Perdonate il mio intervento in una sezione dove ho scarsa competenza, ma sono rimasto colpito dalla lettura di un vecchio articolo di una rivista francese (Revue Chronometrique ). Ne riporto quì alcune parti insieme a delle altre cose che ho imparato e, per chi lo volesse, ne ho fatto anche un breve pdf, graficamente più piacevole, che ho inserito nella mia sezione
viewforum.php?f=135.
Campane e torniChe ci sia un legame tra campane ed orologio è innegabile, anzi si può dire che nel passato la campana ha rappresentato la sua voce. Quindi non è strano parlare di campane a degli appassionati d’orologeria.
Quando per la prima volta ho letto un articolo che trattava il modo di rettificare la tonalità del suono di una campana, debbo confessare che sono rimasto molto sorpreso. Non si trattava infatti di una campanella d’orologio , ma di una campana da campanile del peso di qualche tonnellata.
Debbo premettere che non avevo mai pensato che una campana potesse perdere la tonalità originale sia per l’azione di depositi causati dagli agenti atmosferici, ma anche per quella meccanica esercitata dal batacchio. Anzi, ad essere ancora più sincero, pur sapendo che ogni campana viene costruita in modo da corrispondere ad una nota non sapevo affatto che ci fossero campane costruite in modo che il loro suono corrispondesse a diverse tonalità di una stessa nota.
Una parte dell’articolo originale e la sua traduzione che spiega come si costruisce una campana secondo una certa nota:
"Supponiamo che una campana di 2.000 Kg suoni in UT, il peso minimo corrisponde alla formula Diametro= 14 bords
Questa campana ha un diametro 1,5 metri per l’UT 3; per ottenere l’UT 2 è sufficiente moltiplicare il diametro x 2. Si otterrà così una Savoiarda di 3 metri. Al contrario l’UT 4 avrà un diametro della metà rispetto all’UT 3, cioè 0,75 m. e l’UT 5 sarà di solo 0,375 m. Se invece si vuol passare dall’UT 3 a RE occorre moltiplicare il diametro di questa nota per 8/9 e, per avere le altre note dell’ottava MI, FA, SOL, LA, SI, i moltiplicatori saranno 4/5, ¾, 2/3,3/5, ed 8/15……."Debbo dire che ho dovuto scoprire che l’UT corrisponde al Do e che i numeri 2,3,4,5 corrispondono alle ottave che determinano le frequenze. Ho scoperto anche che questa definizione delle note musicali è di Guido d’Arezzo nei primi sei versetti del suo inno Ut queant laxis:
(LATINO)
« Ut queant laxis
Resonare fibris
Mira gestorum
Famuli tuorum
Solve polluti
Labii reatum,
Sancte Iohannes »
(Traduzione)
« Affinché i tuoi servi possano cantare con voci libere le meraviglie delle tue azioni, cancella il peccato, o santo Giovanni, dalle loro labbra indegne »
Successivamente l’UT fu sostituita da Dominus (Signore) ma fu continuata ad essere usata, come abbiamo visto, sino all’800.
Un’altra scoperta che ho fatto, riguarda il nome delle campane. Nell’articolo si cita la Savoiarda per indicare una campana con un diametro di 3,03 metri, alta 3,06 m e pesante 18.835 kg. realizzata con le offerte dei cattolici della Savoia e situata sul Sacro Cuore di Parigi. Ma tutte le grandi campane hanno un nome così la Candia è l’ultima delle sei campane del campanile di San Marco a Venezia; le due più grandi sono a Mosca la Czar Kolokol di 198.000 kg. alta 7,47 m. e con un diametro di 6,82 m. lo spessore alla base è di 49 cm. La campana che le è accanto pesa 164.000kg. Altra grande campana si trova in un tempio di Osaka e pesa 114 tonnellate.
Come si rettifica il suono di una campana:
"La campana è installata su di un tornio di grandi dimensioni.
Se la nota è troppo alta, bisogna, per abbassarla, aumentare il diametro interno della campana. La si fa ruotare lentamente davanti ad una punta da taglio fissa a partire dalla curvatura vicino al bordo, erodendo, per passate successive, lo spessore. La campana durante quest’operazione emette una sonorità la cui tonalità e man mano più bassa. L’accordatore la compara a quella del suo diapason ed arresta la rotazione quando ritiene di aver trovato la giusta tonalità. Questa professione richiede naturalmente un orecchio musicale."
L’operazione inversa (alzare la tonalità della nota) si ottiene mettendo la punta da taglio perpendicolarmente al bordo ed abbassando, di fatto, l’altezza della campana. L’accordatore agisce nello stesso modo.
Allegato:
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La foto che, come l’articolo, è tratta dalla Revue Chronometrique degli inizi del secolo scorso, ci mostra un’operazione di rettifica su una campana di 8 tonnellate, eseguita dalle fonderie Taylor che hanno armonizzato anche la grande campana della Cattedrale St Paul di Londra. Il personaggio della foto è lo stesso fondatore dell’azienda John Taylor.
L‘arte campanaria è antichissima ma è del XIII secolo un opera che la lega sia alla religione che al tempo: Rationale divinorum officiorum di Guillaume Durand.
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Immagine2.jpg [ 71.53 KiB | Osservato 2158 volte ]
In essa inoltre vengono indicate il tipo di campana da utilizzare nelle diverse funzioni e nei diversi locali del monastero. Avremo così la nola (dall’omonima città campana) nel coro; la tintinnambula nel refettorio; nella chiesa la campana (a volte chiamata clocca, di origine germanica e da cui deriva il francese cloche e si crede derivi l’inglese clock per indicare un orologio con suoneria); la nolete nell’orologio. Comunque per chi voglia approfondire, i siti che si trovano in rete sono numerosi sia italiani che stranieri. Utilizzando il termine change ringing si può accedere a dei video che mostrano i concerti di carillon molto frequenti in UK. Suggerisco:
http://www.campanaribologna.it/testi/campana.htm ; e per i vari tipi di suono:
http://tchorski.morkitu.org/1/sonneries.htm.
Naturalmente ci sarebbe molto altro da aggiungere come, per esempio, che in Italia abbiamo (anche se il settore è in sofferenza) numerose aziende specializzate nella costruzione di campane . Ricordo anche un reportage fotografico su quest'argomento
viewtopic.php?f=76&t=30123&hilit=paese+delle+campaneGiuseppe