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orologio da polso Lcd
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MessaggioInviato: martedì 22 settembre 2009, 19:46 
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Buonasera,

scusate non mi è mai capitato di vedere un orologio che ritarda od anticipa elettronico....Le cause? C'un trimmer da regolare?

Grazie.


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MessaggioInviato: martedì 22 settembre 2009, 21:38 
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Buonasera
Un orologio elettronico ha come base dei tempi l'oscillazione di un quarzo
La precisione nel taglio di qesto quarzo e la corretta realizzazione del circuito elettronico fà si che le regolazioni siano quasi nulle.
Per le tolleranze di lavorazione,dei materiali è comunque prevista la possibilità di forzare il quarzo ad oscillare più velocemete o meno,questo si effettua con un condensatore a capacità variabile chiamato appunto compensatore.
La regolazione però è sconsigliata senza l'ausilio di appropiata apparecchiatura di controllo,si possono fari danni irreversibili
Salutissimi
Pierino la peste

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L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione
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MessaggioInviato: venerdì 25 settembre 2009, 15:09 
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Buonasera (mi adeguo :)),
Condivido ed estendo quanto detto da Pierino, il condensatore variabile è uno dei metodi più usati. Tuttavia da diverso tempo i vari produttori (ETA, Ronda, Seiko per citarne alcuni) sfruttano le proprietà del quarzo in modo diverso e il circuitino RC (resistenza/condensatore) per accordare l'oscillatore non è più presente.

Ci si basa sul seguente principio: la frequenza di oscillazione di un cristallo di quarzo può essere determinata in maniera esatta a partire del modo in cui è tagliato, e oggi le macchine per tagliare i quarzi garantiscono una precisione e una ripetibilità sufficienti. Certo nel corso della sua "vita" il quarzo invecchierà - modificando la propria frequenza di oscillazione - ma le variazioni con l'invecchiamento sono all'atto pratico trascurabili (poche parti per milione all'anno). L'unico vero problema è la temperatura di lavoro.

Infatti la frequenza di oscillazione del quarzo cambia con la temperatura, seguendo una curva molto precisa e determinabile sia in fase di progetto che in fase di verifica. Di solito la temperatura media di lavoro è grossomodo quella che l'orologio assume a contatto con il corpo, ma le variazioni possono essere piuttosto significative, anche di decine di gradi (si pensi a quando ci si toglie l'orologio per metterlo sul comodino).
Per compensare queste variazioni si procede in questo modo:
- Si taglia il quarzo per oscillare ad una frequenza un po' più alta di quella necessaria.
- Nel circuito integrato che gestisce il quarzo viene memorizzata la "mappa" di variazione della frequenza con la temperatura.
- Si inserisce un sensore di temperatura nel movimento (di solito all'interno dello stesso integrato che controlla il quarzo).
In questo modo si è realizzato un movimento che "batte" più velocemente del richiesto alla temperatura di lavoro.

Il circuito integrato controlla costantemente la temperatura a cui si trova e la confronta con la mappa in memoria. Ogni tot minuti (da 1 a 10, tipicamente) il circuito "ruba" uno o più impulsi dal conteggio a secondo della temperatura rilevata, rallentando di fatto la corsa.
Il tempo medio a questo punto risulta corretto, mentre il tempo istantaneo può non esserlo (è il motivo per cui l'ETA in questi movimenti suggerisce di tenere sotto controllo la frequenza di oscillazione per almeno 10 minuti).
Questo sistema ad annullamento degli impulsi consente di fare a meno di un componente costoso (il condensatore variabile) e di una altrettanto costosa procedura di taratura in fabbrica.
Risultato: niente più trimmer da regolare. Se il movimento è completamente digitale (solo display, senza lancette) l'anticipo/ritardo è solitamente indicazione di un guaio serio, tale da richiedere la sostituzione del movimento.
Su un quarzo a lancette, i problemi sono praticamente sempre sulla parte meccanica (sfere che toccano, ingranaggi difettosi o non correttamente lubrificati).
// ocram


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MessaggioInviato: venerdì 25 settembre 2009, 19:18 
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grazie Ocram
Splendida precisazione
Salutissimi
Pierino la peste

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MessaggioInviato: sabato 13 febbraio 2010, 11:14 
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ocram ha scritto:
Condivido ed estendo quanto detto da Pierino, il condensatore variabile è uno dei metodi più usati. Tuttavia da diverso tempo i vari produttori (ETA, Ronda, Seiko per citarne alcuni) sfruttano le proprietà del quarzo in modo diverso e il circuitino RC (resistenza/condensatore) per accordare l'oscillatore non è più presente.

Certo nel corso della sua "vita" il quarzo invecchierà - modificando la propria frequenza di oscillazione - ma le variazioni con l'invecchiamento sono all'atto pratico trascurabili (poche parti per milione all'anno). L'unico vero problema è la temperatura di lavoro.

- Nel circuito integrato che gestisce il quarzo viene memorizzata la "mappa" di variazione della frequenza con la temperatura.
- Si inserisce un sensore di temperatura nel movimento (di solito all'interno dello stesso integrato che controlla il quarzo).
In questo modo si è realizzato un movimento che "batte" più velocemente del richiesto alla temperatura di lavoro.

Questo sistema ad annullamento degli impulsi consente di fare a meno di un componente costoso (il condensatore variabile) e di una altrettanto costosa procedura di taratura in fabbrica.
Risultato: niente più trimmer da regolare. Se il movimento è completamente digitale (solo display, senza lancette) l'anticipo/ritardo è solitamente indicazione di un guaio serio, tale da richiedere la sostituzione del movimento.
Su un quarzo a lancette, i problemi sono praticamente sempre sulla parte meccanica (sfere che toccano, ingranaggi difettosi o non correttamente lubrificati).


Ho da porvi una domanda. :cry:
Ho da poco acquistato un Breitling aerospace che monta il calibro ETA 998.332 certificato cosc ma non termocompesato.
Ho rilevato la marcia dell'orologio confrontandolo sia con un orologio radiocontrollato sia con un orologio casio con funzioni di gps che riceve l'ora esatta direttamente dai satelliti.
Dopo 13 giorni porta udite udite un ritardo di 1 sec e 80 centesimi tanti per un movimento certificato molti rispetto ad altri orologi al quarzo abbastanza precisi (casio e momo design) che hanno nello stesso periodo presentato un ritardo o un anticipo sotto il secondo.
Premetto che tutti gli orologi non sono mai stati indossati in questi 13 giorni e sono stati tutti soggetti alla stessa temperatura che è stata di circa 19 gradi con oscillazioni di massimo 2 gradi.
Premetto che il calibro ETA 998.332 prevede sia il display digitale che le sfere.
L'orologio ha circa 10 anni e chiaramente il certificato cosc è un lontano ricordo visto però che molte persone che hanno questo orologio ne hanno apprezzato la precisione vorrei sapere se il movimento presenta il condensatore variabile o qualche sistema per regolare la marcia senza arrivare alla revisione completa almeno che questa non risolva il problema.
Oppure è meglio aspettare e controllarlo anche durante il periodo estivo.
Allego una foto del movimento e un documento con i criteri per rilasciare un certificato cosc:

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MessaggioInviato: domenica 14 febbraio 2010, 4:33 
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germen ha scritto:
ocram ha scritto:
Condivido ed estendo quanto detto da Pierino, il condensatore variabile è uno dei metodi più usati. Tuttavia da diverso tempo i vari produttori (ETA, Ronda, Seiko per citarne alcuni) sfruttano le proprietà del quarzo in modo diverso e il circuitino RC (resistenza/condensatore) per accordare l'oscillatore non è più presente.

Certo nel corso della sua "vita" il quarzo invecchierà - modificando la propria frequenza di oscillazione - ma le variazioni con l'invecchiamento sono all'atto pratico trascurabili (poche parti per milione all'anno). L'unico vero problema è la temperatura di lavoro.

- Nel circuito integrato che gestisce il quarzo viene memorizzata la "mappa" di variazione della frequenza con la temperatura.
- Si inserisce un sensore di temperatura nel movimento (di solito all'interno dello stesso integrato che controlla il quarzo).
In questo modo si è realizzato un movimento che "batte" più velocemente del richiesto alla temperatura di lavoro.

Questo sistema ad annullamento degli impulsi consente di fare a meno di un componente costoso (il condensatore variabile) e di una altrettanto costosa procedura di taratura in fabbrica.
Risultato: niente più trimmer da regolare. Se il movimento è completamente digitale (solo display, senza lancette) l'anticipo/ritardo è solitamente indicazione di un guaio serio, tale da richiedere la sostituzione del movimento.
Su un quarzo a lancette, i problemi sono praticamente sempre sulla parte meccanica (sfere che toccano, ingranaggi difettosi o non correttamente lubrificati).


Ho da porvi una domanda. :cry:
Ho da poco acquistato un Breitling aerospace che monta il calibro ETA 998.332 certificato cosc ma non termocompesato.
Ho rilevato la marcia dell'orologio confrontandolo sia con un orologio radiocontrollato sia con un orologio casio con funzioni di gps che riceve l'ora esatta direttamente dai satelliti.
Dopo 13 giorni porta udite udite un ritardo di 1 sec e 80 centesimi tanti per un movimento certificato molti rispetto ad altri orologi al quarzo abbastanza precisi (casio e momo design) che hanno nello stesso periodo presentato un ritardo o un anticipo sotto il secondo.
Premetto che tutti gli orologi non sono mai stati indossati in questi 13 giorni e sono stati tutti soggetti alla stessa temperatura che è stata di circa 19 gradi con oscillazioni di massimo 2 gradi.
Premetto che il calibro ETA 998.332 prevede sia il display digitale che le sfere.
L'orologio ha circa 10 anni e chiaramente il certificato cosc è un lontano ricordo visto però che molte persone che hanno questo orologio ne hanno apprezzato la precisione vorrei sapere se il movimento presenta il condensatore variabile o qualche sistema per regolare la marcia senza arrivare alla revisione completa almeno che questa non risolva il problema.
Oppure è meglio aspettare e controllarlo anche durante il periodo estivo.
Allego una foto del movimento e un documento con i criteri per rilasciare un certificato cosc:

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Carissimi
Non sò voi ma quando leggo commenti di tal fattura sono alquanto perplesso,molto perplesso
Salutissimi
Pierino la peste

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MessaggioInviato: domenica 14 febbraio 2010, 11:00 
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pierino-la-peste ha scritto:
Carissimi
Non sò voi ma quando leggo commenti di tal fattura sono alquanto perplesso,molto perplesso
Salutissimi
Pierino la peste


Capisco che in questo forum il quarzo non è molto apprezzato ma la mia era semplicemente una domanda chiedevo cortesemente ad esperti orologiai come Voi se una revisione completa di un orologio fatta ad esempio presso un centro autorizzato (con sostituzione eventuale di qualche componente) possa in qualche modo risolvere un problema di marcia ammesso che tale ritardo dell'orologio possa o meno essere imputato a qualche difetto.
La mia domanda sorge dalla convinzione che gli orologi al quarzo che non superano la fase di certificazione (per il quarzo si parla di +- 0,07 sec. al giorno) non penso che vengano cestinati.
Credo che in quello che ho scritto non ci sia nulla di grottesco ma soltanto il modo di cercare di apprendere qualcosa in più.


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MessaggioInviato: domenica 14 febbraio 2010, 12:58 
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germen ha scritto:
Ho da poco acquistato un Breitling aerospace che monta il calibro ETA 998.332 certificato cosc ma non termocompesato.
Ho rilevato la marcia dell'orologio confrontandolo sia con un orologio radiocontrollato sia con un orologio casio con funzioni di gps che riceve l'ora esatta direttamente dai satelliti.
Dopo 13 giorni porta udite udite un ritardo di 1 sec e 80 centesimi tanti per un movimento certificato molti rispetto ad altri orologi al quarzo abbastanza precisi (casio e momo design) che hanno nello stesso periodo presentato un ritardo o un anticipo sotto il secondo.

pierino-la-peste ha scritto:
Carissimi
Non sò voi ma quando leggo commenti di tal fattura sono alquanto perplesso,molto perplesso
Salutissimi
Pierino la peste


Su questo argomento esistono a mio avviso almeno due punti di vista: quello di chi ha ben chiaro il senso delle proporzioni (senso che ha fatto sobbalzare molti di noi a leggere questa domanda :o ) e quello di chi acquista uno strumento con prestazioni dichiarate apparentemente diverse da quelle riscontrate.
Per fortuna l'uno non esclude l'altro, e sono certo che Germen convive allegramente con uno scarto di due secondi ogni due settimane.
Dunque, dopo l'iniziale "sobbalzo" di cui sopra, mi tuffo volentieri nella discussione.

Di tutte le cause che possono affliggere la stabilità di un risonatore al quarzo, temperatura e invecchiamento sono le più significative. La prova eseguita da Germen tende ad escludere l'effetto della temperatura, quindi mi limito a verificare l'invecchiamento.
A questo proposito, faccio una mia personale osservazione sulla certificazione COSC per i movimenti al quarzo. E' abbastanza evidente che la certificazione inserisca vincoli "esterni" alla precisione in senso stretto (tipo le prove di impatto) per evitare che un orologio uscito dall'ovetto kinder possa passare allegramente le prove. Però non mi è chiaro ( o forse sì :) ) il motivo per cui l'invecchiamento non è minimamente preso in considerazione...

Facciamo due conti supponendo che il movimento fosse perfetto al momento della fabbricazione. Detto in altri termini, se in un giorno ci sono 86.400 secondi, anche il movimento contava esattamente 86.400 secondi al giorno.
Ora introduciamo l'errore per invecchiamento, supponendo un valore ragionevole di 5 parti per milione (5 ppm) all'anno. Se in un anno la frequenza di oscillazione si modifica di 5 ppm, in dieci anni lo scarto per invecchiamento sarà 10 volte tanto, ovvero 50 ppm (non è proprio così, ma non è il caso di complicare troppo il discorso visti i nostri scopi). Vediamo come si è modificato il conteggio dei secondi e quindi lo scarto:
scarto = 86.400 * 50/1.000.000) = 4,32 sec/giorno
A dieci anni dalle regolazioni in fabbrica, quando il nostro movimento era perfetto, ci ritroviamo con + o - 4 secondi abbondanti di scarto al giorno (i quarzi tendono ad invecchiare nella direzione del ritardo, ma non è una regola fissa).

Mi pare quindi che l'orologio si stia comportando molto bene, con uno scarto di meno di 0,2 sec/giorno largamente entro i parametri di fabbricazione. E questo è un primo punto.

Il secondo punto è: si può correggere? La risposta qui è più difficile...
Abbiamo visto che si tratta di un movimento di nuova concezione, cioè senza trimmer capacitivo.
Per regolare questi movimenti (quando è possibile farlo) sono necessarie apparecchiature specifiche piuttosto costose e solitamente di pertinenza del fabbricante o di laboratori molto ben attrezzati.
All'atto pratico, la regolazione consiste in una "rimappatura" delle tabelline di compensazione in funzione della nuova frequenza del quarzo.
A secondo del supporto di memoria usato nel movimento, la rimappatura è reversibile (es: ETA) o irreversibile (es: Seiko).

Siamo arrivati all'ultimo punto: vale la pena mandare l'orologio a regolare?
Mah, a questo punto farei rientrare in gioco il senso delle proporzioni... ;-)

// ocram


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MessaggioInviato: domenica 14 febbraio 2010, 14:22 
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Davvero i miei complimenti Ocram per l'esposizione didattica e per la pazienza :wink:

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MessaggioInviato: domenica 14 febbraio 2010, 14:39 
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per me lascialo così ..se no ti vai a ingarbugliare in strade tortuose che non ne esci più.... 8)

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MessaggioInviato: domenica 14 febbraio 2010, 15:26 
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Iscritto il: sabato 31 ottobre 2009, 12:10
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La mia era principalmente una curiosità e una speranza che ci potesse essere una qualche sorta di "rimappatura" del movimento così se un giorno dovessi decidere di farlo revisionare per altri motivi è bello sapere di riavere un orologio anche ben regolato. :eek:
Gli automatici sono sicuramente un gradino più in alto lo ammetto.
Grazie di cuore per i consigli che mi avete dato e per la spiegazione dettagliata di ocram.


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MessaggioInviato: domenica 14 febbraio 2010, 15:27 
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Iscritto il: giovedì 24 aprile 2008, 9:42
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Doppio Bilanciere ha scritto:
per me lascialo così ..se no ti vai a ingarbugliare in strade tortuose che non ne esci più.... 8)


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MessaggioInviato: domenica 14 febbraio 2010, 16:12 
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scusate provo a dire la mia :-D
premesso che lo scarto di tempo è ridicolo e che poi e poi mai fare interventi per cosi poco + che rimappare non converrebbe :1 sostituire tutto il componente elettronico 8circuito+quarzo) o in alternativa per mantenere + possibilmente l'originalità del movimento sostituire il quarzo? :nackt:

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