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MessaggioInviato: giovedì 2 agosto 2012, 14:32 
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Carissimo Grattaballe
Ma non è poliestere quello che usi??
per quale motivo non puoi tagliarlo con la circolare??
Mi risulta che si può tagliare perfettamente,anzi con maggiore facilità del metacrlilato,del policarbonato e del poliestere.
Lo vendono con un foglio protettivo apposta.
Sono curioso.
Un salutone
Pierino la peste

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MessaggioInviato: giovedì 2 agosto 2012, 14:37 
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Boh, io su un forum ho letto di usare il PETG e quello ho ordinato. Non è che non si taglia, ma si spacca anche metre lo taglio.

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MessaggioInviato: giovedì 2 agosto 2012, 14:51 
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pierino-la-peste ha scritto:
Ma non è poliestere quello che usi??
Mi risulta che si può tagliare perfettamente,anzi con maggiore facilità del metacrlilato,del policarbonato e del poliestere[/size].


spegami meglio.

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MessaggioInviato: giovedì 2 agosto 2012, 15:22 
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grattaballe ha scritto:
Prca vacca ! Ho scoperto di avere un altro problema.

Il policarbonato (quello che faceva le bolle e veniva una schifezza) lo tagliavo sotto la circolare senza problemi, ma questo (PETG) mi si scheggia e tocca tagliarlo con il cutter facendo non poca fatica.



In effeti anch'io vedevo che usavano il cutter, lo incidevano e poi con una lastra sotto l'incisione e una sopra .... con un colpo secco si divideva...

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Attilio

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Messaggi inseriti con smartphone, scusate errori. Verranno corretti al pc.
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MessaggioInviato: giovedì 2 agosto 2012, 21:15 
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Io ho un altro metodo alternativo ma dipente dal materiale, l'ho testato sul policarbonato.

lo incido con il cutter dove voglio tagliare, poi lo metto in trazione (piegandolo leggermente) ,a questo punto passo con un panno inbevuto in alcool, e "magicamente" si taglia dandomi un taglio bello netto.


Saluti

Christian

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Se quanto scritto può avere un doppio senso, ed uno di questi vi offende, io intendevo certamente l'altro.


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MessaggioInviato: venerdì 3 agosto 2012, 0:06 
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Carissimo Grattaballe.
Con tutte queste sigle e con la enormità di tipi,c'è da diventare scemo.
Se non ho capito male il petg è un materiale fantastico,con trasparenza molto accentuata,migliore del plxiglas e a scendere del policarbonato.
Materiale quasi infrangibile,è lo stesso materiale delle bottiglie dell'acqua minerale.
La sua plasticita di deformazione in termoformatura tra le più plastiche.
Non è che invece hai del polistirolocristallo ??
questo è fragilissimo e si spacca,quasi a guardarlo.
é meno trasparente del petg marchio commerciale ad esempio Akraplast
anche questo si deforma con facilità,per termoformatura,è più leggero e quello marchiato Akraplast è antiurto.
Ma tremendo da tagliare,si spezza anche per il suono,e quello che lo rompe è il dente di ritorno della sega circolare.
Per tagliarlo,io limitavo la feritoia del gioco lama.
Semplicemente mettendo sul piano della circolare un piano di mediumdensiti,incollato,con due strisce di biadesivo.
Abbassavo la lama al limite da uscire poco poco sopra la lastra.
Per lubrificare la lama un blocchetto di paraffina o una candela.
la passi,prima del taglio sui denti mentre ruota e sui fianchi.
Occhio alle dita.
Poi tagliavo,senza spingere,lasciando l'avanzamento naturale dato dal consumo che esegue la lama.
Il petg dovrebbe essere talmente morbido da curvarsi senza spaccarsi,come il policarbonato,per questo non capisco come mai ti si rompe.
Dal forum il consiglio preso è sicuramente valido.
Mi risulta essere il migliore materiale trasparente da termoformatura.
Questo sempre che non abbia confuso le sigle,come detto c'è da diventare matto.
Adesso provo a fare ricerca in internet.
Un salutone
Pierino la peste

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MessaggioInviato: venerdì 3 agosto 2012, 0:52 
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Carissimo Grattaballe
Come temevo mi sono confuso le sigle tra pet e petg.
Allora il pteg è il polistirolocristallo,ovvero un poliestere.
Tu devi richiedere il tipo infrangibile,ed in effetti è tremendo da tagliare,si spacca solo a guardarlo.
Molto meno l'infrangibile.
Un marchio conosciuto Akraplast,e dovrebbe essere quello che si rompe meno.
Ha grande plasticità,molto trasparente,ma tremendo,si riga facilmente,è piùleggero del plexiglas e del policarbonato.
Fonde a temperatura più bassa,rispetto agli altri due.
e tra i tre è sicuramente il più facile da deformare ed il più veloce,copia più facilmente le sagome,con curvature anche spigolose.
Avendo una plasticità maggiore,serve minore capacità di sottovuoto,per fare prendere forma.
In compenso è tra i trasparenti,forse quello più cristallino.
Ma molto delicato,se strofinato con semplice carta per mani si riga.
Riassumendo se non il tipo antiurto è pure fragilissimo.
é trale plastiche trasparenti il più economico

Il pet è polietilene,in assoluto il più morbido da lavorare,il materiale dei sacchetti e delle bottiglie per l'acqua.
Ne esiste versione più rigida,non ricordo il marchio commerciale,se lo tro te lo posto.
Come scala di trasparenza è meno cristallino del poliestere,ma si riga molto meno ed è praticamente infrangibile.
Non diviene rigido,come il plexiglas,ma spesso ad esempio 3 mm non lo deformi se non con forte perssione,una volta stampato.
Ma devi ordinare il tipo rigido.

Poi c'è come facilità di lavoro abs,ma ha una trasparenza tra le più scadenti.

Il giusto compromesso a mio avviso è il plexiglas caricato gomma.
Chiamato plexiglas antiurto,ma attenzione marchiato Plexiglas
Il metacrilato di altro tipo,ne esistono molti,vedi Perpex l'italiano Vedril,della Montedison,Wiki e molti altri se non trovi il vero plexiglass chiedi almeno il metacrilato colato antiurto.
Che è il più stabilizzato.
Decisamente più costoso del polistirolocristallo,leggermente meno trasparente,decisamente più duro da termoformare,serve una temperatura di lastra di almeno 20 gradi in più.
E una maggiore enrgia di sottovuoto.
Sopratutto hai maggiori problemi a fargli fare curvature a spigolo,devi aspirare bene l'aria dagli spigoli.
Finito è decisamente meno delicato,quello tra le plastiche che si riga con meno facilità.
Il vero plexiglass difficilmente fà bolle d'aria dentro,mentre lo deformi.
Invece gli altri sono più delicati,se scaldi appena un po' di più lo rovini.

Infine il policarbonato.
Quello vero e tra i migliori,marchiato Lexan.
Si piega,molto bene a freddo,come una lamiera,non si rompe,viene utilizzato accoppiato a vetro per le vetrate antiproiettile è assolutamente infrangibile.
Il più difficile da termoformare,si oppone ed ha ritorno plastico,come se volesse mantenere memoria di forma.
Il più caro tra tutte le plestiche menzionate,più delicato decisamente del plexiglass alle righe,meno trasparente di questo.
Se non trattato UVA,nell'arco di 5 anni ingiallisce.
non è verniciabile,e si opacizza con l'alcool.
In compeso il più facile da tagliare,non lo rompi,nemmeno se lo prendi a martellate.
Ti ho riassunto un po' quello che ho di eperienza.
Ma per non fare l'errore di prima mi sono rinfrescato la memoria.
I vetri Solari,sono comunque plexiglass.
Alcuni termoformati,si vedono dallo stampo,sopratutto i primi.poi fatti in stampo .
Esiste ancora il PVC facilissimo da lavorare,ma poco trasparente e sopratutto tossico.
scaldato libera diossina.

Tifo molto per un tuo risultato,mi piace vedere l'entusiasmo che ci hai messo.
se posso esserti di aiuto chiedi.
Un salutone
Pierino la peste

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MessaggioInviato: venerdì 3 agosto 2012, 10:53 
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sto rifacendo la piastra forata perchè ho dovuto allrgare il telaio.
Un dubbio, da qunto faccio i buchi ?
il tubo dell'aspiratore è da 42 mm di diametro, quindi una supergice di circa 1384 mmq
Spaziando i buchi di circa 1 cm mi escono 1.360 buchi
se faccio i buchi da 1 mm vado a creare una suoerfice aspirante di 1074 mmq
se li faccio da 1,5 mi arriva a 2407 mmq.
Boh !

Che faccio ?

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MessaggioInviato: venerdì 3 agosto 2012, 10:56 
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è pur vero che quando metto il master, il 65/70 % della base viene coperta dal master stesso, quindi quelli non aspirano nulla.
A quel punto mi viene da pensare di farli molto più grandi

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MessaggioInviato: venerdì 3 agosto 2012, 11:03 
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Dovresti provare a tenere sollevato il master di qualche millimetro con un distanziere.

Ciao,
Matteo.


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MessaggioInviato: venerdì 3 agosto 2012, 11:13 
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il mio dubbio però al momento è il diametro dei buchi

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MessaggioInviato: venerdì 3 agosto 2012, 15:12 
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Carissimo Grattaballe
Anche quando ho fatto stampi per sola fornitura,mi hanno sempre chiesto fori da 1,5 mm.
Pensavo fosse una convenzione.(ma questa era una mia pensata)
Non mi sono mai chiesto il perchè,funzionava,non siamo andati a indagare oltre.
Il piano aspirante,aveva fori distanziati da un cm,tutti sempre da 1,5 mm
Il buoco fatto a scalare,dato che la piastra era da 10 mm di spessore.
Il foro finale,quello su cui poggiava lo stampo.era da 1,5mm
Ma la parte di sotto da 3mm e nel profilo del buco,solo gli ultimi 3mm da 1,5.
Lo stesso procedimento era usato per lo stampo.
Non la distanziatura dei fori,quella veniva fatta a criterio,pensando di eliminare l'aria solo dove faceva sacca.poi in fase di stampaggio sul pratico si controllava.
Non sò su cosa ti basi per fare i calcoli.
Asinescamente non li abbiamo mai fatti.
Sempre proceduto sperimentalmente.
Quando appoggi lo stampo sul piano aspirante molti fori vengono annullati.
Anche se sotto allo stampo facevamo tutte scanalature e camere,in tutto lo spazio possibile.
A mio avviso conta la pompa del sottovuoto,e la capacità che ha lei di fare vuoto.I famosi litri al minuto o ora.
Quando poni il pezzo da formare,chiudi le superfici.
Tutti i fori che escono dallo stampo devono chiaramente essere chiusi.
Per questo si usava,semplice adesivo da carrozzeria,quello di carta.
Quando giri il telaio,e metti la lastra scaldata,sullo stampo,inizia a crearsi il vuoto.
A questo punto,mano a mano che la lastra prende forma,chiude i fori,la cosa avrai notato è veloce.
Nella fase di aspirazione ad occhio vedi dove il pezzo prende forma prima e dove tarda.
Dove tarda,è intuibile,aumenti i fori,nel senso che sullo stampo fai dei fori più rafìvvicinati.
Trovare un modo per poter calcolare il passaggio dell'aria non è facile.
Tanto alla fine,solo il vuoto riesci a fare e ben lontano dal vuoto totale.
per aiutare la formatura,come malizia ho visto usare blocchetti di silicone
E tante volte si comprimeva con quello a mano,la parte che era restia a copiare.
Più di una volta nel fare prototipi,ci siamo dovuti aiutare,con il phon da sverniciare,perchè alcune parti non avevano raggiunto la piega totale.
L'operaio che faceva questo,aveva raggiunto ormai una preparazione unica,
Molte volte lo ho visto accarezzare (in gergo)la stampata,per seguirla nella forma.
Portava un paio di guanti anticalore
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Pierino la peste

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MessaggioInviato: sabato 4 agosto 2012, 11:25 
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Bellissimo post, lo seguo con grande attenzione ed ammirazione.


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MessaggioInviato: domenica 5 agosto 2012, 8:39 
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pierino-la-peste ha scritto:
A mio avviso conta la pompa del sottovuoto,e la capacità che ha lei di fare vuoto.I famosi litri al minuto o ora.
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Pierino la peste


Mi piace l'idea della pompa a vuoto al posto dell'aspirapolvere.
Ho buttato un occhio in rete ma la maggior parte sono ad olio. A secco ce ne sono poche (e credo che quella che serve sia quella a secco). La spesa non sarebbe altissima e stavo pensando di comerarne una anche se non ci capisco una mazza. Ne esisto a 2 stati o monostadio con cifre che vanno dai 120 ai 400 euro (stando con i piedi per terra).
Cosa devo comperare ?
Però mi viene anche un dubbio: al momento che faccio partire la pompa, il vuuoto me lo crea immediatamente come l'aspirapolvere o ci mette un pò ? (in tal caso mi servirebbe un serbatoio di compensazione con una valvola o sbaglio ?)

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MessaggioInviato: domenica 5 agosto 2012, 10:55 
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altra cosa: non posso modificare un tradizionale compressore per utilizzare il suo serbatoio per il vuoto ?

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