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MessaggioInviato: lunedì 22 agosto 2011, 15:23 
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Beh, penso che ogni sistema abbia i suoi pro e contro. Se io dovessi scegliere, nella situazione in cui mi trovo, cioè che non ho ancora la necessaria esperienza e l'attrezzatura per spostare la virola, magari sposterei la coda della spirale come dice Maurizio. Se poi nel suo fissaggio con la spinetta si spostasse la ri-sposterei di nuovo, non potrei fare altro... Magari le farei una bella foto prima, in modo da rimetterla in fase di rimontaggio il più possibile uguale a come era prima dello smontaggio...
Correggetemi se sto dicendo castronerie! :o
Poi più avanti allora comincerò ad "azzardarmi" anche a girare la virola come dicono Giancarlo e forse Piero (volevi dire la stessa cosa di Giancarlo o c'è un terzo sistema?), ma volevo fare un passo alla volta.


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MessaggioInviato: lunedì 22 agosto 2011, 16:23 
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Avvincente!
Bravo complimenti per il tuo lavoro.
Non mi sono mai cimentato nella pulizia della molla, ma di molle rotte ne ho viste tante.
Potrebbe essere che durante la lavorazione iniziale del metallo venga immersa in una sorta di lubrificante dove acquisisce una sorta di armonicita da renderla elastica durante la fase di raffreddamento formando una patina protettiva?
Quindi la stessa viene persa col passare degli anni di inattività,e i fluidi seccati che fanno, in buona parte ,il lavoro di corrosione superficiale della patina protettiva iniziale?
Al momento che viene immersa nella benzina o altro liquido(essendo il metallo una superfice porosa)ha delle micro infiltrazioni che rompono i legami molecolari ,evaporando rapidamente e qui magari si può verificare la rottura in seguito?
Magari ho detto solo cavolate? 8-)

Comunque BravO nuovamente.
:grin:

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Non è importante come colpisci ma come reagisci ai colpi, e se vai al tappeto e hai la forza di rialzarti.. così sei un vincente!!!


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MessaggioInviato: lunedì 22 agosto 2011, 17:39 
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1972merlino ha scritto:
...Non mi sono mai cimentato nella pulizia della molla, ma di molle rotte ne ho viste tante.
Potrebbe essere che durante la lavorazione iniziale del metallo venga immersa in una sorta di lubrificante dove acquisisce una sorta di armonicita da renderla elastica durante la fase di raffreddamento formando una patina protettiva?
...


Grazie :D
Mah, non so, non me intendo di molle, sia leggendo il De Carle e come si è già detto sopra non si capisce bene qual'è la causa certa sul perchè si rompono. A questo punto ci vorrebbe un ingegnere, ma non è detto che c'azzecchi se non è uno che ha studiato proprio questo preciso fenomeno delle molle motrici degli orologi. Io da parte mia farò girare questo orologio e quando (e se) si romperà la molla ve lo farò sapere, magari aprendo una discussione specifica. Poi se qualcuno ha voglia di mettere a disposizione qualche "molla cavia" e provare a maltrattarla :chainsaw: avremo qualche elemento in più.


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MessaggioInviato: lunedì 22 agosto 2011, 19:34 
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Stefano, aspetta Maurizio che sicuramente aggiungerà qualche dettaglio alla sua descrizione in modo da farti comprendere meglio come si mette in fase nel modo corretto, credo che si sia dimenticato qualcosa.

Le molle degli orologi di solito si rompevano con i cambiamenti termici, ed era un bene (per l'orologiaio) che accadesse.
Purtroppo l'orologiaio è una categoria che ne ha risentito, di più delle altre, per quanto riguarda lo sviluppo della tecnologia.
Molte riparazioni erano dovute a molle e bilancieri (assi) rotte/i.
Molle Inaltex e blocchi antiurto (inca e altri tipi) hanno contribuito a far diminuire le entrate delle riparazioni.
Inoltre anche la richiesta della maggiore precisione (oraria) da parte del cliente, ha contribuito a maggiori costi in uscite (spese) per una adeguata attrezzatura.

Dal tuo orologio non potrai richiedere la massima precisione, ma avrai sempre la soddisfazione di sentire il suo cuore simile a quello di una sveglia.
In poche parole è una sveglia (senza suoneria) da polso, niente di più niente di meno.
Ciao :jumpgrin:
Click [Marco]

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MessaggioInviato: lunedì 22 agosto 2011, 19:52 
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CHIEDO SCUSA HA TUTTI I FORUMISTI MA HO SCRITTO UNA GIGANTESCA FESSERIA!!!!!!!!!! (Se potessi lo scriverei anche più grande)

In effetti hanno perfettamente ragione Piero e G.Carlo la messa in fase va fatta agendo sulla virola quando non è presente il pitone mobile.

La spirale inoltre nella stragrande maggioranza dei casi ha un riferimento ben preciso del punto di spinatura ed è costituito da una doppia piega che va posizionata sul bordo del foro di spinatura (questa volta ho controllato prima di riscrivere fesserie).

E' evidente che in questo caso non posso agire sulla lunghezza della spirale per correggere l'errore di fase o beat error (grazie G.Carlo) senza alterare la giusta lunghezza o la forma della stessa!!!

A mia molto parziale discolpa però posso dire che in alcuni rari casi, dove qualcuno prima di me ha messo le mani nell'orologio la doppia piega non c'era più, sia per rimettere in fase lo scappamento che trovare la giusta lunghezza ho dovuto procedere come erroneamente ho descritto più indietro.

CHIEDO ANCORA SCUSA PER QUANTO SCRITTO PIU' INDIETRO APPELLANDOMI AL BUON CUORE DEI FORUMISTI. :pruden:
E' STATO UN ERRORE DEL TUTTO INVOLONTARIO..........

MARCO HO SCRITTO GIUSTO QUESTA VOLTA???????????
ALTRIMENTI SEI AUTORIZZATO ANCHE AL SECONDO CAZZIATONE!!!!!!!!!

UN SALUTO :hallo:

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MessaggioInviato: lunedì 22 agosto 2011, 20:11 
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Maurizio ha scritto:
CHIEDO SCUSA HA TUTTI I FORUMISTI MA HO SCRITTO UNA GIGANTESCA FESSERIA!!!!!!!!!! (Se potessi lo scriverei anche più grande)


Non c'è problema, con quelle che sicuramente ho scritto quà dietro e quelle che scriverò in futuro io............ :smile:


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MessaggioInviato: martedì 23 agosto 2011, 0:24 
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Allora Stefano, dandoti fiducia che ripulirai accuratamente anche l'esterno del tuo orologio, togliendo anche i graffi dal vetro, come ti avevo promesso inserisco due figure che mostrano lo scappamento con ancora a caviglie.
Questi sono due tipi, laterale e frontale, i più comuni nei movimenti da sveglia, nei meccanismi da orologio possono variare anche nella forma della forcella. (i disegni non sono miei)

Lascio l'incarico a Maurizio di spiegarti i vari dettagli, che sicuramente già conoscerà bene, quello che aveva scritto precedentemente era solo un errore di memoria, mentre scriveva non ricordava bene l'immagine.(può capitare a tutti)
Ciao.
Click[Marco]

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MessaggioInviato: martedì 23 agosto 2011, 2:41 
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Interessante! Certo che pur mantenendo uguale il principio di funzionamento le sveglie hanno diverse differenze rispetto agli orologi! Basta vedere i disegni, già da li si vedono, la mancanza delle pietre (quasi come il mio orologio, che aveva solo 2 contropietre!) e il dardo che mi sembra di capire, correggetemi se sbaglio, è piazzato sul volantino del bilanciere?
Grazie Click, molto gentile, veramente! :2thumbs:

Un saluto,
Stefano :hallo:


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MessaggioInviato: martedì 23 agosto 2011, 9:28 
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Veramente molto belli i disegni che ci ha messo a disposizione Marco!

Nella terza immagine si vede molto chiaramente la doppia piega della spirale a cui facevo riferimento poco sopra, è evidente che è un riferimento ben preciso del punto di spinatura. Per questo un ulteriore grazie a Marco per i disegni!!

Nell'accezione comune del termine: il dardo, ossia il piccolo perno generalmente terminante a punta e piazzato poco sotto la forcella dell'ancora in questo tipo di movimenti manca, non solo manca anche il plateau.

Il dardo e il piccolo disco (per intenderci quello con il piccolo incavo semicircolare, piazzato subito sotto l'ellisse) fanno parte di un sistema di sicurezza, atto ad impedire che a causa di un urto particolarmente forte l'ancora possa ruotare non più trattenuta in sede dalla forza di "tiraggio" e poggiarsi contro l'altra battuta, impedendo il corretto inserimento dell'ellisse tra la forcella, praticamente l'ellisse batte contro il fianco esterno della forcella e l'orologio si ferma!

Questo sistema di sicurezza è universalmente adottato su tutti gli orologi portatili (tasca e polso), in cui frequentemente si possono avere urti ed è studiato per minimizzare gli effetti del contatto accidentale dell'ancora sull'ampiezza di oscillazione.
Negli orologi quali le sveglie, che per loro funzione sono immobili (tranne che per il lancio dalla finestra) per cui gli urti accidentali saranno rari, per ragioni di costi e di semplicità costruttiva viene semplificato facendo assumere alle estremità della forcella (corna) una conformazione particolare che ne impedisce la rotazione, battendo direttamente sull'asse del bilanciere, ammettendo una momentanea riduzione dell'ampiezza di oscillazione.

Se ho ben capito, quello che Stefanoc definisce dardo, in realtà è il corrispettivo dell'ellisse in un orologio con scappamento ad ancora.
E' un piccolo perno in acciaio, molto duro e lucidato a specchio, piazzato perpendicolarmente e con un notevole forzamento direttamente sul bilanciere; e tramite la forcella dell'ancora e di questo piccolo perno che viene trasmesso l'impulso al bilanciere.

Spero di non aver scritto grosse fesserie e di essere stato chiaro nella spiegazione.

PIUTTOSTO: MARCO SONO STATO PERDONATO???? ALTRIMENTI STRINGO UN ALTRO PO' IL CILICIO!!!!! :pruden:

UN SALUTO :hallo:

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MessaggioInviato: martedì 23 agosto 2011, 11:08 
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Maurizio ha scritto:
.......Nella terza immagine si vede molto chiaramente la doppia piega della spirale a cui facevo riferimento poco sopra, è evidente che è un riferimento ben preciso del punto di spinatura. Per questo un ulteriore grazie a Marco per i disegni!!

Nell'accezione comune del termine: il dardo, ossia il piccolo perno generalmente terminante a punta e piazzato poco sotto la forcella dell'ancora in questo tipo di movimenti manca, non solo manca anche il plateau.

Il dardo e il piccolo disco (per intenderci quello con il piccolo incavo semicircolare, piazzato subito sotto l'ellisse) fanno parte di un sistema di sicurezza, atto ad impedire che a causa di un urto particolarmente forte l'ancora possa ruotare non più trattenuta in sede dalla forza di "tiraggio" e poggiarsi contro l'altra battuta, impedendo il corretto inserimento dell'ellisse tra la forcella, praticamente l'ellisse batte contro il fianco esterno della forcella e l'orologio si ferma!

Questo sistema di sicurezza è universalmente adottato su tutti gli orologi portatili (tasca e polso), in cui frequentemente si possono avere urti ed è studiato per minimizzare gli effetti del contatto accidentale dell'ancora sull'ampiezza di oscillazione.
Negli orologi quali le sveglie, che per loro funzione sono immobili (tranne che per il lancio dalla finestra) per cui gli urti accidentali saranno rari, per ragioni di costi e di semplicità costruttiva viene semplificato facendo assumere alle estremità della forcella (corna) una conformazione particolare che ne impedisce la rotazione, battendo direttamente sull'asse del bilanciere, ammettendo una momentanea riduzione dell'ampiezza di oscillazione.

Se ho ben capito, quello che Stefanoc definisce dardo, in realtà è il corrispettivo dell'ellisse in un orologio con scappamento ad ancora.
E' un piccolo perno in acciaio, molto duro e lucidato a specchio, piazzato perpendicolarmente e con un notevole forzamento direttamente sul bilanciere; e tramite la forcella dell'ancora e di questo piccolo perno che viene trasmesso l'impulso al bilanciere.

Spero di non aver scritto grosse fesserie e di essere stato chiaro nella spiegazione......


Ottima spiegazione Maurizio.
E' evidente che l'intervento relativo alla regolazione della fase è stata semplicemente una svista :D .

Una domanda: quale è stato il motivo per aver avuto la necessita di separare il bilanciere dal suo ponte? In una normale revisione non è strettamente necessario fare questa operazione (sopratutto se ci troviamo di fronte ad una spirale "incollata" al pitone).
L'importante è togliere le pietre e contropietre, separarle tra loro, lavarle e lubrificarle; il bilanciere con il ponte attaccato possono essere lavati cosi come sono tenendo presente due particolari 1. Il peso del bilanciere libero è tranquillamente sostenuto dalla sua spirale 2. Se questi vengono lavati nella benziniera, al momento del prelievo dei pezzi porre attenzione alla tensione superficiale che pone la benzina sul volantino, questo tende ad essere trattenuto provocando uno stress alla spirale che cerca di tirarselo a sè.

Per Stefano: non esiste un terzo modo per regolare il beat error (in mancanza di pitone mobile), Piero si riferisce al sistema della virola da ruotare.

Per Maurizio: relativamente alla lubrificazione della contropietra, normalmente la pietra forata non và lubrificata ma solo la parte piana della contropietra ovvero il punto dove giace il perno del bilanciere.
Sembrerebbe che il lubrificante posto nel foro, cioè a contatto dell'asse, può essere motivo di attrito e quindi rallentamento della rotazione del bilanciere.

Per gli amministrotori/moderatori: forse è meglio cambiare il titolo di questo post trattandosi di un movimento HP francese come segnalato da Standolfo.

Ciao. Giancarlo

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Ciao. Giancarlo


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MessaggioInviato: martedì 23 agosto 2011, 15:21 
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Il titolo se vuole lo può modificare anche Stefano, richiamando il suo primo messaggio.

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MessaggioInviato: martedì 23 agosto 2011, 19:27 
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Grazie Giancarlo!!

Comunque volevo rinnovare ancora una volta le mie scuse, sopratutto nei confronti di chi come Stefano, vuole imparare. Dare informazioni sbagliate è comunque deprecabile.

Per quanto mi riguarda, smonto sempre il bilanciere dal ponte, se non altro per una questione psicologica, temo sempre che il bilanciere possa impigliarsi da qualche parte o con qualcosa, poi si che la revisione è completa!!!!!!!!!!
Inoltre per mia abitudine, uso sempre ripassare i perni dell'asse del bilanciere e il plateau con il midollo di sambuco (faccio bene?) e mi verrebbe particolarmente difficile se il bilanciere fosse ancora attaccato al ponte per tramite della spirale!!!!

Giancarlo, sicuramente hai ragione in merito alla lubrificazione, ma sono altresi convinto che a causa della capillarità, di olio nel foro ne rimanga ben poco richiamato dalla contropietra, e sempre per mia convinzione, non posso escludere che l'olio posto solamente sulla contropietra non possa migrare verso il foro.

Ma è solo una mia convinzione!!!!!!!!

Comunque nelle prossime revisioni voglio provare quanto da Te detto e che certamente corrisponde allo stato dell'arte.

UN SALUTO :hallo:

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MessaggioInviato: martedì 23 agosto 2011, 21:45 
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Maurizio ha scritto:
..... per mia abitudine, uso sempre ripassare i perni dell'asse del bilanciere e il plateau con il midollo di sambuco (faccio bene?) ......

..... non posso escludere che l'olio posto solamente sulla contropietra non possa migrare verso il foro.


Se il lavaggio del bilanciere è stato fatto bene non dovrebbe essere necessario ripassare i perni con il midollo di sambuco......ma se uno vuole essere scrupoloso perchè no?

L'olio posto sulla sola contropietra (la giusta quantità cioè una "goccia" il cui diametro sia al massimo la metà del diametro della contropietra) difficilmente migra in quanto è sostenuto in loco dal perno.
Avrai notato, levando una contropietra, il segno del lubrificante essiccato ma non migrato, addirittura su alcune contropietre, nonostante siano passati degli anni, troviamo ancora la "goccia" come fosse stata messa il giorno prima!

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Ciao. Giancarlo


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MessaggioInviato: martedì 23 agosto 2011, 21:51 
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Iscritto il: domenica 2 gennaio 2011, 16:11
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E allora in TUTTE le prossime revisioni adotterò questo metodo.......

GRAZIE GIANCARLO!!!!!!!! :2thumbs:

UN SALUTO :hallo:

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MessaggioInviato: mercoledì 24 agosto 2011, 17:53 
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Ciao a tutti, scusate ma ieri ho avuto un problemaccio al computer e non ho potuto rispondervi.

g.carlo ha scritto:
........Una domanda: quale è stato il motivo per aver avuto la necessita di separare il bilanciere dal suo ponte? .......

Il motivo è che volevo pulire tutto nel tibi, compreso il ponte del bilanciere, e siccome sapevo che tibi non faceva bene alla spirale ho voluto asportarla. Forse potevo evitare di usare il tibi perchè (se ho capito bene) si usa sui pezzi in ottone, giusto? E qui i pezzi sono di acciaio e non erano comunque molto sporchi, forse sarebbe bastato immergerli nell'esano.... CORREGGETEMI SE HO DETTO CASTRONERIE! :o Però devo dire che alla fine è stata una bella esperienza! :-D

Click ha scritto:
Il titolo se vuole lo può modificare anche Stefano, richiamando il suo primo messaggio.

Fatto. Avevo scritto nel titolo "made in Hong Kong" perchè sulla ruota di carica del bariletto c'è scritto cosi:
Immagine
Sul quadrante dell'orologio c'è scritto "Remington"
Sulla ruota di carica, come da foto, c'è scritto "Remex ltd Hong Kong"
E sulla platina, sotto al bilanciere chè scritto "HP2641D"! Quindi HP vuol dire Hyppolite Parrenin.... Mai sentito questo nome, qualcuno di voi conosce questa Maison?

g.carlo ha scritto:
..... Se il lavaggio del bilanciere è stato fatto bene non dovrebbe essere necessario ripassare i perni con il midollo di sambuco......ma se uno vuole essere scrupoloso perchè no?

Ma questo vale solo se il lavaggio è effettuato con gli ultrasuoni oppure anche come nel mio caso che uso tibi ed esano? Perchè ho letto in diversi posti, e anche qui, molti consigliano di ripassare tutto con pennellini stecchette in legno e midolli, sia i perni che le pietre ed i denti delle ruote...


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