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MessaggioInviato: giovedì 17 aprile 2008, 0:56 
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Per la regolazione delle mollette avevo sentito che tra una molletta e un'altra dovevano esserci 7 denti della ruotina cricco...sarà così??? Premetto che io non li riparo perchè non ci capisco nulla, dò tutto in assistenza, ma ogni volta spara dei preventivi da matti e ogni volta cambia: ruota cricco, modifica e batteria ma i pezzi indietro non me li ridà mai Io mi domando...sarà la solita cazzata per giustificare la spesa?? Secondo me si.

Saluti Stanislao


Anche secondo me ci marciano. A me capita di sostituire delle bobine perchè si guasta l'avvolgimento ma rendo sempre tutto. Mai cambiata una molletta, neanche le più stropicciate (dai colleghi eh eh eh :cool: :cool: :cool:).
Ti consiglio di provare perchè è un tipo di mov piuttosto divertente ma prima dai un occhiata al manuale di servizio
Ciao :eek:

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MessaggioInviato: giovedì 17 aprile 2008, 10:39 
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Ciao a tutti, il mio primo posto di lavoro, dopo l'uscita dalla scuola di orologeria C.Correnti di Milano, fu proprio Bulova, il laboratorio ospitava (vado a memoria, ma ne è passato di tempo!) una quindicina di tecnici.
Io fui (da pivello) inserito in un tipo di lavorazione denominato FRU. In sostanza si dovevano ricondizionare i movimenti accutron, provvedendo allo smontaggio dei componenti - lavaggio - sostituzione delle parti danneggiate - rimontaggio. Il cricchettaggio veniva fatto dai tecnici esperti.
A volte capita che una pietra si scolli dalla molletta cricco, ma è molto raro, per quanto attiene alla sostituzione della ruota cricchi, il controllo sulla perfetta efficienza dei denti si può fare alimentando il movimento perfettamente rimontato alla tensione di 0,98V se la ruota gira i denti sono ok, qualora non partisse a 0,98 provare aumentando sino a 1,10V fuori da questo range la ruota non è affidabile al 100%. Sul problema della tensione delle pile: sul calibro 214 e successivi và montata la 387S-1,55V che però a volte crea il problema di eccessivo anticipo pur registrando l'impegno della molletta cricco di ritegno tramite l'eccentrico, in questo caso si deve montare una pila di voltaggio meno elevato, io ho provato a montare le pile per apparecchi acustici che hanno tensione 1,4V. Attenzione però perchè queste pile hanno necessità di ossigenare, io però non ho riscontrato inconvenienti e la durata è di circa 1 anno.
Per il calibro 218 e successivi la pila da montare era la 343 1,35V. sostituita dalla 344 da 1,55V. essendo più moderni come concezione non ho mai riscontrato problemi determinati dalla maggiore tensione, si riescono a fare andare tranquillamente. Per il calibro 2300 da donna ormai rari, effettivamente il problema della ruota cricchi da cambiare esisteva, infine per il Mini ameriacano, quello con la ruota cricchi con la vite senza fine, ne ho visti pochi ma erano proprio bruttini anche se però andavano. Vi ringrazio per l'attenzione e spero di aver fornito un piccolo contributo all'argomento. ciao a tutti mew

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Re: Bulova Watch - p.zza Diaz 5 Milano
MessaggioInviato: giovedì 17 aprile 2008, 14:15 
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mew55 ha scritto:
... Vi ringrazio per l'attenzione e spero di aver fornito un piccolo contributo all'argomento. ciao a tutti mew


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MessaggioInviato: giovedì 17 aprile 2008, 14:23 
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Cosa dire........ :applaus: :applaus: :applaus: :applaus:
Mi inchino.......grazie mew

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MessaggioInviato: giovedì 1 maggio 2008, 13:59 
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non vorrei sbagliare ma quello della modifica non'e' ne una resistenza(che farebbe scaricare la batteria in minor tempo) tantomeno un diodo che eleverebbe la tensione X 1,33....................piuttosto dovrebbe essere un regolatore di tensione in SMD (3 contatti, ingresso uscita massa.)
questo secondo me dovrebbe essere la soluzione giusta per limitare la tensione senza troppi interventi invasivi.
ciao
federico


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MessaggioInviato: giovedì 1 maggio 2008, 22:28 
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malpensa ha scritto:
non vorrei sbagliare ma quello della modifica non'e' ne una resistenza(che farebbe scaricare la batteria in minor tempo) tantomeno un diodo che eleverebbe la tensione X 1,33....................piuttosto dovrebbe essere un regolatore di tensione in SMD (3 contatti, ingresso uscita massa.)
questo secondo me dovrebbe essere la soluzione giusta per limitare la tensione senza troppi interventi invasivi.
ciao
federico


Ciao Federico, quello che dici in merito ai diodi è errato, cioè se prendiamo un trasformatore 220 V primario e un secondario di 10 V alternata, dopo averla raddrizzata con un ponte a diodi ( ponte di Graetz) la tensione efficace varrà 10 DIVISO 1,41 e non x 1,33, quindi avremmo ai suoi capi una tensione continua inferiore, i diodi non sono in grado di aumentare niente da soli.
Mentre in corrente continua ponendo in serie un diodo al silicio la caduta ai suoi capi generalmente è di 0,6 - 0,7 V. Quindi se prendo una batteria da 3 volt, con un diodo in serie avrò 3 - 0,7 = 2,3 V.
Per la modifica utilizzando una resistenza smd, dal valore di 47 Kohm, andrà posta in parallelo alla batteria per creare un "carico" ed abbassare la tensione di alcuni millivolt, quella modifica mi piace poco, perchè scaricherà la batteria in tempi molto più brevi.
Buona l'idea del regolatore a 3 pin, però non mi pare che esista per quelle tensioni, almeno nel mio database da mezzo terabyte non c'è.
Ciao Fabry

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MessaggioInviato: giovedì 1 maggio 2008, 22:44 
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Oldtime ha scritto:
se prendiamo un trasformatore 220 V primario e un secondario di 10 V alternata, dopo averla raddrizzata con un ponte a diodi ( ponte di Graetz) la tensione efficace varrà 10 DIVISO 1,41 e non x 1,33, quindi avremmo ai suoi capi una tensione continua inferiore, i diodi non sono in grado di aumentare niente da soli.
Mentre in corrente continua ponendo in serie un diodo al silicio la caduta ai suoi capi generalmente è di 0,6 - 0,7 V. Quindi se prendo una batteria da 3 volt, con un diodo in serie avrò 3 - 0,7 = 2,3 V.
Per la modifica utilizzando una resistenza smd, dal valore di 47 Kohm, andrà posta in parallelo alla batteria per creare un "carico" ed abbassare la tensione di alcuni millivolt, quella modifica mi piace poco, perchè scaricherà la batteria in tempi molto più brevi.
Buona l'idea del regolatore a 3 pin, però non mi pare che esista per quelle tensioni, almeno nel mio database da mezzo terabyte non c'è.
Ciao Fabry

:shock: IL MIO REGNO PER LA TUA SAPIENZA! :shock: :shock: :shock: :shock:

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MessaggioInviato: venerdì 2 maggio 2008, 0:53 
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Oldtime ha scritto:
malpensa ha scritto:
non vorrei sbagliare ma quello della modifica non'e' ne una resistenza(che farebbe scaricare la batteria in minor tempo) tantomeno un diodo che eleverebbe la tensione X 1,33....................piuttosto dovrebbe essere un regolatore di tensione in SMD (3 contatti, ingresso uscita massa.)
questo secondo me dovrebbe essere la soluzione giusta per limitare la tensione senza troppi interventi invasivi.
ciao
federico


Ciao Federico, quello che dici in merito ai diodi è errato, cioè se prendiamo un trasformatore 220 V primario e un secondario di 10 V alternata, dopo averla raddrizzata con un ponte a diodi ( ponte di Graetz) la tensione efficace varrà 10 DIVISO 1,41 e non x 1,33, quindi avremmo ai suoi capi una tensione continua inferiore, i diodi non sono in grado di aumentare niente da soli.
Mentre in corrente continua ponendo in serie un diodo al silicio la caduta ai suoi capi generalmente è di 0,6 - 0,7 V. Quindi se prendo una batteria da 3 volt, con un diodo in serie avrò 3 - 0,7 = 2,3 V.
Per la modifica utilizzando una resistenza smd, dal valore di 47 Kohm, andrà posta in parallelo alla batteria per creare un "carico" ed abbassare la tensione di alcuni millivolt, quella modifica mi piace poco, perchè scaricherà la batteria in tempi molto più brevi.
Buona l'idea del regolatore a 3 pin, però non mi pare che esista per quelle tensioni, almeno nel mio database da mezzo terabyte non c'è.
Ciao Fabry
e' un transistor (nero)nell'altro movimento e' diverso,ma sempre transistor le altre sono resistenze, infatti nei moduli separati 1 si chiama bobina e l'altro unita' transistor

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MessaggioInviato: venerdì 2 maggio 2008, 9:33 
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Oldtime ha scritto:
malpensa ha scritto:
non vorrei sbagliare ma quello della modifica non'e' ne una resistenza(che farebbe scaricare la batteria in minor tempo) tantomeno un diodo che eleverebbe la tensione X 1,33....................piuttosto dovrebbe essere un regolatore di tensione in SMD (3 contatti, ingresso uscita massa.)
questo secondo me dovrebbe essere la soluzione giusta per limitare la tensione senza troppi interventi invasivi.
ciao
federico


Ciao Federico, quello che dici in merito ai diodi è errato, cioè se prendiamo un trasformatore 220 V primario e un secondario di 10 V alternata, dopo averla raddrizzata con un ponte a diodi ( ponte di Graetz) la tensione efficace varrà 10 DIVISO 1,41 e non x 1,33, quindi avremmo ai suoi capi una tensione continua inferiore, i diodi non sono in grado di aumentare niente da soli.
Mentre in corrente continua ponendo in serie un diodo al silicio la caduta ai suoi capi generalmente è di 0,6 - 0,7 V. Quindi se prendo una batteria da 3 volt, con un diodo in serie avrò 3 - 0,7 = 2,3 V.
Per la modifica utilizzando una resistenza smd, dal valore di 47 Kohm, andrà posta in parallelo alla batteria per creare un "carico" ed abbassare la tensione di alcuni millivolt, quella modifica mi piace poco, perchè scaricherà la batteria in tempi molto più brevi.
Buona l'idea del regolatore a 3 pin, però non mi pare che esista per quelle tensioni, almeno nel mio database da mezzo terabyte non c'è.
Ciao Fabry

E se prendo un diodo al germanio ?
1,55- 0,3= 1,25 Volts?

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MessaggioInviato: venerdì 2 maggio 2008, 13:17 
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Luciano ha scritto:
E se prendo un diodo al germanio ?
1,55- 0,3= 1,25 Volts?


Esatto! Per un applicazione a basso assorbimento come appunto l'elettronica dell' orologio si potrebbe usare un diodo al germanio con una caduta generalmente sui 0,3 V, per altri scopi è necessario il diodo al silicio. Per ottenere sempre 0,3 V di caduta ma con correnti maggiori si ricorre al diodo Schottky.
Ciaoo

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Re: Bulova Watch - p.zza Diaz 5 Milano
MessaggioInviato: sabato 3 maggio 2008, 0:45 
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mew55 ha scritto:
Ciao a tutti, il mio primo posto di lavoro, dopo l'uscita dalla scuola di orologeria C.Correnti di Milano, fu proprio Bulova, il laboratorio ospitava (vado a memoria, ma ne è passato di tempo!) una quindicina di tecnici.
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Per il calibro 218 e successivi la pila da montare era la 343 1,35V. sostituita dalla 344 da 1,55V. essendo più moderni come concezione non ho mai riscontrato problemi determinati dalla maggiore tensione, si riescono a fare andare tranquillamente. Per il calibro 2300 da donna ormai rari, effettivamente il problema della ruota cricchi da cambiare esisteva, infine per il Mini ameriacano, quello con la ruota cricchi con la vite senza fine, ne ho visti pochi ma erano proprio bruttini anche se però andavano. Vi ringrazio per l'attenzione e spero di aver fornito un piccolo contributo all'argomento. ciao a tutti mew
siamo parlando di orologi con almeno 30 anni di lavoro sulle spalle, io di ruote a cricco ne ho sostituite tante molto meno i cricchetti (solo quando si scollano i rubini)ma tutto dipende da quanti orologi sono passati per le mani(abbiamo avuto la concessionaria dal 69 per 25 anni)p.s. questo lo conoscete?

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MessaggioInviato: sabato 3 maggio 2008, 23:57 
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Re: Bulova Watch - p.zza Diaz 5 Milano
MessaggioInviato: domenica 4 maggio 2008, 0:17 
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aldo.graci ha scritto:
p.s. questo lo conoscete?

Ciao Aldo,
L'ho visto una volta sola e ce l'ho nel "cassetto dei miracoli" :wink: in laboratorio. Siccome (ovviamente) non fuziona ho cercato di studiarlo un pò ma con poco impegno e scarsi risultati perchè non ho schede tecniche (se qualcuno le avesse...) e chiedendo in giro nessuno sà di cosa si tratta. Stà là buono buono sotto un quadrante Bulova
Aggiungo un grazie a tutti per le preziose informazioni sull' argomento di origine. A questo punto sò come e dove cercare la modifica da apportare......se interessa a qualcuno posterò le foto dei risultati!

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