ottenuto durante il riscaldamento, devi raffreddare velocemente.
L'acqua ha una capacità termica superiore a quella dell'olio e abbassa la temperatura più velocemente. Tuttavia molti usano l'olio e vanno alla grande.

Usa sempre molto liquido (ad es. un bicchiere colmo anche solo per poche viti), più liquido c'è, prima si ferma il viraggio del colore.

// ocram


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MessaggioInviato: sabato 1 agosto 2009, 0:03 
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purtroppo devo dissentare da quanto affermi.
La disposizione delle molecole in rinvenimento si effettua a metallo freddo ( la parola stessa lo dice ) mentre la temperatura di colore ottenuta per riscaldamento deve essere molto precisa, se si vuole ottenere la colorazione desiderata.
qui di seguito uina tabella specifica.
ciao
Diego

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Qui autem invenit illuminvenit thesaurum.
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MessaggioInviato: sabato 1 agosto 2009, 0:19 
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Non so se vi è mai capitato, ma nelle prime prove che feci per portare al blu le viti, a causa dell' uso di un fornello a gas troppo rapido nello scaldare la vite passò velocemente le varie tonalità fino a diventare GRIGIA. Non ho potuto più recuperare la vite, sembra un punto di non ritorno.
Quindi memore di quanto accaduto uso sempre la lampada ad alcool che lentamente scalda e il viraggio è altrettanto lento da permettermi di scegliere il giusto colore senza rischiare di andare al grigio.
Poi la tuffo in olio esausto motore, in acqua ho paura che divenga troppo fragile.

Ciaoo Fabry

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MessaggioInviato: lunedì 3 agosto 2009, 19:59 
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Magajo ha scritto:
purtroppo devo dissentare da quanto affermi.

Sei gentilissimo, ma non devi assolutamente preoccuparti di dissentire. A parte il fatto che tutti noi possiamo dire delle castronerie ogni tanto, sono convinto che solo se a parlare e' piu' di una persona allora le idee e i concetti si rafforzano.

Nel caso della temperatura di colore, la mia frase era poco felice:

ocram ha scritto:
Il colore blu per l'acciaio corrisponde ad una temperatura di circa 300° (più o meno una decina di gradi, a secondo della tonalità di blu).

Il significato era "le gradazioni di blu cominciano a 290° e finiscono a 310°". A una data temperatura corrisponde una data gradazione, e la gradazione e' esatta. Non e' invece uguale il "gusto" di chi sta azzurrando le viti, a qualcuno piace piu' una tinta, ad altri un'altra, a me gia' va bene se sono "nel blu" :-)

A questo proposito osservo che un procedimento di "bluitura" industriale fissa una determinata temperatura in forni controllati elettronicamente, per ottenere gradazioni di blu costanti tra le parti. Ma non sono sicuro che Lange, Patek e De Bethune usino tutti la stessa gradazione di blu (ovvero la stessa temperatura).

Oldtime ha scritto:
Non so se vi è mai capitato, ma nelle prime prove che feci per portare al blu le viti, a causa dell' uso di un fornello a gas troppo rapido nello scaldare la vite passò velocemente le varie tonalità fino a diventare GRIGIA. Non ho potuto più recuperare la vite, sembra un punto di non ritorno.

Lo e'. Una volta raggiunta una tonalita' di colore, la puoi cambiare solo verso l'alto. A meno di non armarti di santa pazienza e abradere tutto lo strato di ossido colorato... forse fai prima a prendere un'altra vite :-) Il punto e' che la colorazione e' data dallo spessore dell'ossido superficiale che si forma sul metallo. Se lo scaldi ancora puoi ispessire lo strato, non assottigliarlo. A questo proposito ho messo una tabellina riepilogativa alla fine sui colori da ossidazione e da incandescenza.

Oldtime ha scritto:
Poi la tuffo in olio esausto motore, in acqua ho paura che divenga troppo fragile.

Non c'e' di che preoccuparsi, il processo di raffreddamento serve per "congelare" alcune proprieta' che l'acciaio acquista ad alta temperatura e per modificare il reticolo molecolare. Ma parliamo di temperature al di sopra dei 700°C (in realta' servono parecchio piu' alte e per diverso tempo, non parliamo di minuti).

Fintanto che si resta sotto i 700°C, non ci sono transizioni di fase e quindi non c'e' il rischio che il raffreddamento possa alterare la durezza/fragilita'. Certo se e' troppo rapido, ci potrebbe essere una distorsione, dovuta al fatto che il materiale si contrae rapidamente. Questo e' tanto piu' vero quanto piu' la forma del materiale e' "allungata", come ad es. una molla.

Magajo ha scritto:
La disposizione delle molecole in rinvenimento si effettua a metallo freddo ( la parola stessa lo dice )

Verissimo. Il concetto di "freddo" pero' dipende dal tipo di materiale e dalle caratteristiche desiderate.

Semplificando (anche perche' molte cose proprio non le so), il reticolo molecolare dell'acciaio (composto da ferrite + perlite o cementite a secondo del tenore di carbonio) si modifica alle alte temperature (non meno di 723°C) diventando austenite, che tra l'altro e' amagnetica. Quando non si hanno termometri a disposizione questa proprieta' e' utilissima, la temperatura a cui avviene si chiama temperatura di Curie (reminescenze...) e dipende in qualche modo dalla composizione chimica dell'acciaio.

Raffreddando molto velocemente l'acciaio austenitico al di sotto di una certa temperatura (diciamo 200°C) , si crea un materiale completamente nuovo: la martensite. La martensite ha un reticolo molecolare obliquo, che conferisce all'acciaio una durezza elevata. Purtroppo, nulla e' gratis. Il raffreddamento veloce crea tensioni interne che portano fragilita', quasi come il vetro, fino al punto che possono svilupparsi crepe spontanee.

Il processo di rinvenimento serve per eliminare parte di queste tensioni interne, al prezzo di una minor durezza finale ma al guadagno di una maggiore "robustezza" (il termine esatto e' "resilienza"). Anche in questo caso, data una determinata composizione chimica dell'acciaio, e' possibile determinare con esattezza quale sara' la durezza finale assegnando una certa temperatura per un certo tempo.

E' vero che in alcuni tipi di acciaio, e' necessario raffreddare con azoto liquido (sotto i -70°C) per convertire tutta l'austenite in martensite. In genere gli acciai cosiddetti "criogenici" sono per applicazioni speciali. Un caso d'uso "celebre" sono i processi produttivi per gli acciai delle casse Sinn, o Konrad Damasko con i suoi meravigliosi omonimi orologi.

Se qualcuno ha avuto la forza di leggere fino a questo punto, beh, grazie per l'attenzione e complimenti! Per i piu' "incalliti" ecco un'appendice :-)

Negli acciai, la denominazione AISI mette una 'L' per indicare il basso tenore di carbonio (316L e 904L per citarne alcuni fra i piu' noti). Il tenore di carbonio e' intorno a 0.02/0.03%.

Per contro in questi acciai e' elevatissimo il tenore di cromo, molto oltre il 15%, per garantirne la massima resistenza alla ruggine.

In definitiva, gli acciai usati per le casse sono quasi impossibili da arrugginire, ma altrettanto difficili da indurire.

Non ho idea di che acciaio siano fatte le viti, sospetto che non esista un vero e proprio standard. Sicuramente tutte le componenti che richiedono l'indurimento, dagli assi alle viti alle molle, hanno bisogno di un tenore di carbonio piu' alto. E infatti, e' facile incontrare viti e molle arrugginite, molto meno le casse inox.

Ecco una tabellina di colori, fatta al volo e non proprio da prendere per un libro stampato, dove ho cercato di evidenziare le temperature "importanti".

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(*) Come accennato piu' sopra, il riscaldamento provoca l'ossidazione superficiale dell'acciaio. Lo spessore dell'ossido, che ne determina la colorazione per interferenza, e' funzione della temperatura.

Ecco infine un diagramma molto semplificato delle variazioni di fase dell'acciaio (scusatemi, l'ho fatto proprio "al volo", non prendetelo come riferimento per l'esame di metallurgia). Come si vede, la transizione di fase verso l'austenite avviene ad una temperatura sicuramente superiore a 700°C.

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Gli acciai che ci interessano sono quelli al di sotto dello 0.8%di carbonio, una soglia interessante per altri motivi (di cui pero' non parlo senno' qualcuno stavolta mi spara veramente :-)

Ciao a tutti e buone ferie!

// ocram


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MessaggioInviato: martedì 4 agosto 2009, 0:08 
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