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Riscaldatore per gommalacca.
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MessaggioInviato: lunedì 6 febbraio 2012, 13:36 
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Provo a postare la mia ultima idea in questa sezione del forum non sapendo se sia la sezione giusta, caso mai qualcuno provvederà a spostarla.

L'idea mi è venuta poichè trovavo parecchie difficoltà a riallineare i due pezzi di un'ancora spezzata incollandoli su una lastrina d'ottone che mi sarebbe servita per ricostruire l'ancora stessa. Ho provato diverse volte con il cianoacrilato , ma si seccava subito e non mi permetteva alcuna correzione. Ho pensato così alla gommalacca che riscaldata a oppurtuna temperatura rimane collosa, non si indurisce immediatamente sin quando il calore resta applicato e permette il facile riposizionamento dei pezzi.

Sono partito dall'idea di utilizzare il saldatore connesso a una stazione la cui temperatura è regolabile. La punta del saldatore andrà a infilarsi in un blocchetto di ottone.
Vediamo che la prima difficoltà è creare un foro conico perchè la punta del saldatore è conica.
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Sul trapano a colonna, ho forato in 4 fasi con punte con diametro sempre maggiore e ripassando gli scalini venutisi a formare tra una foratura e la successiva con la lima.
Ho ottenuto così un foro conico
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Il più è fatto, adesso facciamo un foro che poi filetteremo per ospitare la vite che bloccherà la punta del saldatore.
Adesso fissiamo il blocchetto su un supporto di ferro recuperato tra il ciarpame vario.
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Inseriamo la punta del saldatore
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colleghiamo alla stazione
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e abbiamo così ottento la pallina di gommalcca bella collosa.

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marco51


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Ultima modifica di marco51 il lunedì 6 febbraio 2012, 16:21, modificato 3 volte in totale.

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MessaggioInviato: lunedì 6 febbraio 2012, 14:45 
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Complimenti, mi sembra un'ottima idea, anche perchè consente la regolazione della temperatura in modo continuo, e bella anche l'idea del supporto saldatore...

...solo una piccola osservazione...la vite che fissa la punta del saldatore, o la accorci in modo che rimanga a filo...o ne metti una a testa cilindrica che si avvicini al blocchetto...cosi è proprio brutta da vedere, ed è un peccato...! 8-)

Ciao


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MessaggioInviato: lunedì 6 febbraio 2012, 14:52 
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Complimenti, davvero un ottima idea.
Poi penso che una volta accesso e lasciato riscaldare per un po' di tempo, la temperatura della superfice sia bella uniforme.

da copiare assolutamente :2thumbs:


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MessaggioInviato: lunedì 6 febbraio 2012, 14:58 
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Complimenti!Potresti perfezionarlo per lavorarci sopra con l'ancora per regolare la profondità dei rubini,un pò come l'attrezzo specifico della Bergeon.
Basterebbe praticare alcuni fori di diametri diversi sulla piastra di ottone,che ospiterebbero l'asse dell'ancora.


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MessaggioInviato: lunedì 6 febbraio 2012, 15:07 
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Andrea Sacco ha scritto:
Complimenti!Potresti perfezionarlo per lavorarci sopra con l'ancora per regolare la profondità dei rubini,un pò come l'attrezzo specifico della Bergeon.
Basterebbe praticare alcuni fori di diametri diversi sulla piastra di ottone,che ospiterebbero l'asse dell'ancora.


Ma questo tipo di regolazioni non vanno fatte smonatando l'asse dell'ancora?
I tavolini riscaldanti una volta erano senza fori...e se non ricordo male anche sul De Carle ne fa menzione...

Ovviamente con l'asse montato tutto risulta molto più semplice...e quindi il consiglio esposto mi sembra davvero ottimo!

Ciao


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MessaggioInviato: lunedì 6 febbraio 2012, 15:13 
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Non so Davide,era un'idea,magari i maestri del Forum mi bastoneranno! 8-)
Nella mia breve carriera da orologiaio non mi è ancora capitato di dover regolare i rubini dell'ancora,ma credo che posizionandola capovolta su quell'attrezzo e mantenendola ferma con un paio di pinzette o un bastoncino sulla mano sinistra,si possa agevolmente lavorare sui rubini con la destra.


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MessaggioInviato: lunedì 6 febbraio 2012, 15:43 
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nematos ha scritto:
Complimenti, mi sembra un'ottima idea, anche perchè consente la regolazione della temperatura in modo continuo, e bella anche l'idea del supporto saldatore...

...solo una piccola osservazione...la vite che fissa la punta del saldatore, o la accorci in modo che rimanga a filo...o ne metti una a testa cilindrica che si avvicini al blocchetto...cosi è proprio brutta da vedere, ed è un peccato...! 8-)

Ciao

E' da accorciare, ho già praticato la svasatura ... ma avevo premura di postare il 3d ... gran bell'occhio 8) 8) 8) , complimenti :smile: :smile:

ciao
p.s.: mi sono accorto che una foto era postata 2 volte ... premura cattiva consigliera ... ho già inserito la foto corretta

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marco51


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Ultima modifica di marco51 il lunedì 6 febbraio 2012, 15:50, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: lunedì 6 febbraio 2012, 15:50 
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marco51 ha scritto:
E' da accorciare, ho già praticato la svasatura ... ma avevo premura di postare il 3d ... gran bell'occhio 8) 8) 8) , complimenti :smile: :smile:

ciao


Infatti mi sembrava di aver visto la svasatura...e poi conoscendo la tua precisione...non avevo dubbi a riguardo! :o


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MessaggioInviato: lunedì 6 febbraio 2012, 17:59 
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Bella la stazione saldante. La potresti utilizzare anche per saldature sulle platine di ottone?
Grazie
Ciao
Marcello


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MessaggioInviato: lunedì 6 febbraio 2012, 18:31 
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rkkardo ha scritto:
Bella la stazione saldante. La potresti utilizzare anche per saldature sulle platine di ottone?
Grazie
Ciao
Marcello


Penso proprio di sì. La temperatura max. impostabile è 450º.
ciao

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marco51


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MessaggioInviato: lunedì 6 febbraio 2012, 20:12 
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Bravo, ottima idea!!! 8) 8)

Ciaooo

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MessaggioInviato: lunedì 6 febbraio 2012, 20:14 
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marco51 ha scritto:
rkkardo ha scritto:
Bella la stazione saldante. La potresti utilizzare anche per saldature sulle platine di ottone?
Grazie
Ciao
Marcello


Penso proprio di sì. La temperatura max. impostabile è 450º.
ciao


Non è solo un problema di temperatura ma di capacità termica.

Per saldare parti in ottone di grandi dimensioni occorrono potenze elevate e punte di dimensioni più generose. Altrimenti la massa da saldare tende a freddare il calore della punta e le saldature non riescono bene.

Per la pendoleria è meglio usare saldatori di quelli con punta più grande senza stazione saldante.
Almeno a parer mio.


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MessaggioInviato: lunedì 6 febbraio 2012, 20:40 
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Carissimo Marco 51
La tua stazione saldante mi sembra una Weller.
E se sì, è una stazione favolosa,trattarla così è un pò da assassino. :eek:
Mi spiego meglio.
La gommalacca è il sistema che viene usato per tenere fermi i levè(pessimal'dea della cianoacrilica) dell'ancora sia negli orologi da tasca che in quelli da polso.
la tua idea è molto valida,ma devi separare la testa che scalda dal corpo di sostegno o hai una perdita di calore enorme.Ed un grande lavoro per la stazione saldante,oltre che fai fatica a regolare il calore in modo valido ed uniforme.
Rischiando di bruciare la gommalacca ed invalidando invece il progetto che è una splendida idea.
Per questo puoi usare un isolante termico,come,porcellana,mica,teflon o altro che regga una temperatura di 400 gradi,più che in sicurezza,in quanto per sciogliere la gommalacca,non superi i 100°.
Separando la placchetta di ottone,con il saldatore dal supporto.
oppure tieni fermo il manico del saldatore,dalla plastica.
Il consiglio di praticare dei fori per inserire l'ancora è più che fondato,perchè non si estrae certo un perno incastrato per regolare i levè,sarebbe una autentica follia.
Esistono orologi,dove parte dell'ancora si smonta,perchè il perno è avvitato,solo quelli possono essere regolati su un piano.
Quando sono andato a scuola di orologeria,ero un ragazzino,ci insegnavano,tra le altre cose a costruirci degli attrezzini.
Unendo così la praticità di trovarci strumentazione adatta, al fatto di imparare ad usare le mani e le macchine.
E una delle prime cosa che mi han fatto realizzare era appunto un attrezzo per riscaldare la gommalacca sui levè.
Immagina un rombo in ottone con 20 mm per lato e 2mm di spessore,con un buchetto al centro.
Su un vertice saldata , un lato di una pinzetta AA.
L'altro becco era limato a ponticello,e si poteva chiudere con una vite.
In parole povere la pinzetta aveva tra i suoi becchi il rombo di ottone.
Chiudendo con la vite,teneva ferma l'ancorino,inserito nel buchetto.
Poi semplicemente passando il rombo sul fornello ad alcool si otteneva di abborbidire la gommalacca e si poteva fare quindi la regolazione.
Se lo trovo ti posto la fotografia.
La modifica te la consiglio.
La possibilità di fermare l'ancora è determinante.Ti è facile farlo,basta un cavallotto che si possa fissare a vite sul piano in ottone.
Basta proprio poco,non serve una grande pressione,i levè,non sono incastonati.
Se poi provvedi a tracciare delle righe parallele sul piano di ottone,queste ti aiuteranno ad avere un riferimento.
Che ti aiuterà tantissimo,nella regolazione del levè.
Altra malizia è valutare lo spazio di luce sul fondo del levè,prendendo questo come riferimento hai un altro punto di controllo.
La regolazione di uno scappamento è cosa infinitesimale,quindi devi poterti mettere in condizione di valutare spostamenti di centesimi.
Un grazie per avere condiviso l'idea.
E un salutone
Pierino la peste

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L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione
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MessaggioInviato: lunedì 6 febbraio 2012, 21:02 
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pendolum ha scritto:
marco51 ha scritto:
rkkardo ha scritto:
Bella la stazione saldante. La potresti utilizzare anche per saldature sulle platine di ottone?
Grazie
Ciao
Marcello


Penso proprio di sì. La temperatura max. impostabile è 450º.
ciao


Non è solo un problema di temperatura ma di capacità termica.

Per saldare parti in ottone di grandi dimensioni occorrono potenze elevate e punte di dimensioni più generose. Altrimenti la massa da saldare tende a freddare il calore della punta e le saldature non riescono bene.

Per la pendoleria è meglio usare saldatori di quelli con punta più grande senza stazione saldante.
Almeno a parer mio.


Carissimo Pendolum
Quando hai ragione,hai ragione.
Come giustamente hai detto è una questione di potenza,tradotta nel nostro caso capacità calorica.
Quella stazione ha una potenza di 50 watt è eccezzionale per i lavori piccoli e per l'elettronica,sopratutto perchè ha la resistenza di riscaldamento separata dal 220 volt,cosa fondamentale onde impedire che piccoli accumuli di tensione si scarichino sui componenti in lavorazione.
Problema che non esiste in lavori di pendoleria,per saldatura a stagno o peggio brasature con leghe di argento o Castolin.
La piccola potenza impiegata,sproporzionata al lavoro,compromette sia il lavoro che la stazione.
Come molte volte ho detto,quando si uniscono a stagno o con altre leghe i due componenti da saldare,per una corretta saldatura,è il calore accumulato dalle parti da unire che deve fondere la lega,pena una saldatura fredda,e quindi spugnosa ed inefficace.
A meno di non usare attrezzature particolari,quali i saldatori a frequenza o per chi può il laser o gli ultrasuoni.Dove la procedura è più simile a un lampo di luce ed è completamente diversa.
Un salutone
Pierino la peste

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MessaggioInviato: martedì 7 febbraio 2012, 11:36 
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pierino-la-peste ha scritto:
La tua stazione saldante mi sembra una Weller.
E se sì, è una stazione favolosa,trattarla così è un pò da assassino. :eek:

si è proprio una Weller. Ho pensato di utilizzarla perchè ha la possibilità della regolazione "continua" della temperatura: così la gommlacca si scoglie senza bruciare.

pierino-la-peste ha scritto:
la tua idea è molto valida,ma devi separare la testa che scalda dal corpo di sostegno o hai una perdita di calore enorme.Ed un grande lavoro per la stazione saldante,oltre che fai fatica a regolare il calore in modo valido ed uniforme.
Rischiando di bruciare la gommalacca ed invalidando invece il progetto che è una splendida idea.
Per questo puoi usare un isolante termico,come,porcellana,mica,teflon o altro che regga una temperatura di 400 gradi,più che in sicurezza,in quanto per sciogliere la gommalacca,non superi i 100°.


Me ne sono reso subito conto anch'io e ho già provveduto ad isolare termicamente il supporto dal blocchetto inserendo delle rondelle di teflon (quelle che si usano sui dissipatori dei transistor di potenza).

Grazie per l'idea di tracciare una sorta di reticolo da usare come riferimento.

Per quanto riguarda la mia risposta sulla saldatura delle platine ho risposto di sì non sapendo che tipo di problema dovesse essere risolto ma immaginando di eseguire semplicemente "punti" di saldatura e sicuramente non una saldatura di una platina rotta in 2. :sad:.
Concordo pienamente con te che per saldare una platina rotta in due la quantità di calore sviluppata dalla stazione sia insufficiente e che per riparazioni di questo tipo occorrano saldatori di maggiore potenza e superficie saldante più estesa.

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marco51


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