Tutti gli orari sono UTC + 2 ore




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 17 messaggi ]  Vai alla pagina 1, 2  Prossimo
 

Cerco aiuto per riparazione pendolo master Siemens-Halske
Autore Messaggio
MessaggioInviato: giovedì 20 settembre 2012, 13:02 
Non connesso
newbie
newbie
Avatar utente

Iscritto il: venerdì 14 settembre 2012, 20:02
Messaggi: 17
Località: Roma
Buongiorno a tutti.
Mi chiamo Daniele, e sono nuovo del forum: la mia presentazione è qui, per chi fosse interessato.
Cerco aiuto per far funzionare la parte elettrica di questo orologio, a cui sono molto legato affettivamente.

Immagine Immagine

Si tratta di un Master a pendolo della Siemens-Halske.
Crediamo sia un esemplare della fine degli anni 20, inizio anni 30.
Ignoriamo quale sia il modello.

L’orologio è stato usato per circa quarant’anni quale master della sede di Napoli di una grande azienda italiana nel settore delle telecomunicazioni.

Credo sia inutile spiegare ad un gruppo di esperti come questo che il master, inviando impulsi elettrici ogni minuto, comandava il movimento di svariati ripetitori, come quello qui riprodotto.

Immagine

Nello specifico, questo orologio sincronizzava anche il marcatempo della sede.
Inoltre, grazie ad un meccanismo elettromeccanico (di cui non ho compreso mai a fondo il funzionamento della parte elettrica) era in grado di ricaricarsi.

Immagine
Immagine

Infine, in caso di mancanza di alimentazione, grazie ad un contrappeso nascosto all’interno della cassa dell’orologio, questo era in grado di marciare autonomamente per circa ventiquattro ore (sebbene non potesse inviare impulsi ai ripetitori, che così rimanevano fermi).

Pare che l’unico intervento di rilievo a cui fu sottoposto l’orologio durante la sua gloriosa carriera fu la sostituzione dell’alimentatore, intorno alla fine degli anni 60, poco prima del definitivo pensionamento.

Io ero ancora bambino quando, nel maggio 1974, in occasione di una vendita di mobili ed attrezzature dismesse dall’azienda, l’orologio fu acquistato da mio padre, dipendente dell’azienda stessa.
Insieme all’orologio gli fu venduto anche uno dei suoi ripetitori, ma – ahimè – non gli fu data alcuna documentazione.

La fattura indica i seguenti due modelli per orologio e ripetitore:
- Siemens HSU/KW NPL 67/T
- Siemens ENU/20 NPL 68/T
Tuttavia essi non sembrano essere modelli mai esistiti nel catalogo Siemens (almeno, io non ne ho trovato traccia su Internet).

L’assieme master+ripetitore fu installato con qualche modifica in casa nostra, dove ha funzionato quasi ininterrottamente per vent’anni, fornendo indefessamente l’ora ufficiale della famiglia.
Pochi gli interventi di manutenzione, dei quali il principale fu la sostituzione della lamina di acciaio che permette al pendolo di oscillare (spaccata in due per affaticamento del metallo a fine anni 80, fu rimpiazzata da mio padre con uno spezzone di lametta da barba – intervento poco ortodosso, ma efficacissimo).

Come lecito attendersi da un simile gioiello di elettromeccanica, una volta messo a punto, la sua marcia è stata sempre molto regolare, e l’ora indicata precisa al secondo. Intorno alla fine degli anni 80, però, la parte elettrica del sistema ha iniziato a perdere colpi.
Dapprima gli impulsi inviati al ripetitore sono diventati irregolari (il master tendeva a “saltare” gli impulsi nei minuti pari), fino a quando sono cessati quasi del tutto.
Verso la fine degli anni 90, anche gli impulsi di ricarica hanno iniziato a diventare irregolari, diradandosi sempre più nel tempo.

A nulla sono valsi i tentativi di manutenzione da parte di mio padre: pulizia dei contatti, sostituzione del condensatore ormai bruciato, by-pass dei circuiti non più necessari, pulizia dei meccanismi. I provvedimenti si sono rivelati dei palliativi, la cui efficacia si è via via ridotta, fino a quando, nel novembre 2002 l’orologio, incapace di ricaricarsi, si è fermato.

Immagine Immagine

Dal 2004 ad oggi, in più riprese abbiamo tentato di ripristinarne il funzionamento, ma senza successo. Ogni tentativo ha finito per fallire nel giro di poche settimane.

Meccanicamente l’orologio funziona sempre (e bene!), ma non si ricarica, se non sporadicamente.
L’impressione – ma potremmo sbagliarci – è che i contatti si siano irrimediabilmente consumati, anche a causa del fatto che (quando funzionano) emettono vistose scintille, essendo ormai inefficace il circuito RLC che dovrebbe sopprimerle.

A voi gentili utenti del forum ed esperti, chiederei un particolare aiuto per (in ordine di priorità):
- innanzi tutto, cercare di risalire al modello esatto dell’orologio (magari questo potrebbe aiutarmi nel reperirne la documentazione di fabbrica);
- recuperare copie degli schemi elettrici originali (ne ho trovati di splendidi [proprio qui su questo forum], ma del Siemens-Halske HU10, che è simile, ma non uguale a questo orologio. Tali schemi purtroppo non sono utili al nostro scopo), o qualunque indicazione su altre risorse Internet dove reperire documentazione pertinente al caso (anche in inglese o francese);
- infine, capire il principio di funzionamento della parte elettrica dell’orologio. Sarebbe grandioso se esistesse qualcuno così paziente da volermi spiegare nel dettaglio il funzionamento ed eventualmente guidarmi nell’intervento di riparazione. Ma forse è chiedere troppo…

Il risultato ottimale sarebbe quello di rimettere in funzione l’intero sistema master+ripetitore, ma, ovviamente, già il poter far funzionare il solo master sarebbe per noi una gioia infinita.
Ancora meglio sarebbe se riuscissimo a ripristinare, oltre al funzionamento, anche la configurazione originale, eliminando ove possibile le modifiche che sono state apportate nel tempo e che illustrerò nel prossimo post.

Grazie a tutti per l’attenzione.
- Daniele -


Ultima modifica di DanRom624 il martedì 25 settembre 2012, 19:25, modificato 4 volte in totale.

Top
 Profilo  
 

Modifiche significative apportate nel tempo
MessaggioInviato: giovedì 20 settembre 2012, 13:32 
Non connesso
newbie
newbie
Avatar utente

Iscritto il: venerdì 14 settembre 2012, 20:02
Messaggi: 17
Località: Roma
Proseguo il precedente post per descrivere nel dettaglio le modifiche che sono state apportate nel tempo all'orologio master Siemens-Halske per cui ho aperto questo argomento.
(le lettere fanno riferimento alla foto di seguito)

Immagine

L’alimentatore (non visibile) fu sostituito a fine anni 60, come ho già detto nel precedente post. Inoltre:

A – già negli anni 80 il condensatore è stato sostituito con uno nuovo (qui visibile l'involucro originale);

Immagine

B – nel 2004 , il relais che emette gli impulsi per comandare i ripetitori è stato bypassato;

C – parimenti, sempre nel 2004, è stato bypassato il sistema per inviare manualmente gli impulsi ai ripetitori (serviva, per esempio, per ripristinare l’ora esatta simultaneamente su tutti i ripetitori dopo un’interruzione dell’alimentazione);

D – nel 2012, scollegati e bypassati i cavi provenienti dal circuito posto immediatamente a valle dell’alimentatore (posto all’interno della parte superiore della cassa dell’orologio);

Immagine

E – 2000-2012, regolato in più occasioni l’elettromagnete che genera il movimento per ricaricare l’orologio (nella foto iniziale è visibile solo la vite micrometrica di regolazione, ma il componente è ben visibile nelle foto finali del precedente post – quelle con lo sfondo bianco). La regolazione di questo componente è un fattore critico: se la si sbaglia, l’elettromagnete o non dà l’impulso, o lo dà troppo debole per sollevare il peso. Inoltre, la durata dell’impulso (regolata dal misterioso [per noi] circuito RLC che sta immediatamente a valle dell’alimentatore) sembra essere determinante per il corretto funzionamento dell’elettromagnete, e in qualche modo è influenzata (in modo irregolare) anche dall’impulso dato dal relais A;

F – anni 70, sostituito il fusibile (andato perso quando l’orologio era ancora in azienda) con un sottilissimo filo di stagno (se mai riusciremo a riparare l’orologio, ci piacerebbe ripristinare un fusibile più simile all’originale);

G – anni 80, inserito nel circuito un micro-interruttore per interrompere l’alimentazione quando il peso raggiunge la sua fine corsa. In passato tale interruzione avveniva grazie al circuito dell’orologio, con un meccanismo che non ci è noto, e che un giorno ha smesso di funzionare. L’interruttore potrà essere rimosso se, e solo se, si ripristinerà il corretto meccanismo di fine corsa;

H – nel 2011, inseriti degli spessori (amovibili) per compensare il consumo, avvenuto negli anni, dei contatti elettrici, nell’estremo tentativo di rendere nuovamente regolari gli impulsi;

Immagine

I – inizio anni 90, posizionata una “bandierina” per rendere visibile la posizione del peso in qualunque momento, onde poter monitorare il corretto funzionamento del meccanismo di ricarica senza dover aprire lo sportello dell’orologio. Anche se dovessimo riparare l’orologio, questa bandierina rimarrà al suo posto, a ricordo degli sforzi fatti: è così gratificante vederla a fine corsa in alto, anziché a metà, o peggio ancora, in basso!

Inoltre, nel 2004/2005, nel tentativo di “battere” tutto il circuito elettrico per meglio comprenderlo, è stato da me disegnato il seguente grafico, che cerca di schematizzare la conducibilità dei vari contatti al ruotare della camma centrale (H, nella foto iniziale).
Le posizioni di riposo della camma sono due: quella schematizzata nel grafico, o quella opposta, visibile in varie foto. La camma viene rilasciata ogni 60 secondi, ed in circa 1,5 secondi compie una rotazione di 180°.
Nel mio grafico, “SI” vuol dire “conduce, circuito chiuso”, “NO” vuol dire “non conduce, circuito aperto”, “KIK” sta per kick, ed indica che al passare della camma per la posizione intermedia (transitorio durante la rotazione) il circuito conduce per un brevissimo periodo (0,1/0,2 secondi), poi torna a non condurre - a differenza degli altri stati relativi al transitorio, che durano per circa 1 secondo.
Tutte le misurazioni sono state effettuate con morsettiera e relativi contatti isolati (separati) dal resto del circuito.
La numerazione dei morsetti da 1 a 5 è arbitraria e non riflette la numerazione (scoperta da noi molto dopo) punzonata sulla morsettiera vicina all’alimentatore.
Da notare che i valori ottenuti dalle misurazioni corrispondono con quanto è lecito aspettarsi dopo un attenta osservazione dei contatti e dei loro collegamenti, tranne che per il kick , che non sappiamo se sia voluto dal costruttore o semplicemente dovuto all’usura della camma e delle due interfacce.

Immagine


Ultima modifica di DanRom624 il martedì 25 settembre 2012, 20:20, modificato 3 volte in totale.

Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: giovedì 20 settembre 2012, 22:28 
Non connesso
Orologiaio Indipendente
Orologiaio Indipendente

Iscritto il: venerdì 3 luglio 2009, 0:15
Messaggi: 4791
Località: Torino DECEDUTO
Carissimo DanRom
Quell'orologio da sistemare,è piuttosto critico.
trovare documentazione,serve un fattore C... elevato al quadrato.
Il tutto proviene dalla telefonia,settore dove la Seimens era lider
Difatti si riconoscono le tipologie di relais e contatti.
Se lo ho davanti,con calma lo posso ripristinare,con il telecomando,non saprei prorpio,di questo tipo di orologi ne ho riparati una decina in 40 anni.
Ricordarmeli da dare delucidazione,non mi è possibile.
Il principio è il solito.
I contatti di comando dell'impulso,sono chiusi a riposo cortocircuitando la linea orologi sul negativo.
La camme che esegue l'impulso completa un giro in due minuti,chiudendo per un secondo,circa uno dei due deviatori sul positivo,ad ogni minuto.
Con questo sistema esegue l'inversione di polarità
Quel tipo di orologio dovrebbe avere anche la doppia ruota.
Ovvero una che avanza con il pendolo,una che si scombina se manca tensione.
Al ripristino della tensione di alimentazione,l'impianto asservito riceve tutti gli impulsi persi.
Grazie a questo sistema.
Dalle fotografie non vedo i contatti elettrici che svolgevano questo lavoro,probabilmente sono stati tolti.
per lavorare,questo pilota necessita di un gruppo ripetitore di segnale,in quanto la corrente che supporta sui contatti è molto bassa,e se lo elimini se li mangia.
I contatti sono di argento,tutto sommato piuttosto facili da rifare,sono come piccoli rivetti.
Il complicato è dare la giusta pressione,poca si sporcano subito,troppa,l'orologio non funziona.
Come vedo ti sei già accorto succede per il magnete di ricarica.
Il gioco delle resistenze serve solo da spegniscintilla.
Così da lontano ho serie difficoltà ad aiutarti
Se ci tieni proprio a farlo tu,puoi fare un investimento e venire a Torino,con la scusa di visitare la città.
Ma per quell'orologio servono almeno tre giorni di lavoro pieno.
Più il tempo per fare i pezzi consumati.
Un salutone
Pierino la peste

_________________
L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione
ImmagineImmagine


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: venerdì 21 settembre 2012, 20:32 
Non connesso
newbie
newbie
Avatar utente

Iscritto il: venerdì 14 settembre 2012, 20:02
Messaggi: 17
Località: Roma
Grazie Pierino per i chiarimenti.
Capicsco che l’impresa è ardua.
Quanto a venire a Torino, potrebbe essere un’idea…
Spedire l’orologio, invece, mi sembra meno fattibile, anche perché davvero ci tengo ad essere io il Riparatore.
Mi rincuora molto sapere che esiste un modo per ripristinare i contatti consumati!
E mi rendo conto che – quello sì – è un intervento così altamente specializzato che va oltre le mie capacità. Quindi mi dovrò far aiutare da qualcuno. (Spero che a Roma esista qualcuno in grado di farlo!)

Colgo l’occasione per porti una domanda più semplice.
Le interface della camma (non so il nome tecnico) hanno due solchi, visibili in una delle foto del post precedente ed anche nelle foto seguenti.

Immagine Immagine

La mia domanda è: secondo la tua esperienza si tratta di solchi dovuti a usura o si tratta di un particolare costruttivo voluto? Nel secondo caso è necessario che io ripristini la posizione della camma in maniera che sia allieneata con i solchi, in caso contrario lascio le cose così come stanno.

La cosa curiosa è che nel 2004, quando mi accinsi per la prima volta a tentare di riparare l’orologio, chiesi a mio padre, che ne aveva fatto la manutenzione per tre decenni. Per spiegarmi, feci lo schizzo visibile nell’angolo in basso a destra del mio rudimentale schema dei contatti, ma lui mi disse che non si ricordava di aver mai “disallienato” la camma dai solchi, né vi è traccia di ciò nella cronologia degli interventi da lui diligentemente compilata negli anni.

Relativamente allo smontaggio del componente per il recupero degli impulsi, chiederò a lui direttamente (è nel suo novantesimo anno di età, ma la testa funziona ancora benissimo!). Tuttavia ritengo che smontaggi macroscopici non ne siano stati fatti. Quando l’orologio arrivò a casa nel 1974 era perfettamente funzionante, ma sono certo che ogni volta che mancava “la luce” bisognava riallineare il ripetitore con l’apposito pulsante a leva a tre posizioni, contrassegnato con la lettera “C” nella foto grande.
D’altra parte, oltre anon esserci menzione di un siffatto intervento nella citata cronologia, la rimozione di parti importanti dell’orologio lasciano segni (fori, zone di colore diverso, fili scollegati, ecc.) e – ti assicuro – che questi segni non ci sono. Capisco che ai tuoi occhi l’insieme possa sembrare incasinato, ma per i nostri occhi ogni singolo filo scollegato ha un senso e sappiamo esattamente dove era collegato in origine – sono i fili ancora collegati il vero mistero!

Un altro mistero è dove sia la targhetta identificativa del modello.
Ritengo plausibile che ogni esemplare di orologio che lasciava le officine Siemens-Halske ne fosse dotato, ma nel nostro esemplare non ve ne è traccia.
Hai giustamente detto che per trovare la documentazione “serve un fattore C... elevato al quadrato”, ma temo che senza conoscere il modello non basti nemmeno il fattore C…

Grazie di nuovo
- Daniele -


Ultima modifica di DanRom624 il martedì 25 settembre 2012, 20:37, modificato 1 volta in totale.

Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: venerdì 21 settembre 2012, 22:22 
Non connesso
Orologiaio Indipendente
Orologiaio Indipendente

Iscritto il: venerdì 3 luglio 2009, 0:15
Messaggi: 4791
Località: Torino DECEDUTO
Carissimo Daniele
Possibile che il dispositivo di recupero non sia mai stato montato.
A quei tempi gli orologi industria erano componibili.
A seconda delle richieste assemblati.Con accessori aggiuntivi,vedi anche ruota di segnalazione orari.
Con chiaramente costi diversi
Per quanto riguarda i due spessori a cricco,(anche io non sò come si chiamano) che fanno presa sulla camme della ruota impulsi.le scanalature sono certo è opera di usura.
Il cuneo,deve essere liscio,e lucido,per dare il minor atrito possibile seppure in sfregamento.
Quella camme deve essere ingrassata,io solitamente mettevo grasso di vasellina.(dopo averla chiaramente revisionata)
Per la manutenzione,devi vedere se nella tua zona c'è ancora un anziano tecnico manutentore telefonico, di quella che era la Sip.
Quell'orologio,a parte la funzione pendolo è e segue le ideologie di progetto dell'epoca per quello che era la telefonia.
Loro avevano,i rivettini in argento e la macchinetta per ribatterli.
In una vecchia centrale,ormai dismesse da anni,di quei contatti ve ne erano migliaia,con i problemi che comportavano.
Penso che in quel settore ti sia più facile cercare pubblicazioni in merito ed eventualmente un metodo per dare un modello al tuo regolatore pilota.
In Sip,moltissime attrezzature,i telefono,le centrali erano prinicipalmente Siemens ,TN e di Torino la Urmet.
Io come tecnico avevo tra le altre case in assistenza la TN (Telefonbau und Normalzeit),la Siemens era un mio concorrente.
E questi orologi,in Italia,non hanno avuto grande diffusione,per questo motivo ne ho riparati molto pochi.
per darti idea 10 contro migliaia degli altri,a seguito di ciò faccio enormemente fatica a ricordare,45 anni,ormai di settore,non sono pochi.
Un orologiaio classico,tolto la parte orologio,avrà molte difficoltà a capirlo.
mentre un tecnico Sip,(Non tecnico moderno,ormai sono computer e fibre ottiche) di quei contatti e scatti bobina ci ha campato una vita.
Un salutone
Pierino la peste

_________________
L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione
ImmagineImmagine


Top
 Profilo  
 

Funzionicchia...
MessaggioInviato: sabato 22 settembre 2012, 23:47 
Non connesso
newbie
newbie
Avatar utente

Iscritto il: venerdì 14 settembre 2012, 20:02
Messaggi: 17
Località: Roma
Grazie Pierino per le ultriori informazioni.
Intanto oggi mi sono dedicato un po' alla manutenzione del Siemens-Halske (il modello è ancora sconosciuto...)

Sono riuscito a rimetterlo in funzione, anche se a orecchio mi sembra che "zoppichi" un po'. Giudicate voi esperti:

http://www.youtube.com/watch?v=M6o64bIWu3c

Notate che ogni volta che la camma viene rilasciata e compie il suo mezzo giro, l'elettromagnete recupera un po' di corda, sollevando il peso (guardate con attenzione la rotella color argento in alto a destra, sulla quale ho fatto apposta dei segni a matita, e la bandierina rossa posta al di sopra del peso).
Mi ha alquanto preoccupato quella irregolarità di funzionamento che si è verificata tra 1m54s e 2m04s del filmatino.

Le scintille all'apertura dei contatti del relais principale sono evidenti (0m22s, 1m17s, 2m25s). Considerate però che il circuito RC per la loro soppressione è attualmente bypassato. Conto di lavorarci domani.
Paradossalmente mio padre mi ha detto di aver posseduto sia l'attrezzo che la barretta di metallo per rifare i contatti dei relais! Quest'ultima la conservava in cassaforte (era una lega di argento e platino) e ne doveva contabilizzare l'uso da parte dei tecnici. Poi, nel 1968, ha iniziato ad occuparsi di Elaborazione Dati, ed ha completamente abbandonato la telefonia.

Ne approfitto per porvi un'ulteriore domanda: che cosa è secondo voi il componente che nelle foto seguenti ho indicato con una freccia?
Ce ne sono due, uno nella zona alimentatore, uno all'interno della cassa. Sebbene in uno stato di conservazione ben diverso l'uno dall'altro, a me sembrano o stesso tipo di componente. Sulle prime direi che sono induttanze, ma non ne capisco lo scopo. Piuttosto in un circuito RC per la soppressione di scintille servirebbero delle resistenze... (il condensatore è ben visibile). Ditemi voi!

Immagine Immagine

Qui di seguito visibili in dettaglio:

... QUELLA NELLA ZONA DELL'ALIMENTATORE

Immagine
Immagine
Immagine

... E QUELLA DENTRO LA CASSA DELL'OROLOGIO

Immagine
Immagine
Immagine


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: domenica 23 settembre 2012, 3:19 
Non connesso
Orologiaio Indipendente
Orologiaio Indipendente

Iscritto il: venerdì 3 luglio 2009, 0:15
Messaggi: 4791
Località: Torino DECEDUTO
Carissimo Daniele
Per l'irregolarità che hai perfettamente rilevato,ti devi preoccupare eccome
mi dà fastidio comunicartelo così,ma a mio avviso se il filmato non ci inganna,è purtroppo una mancanza di energia.(spinta sulle ruote)
In parole povere qualche cosa impedisce il corretto rotolare delle ruore,e l'iceppamento è causa evidente.
Ovvero il pendolo è da revisionare
Il meccanismo necessita di una manutenzione seria,che comprende uno smontaggio totale ed una pulizia,con il recupero di eventuali giochi.
In questo è un meccanismo a pendolo quasi normale.
puoi avere idea di cosa serva fare,girando un po' sul forum e curiosando nella sezione i nostri lavori,prima di procedere oltre.
Per lo zoppicare,invece è cosa banale,semplicemente le due alternanze del pendolo sono diseguali.
Ho spiegato più volte la messa in battuta.
Lo farò per l'ennesima.
Serve un pezzetto di carta,posto sul fondo,o sotto al pendolo con un segno di matita.
Questo segno di matita và posto in riferimento al pendolo fermo per gravità,diciamo in posizione zero.
Poi accompagni il pendolo da un lato,piano piano sino ad ottenere il tic,fai riferimento,accompagni il pendolo dall'altro lato,sino ad ottenere il tac,fai riferimento
La distanza che ottieni dal primo riferimento allo 0 e dal secondo riferimento allo 0 devono essere eguali.
Se non lo sono,hai due possibilità,la più infame,(ammesso che l'orologio avesse la custodia in bolla) sposti la custodia inclinandola da centrare la battuta,oppure quella corretta nel tuo caso piuttosto semplice agisci sulle viti di centraggio nel menapendolo,ben visibili,seguendo con lo sguardo l'asta del pendolo subito sotto il finire delle platine.
Queste viti variano l'angolo di lavoro dell'ancora rispetto la gravità,sull'asta del pendolo.
Per le bobine,posso solo fare supposizione,fino a che non mi rinviene o uno schema o un lampo di memoria.
Dovrebbero avere funzione di smorzamento,della corrente di ritorno.
Mi spiego meglio.
Una funzione spegiscintilla.
Adesso altra cosa che non ricordo è se il ripetitore della Siemens originario era interno all'orologio o esterno.
Comunque fosse,gli orlogi ricevitori di impulso,i cosiddetti secondari o schiavi,avevano ed hanno (quelli elettromeccanici) per funzionare un rotore a campo magnetico permanente.
Un campo indotto,che avvolge,questo rotore.(non sono tutti così,ma l'effetto che generano è simile)
Questo campo indotto è attivato dall'impulso del pilota e genera un campo elettromagnetico che obbliga il rotore a spostarsi di posizione,angolare.
Per ragioni di sicurezza meccanica,ovvero una forma di compensazione dei giochi ed errori costruttivi,il campo indotto,porta il magnete permanente ad eseguire un angolo giro maggiore dello spostamento necessario.Qualche grado di sicurezza.
Al cadere della tensione di impulso il magnete permanente (Rotore) ha uno scatto di ritorno a riposo,dovuto al lamellare che gli fà da campo magnetico statico, che lo tiene in posizione.
In questo ritorno,il secondario emette un impulso a polarità contraria a quello ricevuto di tensione,che solitamente è anche notevolmente più alto di tensione,solo molto più povero in corrente.
Ora dato che questi orologi sono solitamente in parallelo,e quando viene a mancare,quest'impulso di pilotaggio,la cosa è immeddiata per tutti,queste correnti si sommano,dando una ricca sberla di ritorno.
Per questo serve un limitatore,che impedisca a questa corrente di rientrare in circolo,o alcuni ricevitori,potrebbero avanzare di uno scatto,solitamente quelli più vicini di linea e più liberi come meccanismo.
Per questo sono state studiate molte trappole.
Dalla semplice resistenza calcolata sull'impianto e posta in parallelo all'alimentazione impulso,ad un circuito RC o appunto come quello della Siemens che erano a bobina.
Ora perchè sono in dubbio sull'effetivo utilizzo di quella bobina in particolare.
Un altro utilizzo che veniva fatto di queste bobine,era quello di pareggiare la capacita parassita dei cavi elettrici di linea secondari.
La metodologia della Siemens come ho detto era legata alla telefonia.
per cui loro eseguivano l'impianto con una moltitudine di cavi telefonici.
Causa la piccola sezione di questi ultimi,e il cortissimo impulso elettrico di comando,considera che la tensione di lavoro era solitamente 24 volt,si aveva enorme difficoltà a fare funzionare i secondari lontani dal pilota.
Queste bobine avevano il compito,appunto di facilitare questo.
Altro utilizzo,lo smorzare del classico colpo di ariete,detto in gergo, che si ha quando la tensione viene interrotta in un campo elettromagnetico.
Vedi appunto spegniscintilla,la bobina di carica che è simile ad un relè,quando esegue la carica,dal suo aprirsi e chiudersi avanza la ruota a cricchetto che funge da motore.Questa funzione è alquanto rapida.
facile è immaginare come sia forte il ritorno,questo è il principio con il quale funziona uno spinterogeno.
Questa bobina aggiuntiva ha appunto il compito di segare questo ritorno,impedendo il realizzarsi del classico rocchetto di Ruhmkorff.
Altra funzione delle bobine Siemens.
Molte linee sopratutto di telefonia,sono ancora aeree,ovvero tesate,poste ad esempio in strada tra un palazzo e l'altro.
Quando arriva il vento,queste tesate,diventano piccoli generatori di energia,il loro oscillare,produce tensione
Queste tensioni,unite alle correnti elettrostatiche ed alle interferenze atmosferiche sono una maledizione,in telefonia,come in campo elettromeccanico.
Non cerano i moderni scaricatori,e nemmeno le protezioni elettroniche attuali,per cui questi ingegnosi tecnici sopperivano tutta questa gamma di problemi,giocando (si fà per dire) con trappole di questo tipo
Ricche di bobine,resistenze e condensatori.
Che talvolta causa fulmini o ritorni imprevisti,esplodevano letteralmente.
Spero di essermi spiegato decentemente
Se non chiaro richiedi.

Un salutone
Pierino la peste

_________________
L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione
ImmagineImmagine


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: domenica 23 settembre 2012, 8:02 
Non connesso
newbie
newbie
Avatar utente

Iscritto il: venerdì 14 settembre 2012, 20:02
Messaggi: 17
Località: Roma
Pierino,
sono le 0750 di domenica mattina.
Vista l'ora a cui mi hai scritto, immagino (spero) che tu stia dormendo...
Desidero comunque ringraziarti SUBITO per la lunga, apprezzatissima risposta.

L'ho letta velocemente; soprattutto la parte relativa alle bobine richiede una lettura più attenta, cosa che farò DOPO la prima colazione :D
Per quanto riguarda la parte meccanica:
1. irregolarità: sono preoccupato anche io, ma trattandosi di un problema meramente meccanico, immagino che esistano molti, anche a Roma, che hanno le conoscenze e le capacità per aiutarmi dove io non riesco ad arrivare
2. zoppicamento: la custodia (io fino ad adesso la chiamavo cassa, ora so che si chiama custodia) è perfettamente in bolla, rispetto alla piastrina graduata che è sotto il pendolo. Farò quindi come hai detto per rimettere l'orologio in battuta. Ti (vi) farò sapere.

Grazie di nuovo
- Daniele -


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: domenica 23 settembre 2012, 13:37 
Non connesso
Orologiaio Indipendente
Orologiaio Indipendente

Iscritto il: venerdì 3 luglio 2009, 0:15
Messaggi: 4791
Località: Torino DECEDUTO
DanRom624 ha scritto:
Pierino,
sono le 0750 di domenica mattina.
Vista l'ora a cui mi hai scritto, immagino (spero) che tu stia dormendo...
Desidero comunque ringraziarti SUBITO per la lunga, apprezzatissima risposta.

L'ho letta velocemente; soprattutto la parte relativa alle bobine richiede una lettura più attenta, cosa che farò DOPO la prima colazione :D
Per quanto riguarda la parte meccanica:
1. irregolarità: sono preoccupato anche io, ma trattandosi di un problema meramente meccanico, immagino che esistano molti, anche a Roma, che hanno le conoscenze e le capacità per aiutarmi dove io non riesco ad arrivare
2. zoppicamento: la custodia (io fino ad adesso la chiamavo cassa, ora so che si chiama custodia) è perfettamente in bolla, rispetto alla piastrina graduata che è sotto il pendolo. Farò quindi come hai detto per rimettere l'orologio in battuta. Ti (vi) farò sapere.

Grazie di nuovo
- Daniele -





Carissimo Daniele
Una errata corrige.
Nella foga dello scrivere ti ho chiamato custodia la cassa dell'orologio.
Il nome proprio è cassa.
Non è errato chiamarla custodia,in fondo la cassa è la custodia dell'orologio.
Ma il nome esatto è cassa,e per correttezza è giusto sottolinearlo.
Un salutone.
Pierino la peste

_________________
L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione
ImmagineImmagine


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: domenica 23 settembre 2012, 17:12 
Non connesso
newbie
newbie
Avatar utente

Iscritto il: venerdì 14 settembre 2012, 20:02
Messaggi: 17
Località: Roma
pierino-la-peste ha scritto:
Carissimo Daniele
Una errata corrige.
Nella foga dello scrivere ti ho chiamato custodia la cassa dell'orologio.
Il nome proprio è cassa.
Non è errato chiamarla custodia,in fondo la cassa è la custodia dell'orologio.
Ma il nome esatto è cassa,e per correttezza è giusto sottolinearlo.
Un salutone.
Pierino la peste


OK, allora vada per 'cassa' ;-)

Breve update: oggi sono stato a casa dei miei.
Contrariamente alle mie aspettative l'orologio ha funzionato regolarmente, guadagnando - a occhio - un paio di secondi (rispetto all'ora dello ex-IEN via Internet).
Avendo dovuto fare altri lavoretti (al solito, i MIEI "aggiusti" hanno meno priorità rispetto a quelli degli altri) e visto che marciava, l'ho lasciato così.
Nel frattempo stamattina ho studiato su questo ed altri siti la questione restauro della parte meccanica.
Ho capito che se si tratta semplicemente di smontare, pulire e rimontare, l'intervento è alla mia portata (l'ho già fatto per altri orologi, magari più semplici, ma anche molto più minuti). Ma se si tratta di riprendere dei giochi che si dovessero essersi generati in questi 70 anni di lavoro, allora so che la cosa richiederebbe l'intervento di uno specialista.
Mio padre mi ha confortato dicendomi che lui ha regolarmente lubrificato i perni, quindi sono fiducioso che l'attrito sia dovuto all'olio indurito, piuttosto che ad usura.
Intanto, credo che istallerò un circuito ex-novo (rimovibile e senza intaccare l'esistente) per la soppressione delle scintille, con componentistica nuova; almeno per non aggravare il consumo dei contatti.
Ma se ne parla il prossimo WE... si spera!
Ciao
- Daniele -


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: domenica 23 settembre 2012, 17:58 
Non connesso
Orologiaio Indipendente
Orologiaio Indipendente

Iscritto il: venerdì 3 luglio 2009, 0:15
Messaggi: 4791
Località: Torino DECEDUTO
Carissimo Daniele
Non voglio fare uccello del malaugurio,per cui taccio.
Ti consiglio se lo smonti,di fare un attento controllo dei perni e delle boccole,al limite se hai dubbi poni le fotografie sul forum.
Il regolatore Siemens è un signor regolatore,ma 70 anni sono tanti anche per lui.
Mettere olio per mantenere lubrificato un pendolo,come qualsiasi altro meccanismo,non sempre ha l'azione preventiva che vorremmo.
Anzi sinceramente è fortemente da evitare.
Perchè l'orologio non vive in un ambiente asettico,ma lo stesso che viviamo noi,polveri ed agenti inquinanti lo attaccano,depositandosi sopra.
restando in funzione il meccanismo si mantiene,nel possibile funzionante,perchè crea un suo percorso.
Mettere olio sposta questo percorso e porta queste polveri dentro alle boccole,il danno può essere miicidiale.
Le polveri unite allo sporco sono un abrasivo letale.
possono in pochi giorni dare il danno ad una macchina che da sola avrebbe accumulato in anni.
Per cui sempre molta attenzione.
Saputo il pericolo,il comportamento è conseguente.
Per lo spegni scintilla,il problema lo hai solo nella bobina di ricarica.
Per il dispositivo,di impulso dato il piccolo impianto che potrai avere in casa una RC è più che sufficente,in parallelo sull'impulso
Un salutone
Pierino la peste

_________________
L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione
ImmagineImmagine


Top
 Profilo  
 

Breve aggiornamento e un piccolo mistero svelato
MessaggioInviato: venerdì 28 settembre 2012, 13:55 
Non connesso
newbie
newbie
Avatar utente

Iscritto il: venerdì 14 settembre 2012, 20:02
Messaggi: 17
Località: Roma
Prima di svelare il mistero sulla funzione delle due "strane" bobine presenti nel circuito elettrico del nostro master Siemens&Halske, do un breve aggiornamento sugli interventi che ho effettuato l'altro ieri.

Primo intervento - messia in battuta: ho seguito i consigli di Pierino (che ringrazio)

Immagine

Prima di tutto messo l'orologio in bolla.
Poi, avvalendomi della scala graduata (foto sopra), che mi ha facilitato il compito, ed agendo - come da consiglio - sulle viti di centraggio del menapendolo (foto sotto), ho fatto sì che la corsa a destra dello zero fosse di uguale ampiezza rispetto a quella a sinistra dello zero.
Più difficile a dirsi che a farsi!

Immagine Immagine

Secondo intervento - soppressione scintille: per ridurre la scintilla che si genera ai contatti del relais principale mi sono ispirato (non disponendo di alcuna documentazione relativa a questo orologio) allo schema elettrico del Siemens&Halske HU10/24 pubblicato su questo stesso forum dal collega "JCH".
Così ho unito in serie un condensatore da 1µF con una resistenza da 47Ω (la più adatta che avevo); quindi ho collegato questo semplice circuito RC in parallelo all'elettromagnete dell'elevatore (Aufzug) del meccanismo di ricarica.

Immagine

Nel video-clip che segue si può verificare sia l'assenza di scintilla, sia il ritmo più regolare del pendolo.

http://www.youtube.com/watch?v=DD16dqnhzXw

Veniamo ora alle due "misteriose" bobine !!!
Sempre dall'analisi dello schema del collega "JCH" ho notato che nel HU10/24 non ci sono induttanze; ci sono invece svariate resistenze (come era lecito aspettarsi).
L'esame attento delle fotografie che avevo scattato nei giorni scorsi mi ha fatto scorgere una scritta su una delle bobine.
Ho perciò deciso di approfondire l'indagine.

Ecco il risultato:

BOBINA 1 (quella posta all'interno della cassa dell'orologio)

Immagine


BOBINA 2 (quella più rovinata e coperta di polvere, posta vicino all'alimentatore, nella parte superiore dell'orologio)

Immagine Immagine Immagine

Io leggo 200Ω !
Quindi le due bobine altro non sono che delle resistenze.
Ho deciso di verificare con il Tester. Ecco il risultato per la Bobina 1:

Immagine

La misura della Bobina 2, che è stata evidentemente danneggiata in passato, dà solo 150Ω, indizio del fatto che una parte dell'avvolgimento è stata cortociruitata.

Oggi pomeriggio proverò a battere tutti i cavi, per cercare di risalire alla configurazione del circuito.
Ho scattato innumerevoli fotografie del cablaggio, in modo da essere in grado di ripristinarne la configurazione una volta effettuate le misure.
Vi terrò aggiornati.

- Daniele -[url][/url]


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: venerdì 28 settembre 2012, 18:51 
Non connesso
Orologiaio Indipendente
Orologiaio Indipendente

Iscritto il: venerdì 3 luglio 2009, 0:15
Messaggi: 4791
Località: Torino DECEDUTO
Carissimo Daniele
Sei stato Bravissimo,complimenti per la pazienza e l'analisi.
Lo spegniscintilla è ottimale.
Sei riuscito a non farti furviare dalle mie cogliendo solo l'essenza,e centrando invece perfettamente il problema,
Buon proseguimento
Pierino la peste

_________________
L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione
ImmagineImmagine


Top
 Profilo  
 

Doppio salto mortale, senza rete.: battitura del cablaggio
MessaggioInviato: venerdì 28 settembre 2012, 22:46 
Non connesso
newbie
newbie
Avatar utente

Iscritto il: venerdì 14 settembre 2012, 20:02
Messaggi: 17
Località: Roma
Alla fine l'ho fatto !
Doppio salto mortale, senza rete.
Ho trovato il coraggio di scollegare tutti i cavi del Siemens&Halske e di batterli uno per uno.
Ho davvero scollegato tutto: sia sopra l'orologio (zona alimentatore), che dentro (zona movimento). E l'ho fatto (ahimè) senza il conforto di schemi elettrici né manuale di servizio.

Un lavoro di discreta monotonia, ma ben condita da una costante paura (noi marinai la chiamiamo "strizza") di imboccare una strada senza ritorno: di troncare qualche cavo, di sbagliare qualche etichetta, di invertire qualche collegamento, di incasinare tutto. Di fare qualche danno irreparabile, insomma.

L'INTERNO PRIMA E DOPO LO SMONTAGGIO ED ETICHETTATURA:

Immagine Immagine

LA ZONA "ALIMENTATORE" PRIMA E DOPO LO SMONTAGGIO ED ETICHETTATURA:

Immagine Immagine
Immagine

Dopo circa quattro ore di lavoro ininterrotto, la situazione iniziale era ripristinata (spero!), come si può vedere in foto.

LA ZONA "ALIMENTATORE" DOPO IL RIPRISTINO, al termine della "battitura" dei cavi:

Immagine

Ora ho una certa mole di dati da studiare, e dalla quale ricavare non solo uno schema elettrico, ma - soprattutto - un'idea del funzionamento della "belva".
Intanto ho fatto uno schizzo a caldo, che però non pubblico perché è troppo grezzo.
Domani, forse. Se avrò tempo.

Una cosa intanto l'ho già scoperta:
come sospettava Pierino nella sua prima risposta al mio post iniziale, all'orologio manca qualcosa…
Ci sono due cavi monchi (ora da me contrassegnati come "US" e "UB"), troncati chissà quando visto che i terminali sono protetti da tela gommata (quindi stimo che l'intervento risalga a tempi in cui ancora non si usava estensivamente il nastro isolante in PVC, cioè prima della metà anni 60).
I due cavi sono in parallelo al segnale che comandava i ripetitori (gli slave), quello contrassegnato da due "U" punzonate accanto alla morsettiera.
Inoltre, la morsettiera ha quattro spazi inutilizzati, contrassegnati da due "S" punzonate, che (rifacendomi sempre allo schema di JCH) credo che stiano per "Synchr-System (=sistema di sincronizzazione).
Infine, sulla parte superiore dell'orologio, nella zona che oggi è generalmente coperta dall'alimentatore, ci sono tracce di componenti che sono stati smontati.
Quindi immagino che potesse trattarsi del "recuperatore" degli impulsi persi di cui parla Pierino. Chissà…


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: venerdì 28 settembre 2012, 22:57 
Non connesso
Orologiaio Indipendente
Orologiaio Indipendente

Iscritto il: venerdì 3 luglio 2009, 0:15
Messaggi: 4791
Località: Torino DECEDUTO
Carissimo Daniele
Un grande incitamento e incoraggiamento a proseguire.
Sono un tuo tifoso.
La strada che stai percorrendo è sì in salita,ma la migliore.
Ti permetterà di ragionarci sù con calma,e capire.
Visto che non abbiamo supporto è l'unico mezzo valido.
Grazie di condividerla,perchè farà da battipista ad altri.
Un salutone
Pierino la peste

_________________
L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione
ImmagineImmagine


Top
 Profilo  
 

Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 17 messaggi ]  Vai alla pagina 1, 2  Prossimo

Tutti gli orari sono UTC + 2 ore


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Vai a: