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errore ricorrente
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MessaggioInviato: martedì 24 luglio 2012, 19:41 
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Salve amici

Vi propongo questa analisi errori montaggio movimenti.

In quasi tutti i miei interventi di manutenzione hobbistica ho riscontrato che c'è un errore ricorrente.
Dopo le relative puliture lavaggi ,oliature e controllo spirale, quando molto il tutto noto che al 99% delle volte la macchina anticipa da 1s/min a 5s/min o più. Ossia corre di più.

Questo credo sia dovuto al fatto che il bilancere non fa tutta la escursione assegnatali, per esempio 230 gradi o più, ma inverte il moto prima, facendo durare il tempo di ciclo più corto.

Mi sono sempre chiesto come mai non mi è mai capitato che un orologio dopo la revisione ritardi.
Non so se attribuire al bilancere sto fatto, io le spire le controllo che non tocchino tra loro.
Allora mi chiedevo se l'olio per lubrificare, puo esserne la causa .
Io non uso il Moebius 8000 , ma un olio commerciale piu economico che ha la stessa viscosità apparente, usato per meccanica di precisione.
In alcuni orologi non mi ha dato problemi di anticipo elevato, e per questa ragione non ho mai attribuito la possibile causa all'olio.
Anche perche diciamoci la verita, senza ad andare a cercare la precisione elevata professionale ed accontentandosi del minuto al giorno, se la causa fosse l'olio, il sistema orologio sarebbe molto critico se dovesse basare la sua grossolana precisione sull'esatto tipo di olio.

Qualche prof che non è in ferie :grin: condivide questa analisi ?

Qualche hobbista ha riscontrato i miei stessi problemi ?

Ciao

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MessaggioInviato: mercoledì 25 luglio 2012, 3:27 
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Iscritto il: lunedì 11 luglio 2011, 16:50
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Ciao, ti posso dire che a determinare il ritardo o l'anticipo di marcia nel funzionamento ideale è la frequenza di oscillazione non l'ampiezza. Nel funzionamento reale poi l'ampiezza influenza la frequenza stessa, a causa di varie non-linearità sempre presenti.
Detto questo nel funzionamento reale una ampiezza di oscillazione maggiore è da preferire comunque.
La causa dell'anticipo di marcia nel tuo orologio potrebbe essere probabilmente dovuta alla presenza di sporco o di olio tra le spire della spirale che causano un aumento della rigidezza della spirale e quindi un aumento della frequenza di oscillazione del bilanciere. La presenza di magnetizzazione nella spirale può poi far aderire le spire stesse e quindi provocare lo stesso problema.

Prova a controllare con la lente le spire e magri a risciacquare in esano solo il bilanciere.

A presto
Aldo


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MessaggioInviato: venerdì 27 luglio 2012, 0:17 
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Iscritto il: giovedì 7 giugno 2012, 1:07
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Provincia: Torino
watchmaker82 ha scritto:
Ciao, ti posso dire che a determinare il ritardo o l'anticipo di marcia nel funzionamento ideale è la frequenza di oscillazione non l'ampiezza. Nel funzionamento reale poi l'ampiezza influenza la frequenza stessa, a causa di varie non-linearità sempre presenti.
Detto questo nel funzionamento reale una ampiezza di oscillazione maggiore è da preferire comunque.
La causa dell'anticipo di marcia nel tuo orologio potrebbe essere probabilmente dovuta alla presenza di sporco o di olio tra le spire della spirale che causano un aumento della rigidezza della spirale e quindi un aumento della frequenza di oscillazione del bilanciere. La presenza di magnetizzazione nella spirale può poi far aderire le spire stesse e quindi provocare lo stesso problema.

Prova a controllare con la lente le spire e magri a risciacquare in esano solo il bilanciere.
A presto
Aldo


si certo hai ragione , mi sono espresso male, intendevo dire che se il bilancere oscilla di 90 gradi, è palese che ce qualcosa che non va, mi aspetto almeno un 180-270 gradi, perche la macchina oscilli secondo fabbrica, e quindi rientri nella frequenza stabilita. Mi stupisce la delicatezza della spirale.
Vedo dei filmati on line dove la tolgono e mettono senza curarsi molto di come lo fanno , magari la lasciano pendula con il bilancere in gravita che potrebbe snervare la spirale. Eppure no, finito tutto la rimontano ed addirittura è gia super preciso...Bah.
A me ogni volta che tocco il bila, anche se con mille precauzioni quando lo rimonto anticipa sempre un po troppo.
Tuttavia ci sono orologi che non vengono aperti e lubrificati da decenni , come è possibile ? se sono cosi delicati come mai questi funzionano alla perfezione senza essere piu lubrificati ?

Comunque grazie mille per i consigli, faro piu attenzione ai lavaggi.

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MessaggioInviato: domenica 29 luglio 2012, 14:54 
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Iscritto il: mercoledì 11 aprile 2012, 12:03
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Ciao
Anche a me anticipano dopo una revisione, non sempre ma spesso.
Io me lo spiego perché alle volte i movimenti sono stati regolati senza revisione quindi con attriti maggiori. Con la pulizia riduci gli attriti e migliori la frequenza.

Solo che 1s/m è davvero tanto, vuol dire che fai mezz'ora al giorno, sei sicuro che nel lavaggio non hai mosso il pitone?
Che le spire non si tocchino? Che la spirale sia centrata?

La mia esperienza è che la spirale non si deforma così facilmente, bisogna essere però decisi quando la si manovra le incertezze rischiano di fare danni.

Magri posta una foto prima e dopo la revisione
Ciao
E


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MessaggioInviato: domenica 29 luglio 2012, 17:26 
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Iscritto il: domenica 20 agosto 2006, 19:26
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disastro ha scritto:
Mi stupisce la delicatezza della spirale.
Vedo dei filmati on line dove la tolgono e mettono senza curarsi molto di come lo fanno , magari la lasciano pendula con il bilancere in gravita che potrebbe snervare la spirale. Eppure no, finito tutto la rimontano ed addirittura è gia super preciso...Bah.
A me ogni volta che tocco il bila, anche se con mille precauzioni quando lo rimonto anticipa sempre un po troppo.
Tuttavia ci sono orologi che non vengono aperti e lubrificati da decenni , come è possibile ? se sono cosi delicati come mai questi funzionano alla perfezione senza essere piu lubrificati ?

.


Ciao,

la spirale normalmente è in grado di sostenere senza problemi il peso del bilanciere senza che questa ne risenta. Quindi è nella norma prendere il ponte del bilanciere con attaccato lo stesso. Detto questo è ovvio che in quella manovra bisogna comunque porre attenzione.

Altro discorso è la delicatezza e giusta attenzione da porre in fase di smontaggio e estrazione del bilanciere.
Dopo aver tolto la vite e aver fatto leva sul piede del ponte del bilanciere bisognerebbe sollevare il ponte e poggiarlo momentaneamente sui ponti (vicino al bilanciere , si evita così che il ponte cada di nuovo nella sua sede) dell'orologio dopodichè delicatamente svincolare il volantino del bilanciere in maniera da disimpegnare l'ellipse (bottone del disco) dalla forchetta dell'àncora quindi provare ad allontanare il blocco ponte/bilanciere dal movimento, se questo risulta completamente libero si procede al suo allontanamento altrimenti ::--nonfarlo fermarsi immediatamente e riprovare a liberare il bilanciere non solo dall'àncora ma anche dalla ruota centrale e dalla sede stessa del bilanciere.
Tutto questo per evitare di deformare la spirale.

Poi però và rimontato il tutto..... :whistle:

Una nota sulla lubrificazione: questa in realtà non serve solamente per far marciare l'orologio in maniera precisa ma il suo lo scopo è quello di elininare gli attriti che altrimenti causerebbero gli abnormi usure dei componenti in rotazione a contatto fra di loro.

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Ciao. Giancarlo


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MessaggioInviato: domenica 29 luglio 2012, 18:53 
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interessante discussione, anche a me nel 90% dei casi dopo la pulizia e lubrificazione l'orologio "corre" anche di un paio di minuti al giorno, resto sintonizzato per capire dove guardare e cosa poter fare per ovviare all'inconveniente.


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MessaggioInviato: lunedì 30 luglio 2012, 5:01 
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Carissimi Amici
Un orologio sporco è risaputo tende ad anticipare,mentre ben pulito ottieni l'esatto contrario Allora???
Più volte ho detto senza voler peccare di presunzione,che l'orologio è una catena,composta da anelli.
Ogni anello influisce su quello dopo.
Per cui una concatenanza di errori portano ad un disastro.
Riassumiamo.
Sovente mi sono alberato,(ma!! preferisco essere io)
Mi sono proprio incazzato,perchè si usa a sproposito la parola revisione.
Revisionare un orologio,non è smontarlo e pulirlo,anche se è sicuramente cosa da fare,ma è controllarne le funzioni.
Tolto il solito pietoso contesto che dice:
i pivot devono essere lucidi,le sedi dei pivot pure,i giochi delle ruote non eccessivi,compreso quello dell'albero bariletto.
Per cui tralascio questo,lo dò per scontato,anche se sapete bene che scontato non è.
Partiamo dalla molla.
é la stazione di energia del nostro orologio.
Quindi è parte importantissima.
Meglio quando si può cambiarla,avere ovviamente pulito bene il bariletto e provveduto a chiuderlo bene in piano,senza storture,rispettando la vecchia posizione del coperchio,per mantenere la linearità del bariletto usurato.
I pignoni anche loro se sono lucidi aiutano ad abbassare gli atriti.
Nell'orologio le forze sono centellinate.
La faccio breve per non stressare troppo.
Il bilancere è traumatizzato SEMPRE,ogni volta che voi lo togliete anche con tutte le precauzioni del mondo cambierà posizione anche di poco la spirale.
Non lasciarlo a penzoloni sulla spirale è sicuramente cosa saggia.
Verò è che la spirale è progettata in funzione del volano,ma è delicata da morire ed ogni variazione che noi gli diamo la scontiamo sullo scappamento.
Se volete farci scommessa,sono pronto a dimostrarvelo,ma lo capirete da soli,il giorno che avrete imparato bene a tarare uno scappamento.
Una leggerissima deformazione,comporta lo sbilanciamento in dinamica,spirale volano.
E si rileva facilmente con il cronocomparatore mettendo l'orologio di taglio,provandolo in posizione che si spostino in rotazione
Esempio ore 12,in alto,poi ore 3 poi ore 6 poi ore 9
La spirale incide drasticamente sul variare di questi tracciati.
Non mi dilungo sullo scappamento,andate nella sezione teoria e ne avrete da leggere per un po'
Soffermiamoci sulla lubrificazione.
La lubrificazione su un orologio è BASILARE.Usare un olio errato è una incoscenza totale.
8000 è uno degli oli meno densi in vendita per orologi,senza andare su oli dai costi proibitivi,perchè di sintesi e specifici.
Costa da fare ridere,è tra i più economici e d'una confezione ne avrete per tutta la vita,potete fare migliaia di orologi.
Fare questa economia è darsi una martellata sugli ammennicoli.
Dicevo quando avete pulito l'orologio,e se è stato pulito bene(non basta metterlo a bagno e sperare in Dio) bene,funziona perfettamente senza olio.
Nel momento che lo lubrifichiamo,la pur bassa viscosità dell'olio rallenta il funzionamento dell'orologio,incredibile ma vero.
L'olio svolge la sua funzione nel tempo.
Impedendo un grippaggio delle parti,che avverrebbe inevitabilmente se lasciate lavorare,metallo,contro metallo,o metallo/ rubino.
L'olio interponendosi tra le parti,evita questo grippaggio.
Deve essere messo chiaramente dove serve,in quantità microscopica.
Quel leggero smusso che vedete sulle boccole o sui rubini è il serbatoio dell'olio,Visto quanto è piccolo??
bene non deve debordare,anzi essere leggermente sotto livello.
Il perno dell'ancora NON DEVE ESSERE LUBRIFICATO.o frizionerà sullo scappamento.
Il movimento che fà è molto limitato,e non necessita di lubrificazione,(questo negli orologi da polso)Mentre DEVE essere lubrificato l'atrito tra levè e ruota scappamento.
Quì l'olio è essenziale per evitare lo sfregamento dei piani inclinati,tra dente e levè.
Una regola è una microgoccia ogni tre denti della ruota scappamento,sul piano punta,provvederà il funzionamento continuo dell'orologio a distribuirselo per benino.
Altra cosa importantissima è smontare e pulire BENE le contropietre del bilancere,e lubrificare.
Riassumendo
Nella molla grasso per piccoli orologi Non olio,molto poco,un leggerissimo velo sul fondo un leggerissimo velo sulla molla prima di chiuderla,un pizzico tra le prime spire,grasso anche se infinitesimale sulle boccole del bariletto e albero.
Poi se non seguite la scheda tecnica,da Hobbista ha poca importanza,la differenza è veramente poca,a meno non smanettiate orologi di alta gamma.
Serve l'olio,in questo caso 8000 può andare benissimo,su tutti perni Asse ancora escluso.
Un piccolissimo pizzico di grasso di vasellina ad esempio se non avete lo specifico sul tiret,sulla tige e fra gli ingranaggi di carica,della tige.
Questo renderà più difficile l'entrata all'umidità ed allo sporco,per la via preferenziale che ha l'orologio da polso.Oltre a non sentire ragliare l'orologio,quando lo caricate (poverino,urla di rabbia)
Mi fermo quì o faccio un libro.
Se non avete ben chiaro chedete.
Un salutone
Pierino la peste.

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L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione
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MessaggioInviato: lunedì 30 luglio 2012, 7:33 
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pierino-la-peste ha scritto:
Carissimi Amici
Un orologio sporco è risaputo tende ad anticipare,mentre ben pulito ottieni l'esatto contrario Allora???
Più volte ho detto senza voler peccare di presunzione,che l'orologio è una catena,composta da anelli.
Ogni anello influisce su quello dopo.
Per cui una concatenanza di errori portano ad un disastro.
Riassumiamo.
Sovente mi sono alberato,(ma!! preferisco essere io)
Mi sono proprio incazzato,perchè si usa a sproposito la parola revisione.
Revisionare un orologio,non è smontarlo e pulirlo,anche se è sicuramente cosa da fare,ma è controllarne le funzioni.
Tolto il solito pietoso contesto che dice:
i pivot devono essere lucidi,le sedi dei pivot pure,i giochi delle ruote non eccessivi,compreso quello dell'albero bariletto.
Per cui tralascio questo,lo dò per scontato,anche se sapete bene che scontato non è.
Partiamo dalla molla.
é la stazione di energia del nostro orologio.
Quindi è parte importantissima.
Meglio quando si può cambiarla,avere ovviamente pulito bene il bariletto e provveduto a chiuderlo bene in piano,senza storture,rispettando la vecchia posizione del coperchio,per mantenere la linearità del bariletto usurato.
I pignoni anche loro se sono lucidi aiutano ad abbassare gli atriti.
Nell'orologio le forze sono centellinate.
La faccio breve per non stressare troppo.
Il bilancere è traumatizzato SEMPRE,ogni volta che voi lo togliete anche con tutte le precauzioni del mondo cambierà posizione anche di poco la spirale.
Non lasciarlo a penzoloni sulla spirale è sicuramente cosa saggia.
Verò è che la spirale è progettata in funzione del volano,ma è delicata da morire ed ogni variazione che noi gli diamo la scontiamo sullo scappamento.
Se volete farci scommessa,sono pronto a dimostrarvelo,ma lo capirete da soli,il giorno che avrete imparato bene a tarare uno scappamento.
Una leggerissima deformazione,comporta lo sbilanciamento in dinamica,spirale volano.
E si rileva facilmente con il cronocomparatore mettendo l'orologio di taglio,provandolo in posizione che si spostino in rotazione
Esempio ore 12,in alto,poi ore 3 poi ore 6 poi ore 9
La spirale incide drasticamente sul variare di questi tracciati.
Non mi dilungo sullo scappamento,andate nella sezione teoria e ne avrete da leggere per un po'
Soffermiamoci sulla lubrificazione.
La lubrificazione su un orologio è BASILARE.Usare un olio errato è una incoscenza totale.
8000 è uno degli oli meno densi in vendita per orologi,senza andare su oli dai costi proibitivi,perchè di sintesi e specifici.
Costa da fare ridere,è tra i più economici e d'una confezione ne avrete per tutta la vita,potete fare migliaia di orologi.
Fare questa economia è darsi una martellata sugli ammennicoli.
Dicevo quando avete pulito l'orologio,e se è stato pulito bene(non basta metterlo a bagno e sperare in Dio) bene,funziona perfettamente senza olio.
Nel momento che lo lubrifichiamo,la pur bassa viscosità dell'olio rallenta il funzionamento dell'orologio,incredibile ma vero.
L'olio svolge la sua funzione nel tempo.
Impedendo un grippaggio delle parti,che avverrebbe inevitabilmente se lasciate lavorare,metallo,contro metallo,o metallo/ rubino.
L'olio interponendosi tra le parti,evita questo grippaggio.
Deve essere messo chiaramente dove serve,in quantità microscopica.
Quel leggero smusso che vedete sulle boccole o sui rubini è il serbatoio dell'olio,Visto quanto è piccolo??
bene non deve debordare,anzi essere leggermente sotto livello.
Il perno dell'ancora NON DEVE ESSERE LUBRIFICATO.o frizionerà sullo scappamento.
Il movimento che fà è molto limitato,e non necessita di lubrificazione,(questo negli orologi da polso)Mentre DEVE essere lubrificato l'atrito tra levè e ruota scappamento.
Quì l'olio è essenziale per evitare lo sfregamento dei piani inclinati,tra dente e levè.
Una regola è una microgoccia ogni tre denti della ruota scappamento,sul piano punta,provvederà il funzionamento continuo dell'orologio a distribuirselo per benino.
Altra cosa importantissima è smontare e pulire BENE le contropietre del bilancere,e lubrificare.
Riassumendo
Nella molla grasso per piccoli orologi Non olio,molto poco,un leggerissimo velo sul fondo un leggerissimo velo sulla molla prima di chiuderla,un pizzico tra le prime spire,grasso anche se infinitesimale sulle boccole del bariletto e albero.
Poi se non seguite la scheda tecnica,da Hobbista ha poca importanza,la differenza è veramente poca,a meno non smanettiate orologi di alta gamma.
Serve l'olio,in questo caso 8000 può andare benissimo,su tutti perni Asse ancora escluso.
Un piccolissimo pizzico di grasso di vasellina ad esempio se non avete lo specifico sul tiret,sulla tige e fra gli ingranaggi di carica,della tige.
Questo renderà più difficile l'entrata all'umidità ed allo sporco,per la via preferenziale che ha l'orologio da polso.Oltre a non sentire ragliare l'orologio,quando lo caricate (poverino,urla di rabbia)
Mi fermo quì o faccio un libro.
Se non avete ben chiaro chedete.
Un salutone
Pierino la peste.

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MessaggioInviato: lunedì 30 luglio 2012, 10:12 
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[quote="pierino-la-peste"]
rispettando la vecchia posizione del coperchio,per mantenere la linearità del bariletto usurato.


Grande Pierino, neanche De Carle avrebbe saputo fare di meglio della tua spiegazione, una cosa che non mi torna molto però riguarda questo passaggio.
Da come ho capito, parli di rispettare la posizione del tappo del bariletto per non alterare lo squilibrio dovuto all'usura, ma, l'usura del bariletto secondo me, intanto se presente andrebbe eliminata, ammesso che sia così minima da non essere percepibile da un hobbysta magari per inesperienza, la stessa si verifica in modo uguale su tutta la circonferenza dei fori superiore ed inferiore del tamburo in quanto:
In fase di funzionamento dell'orologio, l'albero è fermo e il tamburo gli gira attorno sfregando uniformemente sulla superficie dei fori, in fase di carica, invece, è vero si che il bariletto è fermo, quindi l'albero che gira consuma una sola porzione di circonferenza dei fori, ma è anche vero che per casualità il bariletto si troverà sempre in posioni diverse al momento della carica quindi la eventuale usura dovrebbe almeno in teoria essere distribuita uniformemente.
Un salutone, Manrico

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MessaggioInviato: lunedì 30 luglio 2012, 11:16 
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pierino-la-peste ha scritto:
Carissimi Amici
...
Il perno dell'ancora NON DEVE ESSERE LUBRIFICATO.o frizionerà sullo scappamento.
Il movimento che fà è molto limitato,e non necessita di lubrificazione,(questo negli orologi da polso)Mentre DEVE essere lubrificato l'atrito tra levè e ruota scappamento.
...
Un salutone
Pierino la peste.


Ciao a tutti,
scusate se mi intrometto, ma da ignorante che si è avvicinato da poco a questo mondo a volte interpreto male i suggerimenti e consigli.
Ho un dubbio, mi vergogno anche un po' a fare questa domanda... :oops: ma la faccio lo stesso!

I perni dell'ancora sono quelli indicati nell'immagine sotto, corretto?!

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Grazie,
Manu


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MessaggioInviato: lunedì 30 luglio 2012, 11:22 
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Manu ha scritto:

...

I perni dell'ancora sono quelli indicati nell'immagine sotto, corretto?!

Immagine

Grazie,
Manu


Esattamente, mentre i due piolini posti sulla parte piatta dell'Ancora sono chiamati Leve o palette...

Ciao


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MessaggioInviato: lunedì 30 luglio 2012, 14:30 
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Manrico ha scritto:
pierino-la-peste ha scritto:
rispettando la vecchia posizione del coperchio,per mantenere la linearità del bariletto usurato.


Grande Pierino, neanche De Carle avrebbe saputo fare di meglio della tua spiegazione, una cosa che non mi torna molto però riguarda questo passaggio.
Da come ho capito, parli di rispettare la posizione del tappo del bariletto per non alterare lo squilibrio dovuto all'usura, ma, l'usura del bariletto secondo me, intanto se presente andrebbe eliminata, ammesso che sia così minima da non essere percepibile da un hobbysta magari per inesperienza, la stessa si verifica in modo uguale su tutta la circonferenza dei fori superiore ed inferiore del tamburo in quanto:
In fase di funzionamento dell'orologio, l'albero è fermo e il tamburo gli gira attorno sfregando uniformemente sulla superficie dei fori, in fase di carica, invece, è vero si che il bariletto è fermo, quindi l'albero che gira consuma una sola porzione di circonferenza dei fori, ma è anche vero che per casualità il bariletto si troverà sempre in posioni diverse al momento della carica quindi la eventuale usura dovrebbe almeno in teoria essere distribuita uniformemente.
Un salutone, Manrico


Carissimo Manrico
Durante la sua funzione,la molla lavora internamente al bariletto,e farà sicuramente delle evoluzioni capibili.
Ma non si muove in modo calibrato e per tutta la superfice.
In alcuni punti,vedi la parte centrale,il consumo è maggiore,e diminuisce verso l'esterno.
L'energia della molla è imbrigliata,ma il suo compito è cercare di acquetarsi,ribellandosi a dai suoi legami,per questo cerca nel suo possibile di farlo esercitando forza dove può.
Inevitabilmente tende a trascinare il bariletto,anche di traverso,ed è per questo che avviene un consumo sui fiachi,sia della molla che nella pancia del bariletto.
Nei piccoli orologi vedere il consumo del bariletto,penso sia molto difficile,se non è macroscopico.
Quello che si vede molto bene invece è il gioco laterale ed assiale del bariletto sul suo albero.
Che se non bene controllato,compromette in modo molto evidente la marcia dell'orologio.
Ma quì una imboccolatura è facile,rifare il piano,invece no.è più facile rifare il bariletto,non è pensabile allargare lo spazio progettato per la molla.Avremmo guai peggiori.
Mentre negli orologi industria è evidente.Come nella pendoleria grossa.
Solitamente questi avvallamenti,sono minimi ma si sentono passando con il polpastrello sul piano.
Dato che sono stondati,non oppongono atrito fuori ordinario,eliminarli,servirebbe incamiciare il bariletto o rifarlo
Infatti un diciamo fastidio lo danno sulla marcia degli orologi.
Ma se non veri scalini,sulla pendoleria si può evitare di modificare la cosa.Beneficio,paragonato al lavoro minimo.
Mentre sull'orologio da polso,possono essere rilevanti,perchè è comunque un atrito variabile e sconclusionato.
Difatti negli orologi di alta gamma una buona revisione comporta la sostituzione del bariletto completo.
Una delle cause è proprio questa.
Ma il costo incide sulla riparazione,e non sempre si è disposti a pagare salato,per uno o due secondi di variazione nell'andamento generale dell'orologio.
La molla è stata una invenzione notevole,per immagazzinare energia,ma sono anni che fà impazzire i progettisti,per cercare di rendere la sua corsa il più linerare possibile.
Vedasi gli orologi a conoide.
Mezzo meccanico eccezzionale per cercar appunto di pareggiare il più possibile questa forza.
Un salutone
Pierino la peste

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MessaggioInviato: lunedì 30 luglio 2012, 15:47 
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pierino-la-peste ha scritto:
Manrico ha scritto:
pierino-la-peste ha scritto:
rispettando la vecchia posizione del coperchio,per mantenere la linearità del bariletto usurato.


Grande Pierino, neanche De Carle avrebbe saputo fare di meglio della tua spiegazione, una cosa che non mi torna molto però riguarda questo passaggio.
Da come ho capito, parli di rispettare la posizione del tappo del bariletto per non alterare lo squilibrio dovuto all'usura, ma, l'usura del bariletto secondo me, intanto se presente andrebbe eliminata, ammesso che sia così minima da non essere percepibile da un hobbysta magari per inesperienza, la stessa si verifica in modo uguale su tutta la circonferenza dei fori superiore ed inferiore del tamburo in quanto:
In fase di funzionamento dell'orologio, l'albero è fermo e il tamburo gli gira attorno sfregando uniformemente sulla superficie dei fori, in fase di carica, invece, è vero si che il bariletto è fermo, quindi l'albero che gira consuma una sola porzione di circonferenza dei fori, ma è anche vero che per casualità il bariletto si troverà sempre in posioni diverse al momento della carica quindi la eventuale usura dovrebbe almeno in teoria essere distribuita uniformemente.
Un salutone, Manrico


Carissimo Manrico
Durante la sua funzione,la molla lavora internamente al bariletto,e farà sicuramente delle evoluzioni capibili.
Ma non si muove in modo calibrato e per tutta la superfice.
In alcuni punti,vedi la parte centrale,il consumo è maggiore,e diminuisce verso l'esterno.
L'energia della molla è imbrigliata,ma il suo compito è cercare di acquetarsi,ribellandosi a dai suoi legami,per questo cerca nel suo possibile di farlo esercitando forza dove può.
Inevitabilmente tende a trascinare il bariletto,anche di traverso,ed è per questo che avviene un consumo sui fiachi,sia della molla che nella pancia del bariletto.
Nei piccoli orologi vedere il consumo del bariletto,penso sia molto difficile,se non è macroscopico.
Quello che si vede molto bene invece è il gioco laterale ed assiale del bariletto sul suo albero.
Che se non bene controllato,compromette in modo molto evidente la marcia dell'orologio.
Ma quì una imboccolatura è facile,rifare il piano,invece no.è più facile rifare il bariletto,non è pensabile allargare lo spazio progettato per la molla.Avremmo guai peggiori.
Mentre negli orologi industria è evidente.Come nella pendoleria grossa.
Solitamente questi avvallamenti,sono minimi ma si sentono passando con il polpastrello sul piano.
Dato che sono stondati,non oppongono atrito fuori ordinario,eliminarli,servirebbe incamiciare il bariletto o rifarlo
Infatti un diciamo fastidio lo danno sulla marcia degli orologi.
Ma se non veri scalini,sulla pendoleria si può evitare di modificare la cosa.Beneficio,paragonato al lavoro minimo.
Mentre sull'orologio da polso,possono essere rilevanti,perchè è comunque un atrito variabile e sconclusionato.
Difatti negli orologi di alta gamma una buona revisione comporta la sostituzione del bariletto completo.
Una delle cause è proprio questa.
Ma il costo incide sulla riparazione,e non sempre si è disposti a pagare salato,per uno o due secondi di variazione nell'andamento generale dell'orologio.
La molla è stata una invenzione notevole,per immagazzinare energia,ma sono anni che fà impazzire i progettisti,per cercare di rendere la sua corsa il più linerare possibile.
Vedasi gli orologi a conoide.
Mezzo meccanico eccezzionale per cercar appunto di pareggiare il più possibile questa forza.
Un salutone
Pierino la peste


Grazie della precisazione ora mi è chiaro a quale usura ti riferivi, a quella della superficie interna del tappo del bariletto e del bariletto stesso, intendevi di lasciarle (Le due eventuali usure) nella stessa posizione angolare rispetto a prima dell'apertura del barile.
Questo tipo di usura però, come tu stesso scrivi, influisce veramente in modo leggero sull'andamento dell'orologio ed ad ogni modo la sua "non sincronizzazione" penso ancora meno.
Comunque tale ricerca della perfezione denota la tua grande preparazione, la mia precisazione era solo per fare capire (Ed in questo caso per capire anche io) bene il concetto.
Ancora saluti, Manrico

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MessaggioInviato: lunedì 30 luglio 2012, 15:58 
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wow sto imparando un bel pò di cose da questa discussione...veramente interessante,grazie!


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X-ray ha scritto:
wow sto imparando un bel pò di cose da questa discussione...veramente interessante,grazie!

concordo :cool:

da quanto ho capito leggendo ciò che scrive il maestro Pierino, nel mio caso l'errore più ricorrente che faccioè esagerare con l'olio, devo dire inoltre che questo fenomeno dell'orologio "veloce" mi è capitato solo con movimenti da polso, mai finora con orologi da tasca, in generale io uso per i polso questa sequenza di oli: molla bariletto, pignoni e perni su boccola in ottone il Moebius D-5, sul pignone e ruota di carica uso il grasso Moebius 8300, sui rubini il Moebius 9020 o il 9010 e sulle leve dell'ancoretta Moebius 941, non lubrifico mai i perni dell'ancora.
Prendo nota invece di quanto scritto da Pierino sul coperchio del bariletto, io non ho mai segnato la posizione originale e l'ho sempre richiuso a casaccio, da oggi prenderò questa ulteriore precauzione.
Grazie a Pierino e a tutti quelli che vorranno contribuire ad arricchire questo interessantissimo post.
ciao Dani.


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