Visto che la cosa ha ormai assunto dimensioni epocali, ma ancora non ci sono state delle risposte a tutte le domande, vorrei poter aprire questa discussione confidando nell'intervento di tutti anche solo per un parere personale...
Parto io con l'esporre il mio personalissimo pensiero, che non è assolutamente detto che possa essere corretto in quanto non ancora del tutto verificato ne smentito da argomentazioni matematiche certe.
Il concetto di riportare un perno su un asse, è sempre stato abortito con asserzioni generiche del tipo "meglio rifare l'intero asse", o "io personalmente preferisco rifare l'asse", oppure "non è accettabile in quanto non in linea con l'alta orologeria" e cosi via...ma senza una giustificazione di tipo tecnico valida.
Per come la vedo io, avendo trovato riscontro sui libri che tale pratica può essere attuata e partendo da questa base, la prima domanda che mi sono fatto quando ho provato a riportare un perno su di un asse è stata:
- si potrà fare?
Visto che ormai mi sono divertito a pasticciare parecchio in questa direzione, quello che posso rispondere è che la cosa è praticabile, ma la difficoltà è elevata per via delle ridottissime dimensioni del componente sul quale andiamo ad operare.
Per quanto sopra, si deve poter disporre di una macchina (tornio) particolarmente precisa e di strumenti di controllo visivo adeguati, nonchè di punte estremamente performanti.
Di esempi ormai ce ne sono tanti, e credo che tutti coloro che si siano cimentati in una foratura con una punta da 0,20 mm sappiano quali sono le difficoltà sia a forare che ottenere un foro perfettamente concentrico.
Inoltre poi rimane il problema del calettamento del riporto, cosa anche questa non sempre agevole proprio per le ridotte dimensioni, e della successiva messa in misura e finitura.
Ora tutti questi aspetti fanno si che tale pratica diventi onerosa in termini di tempo e quindi non facilmente percorribile dal professionista che deve per ragioni economiche fare le cose in modo veloce e subito quanto più preciso possibile.
La seconda domanda che mi sono posto e che ho sperimentato è stata:
- Conviene davvero rifare l'intero asse ?
Avendo sperimentato anche questa opzione, posso riassumere la mia esperienza dicendo che il rifacimento totale di un asse comporta non pochi accorgimenti e un mantenimento della precisione generale non da poco.
Le tolleranze di accoppiamento fra asse e volano devono essere molto strette e anche la lavorazione dello spallamento perfettaemnte a 90°, altrimenti il volano quando fissato girerà storto.
Il diametro sul quale verrà montata la virola della spirale, i perni etc. sono tutte misure da rispettare con assoluta precisione e se si sbaglia si ricomincia da capo...
Altro aspetto importante in questa operazione di ricostruzione è il mantenimento della coassialità.
Credo che molti di voi abbiano provato a girare un pezzo nel mandrino o nella pinza e sappiano cosa significa mantenere la giusta coassialità di serraggio, salvo lavorare fra le punte...operazione quasi impossibile quiando si tratta di eseguire lavorazioni di questa entità.
Quindi si ritorna ancora alla necessità di avere una macchina molto performante e una strumentazione di controllo adeguata, con l'aggravante rispetto al solo riporto del perno, che gli errori che potenzialmente potremo introdurre saranno molto maggiori sia in termini numerici che dimensionali.
Altra ipotesi (se attuabile per via della disponibilità del pezzo) è la sostituzione dell'asse con uno di fornitura, la domanda che mi sono posto è:
- ma è davvero cosi semplice e veloce?
Sulla base delle prove che personalmente ho fatto, posso dire di aver riscontrato che l'espianto di un asse dal suo volano, non è mai una operazione indolore e priva di conseguenze in qualche modo negative.
Come sappiamo l'asse bilanciere viene ribadito in sede all'atto del primo montaggio e in genere non basta asportare il collarino di ribaditura (quando questo sia presente) o tornire lo spallamento per poterlo estrarre dal lato opposto per non avere problemi, in quanto il foro del volano risulterà comunque deformato dallo schiacciamento dell'asse avvenuto all'atto del montaggio.
Per questa ragione spesso ci si trova ad avere un asse originale che "balla" all'interno del volano, senza poi considerare la possibilità che il volano possa in qualche modo deformarsi e perdere la sua planarità, circostanza questa quasi certa, salvo rari casi...
Tornando invece al caso del riporto dei perni, ammesso di aver lavorato davvero male, ci troveremo con un foro fuori centro.
Questo problema si può ovviare durante la finitura del perno, che tornendolo lo si riporta alla giusta concentricità.
Il problema è doppio se i perni sono due, ma la soluzione non cambia
Rimane sempre il fatto di fare un lavoro preciso e questo ammetto che non sia facile ma l'errore che introdurremo, se il volano gira in piano, sarà limitato al solo perno...
Ovviamente in tutte i tre casi, sarà poi necessario verificare che tutto sia a posto e riassumendo:
Riporto di/dei perni
- verifica dell'equlibratura
Rifacimento intero asse
- verifica della planarità del volantino
- verifica della equilibratura
Sostituzione dell'asse
- verifica della planarità del volantino
- verifica della equilibratura
Rimane il fatto che sia nel riporto dei perni che del rifacimento dell'asse gioca un ruolo importantissimo la precisione di lavorazione che venendo a mancare, ovviamente vanifica il lavoro introducendo poi errori gravi di funzionamento.
Questo è solo il mio punto di vista fondato sulla mia personalissima esperienza e non vuole essere un insegnamento per nessuno...
Attendo ora altri punti di vista e esperienze diverse...possibilmente supportate da dati concreti e non solo per sentito dire o solo per dettami legati alla tradizione.
Grazie