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Estrazione ed inserimento tige
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MessaggioInviato: giovedì 27 ottobre 2011, 11:13 
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Sono un principiante, anche se ho gia’ fatto diverse revisioni complete e riparazioni e vi ho gia’ rivolto altre domande e chiesto aiuto...
Spessissimo mi trovo con dei problemi al reinserimento della tige nel movimento perche’ non entra bene oppure non si blocca... :-(
Io premo il pulsantino ed estraggo la tige nella posizione di rimessa ora e non di carica...
Analizzando bene il meccanismo del tiretto e della commutazione carica/rimessa mi sembra di notare che una volta estratta la tige il pignone basculante che da un lato si inserisce nella carica e dall’altro lato nella rimessa rimane in una posizione molto instabile...
A parte la scanalatura centrale dove si inserisce la basculla che lo tiene per il resto e’ piuttosto libero di muoversi...
A me sembra che qualche volta il pignone basculante esca con la sua scanalatura centrale dalla basculla, blocchi tutto, e mi costringa a uno smontaggio per rimediare...
Una volta estratto il movimento dalla cassa e’ bene reinserire subito la tige per evitare uno spostamento accidentale dell’ingranaggio?
Sbaglio qualcosa e opero nel modo sbagliato?
C’e’ un modo di operare particolare che evita questo inconveniente, qualche trucchetto, qualche consiglio?

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Paolo


Ultima modifica di cane il giovedì 27 ottobre 2011, 14:25, modificato 2 volte in totale.

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MessaggioInviato: giovedì 27 ottobre 2011, 12:20 
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Una volta estratto il movimento dalla cassa devi rimettere l'albero ma non tanto perchè la bascula vada fuori posto, tanto devi smontare l'orologio :D , ma perchè ti occorre per allineare le lancette per l'estrazione ma sopratutto perchè devi scaricare il bariletto.

Altra questione: non è mica detto che la migliore posizione per estrarre/rinserire l'albero sia la posizione di rimessa anzi così facendo può capitare che quando inserisci l'albero si tende a spingere fino in fondo mentre il meccanismo bascula/ballerino(pignone basculante) richiede, in quel momento, che l'albero sia inserito solo in parte. L'indicazione di estrarre l'albero durante la posizione della messa dell'ora nasce dal fatto che il contatto tra il pignone basculante con la ruota rinvio insieme alla spinta della bascula dovrebbe mantenere il tutto più costretto a non spostarsi.

Alcuni calibri sono più sensibili a questa operazione critica altri decisamente meno.

Per ridurre al minimo il rischio di questo spostamento indesiderato si deve:
-svitare la vite del tiretto lo stretto necessario affinche l'albero si liberi
-in caso di "vite" del tiretto a pressione vale lo stesso discorso, infatti nei nuovi calibri Eta viene consigliato, per premere la vite del tiretto, l'uso del cacciavite in quanto è previsto un fine corsa
-durante l'inserimento dell'albero MANO VELLUTA :D e piccola rotazione dell'albero per allineare la sezione quadra con il foro quadro del pignone basculante. In caso di vite del tiretto a pressione si può agevolare l'inserimento dell'albero premendo POCO quest'ultima senza aspettarsi che la parte conica dell'albero possa da sola svolgere questa operazione

Queste indicazioni servono proprio ad evitare un approccio troppo irruento e veloce che provocherebbe la fuoriuscita della bascula dalla sua sede :-( .

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Ciao. Giancarlo


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MessaggioInviato: giovedì 27 ottobre 2011, 18:35 
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Non scordare che le cose lubrificate si introducono più agevolmente :grin:

Saluti Manuel

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MessaggioInviato: giovedì 27 ottobre 2011, 22:35 
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Grazie delle risposte a tutti e due... :D

Ho una cavia senza quadrante e ci ho giocato fino a poco fa in base anche alla scelta se estrarre/inserire la tige in posizione di carica oppure di rimessa...
Come ha detto g.carlo sopra ci sono vantaggi e svantaggi, ma guardando i movimenti dei componenti mi sembrerebbe che avere il pignone "appoggiato" al primo ingranaggio di rinvio della rimessa sia buona cosa...
La controindicazione e' che, almeno in questo orologio, (un russo Poljot) quando devo premere il pulsantino per far avanzare la tige il suo quadrante non e' ancora abboccato al quadrante del pignone ma vicinissimo...
Quindi bisogna premere delicatamente in modo che quando si libera la tige il suo quadrante non urti forte contro il pignone (se il quadrante non coincide) mandandolo fuori posizione...
Se avesse abboccato anche solo 1mm sarebbe stato il top... :-D

Su una decina di manovre che ho fatto (miste carica/rimessa)solo una volta, in posizione di carica, la basculla e’ uscita dal pignone e ho dovuto smontare i leveraggi...
Ho visto che la molla che tiene nelle due posizioni il tiretto con le due tacche contribuisce anche a premere leggermente o ad essere molto vicina sopra alla basculla contrastando il suo sollevamento e l’uscita dalla scanalatura sul pignone...
Essendo "una cavia" mi sono permesso di modellare leggermente la molla che tiene nelle due posizioni il tiretto per aumentare questo effetto, non sembra male...
Ho fatto una manovra inopportuna? 8-)

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Paolo


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MessaggioInviato: venerdì 28 ottobre 2011, 9:36 
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cane ha scritto:
.....Essendo "una cavia" mi sono permesso di modellare leggermente la molla che tiene nelle due posizioni il tiretto per aumentare questo effetto, non sembra male...
Ho fatto una manovra inopportuna? 8-)


Qualche volta può essere utile ma solo se a sua volta lo scatto (non si chiama molla la protuberanza del copribascula) è stato manomessa o comunque ha perso la sua normale e prevista curvatura.

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Ciao. Giancarlo


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MessaggioInviato: venerdì 28 ottobre 2011, 10:14 
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Chronos ha scritto:
Come diceva il mio collega la mano di velluto è la tua migliore alleata per il resto succede anche a noi di tanto in tanto che la bascula si sfili dallo scorrevole soprattutto in orologi da poco costruiti con tolleranze "comode".
Un orologio "migliore" ti farebbe apprezzare la differenza costruttiva e la maggior comodità di lavorarci sopra :D

Su questo non ho dubbi, credo che la perfezione costruttiva e i piccoli giochi siamo alla base di tutte le costruzioni meccaniche, figuriamoci in un orologio...
Purtroppo la grande maggioranza dei miei orologi sono russi, ne ho una collezione in evoluzione, ma ne ho anche altri svizzeri...
Ma monostante il mio occhio inesperto noto differenze costruttive discrete tra russo e russo, si va dal costruito bene/affidabile allo scadente...
Quando hai tanti russi vintage hai anche la necessita’ di revisioni, ma anche di piccoli interventi, la sfera, il guasto, ecc...
E voi professionisti sapete bene che siete in grave difficolta’ a far rientrare nel valore modesto di un russo (salvo eccezioni) il costo di una riparazione o revisione, questo vi costringe a declinare il lavoro...
A quel punto da una "necessita’ vera" e’ nata una bella passione e una bella soddisfazione, quella di mettere le mani sui propri orologi ... :grin:
Credo che se non avevo anche i russi non avrei mai iniziato...
Alla fine anche per i pezzi di ricambio non ci sono problemi, si trovano a pochi euro su e-bay movimenti completi funzionanti e non da cui cannibalizzare...

Mi sembra che siete tutti concordi sulla mano di velluto.. :D

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Paolo


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MessaggioInviato: venerdì 28 ottobre 2011, 10:31 
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g.carlo ha scritto:
cane ha scritto:
.....Essendo "una cavia" mi sono permesso di modellare leggermente la molla che tiene nelle due posizioni il tiretto per aumentare questo effetto, non sembra male...
Ho fatto una manovra inopportuna? 8-)


Qualche volta può essere utile ma solo se a sua volta lo scatto (non si chiama molla la protuberanza del copribascula) è stato manomessa o comunque ha perso la sua normale e prevista curvatura.

Infatti sui vintage a volte si nota qualche intervendo maldestro o qualche perdita di elasticita'...
Mi e' capitato per esempio lo scatto che nel punto delle due tacche a volte scapolava addirittura sopra il pirulino del tiretto, a quel punto rimodellarlo verso il basso mi sembra indispensabile...

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MessaggioInviato: venerdì 28 ottobre 2011, 10:40 
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cane ha scritto:
Chronos ha scritto:
Come diceva il mio collega la mano di velluto è la tua migliore alleata per il resto succede anche a noi di tanto in tanto che la bascula si sfili dallo scorrevole soprattutto in orologi da poco costruiti con tolleranze "comode".
Un orologio "migliore" ti farebbe apprezzare la differenza costruttiva e la maggior comodità di lavorarci sopra :D

Su questo non ho dubbi, credo che la perfezione costruttiva e i piccoli giochi siamo alla base di tutte le costruzioni meccaniche, figuriamoci in un orologio...
Purtroppo la grande maggioranza dei miei orologi sono russi, ne ho una collezione in evoluzione, ma ne ho anche altri svizzeri...
Ma monostante il mio occhio inesperto noto differenze costruttive discrete tra russo e russo, si va dal costruito bene/affidabile allo scadente...
Quando hai tanti russi vintage hai anche la necessita’ di revisioni, ma anche di piccoli interventi, la sfera, il guasto, ecc...
E voi professionisti sapete bene che siete in grave difficolta’ a far rientrare nel valore modesto di un russo (salvo eccezioni) il costo di una riparazione o revisione, questo vi costringe a declinare il lavoro...
A quel punto da una "necessita’ vera" e’ nata una bella passione e una bella soddisfazione, quella di mettere le mani sui propri orologi ... :grin:
Credo che se non avevo anche i russi non avrei mai iniziato...
Alla fine anche per i pezzi di ricambio non ci sono problemi, si trovano a pochi euro su e-bay movimenti completi funzionanti e non da cui cannibalizzare...

Mi sembra che siete tutti concordi sulla mano di velluto.. :D


anch'io sono nelle sue stesse condizioni e cioè di necessità virtù e poi passione.
solo che io non ho la mano di velluto
:smile: :smile: :smile:


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