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Elettromeccanica Kundo
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MessaggioInviato: lunedì 25 maggio 2009, 10:49 
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Iscritto il: domenica 27 luglio 2008, 17:51
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Quale voltaggio è corretto per la pendoletta da tavolo elettromeccanica
Kundo?
ho provato con una 9 volt ma è molto lenta, avete qualche soluzione?
grazie


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MessaggioInviato: lunedì 25 maggio 2009, 13:34 
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Che io sappia e per quelle che mi sono capitate il voltaggio era di soli 1,5 V forniti da una batteria AA.
Hai la foto del circuito?

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MessaggioInviato: lunedì 25 maggio 2009, 14:03 
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Vero, 1,5 V

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MessaggioInviato: lunedì 25 maggio 2009, 14:53 
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Quando l'ho presa aveva uno scatolotto con all'interno 6 batterie R6 messe in serie completamente esaurite, ho provato con una da 1,5 ma il pendolo non si muove, mentre con una batteria da 9 volt funziona ma resta indietro
Forse la Kundo che usa una batteria da 1,5 non è il mio modello???
Posto una foto di una simile alla mia si differenzia solo per la base e la copertura.
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MessaggioInviato: lunedì 25 maggio 2009, 15:01 
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Iscritto il: mercoledì 28 giugno 2006, 23:58
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La tua allora è da 9V le R6 sono da 1,5V per 6 fanno giusto 9V.
Potrebbe anche non farcela una batteria da 9V tipo "transistor" per questioni di corrente e non di voltaggio, per avere certezze dovresti mettere le giuste batterie.

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MessaggioInviato: lunedì 25 maggio 2009, 16:34 
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Iscritto il: domenica 27 luglio 2008, 17:51
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Grazie mille
dunque ho fatto una registrazione e al momento pare che funzioni
con una batteria da 9 volt , adesso il pendolo fà il suo dovere. ho messo in orario domani vedrò se tarda o meno..... sperem :grin:


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MessaggioInviato: lunedì 25 maggio 2009, 19:42 
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In realtà queste pendole Kundo, più che elettromeccaniche, sono eltettronico-meccaniche. A differenza delle pendole ATO, che sono elettromeccaniche (a soli componenti passivi: la bobina), queste montano un transistor che governa due bobine.

Nelle Ato il passaggio del pendolo chiude un interruttore meccanico ed attiva l'elettromagnete che, con un'impulso, respinge il pendolo riaprendo il circuito.

Nei Kundo il problema dell'usura dell'interruttore meccanico è stato superato con un transistor che, con la corrente generata dal passaggio del pendolo nella bobina 1, va in conduzione e chiude il circuito della bobina 2 che dà l'impulso elettromagnetico per respingere il pendolo.
In questo modo non c'è più usura meccanica dell'interruttore allo stato solido (ma a mio personale avviso si perde molto del fascino della pendoleria).

Comunque le circuitazioni tradizionali di queste pendole sono sempre alimentate ad 1,5V. Mi pare comunque di aver letto che in alcuni casi il circuito Kundo è diverso e più complesso (credo impieghi un oscillatore a due transistor) in quel caso credo sia richiesta una tensione maggiore, ma non so dire se è un'evoluzione originale della Kundo o una modifica artigianale successiva all'uscita di produzione delle vecchie batterie.


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MessaggioInviato: lunedì 25 maggio 2009, 20:19 
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Iscritto il: domenica 27 luglio 2008, 17:51
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Località: Hinterland Milanese
Ho provato a smontare il tutto:
all'interno del pendolo per metà della sua lunghezza c'è un magnete
poi la batteria carica una elettrocalamita a forma di tubo
ho fatto un disegnino per spiegarmi meglio......
da quello che mi hai scritto nella elettrocalamita ci dovrebbero essere dei transistor?
fammi sapere
Grazie
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MessaggioInviato: lunedì 25 maggio 2009, 20:48 
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Vedi un po' se questo può aiutarti.

http://sound.westhost.com/clocks/kundo.html

Altrimenti.... hai MP.


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MessaggioInviato: martedì 26 maggio 2009, 20:23 
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Iscritto il: lunedì 20 aprile 2009, 14:28
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Quelle pile "gigantesche" che dici erano le vecchie 4,5V.
E' davvero un pezzo che non ne vedo, ma esistono ancora.
La prima che ho trovato:
http://www.puntoinformatico.it/scheda.asp?idart=22421


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MessaggioInviato: lunedì 22 giugno 2009, 19:53 
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Iscritto il: sabato 21 marzo 2009, 1:08
Messaggi: 18
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8-) NO!!!!! assolutamente. questi funsionano solo con pile da V 1,5 usa torcia , mezza torcia o stilo a seconda della sede predisposta, di solito usano la torcia o la mezza torcia e se lo hai revisionato con cura vedrai che ti sarà riconoscente. auguri :smile:


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MessaggioInviato: lunedì 18 ottobre 2010, 14:12 
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Iscritto il: lunedì 18 ottobre 2010, 13:32
Messaggi: 2
Località: NAPOLI
Per puro caso mi sono imbattuto nel vostro splendido sito tengo a precisare che purtroppo io non mi interesso molto di orologeria meccanica ma avendo una buona esperienza in elettronica posseggo alcuni arologgi elettronici ed elettromeccanici di cui curo le riparazioni il kundo raffigurato e tra i miei preferiti marcia tranquillo da molti anni per la pila o risolto con una normale piatta da 4,5 volt ancora reperibbile ma ATTENZIONE deve essere aperta superiormente e i tre elemnti posti in parallelo in poche parole collegati tutti e 3 i negativi insieme e tutti e tre i positivi insieme cosa facilissima con un semplice saldatore cosi otteniamo 1,5 volt con un buon amperaggio superire di molto agli adattatori che vengono offerti in commercio per il kundo a caro prezzo che usano due stilo in parallelo l'orologgio con questa pila cammina per un anno per i perfezionisti negli Stati Uniti e ancora disponibile la pila NUOVA originale marca "EVEREADY tipo 711 ignitor" si puo ordinate la sito WWW.rfidbackup.com cliccando sulla sinistra sezione eveready costa 20 dollari piu trasporto e dogana in parole povere 35 40 euro e dura 3 anni spero di essere stato utile a qualcuno


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MessaggioInviato: lunedì 18 ottobre 2010, 14:45 
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MessaggioInviato: lunedì 18 ottobre 2010, 16:11 
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Ritengo che per questo tipo di orologi una comune pila "torcia" (non mezza torcia) sia più che sufficiente a farli marciare per un anno e più.

I miei elettromecanici ATO sono entrambi in marcia ormai da un anno senza cambiare pila.

La modifica alle pile da 4,5 volt, di non semplicissima reperibilità, mi sembra quindi non necessaria.

Per quanto mi riguarda non ho mai usato gli adattatori, venduti a caro prezzo, in quanto è molto semplice reperire dei comuni portabatterie o, al limite modificarli un po' per adattarli agli spazi a disposizione.

Al limite (ma proprio al limite) se avete un orologio senza copri pila e quindi la pila rimarrebbe a vista, come in questo caso:

[img]http://www.orologiko.it/public/10/pict2100kj6[1].jpg[/img]


[img]http://www.orologiko.it/public/10/pict2099ih0[1].jpg[/img]


Potete fare come me:

osservare come sono fatte quelle originali:

[img]http://www.orologiko.it/public/10/ato65041pz0[1].jpg[/img]


.....e dare sfogo all'inventiva:



[img]http://www.orologiko.it/public/10/pict2094hs5[1].jpg[/img]


Realizzando da zero un vero falso :eek:

[img]http://www.orologiko.it/public/10/pict2096dl0[1].jpg[/img]


Dai che dalle prime foto non si vedeva il trucco... :eek:


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MessaggioInviato: martedì 19 ottobre 2010, 11:43 
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Grazie Vito,
sapevo di poter contare sulla tua omertà... :smile:

Comunque, anche dal vivo, se non si indaga minuziosamente, non è facile scoprire l'inganno e, a mio parere, la pila "old fashion" restituisce un tocco vintage ad un orologio intramontabile. :eek:

L'involucro è stato ricostruito con lamierino e con un "top" di compensato rivestito di cartoncino nero su cui sono conficcati i due elettrodi in ottone (due bulloncini con dado).

L'etichetta è stata ricavata da una foto su internet opportunamente ritoccata nella prospettiva e ripulita.

Il portapila interno è stato costruito a partire da una scatolina in plastica.


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