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Meccanismo orologio navale Ansonia
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MessaggioInviato: lunedì 18 giugno 2012, 11:00 
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Un amico mi ha chiesto di riparare questo orologio navale, la sua cassa è cilindrica in ottone massiccio e circa 25cm di diametro per 10 di altezza.

Per smontare il tutto, pulire, lucidare, lubrificare ecc non dovrei avere problemi .... ma ha l'albero dell'ancora rotto. Sapreste dirmi cosa si fa in questi casi? C'è qualche possibilità di trovare l'albero come pezzo di ricambio oppure conviene tornirselo? Per tornirmelo (in teoria) non ci sono problemi, però non saprei che materiale usare e come spostare l'ancora sull'albero nuovo senza fare danni.

Qualsiasi consiglio sarebbe più che benvenuto :D

Ecco le foto:

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Ed ecco l'albero rotto:

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Ultima modifica di Sergio1952 il lunedì 27 maggio 2013, 10:59, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: lunedì 18 giugno 2012, 11:25 
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Ciao, hai da fare un bel lavoro di ripristino... :shock:

Per quanto riguarda l'albero dell'Ancora, a mio parere non conviene rifarlo integralmente, basta semplicemente riportare il perno rotto.

Il perno in questo caso è di grosse dimensioni e quindi non dovresti trovare diffcoltà a forare l'asse, anche senza stemprare...in quanto non credo proprio sia temprato...!

Come acciaio, se non hai un C40/C45, puoi prendere un chiodino di acciaio temprato (di quelli Blu), lo fai rinvenire e lo lavori a misura, poi lo caletti sull'asse dell'Ancora, lo porti a misura, lo lucidi con il brunitore e il gioco è fatto...! :o

Qui trovi un esempio simile:

http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... orto+perno


Ciao


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MessaggioInviato: lunedì 18 giugno 2012, 12:20 
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Grazie nematos .... farò sicuramente così :D
Che profondità mi consigli di raggiungere (in rapporto al diametro) per la sede del nuovo perno?


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MessaggioInviato: lunedì 18 giugno 2012, 13:54 
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La profondità in genere la valuto in base ai seguenti parametri:

Diametro e lunghezza del perno
Tipo di lavorazione successiva all'innesto (tornitura, brunitura etc)
Stato dell'acciaio (temprato, bonificato, etc)

Di norma per non sbagliare cerca di fare un foro che sia come profondità almeno due volte la parte sporgente del perno, inoltre un aspetto molto importante è lo stato dell'asse al quale pratichi il foro, in quanto se fosse ad esempio leggermente incrudito, dovresti prestare la massima attenzione all'atto del calettamento, che se troppo forzato tenderebbe a fratturare le pareti dell'asse in prossimità del foro, quindi le tolleranze di accoppiamento devono essere tenute bene in considerazione. :o

Altro aspetto, anche se credo sia scontato, il foro e il relativo perno di riporto dovrà essere di almeno qualche centesimo più grande del diametro del perno finito, in quanto con la lavorazione di tornitura successiva al calettamento, avrai la possibilità di andare a recuperare gli inevitabili errori di concentricità dovute alla foratura (piccoli o grandi che siano...).

In ultimo, ma da tenere in considerazione più di tutto, presta molta attenzione alla velocità di taglio e all'avanzamento della punta, perchè un punta rotta all'interno dell'asse diventa una vera rogna...! :-(

Buon lavoro! :D


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MessaggioInviato: lunedì 18 giugno 2012, 14:24 
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Grazie mille :) tutto spiegato alla perfezione


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MessaggioInviato: martedì 19 giugno 2012, 8:30 
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Ci ho pensato sopra al lavoro da fare, ma per ripernare col tornio dovrei togliere l'ancora e l'altro pezzo dall'albero? .... vorrei evitarlo se possibile, trapanare il foro con la punta sul mandrino e fissando l'albero sulla slitta ... sbaglio?


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MessaggioInviato: martedì 19 giugno 2012, 8:47 
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Si cerca di riportare il perno proprio per evitare di togliere l'Ancora o di smontare tutto, ovviamente l'operazione va eseguita con attenzione e perizia, pena il fatto di avere un perno disassato.

Per fare questo lavoro devi inserire l'Asse per tutta la sua lunghezza nella pinza del tornio fino al punto in cui l'Ancora va in battuta, poi verificare che l'asse giri dritto...

Dovendo fare un foro su un Asse particolarmente a sbalzo, per quanto piccolo sia il foro, devi assicurarti che vi sia suffciente rigidità, e se cosi non fosse devi inventarti un modo per vincolare l'estremità libera dell'Asse in modo da renderla stabile.

Fatte queste operazioni, si spiana la parte da forare eliminando il testimone del vecchio perno, si esegue il centrino e con la punta montata sulla contropunta si esegue il foro...

In tutto questo gioca un ruolo determinante la precisione del tornio che andrai ad utilizare, in quanto anche un disassamento fra le punte di pochi centesimi può creare problemi...

Spero di essere stato chiaro, altrimenti chiedi pure!

Ciao


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MessaggioInviato: martedì 19 giugno 2012, 9:50 
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Sergio1952 ha scritto:
Ci ho pensato sopra al lavoro da fare, ma per ripernare col tornio dovrei togliere l'ancora e l'altro pezzo dall'albero? .... vorrei evitarlo se possibile, trapanare il foro con la punta sul mandrino e fissando l'albero sulla slitta ... sbaglio?

Carissimo
Sbagli eccome e alla grande. :D
L'asse da ripernare,deve ruotare,chiuso nella pinza del tornio.
Perfettamente centrato,o utilizzando un tornietto da riporto
é propio la rotazione del pezzo che ti aiuta a fare un foro il più parallelo possibile in profondità.
Se no mi trasformi il tornio in un trapano orizzontale e la cosa non ha senso.Non necessiterebbe avere un tornietto.
é la punta a forare che deve stare ferma,bloccata dalla contropunta.
Se perfettamente centrata,cosa tutto fuorchè facile può anche essere bloccata sul carro a croce.(la punta a forare)
è una forma molto usata in meccanica,più per alesaggio che per foratura.
Ma fortemente sconsigliata se non si ha una grande dimestichezza con la macchina.
Un salutone
Pierino la peste

_________________
L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione
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MessaggioInviato: martedì 19 giugno 2012, 10:22 
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Grazie per i consigli. Uso il tornio da moltissimi anni ma è solo ora che mi dedico all'orologeria (come hobby) ed è solo ora che comincio a scontrarmi con certi problemi dovuti alle piccole dimensioni dei pezzi da lavorare. Farò sicuramente diverse prove prima di mettere il pezzo in questione nel mandrino :D


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MessaggioInviato: sabato 18 maggio 2013, 10:37 
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L'orologio l'ho revisionato, tornito l'albero dell'ancora e messo una boccola più lunga dove c'era la rottura. Complessivamente mi sembra sia venuto un buon lavoro.

Ora mi trovo con il seguente problema:

Non riesco farlo funzionare "con vigore" ... come se mancasse forza. Il treno degli ingranaggi è bello libero, non ci sono freni. L'orologio marcia anche per qualche giorno e poi si ferma. La messa in battuta l'ho fatta con "Escapement Analyzer" ma non è stato facile, la poca forza da il problema che basta un niente per fermarlo.
Altro problema è la messa in moto. L'orologio è del tipo navale e andrebbe avvitato alla parete ma in queste condizioni non si riesce farlo ripartire una volta fermato (bisognerebbe svitarlo dalla parete e dare delle rotazioni sx/dx.

A questo punto mi è venuto il dubbio che possa essere colpa della molla esaurita. Ecco la foto delle 2 molle (quella di carica è a dx). Secondo Voi sono da sostituire? Cos'altro potrei controllare per risolvere il problema?

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MessaggioInviato: sabato 18 maggio 2013, 10:56 
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Sergio1952 ha scritto:
L'orologio l'ho revisionato, tornito l'albero dell'ancora e messo una boccola più lunga dove c'era la rottura. Complessivamente mi sembra sia venuto un buon lavoro.


Sergio1952 ha scritto:
Secondo Voi sono da sostituire? Cos'altro potrei controllare per risolvere il problema?


CI fai vedere foto del tuo lavoro? della fase di foratura, del risultato ottenuto?

Potresti controllare come le caviglie agiscono sullo scappamento forse il lavoro fatto necessita di aggiustare/adeguare lo scappamento?

Grazie e buon week end a tutti


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MessaggioInviato: domenica 19 maggio 2013, 9:50 
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Non ho fatto molte foto durante il lavoro, ecco alcune ...

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A parte la boccola sull'albero dell'ancora il resto era solo un lavoro di pulizia, per questo ho fatto poche foto.... poi durante il lavoro ho visto che il pitone originale era alquanto instabile, l'ho rifatto da zero.


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MessaggioInviato: giovedì 23 maggio 2013, 8:52 
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Mi sono accorto che togliendo l'ancora e provando il bilanciere con spirale a vuoto, questo si ferma dopo poche oscillazioni avanti indietro ... chiaro segno di un attrito troppo elevato.

Le punte coniche dell'asse del bilanciere sono molto "ruvide" rispetto ad altri orologi che ho riparato (sembrerebbero state lavorate con una lima) ... vorrei rettificarle, mettendo poi anche delle sedi nuove leggermente più lunghe.

Sapreste indicarmi che attrezzo e che procedimento usare per rettificare/lucidare la conicità (ho un tornio ma non so come fare per tirarle a specchio).

In De Carle viene spiegato che le conicità possono essere piane o con una leggera curvatura ... è da preferire? e se si, come ottenerla? Nel libro spiega di usare prima la pietra Arkansas e poi il bluritore. Ma dove posso reperire la pietra Arkansas? Nelle ferramenta si trovano le pietre per affilare utensili ma mi sembrano tutte di grana grossa.


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MessaggioInviato: lunedì 27 maggio 2013, 8:50 
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Ho rifatto e lucidato le conicità all'albero del bilanciere, questa volta a 45 gradi esatti, nonché rifatto più lunga una delle due viti contro-albero. Mi sembra che il lavoro sia venuto bene ma l'attrito che ho è superiore a quello di prima. :sad: :sad: :sad:

A questo punto mi vengono dei dubbi ... E' giusto che le conicità siano a 45 gradi? Io le ho fatte così perché l'ho letto sul De Carle.

Non trovo altre soluzioni che aumentare la forza della molla :-? ... premetto che non so affatto se la molla che monta attualmente sia la sua originale. Comunque con la marcia precaria che si riesce ottenere attualmente, la carica dura 8 giorni circa.

L'orologio monta una 19 x 0,38 x 2743 (3/4 x 0,015 x 108)

Prima considerazione: Il diametro dell'albero di carica è 5,92 mm .... De Carle dice che lo spessore massimo della molla può essere 1/32 di questo diametro ... ma allora la mia molla dovrebbe essere al massimo spessa 0,185 !!!! .... la molla attuale è praticamente doppia!!!

Sempre De Carle dice che la forza di una molla è direttamente proporzionale alla sua altezza, inversamente proporzionale alla sua lunghezza (a parità di curvatura di avvolgimento) e proporzionale al cubo del suo spessore.

Volendo almeno raddoppiare la forza dovrei dimezzare la lunghezza della molla :-? ? La durata sarebbe la metà ma almeno la marcia sarebbe più vigorosa (ora basta starnutire a 5 metri di distanza e l'orologio si ferma :( )

Oppure intervenire sullo spessore?

19 * 0,38 al cubo * 2800 = 2920 circa

19 * (X al cubo) * 2800 = 6000

X = radice cubica di (6000 / 19 * 2800) = 0,48 mm

Ma come la mettiamo con il diametro dell'albero?

Qualcuno mi da un buon consiglio?


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MessaggioInviato: lunedì 27 maggio 2013, 9:38 
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Ciao Sergio,

potresti postare delle foto delle punte del bilanciere?

se quest'ultimo ha troppo attrito é inutile aumentare la forza delle molle senza prima aver risolto il problema.

Sarebbe come continuare a schiacciare il gas a tavoletta su una macchina perché non si raggiungono i 30 km/h lasciando il freno a mano tirato....

saluti
Christian

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Se quanto scritto può avere un doppio senso, ed uno di questi vi offende, io intendevo certamente l'altro.


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