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MessaggioInviato: domenica 18 novembre 2012, 18:25 
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Buon Christian, la risposta per cui ancora non ho adottato le pinze da 8mm te l'ha data in dettaglio Pierino.
Praticamente sono nelle mani di Dio.............. :grin:

Da qualche parte dovrei, anzi ho descritto, le vicissitudini che ha passato il mio EMCO, senza ripetere tutto da capo, vi basti sapere che l'autocentrante è inservibile.
Non solo le griffe sono consumate la dove si stringe il pezzo, ma anche sulle guide ricavate nel corpo del mandrino, per cui stringe solamente all'estremità posteriore.

Non ho voluto comperare un altro autocentrante, perché già dotato di altro tornio attrezzato con autocentrante.
Ho preferito adottare momentaneamente (sperimentando) le pinze ER da poter dedicare ai lavori più minuti.

Comunque se una volta la domenica era dedicata alla glorificazione della grandezza di Dio, almeno per me, è diventata giornata di fabbricazione di trucioli.
Approfittando anche della giornata uggiosa a Roma.

Ho voluto fare qualcosa di extra corso e chiedo sin da adesso ai scusa forumisti, in quanto questo accadrà spesso.

Innanzitutto ho voluto provare a tornire un materiale diverso dal solito ottone e questa volta ho usato del tondo di acciaio da tempera al piombo.
E' un materiale che si lavora particolarmente bene, è studiato per avere un'alta produttività nei centri di lavoro......se non fosse che almeno nel mio caso è trafilato e presenta uno strato superficiale di pochi centesimi particolarmente duro per l'incrudimento dovuto alla trafilatura, ma superato quello strato è una passeggiata....o quasi!!!!

La lavorazione non presenta particolari difficoltà rispetto all'ottone usando gli stessi utensili, se non quando prende sotto ed essendo più tenace non si riesce immediatamente a riprendere l'utensile.

Ho rotto ben due utensili.
Il primo come mio solito perché ho tendenza a strafare e qui apro una piccola parentesi: lavorare a mano, almeno nel mio caso, da molta confidenza.....che porta a fare di più di quanto consentito.
Il secondo l'ho rotto per mia dabbenaggine: non ho voluto spostare il ventaglio avvicinandolo al pezzo per cui ho lavorato con un grande sbalzo.......e ho pagato!!!!

Visto che c'ero, con l'acciaio da tempera, ho provato a costruire due utensilini sagomati, poi capirete il perché uno da 3 e uno da 2mm.
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Perdonate l'affilatura fatta a mano libera, tant'è che l'ho dovuta riprendere con la pietra Arkansas per farli tagliare bene!!

Forse a qualcuno non sarà sfuggito che il non essere riuscito a fare le gole sagomate, mi ha provocato un certo rossore.......si, li dietro in basso!!!!
E allora ho deliberatamente barato ed ecco lo scopo degli utensili sagomati:
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Quando ho visto quest'ultima foto m'è preso un colpo: ero sicuramente sicuro e certo che la concavità fosse completa e non con il piano in fondo come si vede.
Ho ricontrollato e fotografato di nuovo con diversa angolazione della luce:
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E' sfuocato, ma lo stramaledetto piolino al centro c'è!!!!!

Ho colto l'occasione per mostrarvi qualcosa che sarebbe bene non faceste mai e cioè questa:
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Lavorare con il tondo di sbalzo che fuoriesce dal passaggio barra per un bel pezzo!!!
O meglio, è ammesso solo in due occasioni lavorare in questo modo:
La prima con adatti sostegni e guide, cosi come avviene nei centri di lavoro.
La seconda a bassissimo numero di giri!!!
Basta una leggerissima piega o un qualsiasi altro squilibrio che nel giro di pochissimi istanti la barra si piega di 90° e chi c'è, c'è!!!!!
Inoltre, lavorando anche a basso numero di giri, lo squilibrio genera delle ampie e fastidiosissime vibrazioni.

UN SALUTO :hallo:

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Prima di ogni lavoro, prima di ogni orologio, un pensiero sarà sempre dedicato al mio Maestro e grande amico Pierino la Peste.
Pieri', ogni tanto dai un'occhiata quaggiù e dacci l'ispirazione per lavori degni di Te!


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MessaggioInviato: domenica 18 novembre 2012, 21:14 
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Carissimo Maurizio
Il tuo operato è comunque istruttivo.
Mi permetto solo due osservazioni.
La prima è che a mano sconsiglio vivamente un bulino ad appoggio tondo.
Qiesto fatto rilevare già più volte,in quanto si ha una enorme difficoltà a mantenere in piano il tagliente,per cui si và proprio in cerca di difficoltà.
Per risolvere,la cosa,pasta dare una molata al tondo ed ottenere una parte in piano,e con questo si risolvono una montagna di problemi.
Secondo,lavorare di testa,con un utensile che ha il tagliente a 180° e prende anche il lato opposto,dove il tornio gira a lavorazione contraria è altra cosa da non fare.
In questo caso,se vuoi usare un utensile a sagoma,basta eliminare la metà della figura,in quanto l'altra parte verrà di conseguenza.
E in questo modo,potrai anche facilmente eliminare quella conicità centrale.

Un salutone
Pierino la peste

Ps l'acciaio al pimbo temprabile,con metodi tradizionali. (Da non confondere con il conosciutissimo AVP
è tra i migliori da usare per fari,perni,assi,e molti particolari sia di pendoleria che piccola orologeria.
Meglio di questo c'è solo acciaio all'argento.
Molto più caro.

(Viene realizzato come gli acciai comuni con diverse percentuali di carbonio.
I più conosciuti,sono il G20 a basso tenore di carbonio paragonabile ad un C20 e R80 paragonabile ad un C50)

La differenza (tra argento e piombo) penso sia principalmente data,dalla lega che non contenendo piombo è decisamente meno nociva.
In quanto nelle lavorazioni ed in fase di tempra io non ho mai notato differenze,a parità di carbonio,e di lega.
Voglio altresì rassicurare chi ci opera.La percentuale di piombo è talmente minima,che è quasi trascurabile,basta attraversare una strada di città e se ne è assorbita una percentuale almeno 10 volte superiore.(senon oltre)
La tossicità,piuttosto elevata, è per chi lo crea in fonderia.
Quella piccola percentuale di piombo,rende la lavorazione semplice,in quanto lubrifica per un certo verso l'utensile.
Permettendo di eseguire lavorazioni,molto precise,con macchine semplici e senza l'ausilio di utensileria speciale,vedi vidia,tungsteno e similari.
Che come finalmente avete provato,e quindi capito,l'enorme difficoltà che si ha ad affilare bene gli utensili così duri.Senza una attrezzatura costosa e specifica.
Grazie Maurizio per averlo nominato.
Se riesci a farci sapere il tipo estatto e dove procurarcelo,in quantità minime, ci fai un ulteriore grosso favore.

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L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione
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Ultima modifica di pierino-la-peste il domenica 18 novembre 2012, 23:34, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: domenica 18 novembre 2012, 21:52 
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Carissimi Amici
Modifiche da fare alla vite da legno,per poterla adattare a portamandrino

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Una volta chiusa in pinza sull'inizio del diametro piano,con l'utensile provvedete ad eliminare la testa,pareggiando il diametro


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Ed ecco quì il portamendrino pronto,semplicemente girando la vite.


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Le misure ottimali sono queste.

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ma funziona egregiamente,anche un diametro minore,esempio 4mm
più grande si ha difficoltà ad avere il codolo che passa oltre la coda della pinza.
La parte filettata,che dovrà restare fuori dalla pinza e ci farà da trascinatore,è bene che non sia meno di 10 millimetri,o troppo corta e non di tenuta,e non oltre i 15 mm o ci porta troppo avanti nella lavorazione,rendendo il tutto più difficoltoso,in quanto allungando lo sbalzo sarà più facile spezzare il legno che ci avviteremo sopra.
Alla prossima ed un saluto
Pierino la peste

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MessaggioInviato: domenica 18 novembre 2012, 23:20 
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Centrino seconda puntata.
Purtroppo l’argomento è complesso,e non è chiudibile con poche parole,per cui sarò costretto ancora a tritarvi gli ammennicoli.
Chi mi vuole seguire si prepari. all’ennesimo mattone. :eek:
Torniamo a noi.
Chi ben conosce le macchine sorriderà a queste parole,ma chi non ci ha mai lavorato,deve essere informato.
Il tornietto per orologeria è una macchina precisa,ma la parola precisa è molto relativa.
La sua relatività è legata a cosa noi dobbiamo fare,e a come la usiamo.
Più andiamo nel piccolo,più ci cerchiamo guai.
Proviamo a vedere questi guai da vicino.
Per non menare troppo il can per l’aia,cercherò di circoscrivere,(per ora)il centrino che più ci stà a cuore,per la riparazione degli orologi.
Quello per riportare un perno.
Avrete visto sul forum,diverse di queste operazioni,alcune fatte bene,altre prive di documentazioni,ed alcune vere ciofeche.
Inutile dire che questa operazione è soprattutto legata alla manualità di chi la svolge,ma se alla manualità,veniamo in aiuto con degli accorgimenti giusti,tutto diventa più facile.
Perché la faccio così lunga ??
Il motivo è dato principalmente dal sistema con cui centrate il perno sul tornio
Per centrato,per ora intendo chiuso nella testa.
Per questo si è soliti usare,l’autocentrante,o le classiche pinze.
Intuibile il fatto che la chiusura fatta con le pinze è sicuramente,migliore dell’autocentrante,in quanto,il manufatto viene quasi completamente abbracciato ,nella parte chiusa dalla pinza,mentre nell’autocentrante salvo modifiche personalizzate,viene chiuso su tre punti,che sono piuttosto stretti,questo a causa del fatto che le griffe dell’autocentrante sono fatte per chiudere il maggior numero di diametri possibili,tra lo spazio di completa chiusura e massima apertura.
Più preciso,chiaramente è il sei griffe.Mentre il quattro griffe,è adatto a lavorazioni di profili quadri,ma non chiude,salvo rari casi con precisione maggiore del 3 griffe ( parlando di autocentranti,perché con il 4 a chiusura indipendente la centratura è data dall’operatore,e non dal mandrino).

Riassumendo seppure la pinza sia di gran lunga preferibile e precisa ha l’enorme difetto,di chiudere con precisione (la sua data dal costruttore,quindi legata alla qualità) solo ed esclusivamente il diametro nominale
Tradotto servono per lavorare bene un numero piuttosto elevato di pinze. Soprattutto per piccoli diametri,dovremmo avere la serie che dalla più piccola di serie,che chiude 0,01 un incremento di 0,05 da qui capite perché dico nutrita serie di pinze.
Perché facciamo un esempio,se noi abbiamo un perno del diametro di 1,1 mm lo serriamo nella pinza da 1mm questa chiuderà male il pezzo,in quanto la sua sede è più stretta e il foro nominale non coincide,perché stretto.
Se la chiudiamo sulla pinza da 1,5 mm la cosa sarà ancora peggiore,in quanto se in un caso abbiamo forzato l’apertura,ma di poco,nell’altro la pinza chiuderà solo in punta ed anche qui male copierà il pezzo,avendo il diametro del foro più grande.
Con questo spero di essere riuscito a mettere a fuoco il primo grosso problema che si ha sul tornietto a pinza.
Riassumendo,il pezzo che dovremo chiudere deve avere due o tre centesimi di tolleranza massima dal diametro nominale della pinza,o non sarà chiuso bene e peggio non girerà centrato.
Prima enorme grana.
Tradotto,se noi dovremo impernare un asse di una ruota di dimensioni non troppo piccole,la tolleranza che si crea per una cattiva chiusura,(cattiva perché fatta con pinza impropria) se è contenuta,verrà compensata dal gioco di dentatura.
Ma se la ruota,o anche solo il modulo della medesima è piccolo,o peggio trattasi di ruota scappamento una scentratura minima, ci renderà arduo il buon funzionamento del meccanismo. Se non addirittura impossibile.
Questo discorso è a maggior ragione da tenere in forte considerazione,,nel momento che noi torniamo un perno in ripresa.
Soprattutto un pivot.
Per ripresa si intende in gergo la chiusura sul tornio di un manufatto,prelavorato.
In quanto potere mantenere la linearità dei perni in ripresa è molto difficile.
Faccio un esempio.
Abbiamo precedentemente visto sul post medesimo,come un manufatto,rovinato e non tondo,può essere fatto diventare ,sicuramente più piccolo di diametro,ma lineare e tondo.
Se però noi smontiamo dalla macchina questo manufatto da noi tornito,e lo riprendiamo anche dalla medesima parte,per completarlo. Non lo avremo più nella medesima posizione.
Questo mantiene le caratteristiche di centratura , fino a quando noi non lo togliamo dalla chiusura della macchina.
Se la quota che ci serve era stata raggiunta,nel mollare la chiusura,e riprenderla,noi avremo perso la centratura di quel pezzo,il riprenderla,se il diametro del perno chiuso era quello nominale,della pinza,ed era un buon pezzo tornito,si può tentare,se no quasi impossibile,perché la chiusura era casuale e rifarla lo è altrettanto.
Spero di essere stato capibile

.
Segue:………………….

Un salutone
Pierino la peste

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MessaggioInviato: lunedì 19 novembre 2012, 20:58 
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pierino-la-peste ha scritto:
Carissimo Maurizio
Il tuo operato è comunque istruttivo.
Mi permetto solo due osservazioni.
La prima è che a mano sconsiglio vivamente un bulino ad appoggio tondo.
Qiesto fatto rilevare già più volte,in quanto si ha una enorme difficoltà a mantenere in piano il tagliente,per cui si và proprio in cerca di difficoltà.
Per risolvere,la cosa,pasta dare una molata al tondo ed ottenere una parte in piano,e con questo si risolvono una montagna di problemi.
Secondo,lavorare di testa,con un utensile che ha il tagliente a 180° e prende anche il lato opposto,dove il tornio gira a lavorazione contraria è altra cosa da non fare.
In questo caso,se vuoi usare un utensile a sagoma,basta eliminare la metà della figura,in quanto l'altra parte verrà di conseguenza.
E in questo modo,potrai anche facilmente eliminare quella conicità centrale.

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Ps l'acciaio al pimbo temprabile,con metodi tradizionali. (Da non confondere con il conosciutissimo AVP
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Molto più caro.

(Viene realizzato come gli acciai comuni con diverse percentuali di carbonio.
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La differenza (tra argento e piombo) penso sia principalmente data,dalla lega che non contenendo piombo è decisamente meno nociva.
In quanto nelle lavorazioni ed in fase di tempra io non ho mai notato differenze,a parità di carbonio,e di lega.
Voglio altresì rassicurare chi ci opera.La percentuale di piombo è talmente minima,che è quasi trascurabile,basta attraversare una strada di città e se ne è assorbita una percentuale almeno 10 volte superiore.(senon oltre)
La tossicità,piuttosto elevata, è per chi lo crea in fonderia.
Quella piccola percentuale di piombo,rende la lavorazione semplice,in quanto lubrifica per un certo verso l'utensile.
Permettendo di eseguire lavorazioni,molto precise,con macchine semplici e senza l'ausilio di utensileria speciale,vedi vidia,tungsteno e similari.
Che come finalmente avete provato,e quindi capito,l'enorme difficoltà che si ha ad affilare bene gli utensili così duri.Senza una attrezzatura costosa e specifica.
Grazie Maurizio per averlo nominato.
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Pierino,
Le tue osservazioni sono giustissime e hai fatto bene a farle.

Sono perfettamente cosciente che è sconsigliabile usare bulini tondi per lo stesso motivo per cui se ne è discusso tanto (anche troppo) in questo post.
Il problema è che, almeno per quello più piccolo, molarlo nella parte inferiore, avrebbe significato fare un'utensile estremamente esile (spessore attuale minore di 1mm) e in tutta onestà, vista la grande sezione di truciolo che avrebbe dovuto asportare, avevo timore che si spezzasse!!!
Sono comunque riuscito ad avere un buon controllo forse perché come manico ho usato un grosso mandrino a mano con cui, in qualche modo e del tutto inconsapevolmente ho contrastato la rotazione accidentale.

Per quanto riguarda invece la concavità, non ci sono andato direttamente con l'utensile raggiato (dimentichi qual'è il mio lavoro) ma ho eseguito prima con il bulino a losanga un cono interno abbastanza largo che mi ci entrasse agevolmente l'altro utensile e usando solo metà (quella rivolta a me) del tagliente, l'ho raccordato.

In effetti sono stato piuttosto sbrigativo nel descrivere il mio lavoro, ho tralasciato dei dettagli che per me forse sono scontati, ma per altri possono essere importanti.
Ve ne chiedo SCUSA!!!!!
Prometto che in futuro ci farò più attenzione......

Per quanto riguarda l'acciaio, al momento non posso essere utile, in quanto l'ho comperato come un generico acciaio da tempera al piombo presso la ditta che fornisce articoli tecnici all'azienda dove lavoro e che a sua volta si rifornisce presso i grossisti.
Però, Pierino se mi dici quali sono gli acciai che ci possono essere utili, prendo informazioni.

UN SALUTO :hallo:

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MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2012, 10:46 
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ieri non ho potuto fare tutte le cose che volevo, ma ho comunque preparato la vite come da foto:

Immagine

avevo una vite leggermente più corta, penso sarebbe stato meglio. Ma dovete sapere che ho il set di pinze pari fino alla 50, mi manca solo la 44 e un altro numero. Secondo voi che diametro aveva l'altra vite? :help:

Ho fatto velocemente una prova di troncatura della quale vi allego il video:


http://www.youtube.com/watch?v=YnoNnhqyI2c

ho riservato la serata per fare delle prove di troncatura, quindi se Piero hai tempo di seguirmi in "live" come proposto fammi sapere, altrimenti rimandiamo senza problemi.

Saluti
Christian

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Se quanto scritto può avere un doppio senso, ed uno di questi vi offende, io intendevo certamente l'altro.


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MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2012, 16:58 
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Carissimo Cristian
Ma dobbiamo prima chiarire chi è il maestro :smile: :smile:
Sono io che cerco di insegnare a te o tu a me??
Ottimo lavoro Cristian.
é bello vedere come apprendi al volo.
Si sono pronto a seguirti in diretta,fammi solo sapere l'ora e ci sarò.
A più tardi carissimo
Pierino la peste

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MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2012, 19:30 
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Carissimi Amici
L’obbiettivo da raggiungere è prendere famigliarità con un utensile da taglio,il suo tagliente e la manualità,sensibilità necessaria per l’operazione di taglio.

La troncatura al tornio è decisamente più difficile che la tornitura.
Mentre per tornire,in qualche modo ci si arrabatta,per il taglio,o meglio troncatura invece è tutta altra cosa.
Molto facile fare danno o peggio farsi male.
Per cui per prima cosa,a causa di ciò scusate la pedanteria,ma neurini attivi!!!!.
Molta attenzione,concentrazione e calma.
TORNIO A BASSA ROTAZIONE. Cinghia pronta a slittare.La regolerete poi con la dovuta cautela.
Non è una mola smeriglio ,la bassa rotazione max 150 giri,permette di non scaldare il pezzo,mantenere l’utensile attivo,sentire meglio al tatto cosa uno fa.
Tolta la premessa veniamo al concetto di base.
Avevo dato da realizzare l’utensile a schizzo.
Scusate la grafica,ma sono antico,faccio cento volte prima a fare uno schizzaccio che un disegno al computer.
Al limite se c’è chi lo vuole fare meglio è ampiamente ringraziato.

Immagine

Ho numerato gli angoli per cercare di vederli meglio insieme.
Le regole di affilatura,di un utensile possono essere molto comuni,ma un utensile a mano ha delle regole un po’ più particolari.
Deve aiutarci nel lavoro,non deve dove possibile piantarsi,soprattutto essendo tenuto a mano libera,deve permetterci di lavorare,senza eccessiva fatica,permettendoci di concentrarci sul lavoro e non impegnarci in unan gara di forza,tra noi e la macchina.
Per cui serve per chi è abituato a prepararsi utensili per il carro croce,rivedersi alcuni particolari,che cercherò di delucidare.

Questo utensile è per la trocatura,il suo scopo è quello di aiutarvi al taglio,ma anche di ottenere un manufatto che si stacca con il lato finito,
Senza quel fastidioso centrino a cono.(O almeno ridotto ad un puntino,facilmente eliminabile)
Per cui l’angolazione (2) compresa tra i 20° - 30° ha appunto lo scopo di aumentare il cono di taglio con la base,rivolta alla testa e facilitare un taglio piano e a distacco semplificato.
Variare questo angolo è soggettivo,più noi rendiamo acuto,questo tagliente,intuibile,più noi aumentiamo la superficie di taglio.
Ma seppure ci rendiamo sempre più facile l’eliminazione del centrino,sul pezzo che si stacca,ci rendiamo il governo dell’utensile sempre più complicato,perché questo essendo inclinato,cercherà di scivolare in esterno,verso la contropunta.
Tendendo a fare un taglio a cono interno al pezzo,invece di mantenere un parallelismo.
Serve rendere più acuto questo taglio,se il diametro del manufatto è via via più piccolo,mentre cercare di renderlo meno acuto,se il diametro del manufatto è più grande.
Non ha comunque una grande importanza,come ho detto è soggettivo, non essendo montato su un carrello di un CNC,sarà sempre la nostra mano che correggerà la differenza.

Gli angoli (1a) (1b) invece,sono solo angoli di spoglia,il cui compito è di lasciare uno spazio di entrata all’utensile,nel corridoio che questo si fa sul manufatto.
Devono permettere all’utensile di entrare,senza forzare sui fianchi,disperdendo parte dell’energia di lavoro,diminuire il calore eliminando un attrito che non serve.
Concentrare quindi il taglio sul frontale. Per non indebolire troppo l’utensile sono quindi di bassa angolazione 1° circa.

Gli angoli di spoglia (3) sono anche questi di disimpegno,svolgono la funzione come sopra,mentre si entra con l’utensile a fondo,nel manufatto,eliminando di l’attrito sui fianchi.
Nella parte alta ,gli angoli,serve che si presentino affilati,perché ci aiutano a mantenere il taglio parallelo e lucido.
Anche questi non han senso su questo tipo di taglio,(Scherzosamente chiamato a fetta di salame)’avere una inclinazione notevole
Circa 1° -1,5°

Un discorso un po’ più complesso è da dedicare agli altri due angoli il (4) e il (5)
Sull’utensile di campione per meglio sentire il mordente vi ho chiesto un bulino con questi angoli a 90°
Ora cercheremo di capire il perché.
Segue…….


Salutone
Pierino la peste

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MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2012, 20:12 
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Carissimi Amici
La tortura prosegue.( pardon tornitura)


Veniamo finalmente a questa troncatura.
Il buon Cristian ci ha già postato il filmato ed ha afferrato tutto al volo.
Tanto è vero che è già riuscito a fare il taglio,Grande Mago.
Ma vediamo se soprattutto con il suo aiuto,lo rendiamo capibile anche ad altri.

Nello schizzo precedente ho cercato di dare una immagine della posizione di lavoro vista di lato.
Dove lo scopo era di presentare in teoria cosa dovrebbe avvenire in fase di taglio.
L’utensile è appoggiato al portabulino,in piano,la sua parte superiore (Il tagliente) è in procinto di entrare,nel manufatto.
Come vedete,avendo fatto l’angolo (5) a 90° questo deve essere mantenuto in posizione molto precisa di mezzaria al manufatto,o tallonerà sul medesimo.
Cosa vuole dire tallonare?
Semplicemente che se appena mi alzo dalla linea di centro,mi trovo il tagliente che è fuori posizione,troppo alto,per cui la pancia del manufatto,toccando sull’utensile da taglio,non ci permetterà,di entrare,in quanto l’utensile sfrega sul manufatto e non riesce ad inciderlo.
La cosa è facilmente eliminabile.
Ma FERMI lo ho fatto apposta.
Come ho detto fin da subito,lo scopo non è fare il pezzo,ma imparare.
Per questo serviva questo utensile.
Ora se voi cercate di fare un taglio,(Troncatura) vi accorgerete che dovete usare una leggera accortezza.
Dal filmato,non si riesce a veder bene (almeno io) ma il Buon Cristian per poter effettuare un taglio da manuale,come quello fatto,con questo utensile deve usare ,una malizia.
Ovvero appoggiandosi sul poggia bulino (fulcro F) dallo schizzo,serve mantenere l’utensile da taglio leggermente (Ho scritto leggermente,scusate l’imperativo) oscillante.
Deve stare,lo dovete sentire al tatto,mordere,esattamente sulla linea di mezzaria,fatta una incisione ,se riuscite a mantenerlo bloccato,non taglia,più,allora serve scendere circa u decimo,per dare una misura ipotetica,e appena preso il mordente riportarlo in piano.
Imparato il gioco,vi verrà talmente naturale,da nemmeno più accorgervi di farlo.
Semplicemente sentendo il taglio gli andate dietro,accompagnandolo.
Ma questa leggera oscillazione,se fatta bene,vi permette un taglio lineare,non scalda eccessivamente il pezzo,e soprattutto,non impianta l’utensile nel manufatto.
In modo da impegnare e disimpegnare costantemente il mordente dell’utensile.
Questa tecnica era molto usata,un tempo sulle macchine automatiche,quando ancora non c’era la diffusione delle placchette affilate di serie
Dove hanno sulla torretta,di fissaggio appunto un utensile leggermente oscillante.Con una robusta molla,che mantiene il tagliente sulla mezzaria , ma appena l’utensile sforza,permette un abbassarsi minimo del tagliente,salvo riportarlo immediatamente in posizione,per proseguire il taglio,e così via,fino alla completa troncatura.
Il quale arriva a fare dei tagli anche di diametri,molto spessi,evitando di dover scaricare di lato la lavorazione.
Cosa che ha invece spiegato in precedenza il buon Maurizio.
Questa è la malizia che vorrei imparaste.
Per questo vi ho cercato di trascinare fino a quà
Sono bene accette domande,al fine di meglio chiarire il concetto.
Oggi con le placchette da taglio moderne,queste malizie fanno sorridere,ma un tempo non troppo lontano, ci si doveva arrangiare,con utensili,teneri e che poco tenevano il filo. Eppure le lavorazioni si sono fatte,anzi i capolavori sono di vecchia scuola.
In più queste placchette ancora oggi se non recuperate dal surplus hanno un costo notevole,e comunque non idonee alla lavorazione manuale.
Per cui imparare,ci permette con poca spesa di fare splendidi tagli.



Ora torniamo sull’utensile


Segue......



Pierino la peste

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Carissimi Amici
L'avermi dato accesso a questo forum,lo state pagando caro :smile: :smile:

Un tritapalle così non lo avevave mai visto.
Proseguo per i malcapitati che mi seguono.

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Sul presente schizzaccio ,cerco di chiarire meglio questi due angoli di taglio.
Come precedentemente scritto vi ho volutamente portato ad avere un utensile che incide poco,tende a tallonare
L'angolo a 90°,impedisce un taglio scorrevole se non ci si impegna a mantenerlo vivo.
E come ripeto era voluto.
E vi consiglio caldamente di provarlo,o difficilmente imparerete una corretta posturadi taglio manuale.
Ma veniamo a noi.
Un utensile corretto,avrebbe dovuto avere anche l'angolo (5) di spoglia,proprio per facilitare un taglio,senza tallonare.
Questo angolo,deve essere minuto,o indeboliamo il filo dell'utensile.
In quanto è l'appoggio gravoso di lavoro principale.
La spalla sulla quale appoggia il tagliente di lavoro.
Qundi seguendo la logica delle precedenti spiegazioni deve restare su un angolo compreso tra 1° 1,5°
Imparato a tagliare con l'angolo a 90°,usare l'utensile con questo semplice scarico,vi sembrerà una Ferrari.
Ma attenti !!! l'averlo più affilato,e pronto per correre,non vuole dire avere dimenticato il precedente.
Serve solo a facilitare il lavoro,ma la sesnsibilità,sarà ancora più da accentuare,in quanto adesso l'utensile può entrare e piantarsi nel pezzo.
facendoci salatre il manufatto sul tornio,cosa da evitare assolutamente,o perdiamo centraggio e precisione di lavoro.

Segue.....
Pierino la peste

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L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione
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MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2012, 21:14 
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Orologiaio Indipendente
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Carissimi Amici
Resta l'utimo angolo menzionato nello schizzo.
L'angolazione (4)
Questa angolazione è fortemente soggettiva.
Oltre che soggettiva è legata al materiale che dovete tagliare,alla velocità di rotazione.Alla durezza dell'utensile impiegato.Importantissimo anche il diametro del pezzo in taglio.
Serve capirla e conoscerla,molto bene.
Non la si fà a casaccio
Lo scopo di questa angolazione,che è sovente un semicerchio,ha lo scopo di alleggerire lo sforzo che il truciolo pone sull'utensile,invitandolo ad una scorrrevolezza maggiore.
La curva viene data per dare un indirizzo al truciolo,che non finisca sull'operatore.
La suo angolo è da sperimentare,accentua un mordente al pezzo,quindi una maggiore pericolosità di piantare l'utensile nel manufatto,con le sue conseguenze.
Il vantaggio è di rendere sì il tagliente più delicato,ma avendo una incidenza maggiore,uno scarico maggiore dello scarto.
Un taglio che può essere quindi più pericoloso,ma sicuramente più veloce
Ricordate l'esempio della buccia e della mela??
Se nello sbucciare la mela,cambiamo angolazione di taglio del coltello,facciamo una trafila della buccia più o meno spessa.In più avremo una pressione maggiore o minore in funzione del tagliente del coltello,per incidere la mela.
Anche quì quasi senza accorgerci correggiamo costantemente il taglio del coltello,al fine di mantenere il minor scarto possibile.
Ebbene con questo esempio improprio cerco di spiegare come,
questa angolazione è particolarmente adatta ad un utensile vincolato in torretta,(sul carro croce)dove noi la possibilità di variare l'angolo di taglio una volta fatto l'utensile non la abbiamo.
In questo caso l'utensile non potendo variare angolo,necessita degli scarichi di aiuto.
Ma questi non sono generici,ma molto personalizzati.
Seppure per praticità alla fine si usa un utensile per quasi tutto.
Ricorrendo a modifiche solo quando questo ci accorgiamo che nel lavoro,non ci segue.
Se avremo tempo e voglia,parleremo in un post dedicato sulla funzione troncatura,su tornitura tradizionale.
In quanto è una lavorazione che può essere molto complessa,rara da fare bene.
Ed è una delle operazioni dove si fà girare il tornio al contrario,ovvero con rotazione,verso l'alto e l'asporto di truciolo,verso il basso.
Questo per motivi logici.
Dato che il truciolo che ne esce è solitamente un lungo filo,molto pericoloso,tenerlo schiacciato e diretto,verso il basso,facilita il suo scarico ed immagazzinamento,lasciando libero il manufatto di girare,senza impigliarsi nello scarto.
Ma a mano non si ha questo problema.
Possiamo decidere noi quanto spingere e quanto lasciare correre lo scarto.
Quì per ora la finisco.
Non ho nemmeno accennato ad un decimo di cosa sono gli utensili da taglio,ma spero di essere riuscito ad aiutare chi non aveva dimestichezza con la trocatura,a capirci un po' di più.
Per cosa è stato spiegato male o in modo non idoneo,provate a chiedere.
Anche quì insisto più che mai,quanto sia importante una buona affilatura.
Sul laterale un utensile ciofeca,tutto rigato,più un seghetto che un coltello,taglia,come taglia un coltello a denti,invece che liscio.
Il suo taglio farà inorridire un macellaio.(Solo un esempio)Loro non usano i coltelli seghettati,eppure hanno un taglio spaventosamente efficente.
E il motivo intuibile,non si fanno sbricciolate di lavorazione
Avrete osservato più di una volta cosa è un taglio lineare,e che sbreghi fà invece un seghetto.
Ma se nella tornitura il seghetto,riesce egualmente a fare truciolo.
Anzi decisamente più semplice da fare,e tutto sommato taglia,male,al pari di un coltello seghettato,ma taglia.
Nel'utensile a troncare,questo è maggiormente difficile.
Oltre al manufatto che ne esce,tutto a solchi.
Può anche essere lucido,ma tutto curve e dossi.
Un caro saluto e..... Tanti trucioli
Pierino la peste

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MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2012, 22:26 
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Grazie Piero per questa interessante disquisizione.

ho gia provveduto a modificare il bulino e dopo farò qualche prova di taglio.

Con l'affilatura del bulino con me sfondi una porta aperta.
Non perché lo dici tu,
Non perché esistono le retifiche per l'affilatura dei bulini oppure ancora la mia immensa esperienza di tornitura (hahaha).

Ma semplicemente perché ho una ventina d'anni d'esperienza nella stesura di burro sul pane per la mia prima colazione.

Se voglio una superfice liscia, prendo il coltello con la lama liscia e non quello seghettato.

Foto per rendere chiaro il concetto:
Immagine
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anche con il coltello seghettato posso ottenere una superficie liscia, ma perché fare più fatica per nulla?

Personalmente non sono mai contento della mia affilatura, anche perché la eseguo ancora a mano senza ausilio di supporti per affilare o altro.

qui di seguito riporto la foto di un mio bulino ingrandito 90 volte, con luce piazzata in modo da evidenziare le imperfezioni:
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Prima o poi mi costruiro una "retifica" per i bulini perché affilarli é abbastanza noioso.

Saluti
Christian

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Se quanto scritto può avere un doppio senso, ed uno di questi vi offende, io intendevo certamente l'altro.


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MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2012, 22:37 
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Carissimi Amici
Per il proseguo dopo questo importantissimo esercizio.
Avete finamente il materiale pronto??

Vite tornita da legno
Quadrotti di ottone
pezzo di legno tondo
Gommalacca
Un saldatore tipo stagno per fondere la gommalacca sul manufatto ed accopiiare quest'ultimo sul tornio.
Attendo i commenti ed i risultati della troncatura,che saranno fondamentali per il proseguo.

La prossima troncatura,non sarà una fetta di salame,ma un taglio decisamente più complicato.
per questo vi farò avere la modifica da effettuare al bulino da taglio.
Ma prima serve che siate certi di poter dominare l'utensile o vi avrò sulla coscenza.
Un caro saluto
Pierino la peste

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MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2012, 22:47 
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Piccolo appunto se permettete:

Non serve "lappare" tutte le facce dell'utensile, basta che siano privi di imperfezioni o se preferite seghettature gli spigoli del tagliente.

Io uso, se voglio un utensile che tagli veramente bene, dopo l'affilatura togliere le bave con la pietra Arkansas e in questo modo arrotondo "leggerissimamente" gli spigoli in modo da eliminare le seghettature che si affacciano sullo spigolo attivo.

E' evidente che più profondi saranno i solchi e più dovrò arrotondare, per cui è indispensabile una buona finitura delle facce....... ma senza impazzire!!!!

Sono in terribile ritardo con la vite a legno e non sò prevedere quando avrò pronta la mia attrezzatura, nel frattempo mangiate tranquillamente le fette di salame.......................

UN SALUTO :hallo:

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Prima di ogni lavoro, prima di ogni orologio, un pensiero sarà sempre dedicato al mio Maestro e grande amico Pierino la Peste.
Pieri', ogni tanto dai un'occhiata quaggiù e dacci l'ispirazione per lavori degni di Te!


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MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2012, 22:51 
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Carissimo Cristian
Concordo con te,affilare un bulino è veramente noioso.
La parte che più odio.
Avevo l'affilatrice,ma quando ho cessato la produzione è finita con il resto dei macchinari.
Per me persa per sempre.
esistono però a basso costo delle molette che ci possono aiutare,sono al solito cinesi,ma sono una meraviglia della tecnica,ogni tanto fanno comparsa su ebay.
Il loro costo oscilla dai 30 ai 40 eurozzi.
Sono un disco di alluminio,da supporto con un doppio riporto di polvere diamantata,gommata.
hanno due corone di diversa gradazione,sul piano laterale,una più grossolana,una più fine.
Le due corone sono affiancate e sono l'ideale per incisori e per noi che usiamo piccoli utensili e bulini.
Si passa prima l'utensile sulla corona esterna,a grana più grossa e lo si lucida su quella interna.
La polvere diamantata è mista a resina,per cui scalda poco l'utensile.
Sono da usare solo per finitura o si distruggono con facilità.
Dai colori si deduce la grana del diamante.
Purtroppo non sono riuscito ancora ad avere una documentazione dettagliata.
Il foro passante del supporto è Diametro 10 mm adatto alla moletta che hai acquistato.
Con le dovute cautele è molto adatta alla nostra affilatura.
Certo,lavora solo per la testa dell'utensile,ma è solitamente quella che ci necessita di più
Appena trovo il link lo posto.
Nel frattempo se c'è come al solito nel forum chi aiuta ben venga.
Un caro saluto
Pierino la peste
Un salutone

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