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L'anno che vide i russi sbarcare in Italia... - 3 -
Autore Messaggio
MessaggioInviato: sabato 26 settembre 2009, 10:30 
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Per gentile concessione del disponibilissimo amico forumista Nene, proprietario delle immagini, proseguiamo oggi con un'interessantissima serie di articoli un po' enfatici e non privi di errori, comparsi sulla stampa, a supporto del lancio in Italia di alcuni dei marchi più prestigiosi dell'orologeria sovietica.

Chi ha qualche annetto sulle spalle, ricorderà negli anni '80 l'enorme successo dei Raketa, per citare un marchio a caso, reperibili in quel periodo a caro prezzo nelle migliori orologerie e gioiellerie della città.

All'epoca passarono quasi sotto silenzio gli SLAVA, forse perchè la maggior parte di quelli destinati al mercato italiano erano di tipo celebrativo con tema Perestroika, quadranti un po' impegnativi e non sempre graditi dal grande pubblico.
Seguirono quindi la stessa via commerciale dei più quotati RAKETA ma con minore successo e apprezzamento da parte del pubblico.


Dalla rivista "Orologi e non solo" - 1989



CLICCARE SULLE IMMAGINI PER INGRANDIRLE

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Una pagina pubblicitaria a supporto del lancio (decisamente molto essenziale, forse perchè un buon prodotto non ha bisogno di mille parole, però i fatti hanno dimostrato che qualche parola in più, una più valida comunicazione, avrebbe forse aiutato una migliore diffusione):

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[MODE PUBBLICITA' ON] Il modello analogo è in vendita nel Mercatino, un pezzo non consueto e di pregio per i collezionisti, una preziosa testimonianza di un'epoca che ha portato alla caduta del muro di Berlino. [MODE PUBBLICITA' OFF]


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MessaggioInviato: sabato 26 settembre 2009, 12:19 
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Notare la data 1989 :o


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MessaggioInviato: sabato 26 settembre 2009, 12:28 
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Iscritto il: venerdì 11 settembre 2009, 1:36
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sarà come dici poiché e scritto..
ma i russi che ho visto io,in questi ultimi anni a partire dal 89(caduta del famoso muro),e grazie al tesoro siberiano non mi sembra che indossino,raketa,slava,poljot,vostok ma Rolex,PP,VC e ben altro ::-pensss la mia opinione da quello che ho visto.
adesso ce li rimandono indietro...ed alcuni ne fanno oggetti da collezione. :(


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MessaggioInviato: sabato 26 settembre 2009, 13:59 
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Iscritto il: giovedì 9 ottobre 2008, 10:22
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Località: Ichnussa
arcana ha scritto:
sarà come dici poiché e scritto..
ma i russi che ho visto io,in questi ultimi anni a partire dal 89(caduta del famoso muro),e grazie al tesoro siberiano non mi sembra che indossino,raketa,slava,poljot,vostok ma Rolex,PP,VC e ben altro ::-pensss la mia opinione da quello che ho visto.
adesso ce li rimandono indietro...ed alcuni ne fanno oggetti da collezione. :(


Ti ringrazio della tua utilissima ed insostituibile testimonianza su fatti finora a noi sconosciuti (è solo da oltre 30 anni che frequento la Russia!) e per la tua osservazione decisamente acuta.
:help: :ops:

Francamente non è la prima volta che mi sfugge il senso del tuo scrivere.
:owned:


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MessaggioInviato: domenica 27 settembre 2009, 1:12 
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Iscritto il: venerdì 11 settembre 2009, 1:36
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Cita:
citazione 8bit
Ti ringrazio della tua utilissima ed insostituibile testimonianza su fatti finora a noi sconosciuti (è solo da oltre 30 anni che frequento la Russia!) e per la tua osservazione decisamente acuta.
Francamente non è la prima volta che mi sfugge il senso del tuo scrivere.

e per questa sacrosanta ragione,che mi sono iscritto...perché mi sia tracciato il solco del sapere...in tutto.
e poi scusa mica posso ripassare...tutto quello che é stato scritto finora.
mi perderei le tue interessanti discussioni...sull'amata Russia,che ho visitato.
Intendi che il mio scrivere sia senza senso?
da quando?
la battuta inconsapevole sul tuo 3D di vendita...
la fonte di tale discordia vien da là...
un uomo di mondo come te...ma dai sù
sono iscritto sù diversi fora...e mai mi é capitato tale giudizio.
non ne fare un 'affare personale,se c'era una battutina tra mé e Sergio.
Mi sembra di averti chiesto scusa pubblicamente.
se poi ritieni perché sei più anziano(sul forum)di fare delle leggi tue,ti sbagli di grosso.Tale giudizio lo lasciamo agli amministratori e moderatori,che sapranno sapientemente il da farsi.
continua a leggere http://www.saperdaesuentu.it/lughes/index.htm
:hallo:


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MessaggioInviato: domenica 27 settembre 2009, 14:44 
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arcana ha scritto:
Intendi che il mio scrivere sia senza senso?


Non mi permetterei mai...

:hallo:


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MessaggioInviato: lunedì 28 settembre 2009, 0:27 
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ottobit ha scritto:
arcana ha scritto:
Intendi che il mio scrivere sia senza senso?

Cita:
citazione ottobit
Non mi permetterei mai...

strano...da quando citato prima,non sembra.
Cita:
citazione ottobit
Francamente non è la prima volta che mi sfugge il senso del tuo scrivere.

comunque il mio intervento,era dovuto a questo paragrafo...
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per quello che ho visto io,la maggior parte dei russi...non porta più di questi orologi,si sono europeanizzati...anche se fanno ancora le file per il pan carré...


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MessaggioInviato: lunedì 28 settembre 2009, 6:45 
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L'articolo in questione riguarda un periodo della seconda metà degli anni '80 quando in Europa e soprattutto in Italia si guardava con grande fiducia, entusiasmo e ammirazione al nascente nuovo corso in Unione Sovietica, mi riferisco a quel modo di fare politica, alle riforme, al nuovo corso che abbiamo conosciuto con i termini di Glasnost e Perestroika.

"Glasnost è stata utilizzata da Mikhail Gorbačëv, a partire dal 1986, per identificare una nuova attitudine a non celare le difficoltà, a discuterne liberamente "in modo trasparente" e criticamente.
L'insieme delle riforme poste in essere nel modo di selezionare i quadri del Pcus, al fine di combattere la corruzione e i privilegi dell'apparato politico prese invece il nome di perestrojka (ristrutturazione).
Glasnost indica dunque un'attitudine, mentre perestrojka una politica".

Questa nuova immagine dell'Unione Sovietica, i fermenti che portarono poi all'abbattimento del muro di Berlino appassionarono particolarmente i giovani della mia generazione e non solo.
Personalmente, come ho già avuto modo di raccontare in altri post, viaggiavo in Urss già da diversi anni attraverso missioni culturali prima e politiche poi, e da quasi subito mi appassionai al sistema produttivo e ai prodotti sovietici, orologi e attrezzature fotografiche in testa.

Ovviamente fino a quell'epoca per i russi non c'era molta scelta, parliamo di orologi, per gli acquisti ci si doveva rivolgere al mercato interno.
E' chiaro, come sempre accade, che pur essendo eccezionale il minestrone della nonna, se servita tutti i giorni alla fine si preferisce perfino un panino da Mc Donald, così non ci si stupisce se oggi pochissimi russi indossano orologi di produzione locale, peraltro scaduti dal punto di vista creativo (a parte alcune importanti eccezioni), in alcuni rari casi anche da quello tecnico-produttivo.
Non stupisce quindi che il russo-medio abbia sentito la voglia e il bisogno, in un processo quasi compulsivo di occidentalizzazione, di acquisire gli status-symbol del mondo occidentale ripudiando quelli che ai loro occhi sono ormai oggi solo orologi per "poveracci".

Tornando in tema, il successo in Italia nella seconda metà degli anni '80 di alcune marche sovietiche fu quindi determinato da un positivo accoglimento del nuovo corso sovietico, così nacquero anche delle linee di abbigliamento, prese maggior piede l'importazione delle Uaz, al polso molti radical-chic e non solo ostentavano un Raketa, un Poljot, uno Slava o un Boctok, insomma come spesso accade Glasnost e Perestroika divennero MODA e come tutte le mode destinate a tramontare.

Quello che rimase e rimane tuttora è la passione, prima di pochi, oggi di molti -sebbene stiamo sempre parlando di una piccola nicchia- per un tipo di orologeria dalle indubbie qualità creative e tecniche, sempre oggetto di appassionanti discussioni fra esperti svizzerofili e russofili (a dire il vero personalmente poco interessanti) e il piacere di diffondere quel po' di conoscenze acquisite sul campo in anni di frequentazioni, anche nelle fabbriche dove venivano e vengono prodotti, e vedere che gli appassionati o semplici estimatori o anche i curiosi (sempre benvenuti!) pian piano si avvicinano e aumentano di giorno in giorno.

Quanto sta accadendo è anche merito di questo forum e di quanti con passione condivisa mi aiutano a tenere viva questa piccola sezione, contribuendo con materiali, ricerche, conoscenze, splendidi passo-passo inediti sulla rete relativi a revisioni, dubbi e piccole angosce.
Sezione che sta crescendo a piccoli passi ospitando interventi sempre più colti e appassionati e avvicinando anche collezionisti di altri generi, come posso non ringraziare quanti con passione stanno condividendo questo percorso?
Lo faccio adesso, qui:


G R A Z I E ! ::--congrat :ìò


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MessaggioInviato: lunedì 28 settembre 2009, 12:27 
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Località: La Spezia
Bella ed interessante disamina del perché un russo di oggi (inteso come persona) non porti un russo al polso (inteso come orologio :o ).

I tuoi commenti, Paolo, possono essere condivisibili o meno, ma senz’altro denotano uno spirito curioso e critico che, insieme alla tua disponibilità nel mettere a disposizione di tutti le tue conoscenze, ha aiutato ed aiuta chi si interessa di orologeria russa :D .

Ho già scritto in altro luogo che la colpa, del mio interesse in questa “piccola nicchia” è in buona parte tuo ::-smuove , per cui in qualità di uno che legge e scrive (anche) in questa sezione ricambio i ringraziamenti incrementandoli a dismisura dato che il percorso, in qualità di iniziatore/curatore, lo hai iniziato e lo prosegui tu!

::--congrat

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: martedì 29 settembre 2009, 14:31 
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Iscritto il: mercoledì 23 settembre 2009, 12:27
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Quindi ottobit andavi in URSS a visitare le fabbriche. Mi puoi dire se è vero quello che ho letto non mi ricordo dove, che la fabbrica dei Raketa era organizzata con gli operai in piccoli gruppi, non con le linee di montaggio? :)
°°coàest°


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MessaggioInviato: martedì 29 settembre 2009, 14:50 
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Iscritto il: giovedì 9 ottobre 2008, 10:22
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Località: Ichnussa
Vilma ha scritto:
Quindi ottobit andavi in URSS a visitare le fabbriche. Mi puoi dire se è vero quello che ho letto non mi ricordo dove, che la fabbrica dei Raketa era organizzata con gli operai in piccoli gruppi, non con le linee di montaggio? :)
°°coàest°


Carissima Vilma,
lieto che la cosa sia di tuo interesse.
Dipende dal periodo, come è accaduto, sebbene in periodi diversissimi fra loro, in Italia e in altre parti del mondo, anche i sovietici hanno sperimentato e adottato nel tempo diverse modelli organizzativi nella gestione e nella produzione.
La lavorazione delle parti, così come l'assemblaggio dei movimenti e l'incassaggio avveniva, come credo in altri stabilimenti nel mondo, integralmente a cura della stessa persona e in certi casi di piccolissimi guppi (solo ai macchinari di produzione).
La mia presenza non era ovviamente costante quindi le cose potevano sempre cambiare anche senza che ne fossi avvertito... :-D

Qui vedi la mia amica Irina al lavoro...

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MessaggioInviato: martedì 29 settembre 2009, 19:25 
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interessante
e i raketa li assemblavano sempre a Petrodvorets?
scusa la mia ignoranza,quelli sul tavolo di Irina sono Molnjia?
mi sembrano piuttosto grandi dai vari raketa...
forse incomincio a metabolizzare...i tuoi vari topic.
dunque ti occupavi(forse)di import dei citati oggetti,già nel lontano 61'...
dalla foto di Irina siamo giù di li',come anni...
complimenti per la tua cultura sia orologiera russa ed altro...
uno non finisce mai d'imparare... ::-bravo2


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MessaggioInviato: martedì 29 settembre 2009, 20:07 
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arcana ha scritto:
interessante
e i raketa li assemblavano sempre a Petrodvorets?
scusa la mia ignoranza,quelli sul tavolo di Irina sono Molnjia?
mi sembrano piuttosto grandi dai vari raketa...
forse incomincio a metabolizzare...i tuoi vari topic.
dunque ti occupavi(forse)di import dei citati oggetti,già nel lontano 61'...
dalla foto di Irina siamo giù di li',come anni...
complimenti per la tua cultura sia orologiera russa ed altro...
uno non finisce mai d'imparare... ::-bravo2


I Raketa venivano assemblati dalla "Petrodvorets Watch Factory", con sede a Peterhof, a breve distanza da San Pietroburgo.
La foto è tratta dall'archivio Boctok e viene concessa a scopo documentativo (puoi leggere altre info qui: http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... 0&start=15).
Nel lontano '61 avevo 2 anni ed in effetti mi dicono che ero molto precoce in diverse cose (soprattutto nel rompere le balle... :-D ) ma non fino al punto da fare l'importatore-baby.
Andavo in Urss in missione culturale prima e politica poi, ho continuato ad andarci come amministratore pubblico (pagando di tasca mia!), come docente e come privato cittadino fino a pochi anni fa, quasi mai come turista piuttosto direi come "osservatore" e appassionato della cultura e delle tradizioni, oltre che di una particolare qualità che poco ha a che fare con la culinaria: le gnocche! :-D


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MessaggioInviato: martedì 29 settembre 2009, 22:44 
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Iscritto il: venerdì 11 settembre 2009, 1:36
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grazie per il link...molto istruttivo


A proposito di russi(orologi)…
Erano noti soprattutto quelli denominati Komandirskije che avevano l’imprimatur del ministero della Difesa dell’Urss... Un marchio Doc che incuteva rispetto e che garantiva tutti i requisiti possibili e immaginabili... C’erano poi i Vostok Amphibia (subacquei fino a 200 metri di profondità), i Mir, i Poljot 3133-23i, i Raketa, gli Slava, i Molnia (veri cipolloni), i Ciajka, i Buranov... Erano gli orologi “Made in Urss” - tutti meccanici e a carica manuale - che negli anni sovietici andavano a ruba. Costavano pochissimo ed erano anche oggetto di mercato nero con i turisti stranieri. Con un jeans da mercatino rionale si potevano ottenere due o tre orologi. E con un paio di collant si arrivava anche a quattro... Ora il mondo degli orologi russi batte la ritirata dopo aver raggiunto - prima del crollo dell’Urss - il terzo posto nella classifica mondiale, con una produzione di 50milioni all’anno. Nella scala dei valori restano, insuperabili, quei Komandirskije (il comandante) che portavano bene in evidenza gli emblemi delle diverse strutture dell’esercito sovietico: un paracadute per le truppe aviotrasportate, un tank per i carristi... E poi la garanzia dell’ufficialità con la scritta che si trattava di una precisa ordinazione militare giunta dallo stato Maggiore. Orologi, quindi, a prova di bomba...
Tanto che negli anni più recenti, quando gli Usa lanciarono l’attacco all’Iraq con l’operazione “Tempesta nel deserto”, ordinarono alle aziende siberiane di Barnaul una partita di 50.000 orologi del tipo Komandirskije per i loro soldati. E nelle difficili condizioni climatiche di quella disgraziata avventura militare gli orologi “made in Urss” (con un quadrante segnato dagli emblemi dell’Armata sovietica) si comportarono molto meglio di quelli moderni e sofisticati realizzati in Svizzera o in Giappone.
Ma ora si è al giro di boa. Dopo aver tentato un salvataggio fornendo agli svizzeri la “cassa” e lasciando alle loro industrie il restyling del quadrante, l’industria russa dell’orologeria segna il passo ed, anzi, il passo indietro. Perchè negli ultimi 15 anni la produzione generale si è ridotta di ben venti volte. Con la maggioranza delle industrie del settore che hanno chiuso le loro linee di montaggio lasciando spazio ai nuovi concorrenti asiatici, i cinesi. Sono aperte (per ora) le fabbriche di cronometri che hanno al momento una produzione di oltre 2 milioni di pezzi mentre dai dati delle ricerche di mercato più recenti le richieste risultano essere di 25 milioni in un anno. Lo confessa Marat Kakimov, vice direttore della Vostok, l’azienda nota ai subacquei di tutti i mari... E Alekandr Makarov, direttore della società “Maktime” accetta il calo di produzione e spiega che la richiesta di orologi cala ovunque dal momento in cui prendono sempre più piede i telefoni cellulari che forniscono un servizio chiavi in mano di tutto rispetto... Orologio addio, quindi? I dati dicono che negli ultimi cinque anni la vendite sono calate del 17%... E la Russia risente così di questo sbalzo di temperatura più di ogni altro paese.
Ma c’è un altro dato che allarma i produttori di orologi russi attuali. Si riferisce al fatto che avanza a passi da gigante l’industria cinese che, negli ultimi dieci anni, si è distinta nella poduzione di circa due miliardi di orologi ogni anno. E se prima i cinesi comperavano in Russia i “meccanismi” (copiando anche la rispettiva tecnologia) oggi sono le aziende di Shangai a produrre l’intero orologio che vendono a 5 dollari al pezzo ricavando circa 6 miliardi di dollari all’anno. Mentre la Russia - come conferma David Petrosov che presiede la fabbrica Record - vende a 12 dollari... Il problema, per i russi, può essere risolto solo sfornando orologi di classe battendo i cinesi sulla qualità e sul design. Ma i tempi sono stretti. Con gli uomini di Pechino che prima si presentano in Russia per fare ordinazioni ciclopiche di orologi e poi, dopo poco tempo, si ripresentano per vendere a prezzi bassissimi i dettagli delle varie linee. E, infine, vendono orologi ai quali cambiano solo il nome sulla cassa... E così - dal punto di vista degli orologi - si chiude l’era dell’ora di Mosca. Resta il ricordo di quelle spedizioni nella capitale dell’Urss quando, negli anni ’70, con i “Viaggi dell’amicizia” - organizzati dall’Unità e dal Pci a prezzi stracciati - arrivavano personaggi con valigie di “souvenir” che, una volta scaricati nelle mani degli speculatori, lasciavano il posto ai famosi Komandirskije, ai Poljot e agli Slava... E una volta in Italia cominciava il giro degli affari... Altri tempi.
E così chi volesse andare ora a ricercare fabbriche e centri di produzione degli orologi sovietici di un tempo, troverebbe un panorama completamente diverso. Solo qualche cattedrale che si erge ancora nel deserto industriale. Perchè le maggiori fabbriche sono chiuse. Quelle minori si sono ridotte di oltre la metà. Quella famosa “Prima” - che a Mosca produce i Poljot - ha già ridotto al minimo il suo lavoro lasciando spazio ad altre aziende e società. Stessa situazione a Petrozavodsk nell’azienda che era nota nel mondo per i Raketa. Qui tutto è fermo perchè c’è stata una bancarotta di proporzioni planetarie... Non si trovano più quegli orologi che facevano impazzire i collezionisti: i famosi 'Sturmanskie'. Un modello che Gagarin - in volo nello spazio - portava sotto la tuta... Ed ora risulta che molti oligarchi russi (occhiali montatura d’oro 24 carati, vestiti Brioni,Rolex
Patek Philippe, viaggi esotici) vanno all’attacco dell’industria degli orologi svizzeri. Preferiscono investire all’estero piuttosto che salvare dallo sfacelo le aziende russe del settore dell’orologeria. E così anche per la Russia è arrivata... l’ora del mercato.
ecco spiegato il senso della mia opinione(incompresa)alcuni topic fà
la verità e molto diversa…credo ,o no caro Ottobit


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MessaggioInviato: mercoledì 30 settembre 2009, 6:16 
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Iscritto il: giovedì 9 ottobre 2008, 10:22
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Conosco molto bene quanto scrivi, è ripreso da un articolo pubblicato qui: http://www.businessonline.it/6/Strategi ... mento.html alcune verità, molta fantasia e qualche leggenda metropolitana.
Tutto sommato un buon articolo ma, a volte, i giornalisti dovrebbero documentarsi di più e meglio prima di scrivere... :-D

Sarebbe interessante in altro topic discutere su questi contenuti analizzando quanto c'è di vero di quanto scritto, almeno per quanto mi è stato dato di sapere e vedere.


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