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Re: evoluzione tecnica del cronografo da polso
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MessaggioInviato: venerdì 31 marzo 2023, 17:19 
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quanto al pignone oscillante,che semplifica non di poco il sistema del ballerino, era stato ideato da Heuer in un tasca,venne poi ripreso da Venus nel cal 170 e da valjoux nei calibri 77 e 92 degi primi anni 50


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Re: evoluzione tecnica del cronografo da polso
MessaggioInviato: venerdì 31 marzo 2023, 17:21 
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grazie,
e del pignone oscillante?
del venus 140?
8-)


sei troppo veloce... :roll:


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Re: evoluzione tecnica del cronografo da polso
MessaggioInviato: venerdì 31 marzo 2023, 17:23 
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...manca una menzione al calibro 140 venus


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Re: evoluzione tecnica del cronografo da polso
MessaggioInviato: venerdì 31 marzo 2023, 17:49 
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il venus 140,sia in versione monopulsante ,che in versione bipulsante dovrebbe risalire alla seconda metà anni trenta,secondo alcuni sarebbe stato adottato anche da Rolex per un suo modello

io non mi esprimo in quanto tali affermazioni vengono fatte da persone molto competenti come claudio ascari (passionesub), tuttavia nutro seri dubbi in quanto trattasi di calibro economico non

solo per la presenza del pignone oscillante al posto del ballerino ,ma per tutto l'insieme assai poco armonico IMHO


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Re: evoluzione tecnica del cronografo da polso
MessaggioInviato: venerdì 31 marzo 2023, 18:00 
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sempre a cavallo tra la fine degli anni trenta e i primi anni 40 nascono le versioni dotate di rattrappante

il calibro più prestigioso in tal senso è sicuramente il 16000 di eberhard (basi R 65 e R 70) ,seguito poi da vari venus (179/185/190)

la produzione Venus che secondo alcuni fu di un migliaio di esemplari in tutto,fu quasi totalmente impiegata da Breitling ,e alcuni esemplari anche da Record e Certina

anche del Landeron 39 fu fatta in pochi esemplari una versione rattrappante a marchio Butex

anche su Valjoux 55 venne montata la rattrappante negli anni 50,12 modelli furono fatti da Rolex,altri da Minerva,una versione con affissione a 24 ore per uso militare fu fatta su questa base

da Universal Geneve per Cairelli



nel 1940 compare anche il MONORATTRAPPNTE di Loventhal generalmente su base Bovet 84 (variante R 22)


nel 1948 debutta l INDEX MOBILE di Dubey Schaldenbrand di solito su basi Landeron,ma talora anche base Venus


Ultima modifica di celestograph il venerdì 31 marzo 2023, 18:55, modificato 1 volta in totale.

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Re: evoluzione tecnica del cronografo da polso
MessaggioInviato: venerdì 31 marzo 2023, 18:02 
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naturalmente non vengono trattati i cronografi costruiti su base artigianale in piccolissimi numeri dalle grandi marche come Patek Philippe,Cartier o Audemars Piquet e pochi altri


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Re: evoluzione tecnica del cronografo da polso
MessaggioInviato: venerdì 31 marzo 2023, 18:10 
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una altra complicazione aggiunta al cronografo è il calendario

verso il 1942 è universal geneve a presentare il suo DATOCOMPAX (tre contatori + contatore datario al 12)

di lì a poco angelus introduce il calibro 217 CHRONODATO

nel 1944 appare il leggendario Tricompax di universal geneve

parallelamente appaiono i primi crono- calendari tripli su base Reymond 13

questi però avranno grande sviluppo solo nella seconda metà anni 40 col passaggio dal calibro R 13 al calibro R23 (modifica del ballerino) e quindi avremo in sequenza R23C (raro)

R72C diffusissimo e R 88 con l'aggiunta della fasi lunari


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Re: evoluzione tecnica del cronografo da polso
MessaggioInviato: venerdì 31 marzo 2023, 18:13 
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naturalmente anche Venus aggiunge varie forme di calendario ai suoi calibri cronografici ,dalla data a doppia finestrella, ai calendari con quadrantino al 12 ,con e senza fasi lunari


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Re: evoluzione tecnica del cronografo da polso
MessaggioInviato: venerdì 31 marzo 2023, 18:14 
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lo stesso fa Angelus con il calibro 252 verso il 1948


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Re: evoluzione tecnica del cronografo da polso
MessaggioInviato: venerdì 31 marzo 2023, 18:15 
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anche Landeron negli anni 50 produce alcuni cronocalendari,(cal 80-185)


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Re: evoluzione tecnica del cronografo da polso
MessaggioInviato: venerdì 31 marzo 2023, 18:45 
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Interessantissimo post tutto da leggere. ::-bravo2 L'unico neo che trovo è che un pò troppo frazionato, sarebbe stato meglio un solo post, al massimo due per raccogliere tutte le informazioni e non scaglionarle in così tanti messaggi spezzettati, a mio modesto parere. C'è il rischio di far fatica a ricoedare i collegamenti. :-o

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"L'Universo mi imbarazza e non riesco a pensare che questo orologio esiste e non ha un orologiaio" (Voltaire)


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Re: evoluzione tecnica del cronografo da polso
MessaggioInviato: venerdì 31 marzo 2023, 18:57 
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caro Cipster,sto andando a braccio e a memoria come farei in un discorso tra amici, sviluppare un intero testo non era nel piano iniziale che poi si è sviluppato via via che procedevo


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Re: evoluzione tecnica del cronografo da polso
MessaggioInviato: venerdì 31 marzo 2023, 19:12 
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Arriviamo così al momento della comparsa dei primi cronografi a carica automatica nel 1969

Lo zenith 3019 EL PRIMERO che negli anni settanta comparira' anche con calendario triplo e fasi lunari sotto il nome di ESPADA

il calibro Buren 11 e successivi di tipo modulare usato da Breitling Buren Hamilton Heuer che si erano appositamente consorziati

nel 1972 alche Lemania sforna il suo calibro1340 usato da tutto il gruppo Omega Tissot

poco dopo arriva il valjoux 7750 che diviene col tempo il calibro cronografico più diffuso

nel 1975 viene prodotto in due varianti il cronografo TDBK di tipo modulare

e buon ultimo sul finire della decade il lemania 5100 che diverrà un best seller in ambito militare


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Re: evoluzione tecnica del cronografo da polso
MessaggioInviato: venerdì 31 marzo 2023, 19:17 
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io mi fermo qui,ma sono pronto a rispondere a chi volesse fare delle domande

aggiungo solo che in commercio si dovrebbe ancora trovare un libro monografico sui cronografi scritto da Lang e Meis per le edizioni Calweis in tedesco ma esisteva anche la versione in italiano


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Re: evoluzione tecnica del cronografo da polso
MessaggioInviato: venerdì 31 marzo 2023, 22:54 
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Molto bello, mi piace, grazie


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