Provo...ad andare avanti...
Per proseguire nel discorso vado a riprendere un esempio postato in precedenza e come sempre contestato ma senza dare una ragionevole spiegazione...per altro questo era stato fortemente criticato anche dal DOCENTE che scriveva:
"Ut
ilizzare un tornio per la lucidatura a specchio è possibile ma è una operazione accettata solo per perni di grande diametro, orologi di grandi dimensioni, dalle macchine francesi, alle Neuchateloises, ai Morez. Quando si lucidano perni o assi si utilizza solo e esclusivamente il tornio a pivoter con il brunissoir o con il disco widia.
Lo scopo è quello di lucidare a specchio e non si usa per tornire. Il pezzo deve essere già portato a misura. La velocità migliore è quella della velocità dell'archetto a mano."
A parte qualche piccola inesattezza...non mi ha spiegato il motivo per cui è meglio uno rispetto all'altro e quali sono i pro e i contro...
Allora cerco di darmela da solo sulla base delle prove che ho eseguito e per fare questo ripartiamo dal concetto di base, come fare la brunitura...
L'immagine tratta da un libro mostra un esempio di come è potenzialmente possibile eseguire la brunitura direttamente sul tornio che io ho definito "a mano libera"...
Questa operazione la si può eseguire anche ad alta velocità e su perni molto piccoli, l'unico svantaggio quando si lavora su diametri dell'ordine dei centesimi è il fatto di non riuscire a vedere bene con conseguente difficoltà nel dosare la forza.
Tutto cambia se si usa un microscopio che rende più agevole tale operazione consentendo anche di controllare in modo adeguato la planarità del brunitore sul perno evitando cosi di realizzare dei perni conici.
Dall'altro lato ci sono i Pivotter e sistemi similari che consentono grazie alla loro conformazione di eseguire queste operazioni con maggior serenità e minor impegno visivo, in quanto il perno è comunque supportato e l'utensile guidato dal supporto stesso.
Infatti li hanno pensati solo per gli assi di piccole dimensioni...
Quanto sopra riguarda l'aspetto puramente pratico dell'operazione, ma quello che interessa maggiormente, trascurando gli aspetti funzionali, è capire quale sistema è potenzialmente più efficace e se vogliamo sicuro.
Riprendo il discorso della brunitura eseguita con il Pivotter mosso ad archetto o con altri sistemi adeguati al tornio.
Come abbiamo avuto modo di vedere e di leggere, il perno da brunire dovrà necessariamente essere leggermente maggiorato di qualche centesimo, quanti centesimi lasciare, dipendono dalla abilità dell'operatore.
Il perno appoggiato sull'apposito supporto tenderà quindi a sporgere di quel tanto per essere intercettato dal brunitore ed essere quindi lavorato.
Vediamo in concreto cosa accade
dall'immagine si vede subito come nel momento in cui andiamo a premere sul perno, questo oltre che entrare in contatto con il brunitore tende a strisciare in modo concreto sulla superfice della cava del tamburo.
Inoltre si dovrà prestare molta attenzione a dosare la forza con la quale andiamo a premere sul perno da Brunire, in quanto la sezione dei perni in genere è molto piccola mentre la pressione che possiamo esercitare in proporzione può anche risultare molto elevata come anche la coppia che applichiamo al pezzo per imprimere il moto.
Il secondo sistema è quella della brunitura a mano libera che da quanto ho potuto verificare consente di raggiungere a aprità di tempo, una finitura superficiale migliore.
Di seguito riporto il confronto fra i due risultati ottenuti visti in precedenza
Il pòerno di destra è quello realizzato con l'apposito accessorio, mentre quello di sinistra è lo stesso perno ripreso successivamente con il brunitore a mano.
Come possiamo notare la differenza è abbastanza evidente.
Detto questo non significa che che un sistema è migliore dell'altro, ma a parità di tempo e potendo sfruttare determinati mezzi sembra essere quello che offre maggiori aspettative, ma non è tutto...
Come abbiamo detto prima, il rischio di rompere il perno con il Pivotter, soprattutto se non si è proprio smaliziati è abbastanza elevato e anche se all'apparenza quest'ultimo sistema offre maggiori garanzie di stabilità, in realtà risulta un metodo che tende a STRESSARE maggiormente il materiale e quindi in qualche modo può portare ad un potenziale infragilimento del perno finito.
...perchè dico questo?
La risposta me la sarei aspettata dal DOCENTE...ma visto che non è arrivata allora ve la dico io...cosi posso peccare di presunzione, salire in cattedra, insegnare, dire stupidate e fare schifezze di post e di prodotti finiti...(manca ancora qualche cosa?)...
Senza entrare troppo nello specifico analizziamo solo gli aspetti semplici e immediati della questione.
La brunitura a mano libera sottopone il perno ad uno sforzo di FLESSO/TORSIONE
La brunitura con il Pivotter o perno appoggiato sottopone il perno ad uno sforzo di TORSIONE
Dai calcoli di verifica, che se volete posso inserire ma che reputo superflui in quanto spero che vi fidiate...

...risulta che a parità di sforzo di brunitura applicato e a parità di dimensioni del perno, il coefficiente massimo di rottura è più elevato nella sola torsione.
Questo significa che a parità di resistenza del materiale, questo cederà prima se sottoposto a TORSIONE...
E questo aspetto è facilmente verificabile anche nella pratica...in quanto provate a brunire un perno con il pivotter premendo un po di più e vedrete che fine fa il perno e provate a fare lo stesso a mano libera...è molto intuitivo e di facile applicazione per tutti.
Quindi per riassumere, non esiste un sistema migliore dell'altro, ma ognuno deve essere conscio di ciò che comporta realmente la scelta di un sistema rispetto all'altro in modo da poter adeguare i propri mezzi in funzione del risultato che si desidera raggiungere.
Se un Hobbista non dispone del Pivotter, non è detto che non possa fare bene anche usando per assurdo il Dremel...conoscendo i parametri ci si può adeguare...
Ciao