Tutto ebbe inizio quando girovagando sulla baia ho notato un annuncio con questa bellissima foto:
Il prezzo era 0,99 centesimi, non c’era nessun acquirente e mancavano un paio di giorni al termine dell’inserzione… non ho resistito ad una corona ad ore 2.
Possiedo un paio di “corona ad ore 2” con quadrante orribilmente sbiadito, chissà forse avrei potuto recuperare almeno il quadrante e rimetterne a posto uno!
Faccio una super offerta a 6 euro e rimango unico partecipante all’asta fino quasi alla fine. Come spesso avviene, all’ultimo momento qualcuno mi soffia l’oggetto. Vabbè, meglio così, ho evitato di avere un ravatto in più!
Invece il venditore un paio di giorni dopo mi contatta con una offerta diretta dato che il vincitore non compra più l’orologio… morale: acquisto l’orologio per 6 euro + 4 euro di spedizione.
Catalogo subito il Komandirskie nell’elenco degli orologi posseduti con una bella “R” dove R sta per “Ravatto”.
Il pacchetto arriva, lo apro con quasi totale indifferenza e… alla vista dell’orologio mi viene quasi un colpo e gli occhi si inumidiscono per l’emozione: il mio primo ZAKAZ MO CCCP!!!!!
E non è finita, il Komandirskie si presenta molto ma molto meglio di quanto previsto… decido immediatamente per il restauro “conservativo” (e tramuto subito la “R” di Ravatto in “B” di Bello, anzi, Bellissimo!).
Qui ovviamente è questione di gusti. A me piacciono molto gli orologi “vissuti”, per cui nonostante abbia il materiale per riportare praticamente “ a nuovo” l’orologio, ho deciso di non toccarne neanche un pezzo e lasciarlo originale così com’è, con tutti i segni del tempo.
A dire il vero sono stato in dubbio sino all’ultimo se cambiare o meno le sfere, un po’ “brunite” dal tempo, ma alla fine ho deciso per l’originale “totale”.
Premesso che il procedimento da me seguito è “personale” e ce ne possono essere tanti altri simili o migliori, vi descrivo come faccio io, sperando che la cosa vi possa essere gradita…
Partiamo quindi con il restauro!!
Iniziamo a togliere lo splendido cinturino marchiato McDonald’s (perché la McDonald’s ora fa anche orologi?).
Si iniziano così a scoprire le parti più sporche…
Togliamo ora la ghiera con l’apposito attrezzo.
Come quale???!!!!
Allora qui si lavora per nulla!!
Questo:
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic.php?t=7358
Questo è il risultato… non schifatevi troppo… avete mai guardato sotto le vostre ghiere?
Ed ecco il sotto della ghiera:
A questo punto “apriamo” il Komandirskie. Armati di “svitaghiere” e di pennellino (e cosa ci fa un pennellino? Vedrete!).
Iniziamo.
Svitiamo con calma l’anello di tenuta di poco, anzi pochissimo. Diciamo un terzo di giro.
Il risultato è questo:
La filettatura dell’anello di tenuta inizia a “sputare” fuori lo sporco. Noi cosa facciamo… lo lasciamo lì? Ovviamente no!Quello sporco, se non lo togliamo, ce lo ritroveremo in buona parte dentro al movimento. Ed allora sotto di pennellino (continuando fino alla fine)!
Dimenticavo di dirvelo. 90 su 100, in qualsiasi condizione vi arrivi, un orologio dotato dei movimenti Vostok 2409, 2414, 2416 (quest’ultimo potrebbe avere solo dei problemi al cuscinetto della massa) non avrà bisogno di revisione del movimento…
L’ho già detto e lo ripeto: per esperienza questi movimenti vanno sempre e… sempre bene!
Come ha detto correttamente Ocram:
ocram ha scritto:
Progettati per durare a lungo, sopportare gli abusi e i maltrattamenti
E durano! Anche dopo 20 – 30 anni senza revisione continuano a partire con un giro di carica e a fare 310° di amplitudine…
Questo Komandirskie non fa accezione.
Quando è arrivato, attentissimo a tenerlo fermo per non farlo partire solo per il movimento impresso per caricarlo, ho dato forse 1/3 di giro di carica ed è partito. A questo punto ho dato per scontato che tutto andasse bene. Questa volta ho sbagliato per eccessiva sicurezza… vedrete in seguito!
Questo ve l’ho detto perché non era mia intenzione procedere alla revisione del movimento, quindi se tutto quello sporco (od anche solo parte di esso) fosse entrata nella cassa…
Ed ecco il dentro:
Si può notare la guarnizione “secca”.
Togliamo la guarnizione e sotto, correttamente, troviamo l’anello distanziatore in metallo.
A questo punto per togliere il movimento dobbiamo estrarre l’albero di carica. Per fare ciò con un qualche attrezzo appuntito spingiamo dolcemente sul pulsante indicato dalla freccia e contemporaneamente tiriamo la corona, non prima di averla svitata e portata in posizione di regolazione dell’ora. Ribadisco il dolcemente e per farvelo fare veramente dolcemente vi instillerò la paura che il pulsante non torni più su e si debba togliere il quadrante per sistemarlo…
Ed eccoci pronti ad estrarre il movimento:
Basterà girare l’orologio con il fondello verso il basso ed interporre qualcosa (tipo la mano

) che impedisca al movimento di finire “spatarrato” sul tavolo o peggio per terra!
Il nostro prezioso movimento insieme al suo anello distanziatore può essere ora collocato in una posizione che lo preservi da ogni rischio:
Ed ecco tutti i pezzi (il movimento è protetto dalla polvere da quella che era una vaschetta contenente canditi per la preparazione della “pastiera napoletana”!).
A questo punto, liberati dalla paura di far danni al movimento o ancor peggio, al quadrante, possiamo tuffare la cassa, le due ghiere ed il fondello nell’acqua saponata e con una spazzolina togliere la maggior quantità possibile di sporco.
Asciugato il tutto controlliamo che non vi siano residui di sporco che, nel caso, potremo eliminare con stracci, stuzzicadenti e similari.
Passiamo ora al vetro.
La soluzione più facile sarebbe quella di cambiarlo, ma noi, puristi, per quanto rovinato, vogliamo il vetro originale (sempre che non sia venato).
Prendiamo allora della carta vetrata da carrozzieri del 1000 e, bagnandola ogni tanto, passiamola sul vetro con movimenti circolari. Ovviamente il vetro è sempre al suo posto nella cassa per cui dobbiamo prestare attenzione a non “lisciare” anche la cassa. Magari sarebbe meglio coprirla con del nastro da carrozzieri ma io non lo faccio…
Questo è il risultato:
Passiamo ora sul vetro con del cotone della pasta abrasiva fine ed ecco il risultato:
Bene, una volta che saremo soddisfatti della pulizia dei nostri pezzi (volendo possiamo anche passare del “Duraglit” sulla cassa) reinseriamo il movimento (attenzione ai pelucchi!!) e rimontiamo l’albero di carica. Per quanto riguarda quest’ultima operazione date un’occhiata qui, dove all’interno dell’articolo sulla revisione del movimento Vostok 2414 Paolo ha elargito preziosi consigli:
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... c&start=15
Cercate la voce “Aggiungo alcune piccole tips e tricks relative all'albero di carica.”
Dopo averla ingrassata con grasso al litio (lo trovate dal ferramenta) rimontiamo anche la guarnizione:
Ed ora, dopo aver messo un bel cinturino azzurro marchiato CCCP, anch’esso bello vissuto, godiamoci lo spettacolo!!!!
Pronti?
Attenti!
Via!
Dopo i primi attimi di stupore senz’altro vi accorgerete che la ghiera non è perfetta, che la cassa è segnata, che il vetro ha qualche righina, che le sfere sono un po’ bruttine, che il cinturino ha visto tempi migliori…
A me però piace così!!!!
Intendiamoci, se fosse NOS non sarebbe male, anzi da un punto di vista estetico ovviamente sarebbe meglio. Però la storia che scorre non si avvertirebbe…
Veniamo ora alle dolenti note a cui accennavo all’inizio.
Finito il lavoro ovviamente avrei voluto indossarlo subito, per cui ho cercato di caricarlo…
Tric. Tric, tric, tric, tric, tric, tric, fssssssss, tric. Tric, tric, tric, tric, tric, tric, fssssssss.
Ach!! Non sapevo che il 2414 fosse un automatico!!
Morale: molla rotta ed io, troppo sicuro di me (o meglio del Komandirskie), non avevo provato a caricarlo completamente (né l’avevo messo al cronocomparatore!).
Per fortuna sono dovuto andare a Genova per lavoro e così ora il Komandirskie monta una molla nuova di zecca acquistata in una famosa fornitura del capoluogo ligure…
Al cronocomparatore invece… uno spettacolo, ma su questo ci avrei giurato!!
Buoni Komandirskie a tutti!!
Ciao
Mattia