Astorre ha scritto:
Quanto devo serrare un fondello di un impermeabile?
Ciao Astorre,
Idealmente parlando, la risposta è "il giusto"
Se la guarnizione ha la corretta elasticità, determinata dal fabbricante all'atto della scelta del tipo, della forma e dello spessore dell'elastomero, la necessaria coppia di serraggio del fondello è talmente contenuta da poterlo aprire quasi solo con la forza delle mani.
Il motivo per cui si trovano fondelli serrati "alla morte" (incrostazioni a parte) deriva da tutt'altre ragioni. E ci potremmo anche fermare qui, ma l'argomento è vastissimo e tu sai quanto sono "prolisso". Perciò vado avanti, ma solo se ti interessa, eh!
Ho letto che, nelle scuole svizzere di orologeria, si insegna a sostituire sempre la guarnizione del fondello ad ogni apertura. Si direbbe che considerano l'elastomero come una specie di "stucco" usa e getta. Eppure, con i dovuti accorgimenti e con i materiali oggi disponibili, la sostituzione potrebbe non essere necessaria. E comunque mi chiedo se fanno la stessa cosa con l'o-ring della corona ogni volta che la svitano per rimettere la data
La guarnizione ha il solo scopo di "riempire i vuoti" tra cassa e fondello, come hai riportato dal simpatico articolo di attrezzaturasubacquea.blogspot.com
l'o-ring, questo sconosciuto. A meno di lavorazioni pedestri o ammaccature, questi "vuoti" sono piccole fessure da pochi centesimi di millimetro al massimo (sembra poco, ma una molecola d'acqua è circa centomila volte più piccola). Il compito dell'elastomero è quello di chiudere questi vuoti, comprimendosi o espandendosi grazie alla sua elasticità.
C'è da dire che i "vuoti" cambiano e si spostano nel tempo. Tutti i materiali, chi più chi meno, si deformano con la temperatura. È fondamentale quindi che le guarnizioni siano in grado di compensare le deformazioni delle superfici metalliche deformandosi a loro volta. Più è repentino il cambio di temperatura e più velocemente dovrà avvenire la compensazione.
Gli urti, poi, sono ancora più veloci a creare nuovi spazi di ingresso per l'acqua.
Il test peggiore che si può fare è un tuffo in mare dopo essere stati al sole. Shock termico e meccanico tutto insieme. A causa della brusca variazione di temperatura si possono deformare in modo diverso il fondello e la filettatura, cambiando posizione e spessore dei "vuoti". La velocità con cui si spostano, si ripristinano o si creano nuovi vuoti è una sfida alla velocità con cui l'elastomero riesce a comprimersi ed espandersi adattandosi alla nuova situazione. Nessun problema se la guarnizione è ben posizionata nella sua sede, almeno finché è in buone condizioni, mentre la coppia di serraggio in questo caso è quasi ininfluente.
Per non parlare degli "intrusi". Un capello può avere un diametro fino a 20 centesimi di millimetro. Se ne cade uno tra guarnizione e filettatura, anche schiacciandolo diventa un sicuro punto di ingresso dell'acqua (per non parlare dell'effetto "cannuccia"). Un capello è facilmente visibile, ma altri corpi estranei, come qualche granello di polvere, possono esserlo molto meno e creare ugualmente il problema.
Inoltre l'elasticità dell'elastomero non è eterna. Con il tempo tende a diventare sempre meno "elastico", e la sua capacità di riempire i vuoti diminuisce. Per di più, diminuisce anche la velocità con cui riprende o modifica la propria forma. Oltre al fisiologico invecchiamento, che va da alcuni anni ad alcuni decenni a secondo del materiale impiegato, gli elastomeri risentono dell'aggressione di agenti ossidanti esterni. Tra i peggiori aggressori ci sono i tensioattivi, ovvero shampoo e saponi vari, che a lungo andare possono letteralmente sbriciolare una guarnizione sottile come l'o-ring di un orologio. Una bella doccia calda con abbondante insaponata non solo provoca un dannoso sbalzo di temperatura, ma crea i presupposti per l'invecchiamento precoce delle guarnizioni.
L'acqua calda saponata è in grado di penetrare molto più in profondità negli interstizi, portando i tensioattivi a diretto contatto con l'elastomero – dove di solito restano, visto che raramente il proprietario pensa a risciacquare l'orologio dopo aver fatto la doccia. Dai oggi e dai domani, intorno alla guarnizione si stratifica una "pappa" collosa altamente ossidante che pian piano divora l'elastomero. Anche in questo caso la coppia di serraggio è quasi ininfluente.
Per cui, riprendendo il discorso iniziale, il motivo che spinge a serrare il fondello oltre il ragionevole necessario è che in questo modo – più o meno consapevolmente – si "spera" di coprire alcuni difetti.
Ad esempio si stringe per "coprire" con la forza eventuali corpuscoli estranei capitati all'interno (quando basterebbe pulire e sgrassare bene) oppure si cerca di ovviare alla riduzione di elasticità di una guarnizione non proprio "freschissima" esercitando una maggiore compressione (quando invece la si dovrebbe sostituire) oppure ancora si cerca di "strizzare" la guarnizione per adattarla ad una posizione impropria (basterebbe posizionarla meglio).
In realtà, non solo stringere più del necessario non è particolarmente efficace, ma può essere addirittura controproducente. Infatti si aumenta lo stress meccanico a cui è sottoposta la guarnizione, riducendone la capacità di adattarsi ai vuoti, velocizzandone l'invecchiamento e aumentando il rischio di deformazioni laterali.
Molto meglio fare attenzione alla pulizia e al posizionamento. E ricordarsi di stendere un velo sottile ed omogeneo di grasso al silicone sulla guarnizione, per proteggerla dagli agenti ossidanti e per farla "scivolare" meglio nella sede, scongiurando il rischio di "arricciarla" quando – lentamente e con dolcezza – si avvita il fondello. O la corona, che è lo stesso
Ma ora basta con tutte queste chiacchiere. A questo punto la parola spetta alla prova impermeabilità
// ocram