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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
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MessaggioInviato: lunedì 2 marzo 2015, 1:42 
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Ti riferisci a marilyn manson? :eek:


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: lunedì 2 marzo 2015, 11:12 
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cpc ha scritto:
L'ispirazione al Tag Monaco mi sembra abbastanza evidente (forma, dial e, soprattutto, logo) almeno in questo i russi mantengono la tradizione. Non vedo il senso del richiamo al KGB...
Penso che finestra volesse mostrare un orologio rappresentativo delle tendenze attuali e direi che ci e' riuscito! In questo senso va inteso il termine "Modaiolo"; almeno credo...


Hai inteso bene.

Ognuno ha le sue idee, si sa; per me il termine "modaiolo" è abusato a proposito degli orologi russi.
Tutto, ai suoi tempi è commerciale e rispondente ai gusti del tempo (o come tali vengono creduti), ma quando quei tempi passano, per me il termine "modaiolo" è superato, scaduto.
Ecco quindi un orologio russo per me ancora davvero "modaiolo", perché rappresentativo delle tendenze attuali, anche se uscito nel 2008.

L'indicazione del KGB è per indicare la "collezione" (modello) di cui tale esemplare fa parte.
I produttori infatti hanno per me la brutta abitudine di richiamarsi nei nomi dei modelli, ad elementi sovietici.

cane ha scritto:
Forse la foto non rende giustizia a quel movimento, il sea-gull e' davvero bello e ben fatto...

Il movimento è stato sicuramente almeno un buon 50% dei motivi per cui l'ho acquistato.


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: lunedì 2 marzo 2015, 21:32 
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oggi mi sono svegliato e come san paolo caduto da cavallo ho avuto la conversione: al polso desert (con tanto di ghiera non sua a mò di profanazione :smile: :smile: ) :oops: :oops: :oops:


Allegati:
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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: lunedì 2 marzo 2015, 23:49 
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Io invece mi son svegliato e... ho tirato fuori uno dei miei russi moderni, è del 2003, un Wostok con tanto di certificatino e foglietto delle istruzioni:

Allegato:
P3020542.JPG
P3020542.JPG [ 929.18 KiB | Osservato 5402 volte ]



e, sarà perché ho indossato un russo moderno, oggi rubo il ruolo di "suocera" :D a Finestraweb e mi cimento nel ruolo.

FinestraWeb ha scritto:
Ognuno ha le sue idee, si sa; per me il termine "modaiolo" è abusato a proposito degli orologi russi.
Tutto, ai suoi tempi è commerciale e rispondente ai gusti del tempo (o come tali vengono creduti), ma quando quei tempi passano, per me il termine "modaiolo" è superato, scaduto.
Ecco quindi un orologio russo per me ancora davvero "modaiolo", perché rappresentativo delle tendenze attuali, anche se uscito nel 2008.


Che cos'è una moda? rimando a http://www.treccani.it/vocabolario/moda/

Per cui definire "orologi modaioli" quegli orologi che in un determinato periodo, breve o meno poco importa, costituirono una moda rispetta il significato che le parole hanno nella lingua italiana. In questi casi non è mai questione di opinioni personali.

I Kom&Co. costituirono la componente più vistosa di una moda nata in Italia nel 1988 e poi propagatasi altrove.
Dunque "orologi modaioli" per non dire ogni volta "gli orologi russi che, venduti in Italia e altrove nel 1998 e dintorni, furono parte di un fenomeno più ampio di voglia di russo che riguardò anche l'abbigliamento, le mostre culturali, i profumi,..."ecc. ecc. ecc.
Un po tropo lungo e noioso a doverlo riscrivere ogni qual volta fosse necessario.

Ma "orologi modaioli" in un certo senso è anche un "-ismo", può avere cioè anche una accezione negativa.

Le mode alle volte nascono all'improvviso, impreviste. Altre volte sono invece etero-guidate, promosse, spinte. In certi casi fanno presa e in parte diventano un fenomeno di costume che cambia le abitudini, le mentalità, i comportamenti.

Per esempio, la moda dei capelli lunghi di fine anni '60 aveva dietro di se un "brodo di cultura" nell'esistenzialismo e la beat generation, un contesto politico-culturale (il "fate l'amore e non la guerra" delle marce contro la minaccia atomica, uno scapigliato Che Guevara, la guerra del Vietnam, in poche parole la "contestazione").
Fu una moda che raggiunse livelli parossistici e anche ridicoli ma, sul lungo periodo, ha lasciato il segno.

Anche quella degli orologi russi aveva un suo retroterra e contesto ma... non ha segnato l'orologeria dei venticinque anni successivi. L'unico impatto duraturo che ha avuto, e solo per alcuni, è stato quello di far scoprire una orologeria fino ad allora misconosciuta. Questo anche grazie a chi partendo dalla moda si è poi posto delle domande ed è andato oltre. Tra questi il nostro Michele :D

E allora, "orologi modaioli" anche perché alcuni si limitano solo agli orologi di quel periodo specifico senza riuscire a vedere il "da dove, il come, il perché". Non che sia un obbligo il porsi certe domande, ma interessarsi e indossare oggi soltanto i Kom&Co. "modaioli" sarebbe come camminare, oggi, scalzi, solo perché fu di moda, per un breve periodo, negli anni '60.
Qui sta il l'-ismo del modaiolo. Il "modaiolo" è un estremista fuori dal tempo. Si può essere estremisti quando una moda è in corso (con il rischio di rasentare il ridicolo o, accadeva negli anni '70, di mangiare gli spaghetti al pomodoro solo se erano conditi con le fragole o ananas :eek: ), si segue la moda e basta. Non si vede altro.

Detto per inciso, questa appena accennata è una delle ragioni per cui il mondo dei russofili, e certamente non solo, è pieno di persone che dopo un po si stancano e non trovano più stimoli.
Fisiologico, normalissimo, e direi anche sacrosanto tranne quei casi in cui c'è una buona dose di opportunismo nel cercare di rivendere, convincendo i russofili del momento di quanto sono preziosi e quanto valgono (in euro) quegli orologi per cui oggi non si ha più alcun interesse (sto parlando in generale, per fortuna non conosco casi simili in questo forum).

Di nuovo, le mode sono circoscritte nel tempo e nel luogo. Sempre.
Un conto sono i gusti e le tendenze di un periodo, altra cosa una specifica moda. Gli Swatch furono una moda (che lasciò il segno), i russi furono una moda (che non ebbe seguito).

Il Soyouz ( o qualsiasi cosa sia) di Finestraweb, come il Wostok-Europe di Danilao, si conformano alle tendenza dell'orologeria contemporanea, forse si ispirano a un qualche modello che ha fatto tendenza, ma non sono in alcun modo riferibili ad alcun moda.
E questo non è affatto qualcosa di negativo, potrebbe anche essere un elemento positivo. Non ha importanza.

Però non confondiamo l'omologazione con "moda" (che poi al suo interno ha inevitabilmente criteri di omologazione :D ).
Non basta una scritta KGB o un made in russia per costituire una moda o fare riferimento ad essa (oggi).

Non so bene cosa oggi sia di moda nell'orologeria moderna. Non è tra i miei interessi.
Del resto non sempre ci sono mode, ma i "modaioli" non mancano mai :eek:


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: mercoledì 4 marzo 2015, 10:48 
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Poiché non so trascrivere la marca e non conosco il nome del modello, nel presentare questo pezzo, dovrei dire: "ecco un orologio verosimilmente giunto in Italia sul finire degli anni '80, inizio '90, sull'onda della moda del sovietico che spingeva molti a comprare di tutto dai pellegrini (polacchi in pellegrinaggio dal Papa) o dai russi o ucraini emigrati carichi di mercanzie".
Per essere breve dovrei dire: "ecco un orologio modaiolo"? No, mi rifiuto, aborro, mandatemi pure nei gulag; resto fermo nella mia idea.

La marca la leggete sul quadrante.
Nulla di che (anche se ci sarà chi lo preferisce al soyuz), ma francamente, non avevo mai visto questo marchio; non fosse stato corredato di certificato e scatoletta, avrei pensato, a vederlo, essere un cinese ed invece è autentico.
Immagine

p.s. la ghiera è fissa.


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: mercoledì 4 marzo 2015, 21:00 
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L'unica cosa da aborrire è il GULAg, però per Finestraweb potremmo fare un eccezione e mandarlo indietro nel tempo, intorno al 1937-38... :eek: :eek: :eek:

La produzione Zarja, in gran parte da donna, è piena di orologi molto carini e interessanti, ma questo qui non è, a mio avviso, tra questi.
Visto oggi in effetti sa di "cinese", diverso è il discorso se pensiamo alla fine degli anni '80 e ai tentativi di svecchiamento. Insomma, è un quarzo del suo tempo.

Modiaiolo? nemmeno lontanamente. "Modaioli" (oggi) possono essere definiti, per chi vuole farlo, gli orologi che in quegli anni erano paparazzati sulla riviste e la pubblicità in Italia, e che oggi, a distanza di più di venticinque anni, vengono considerati ( o conosciuti) come gli unici, o quasi, rappresentanti dell'orologeria sovietica.


PS

Finestraweb, non conoscevi Zarja? te possino...! cinque anni a pelare patate a quaranta sotto zero :eek:


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: mercoledì 4 marzo 2015, 22:18 
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Per mera informazione, è un movimento meccanico, come hai detto da donna; 22009, un 21 rubini.

Sì, visto ai tempi, per me è un tentativo apprezzabile di realizzare un orologio dall'aspetto attuale (per i tempi) minimizzando gli investimenti.
"Apprezzabile" non perché mi piaccia, ma perché qua ormai era in gioco la sopravvivenza delle aziende; con l'occasione... qua spesso si parla male "del mercato e degli orologi che produce", di chi vi si omologa, cercando di differenziarsi, ma è "il mercato" che ti fa portare la pagnotta a casa, nel 1989, come nel 2008.

p.s. sì, zarja la conoscevo, ma non ho letto zarja su quel quadrante in cirillico!


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: giovedì 5 marzo 2015, 0:40 
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Non è nemmeno un quarzo? allora... per essere un meccanico, Zarja 2209, è proprio bruttino :eek:

Credo che un giorno dovremo affrontare più da vicino quale fosse, in generale, la produzione reale nel periodo 1988-1993. Non era affatto scaduta in quanto a gusto, estetica, e dintorni. Tutt'altro! se la cavavano abbastanza bene. Seppure in ritardo stavano aggiornando tutta la produzione, in particolare Poljot, Slava,Raketa, Luch, Zarja, molto meno Wostok.
Le cause della crisi non furono, almeno quelle principali, il "prodotto", avevano la capacità per giocarsela. Le cause furono tutte politiche, estranee cioè alle capacità produttive in termini di qualità estetica.
Un altra delle cause fu, paradossalmente, il successo all'estero (la moda) dello stereotipo di "orologio russo". Successo che contribuì a interrompere un percorso di innovazione che era iniziato da qualche anno.

Spingere sullo stereotipo di "russo" fu una momentanea boccata di ossigeno per alcuni anni, ma alla fine fece perdere il passo.
( chiaramente tralascio questioni più complesse come quelle legate alle possibilità concrete di una eventuale ristrutturazione, qualora ci fosse stata la volontà politica).

Comunque, oggi sono andato con un Ruhla:

Allegato:
P3040564.JPG
P3040564.JPG [ 825.11 KiB | Osservato 5348 volte ]


un bella cassa con il cinturino originale:

Allegato:
P3040554.JPG
P3040554.JPG [ 905.42 KiB | Osservato 5348 volte ]


roba per cacciatori visto che... il cinghialino corre!

Allegato:
P3040555.JPG
P3040555.JPG [ 864.27 KiB | Osservato 5348 volte ]


destinato a far coppia con l'altro:

Allegato:
PC120179.JPG
PC120179.JPG [ 914.97 KiB | Osservato 5348 volte ]


dove però il cinghialino corre da un altra parte:

Allegato:
PC120187.JPG
PC120187.JPG [ 823.14 KiB | Osservato 5348 volte ]


Il perché corra in direzioni diverse è facilmente intuibile, come anche la presenza e l'assenza delle scritte sul retro.

Ma la domanda vera è un altra. Perché vi ostinate a mangiare carne? Ogni anno in Italia si ammazzano un miliardo di animali e non bastano al fabbisogno, se ne importano molti altri già ammazzati.
Fatevi un giro per le campagne e vedrete quanti piccoli agnelli e capretti sono lì in attesa di essere ammazzati per essere serviti a Pasqua.

Ok, era un piccolo OT :D ma quegli agnelli stanno per andare al macello. E perché poi? per una tradizione inutile quanto crudele.
O vogliamo passivamente ridurci a essere Leoni per Agnelli?


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: giovedì 5 marzo 2015, 1:15 
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mchap ha scritto:
Il perché corra in direzioni diverse è facilmente intuibile, come anche la presenza e l'assenza delle scritte sul retro.

Ma la domanda vera è un altra. Perché vi ostinate a mangiare carne?

Cioe', quando e' caduto il muro hanno anche girato il senso di corsa del cinghiale? :eek:

Carne ne mangio solo il 30/40% di quella che mangiavo 30 anni fa, ma la mangio...
Perché il mondo non l'ho fatto io, e non posso incidere piu' di tanto su cose piu' grandi di me...
Una balena mangia 40.000.000 di gamberetti "vivi" al giorno, che possiamo farci noi? :shock:
Una rondine che fa il nido mangia "vivi" in quei 3-4 mesi 4/500.000 moscerini.... :shock:
Oltre il 90% degli esseri viventi sulla terra muore "mangiato vivo" da un'altro essere vivente, e non l'abbiamo ideato/deciso noi questo sistema.. :frown:
Il mondo e' questo, e a volte siamo piu' spietati con gli uomini che con gli animali...
Comunque chi e' vegetariano perché ne e' convinto e non per darsi solo un atteggiamento snob l'apprezzo... :d

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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: giovedì 5 marzo 2015, 8:22 
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Ma noi non siamo balene che aprono la bocca e ingurgitano migliaia di gamberetti. Noi umani ci vantiamo di avere intelligenza e coscienza, operiamo sempre delle scelte, organizziamo il soddisfacimento dei nostri bisogni. I tempi in cui l'uomo si cibava di qualsiasi cosa gli passasse a tiro sono lontani... :D
Quindi quello che mangiamo non è più, almeno per una parte di mondo, una necessità dettata dalle circostanze ma una scelta culturale.
Noi possiamo scegliere e abbiamo tante possibili scelte davanti a noi.


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: giovedì 5 marzo 2015, 11:17 
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Ho calcato la mano perché mi dovevo difendere dal fatto che mangiavo carne... ;)

Rimango pero' del parere che mangiare carne sia nelle regole e nel meccanismo che regola la vita sulla terra...

Anche eticamente pochi lo contestano, comprese le religioni...

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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: giovedì 5 marzo 2015, 11:34 
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cane ha scritto:
Ho calcato la mano perché mi dovevo difendere dal fatto che mangiavo carne... ;)


Difendere? ma no... era solo un OT così, sfuggito alle dita... O forse dentro di te senti che c'è qualcosa di inumano, crudele, nell'ammazzare gli animali?
Peccato che hai cancellato la descrizione di quando da ragazzino tiravi il collo alle galline :D La vita contadina di una volta era una vita di sussistenza o poco più.
Certi discorsi possiamo farli noi oggi, abbiamo abbondanza e scarsa qualità. E' un circolo vizioso a cui possiamo mettere qualche zeppa tra le ruote nella quotidianità delle nostre vite. Come? scegliendo! usando la ragione. A pancia piena si può ragionare bene :D


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: giovedì 5 marzo 2015, 11:53 
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mchap ha scritto:
Peccato che hai cancellato la descrizione di quando da ragazzino tiravi il collo alle galline :D La vita contadina di una volta era una vita di sussistenza o poco più.

Allora lo riposto, e' sul forum e basta ripescarlo:

Io fino a 14 abitavo in campagna in una famiglia di contadini, uccidere era normale...
A 10/12 anni gia' tiravo il collo a un pollo e ammazzavo e pulivo un coniglio da solo... ;)
Coniglio penzolone afferrato per le gambe di dietro e con l'altra mano un colpo secco dietro le orecchie...
E mentre ancora stramazzava col coltello gli cavavo gli occhi per far uscire il sangue in modo che la carne rimanesse bianca... :shock:
Poi lo appendevo, lo sventravo , lo spellavo, ecc..

Sempre in quel periodo andavo a pescare nel fiume e per toglier l'amo alle anguille che spesso lo ingoiavano le sventravo vive con le forbici... :shock:

Solo due esempi tra tanti, ma all'epoca con gli animali era un rapporto da "animale a animale"... :|

Mica ne sarei piu' capace adesso... :-?

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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: giovedì 5 marzo 2015, 16:09 
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mchap ha scritto:
Non è nemmeno un quarzo? allora... per essere un meccanico, Zarja 2209, è proprio bruttino :eek:
[...]

E' un orologio sovietico che non rientra nei Kom&... e se oggi c'è chi lo nomina, è solo grazie ai suoi bistrattati e criticati cugini.
Che colmo....
:smile:

cane ha scritto:
mchap ha scritto:
Il perché corra in direzioni diverse è facilmente intuibile, come anche la presenza e l'assenza delle scritte sul retro.

Ma la domanda vera è un altra. Perché vi ostinate a mangiare carne?

Cioe', quando e' caduto il muro hanno anche girato il senso di corsa del cinghiale? :eek:

Carne ne mangio solo il 30/40% di quella che mangiavo 30 anni fa, ma la mangio...
Perché il mondo non l'ho fatto io, e non posso incidere piu' di tanto su cose piu' grandi di me...
Una balena mangia 40.000.000 di gamberetti "vivi" al giorno, che possiamo farci noi? :shock:
Una rondine che fa il nido mangia "vivi" in quei 3-4 mesi 4/500.000 moscerini.... :shock:
Oltre il 90% degli esseri viventi sulla terra muore "mangiato vivo" da un'altro essere vivente, e non l'abbiamo ideato/deciso noi questo sistema.. :frown:
Il mondo e' questo, e a volte siamo piu' spietati con gli uomini che con gli animali...
Comunque chi e' vegetariano perché ne e' convinto e non per darsi solo un atteggiamento snob l'apprezzo... :d

I vegani sono coerenti; nulla d'origine animale.

Non dovremmo bere nemmeno il latte ed i derivati: il latte che beviamo non è per noi, ma è prodotto dalle mucche per i propri figli, vitellini che gli sono tolti appena nati.
Non dovremmo mangiare nemmeno le uova: l'industria delle uova uccide i pulcini maschi.

La risposta quindi qual'è? Diventa vegano, ma alla salute, fa bene? Vorrei chiederlo ad un medico non schierato.
Personalmente, non credo. Di sicuro, non ai bambini.

La soluzione, per me, è uno sviluppo sostenibile.
Per me, il problema non è l'uccisione di un animale, ma la vita che gli si fa fare prima.
Probabilmente, tu Cane trattavi gli animali meglio di come vengono trattati oggi in tanti industrie; la soluzione è mettere un limite allo sfruttamento.

p.s. ho conosciuto una ragazza vegana e questi discorsi me li sentivo ogni giorno.
Alcuni link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Antispecismo
http://veg-tv.info/Earthlings; se ve lo vedete, per un po' non toccherete più la carne...


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: giovedì 5 marzo 2015, 18:51 
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FinestraWeb ha scritto:
p.s. ho conosciuto una ragazza vegana e questi discorsi me li sentivo ogni giorno.


Quella dei vegani, crudisti, e non so chi altro, sono scelte ideologiche, dietro c'è una visione del mondo, della natura, ecc. tutta da dimostrare (come per ogni altra ideologia).
Sono coerenti? sì, ma con la propria ideologia che in quanto tale.

Essere vegetariano è tutt'altra storia. E' una semplice scelta alimentare che parte dalla non-necessità, almeno per le persone adulte e senza patologie, di mangiare carne e pesce. La spinta te la possono dare tante cose, tra queste il rapporto con gli animali.
Non mangiamo carne di cane e di gatto, allora possiamo anche non mangiare quella di manzo&co.

Come in tutto ci vuole sempre una buona dose di buon senso perché altrimenti ci si convince che anche respirando togliamo "aria" a qualcun altro. Dobbiamo pure nutrirci in modo equilibrato e compatibili con le realtà di vita che abbiamo.
Sviluppo sostenibile, è un bel concetto. Per me è una porta aperta sin dagli anni '70, da quando cioè divoravamo le pagine del rapporto del Club di Roma e di altri autori-pionieri.

Io sono convinto di una cosa. I modi e le tecniche per arrivare ad uno sviluppo sostenibile ci sono (forse), ma non ci arriveremo mai se non passa quella "rivoluzione culturale e morale" che dovrebbe portare a cambiare i nostri stili di vita e, soprattutto, a convincersi che ogni giorno possiamo fare qualcosa di concreto per andare verso la strada giusta.
La prima cosa da fare, e più facile da praticare, è ridurre lo spreco.


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