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Autore Messaggio
MessaggioInviato: giovedì 11 agosto 2011, 16:12 
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Ok, grazie, andrò a vedere come fare per le molle...


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MessaggioInviato: giovedì 11 agosto 2011, 17:22 
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Qui l'argomento si fa ostico, perché non c'è un metodo prestabilito, ognuno fa come meglio crede e secondo sue esperienze personali.

Sperando che rispondano in tanti in modo che Ti possa fare un'idea all'incirca, precisa su come fare.........

Comunque cercando nel forum c'è più di una nutrita discussione su come fare, intanto guarda quelle.

Nel frattempo Ti dico come faccio io.

Materiali e attrezzature:
Tre benziniere o barattoli in vetro con tappo a vite con guarnizioni di gomma (quelli di una certa marca di tonno sono ottimi, bassi e con l'imbocco largo.)
Tre spazzole da orologiaio: due con setole morbide e una con setole dure.
Uno spazzolino da denti (se non ti schifi anche usato......... scherzoooooooooo!!!!!!!!!!) :smile: :smile: :smile: :smile:
Stecchi di bosso
Midollo di sambuco, qualche amico nel forum afferma di usare con profitto anche la balsa (quella per aeromodellismo), credo sia preferibile sceglierne un pezzo morbido.
Soffietto
Segatura di bosso, è una segatura particolare che almeno appena comprata è esente da polvere.
Tutti questi materiali, tranne il tonno e lo spazzolino da denti, sono reperibili in fornitura. :grin: :grin: :grin: :grin:

E procedo cosi.

In una benziniera TB, nella seconda benzina (Tricloroesano) per un primo risciacquo, nella terza benzina per un secondo risciacquo.

Innanzitutto lavo bilanciere, ancora, contropietre o il castone completo se ce l'incablok in benzina assolutamente pulita in una benziniera assolutamente pulita. Questo perché se sono stati lavati dei pezzi molto sporchi di olio in precedenza, una volta che la benzina sarà evaporata rimarrà uno strato sottilissimo di olio e questo sulla spirale tenderà a incollarla!

L'ancora la tengo in benzina il meno possibile, poi con un pezzetto di midollo di sambuco con molta delicatezza strofino le due leve fino a che guardate con luce radente, non vedo i piani d’impulso luccicare sempre con il midollo vado a pulire la forchetta e i due perni infilandoli nel sambuco.
Poi è la volta del bilanciere e sempre con il midollo di sambuco vado a pulire il plateau, infilandolo letteralmente nel sambuco e ruotando un po’ (attenzione poi ai residui di midollo dietro l'ellisse) e il perno dell'asse dalla parte opposta.
Le contropietre le pulisco tenendole con un paio di pinzette sul banco (con interposto un foglio di carta) e le strofino con il midollo fino a quando non luccicano. Per il castone lo tengo in benzina il più a lungo possibile per fare in modo da sciogliere tutto lo sporco, contropietre e castoni incablok, per evitare di confonderli, li lavo uno per volta.

Una volta puliti questi pezzi li ripongo nei loro contenitori dedicati (sempre per non confondere le contropietre).

Fatto, questo immergo tutti gli altri pezzi, tranne la molla motrice nel TB.
Il tempo di permanenza dipende da quello che vuoi ottenere e mi spiego meglio, da quanto vuoi che siano brillanti le parti in ottone, in linea di massima meno i pezzi stanno immersi nel TB meglio è!

Non c’è un tempo raccomandato o minimo o massimo, dipende dallo sporco e dall’ossido presenti!!!

Tieni a mente che il TB è un decapante, anche se la sua azione è lenta ma costante. Il suo scopo è di rimuovere la patina di ossido dalla superficie dell’ottone. La sua azione è ininfluente nei confronti dell’acciaio, tanto che se l’orologio fosse nuovo o ben conservato, il lavaggio nel TB è inutile. Tieni a mente anche che il TB non ha azione detergente nei confronti di grasso e olio.

Una raccomandazione: tutti i pezzi devono essere completamente sommersi nel TB.

Una volta raggiunta la brillantezza che voglio, un pezzo alla volta li strofino con lo spazzolino da denti (con delicatezza nei pezzi più piccoli) e lo immergo nella benzina e lo lascio stare finché non ho finito con tutti gli altri.

Se i pezzi con cui abbiamo a che fare sono solo e completamente fatti di ottone, il risciacquo più efficace è quello in acqua, (possibilmente demineralizzata). Il TB è solubile in acqua ma non in benzina!!!

Poi riprendo un pezzo alla volta, lo agito nella benzina per rimuovere quanto più TB possibile se sono ponti o la platina con uno stecco di bosso appuntito vado a pulire tutti i fori dove ci sono parti rotanti (faccio entrare la punta da entrambe i lati). Personalmente evito di andare a pulire con questo sistema i fori più piccoli perché se si spezza la punta dello stecco poi son dolori e mi affido soltanto all’azione solvente della benzina (ponti e platina sono gli ultimi a essere puliti in modo da rimanere più a lungo immersi). Per le ruote invece con un pezzo di midollo vado a pulire i perni e i pignoni, trattamento particolare per la ruota di scappamento in cui, con il midollo pulisco anche tutti i denti.

Fatto, questo asciugo i pezzi con la spazzola (dura per i pezzi più grandi) cercando di rimuovere quanto più TB possibile e li immergo di nuovo nella benzina, quella del terzo contenitore (quella ancora pulita) e li lascio immersi a lungo.

Poi o li asciugo tutti, uno per volta, con la seconda spazzola a setole morbide che deve essere mantenuta pulita e asciutta, oppure in un adatto contenitore pieno di segatura di bosso, ma questo solo per i pezzi più grandi………

La segatura dovrebbe essere mantenuta calda, io non lo faccio mai.

Una volta asciugati, i pezzi dentro la segatura, soffio via la poca polvere di legno rimasta attaccata.

Per quanto riguarda la molla motrice, l’unico accorgimento che prendo è quello di rimuovere quanto più olio vecchio tirandola ripetutamente attraverso un pezzetto di carta, o una pezzuola che non lascino peli.

Ti sconsiglio vivamente di asciugare i pezzi con la carta soprattutto quella tipo “Scottex” per evitare di andare poi a cercare il pelucco invisibile che blocca il movimento!!!

Un ulteriore consiglio: ogni volta che prendi un pezzo dai contenitori della benzina, chiudilo immediatamente per evitare di respirarla inutilmente, tieni i contenitori, quando non necessario, lontani dal naso e se hai la possibilità di ventilare l’ambiente VENTILALO per evitare ristagni di vapori di benzina intorno a Te. La benzina o Tricloroesano che dir si voglia non è esattamente aria di montagna!!!!!!!!!!!!
In questo frangente il sistema migliore e più efficace è quello della lava pezzi, ma visti i prezzi e la quantità di orologi che maneggia un hobbysta, ci si rinuncia volentieri………

Spero di essere stato chiaro e di esserTi stato utile, sapendo che si solleverà uno “Tsunami” di critiche nei miei confronti da parte di chi è più esperto, per il mio modo poco ortodosso di pulire i movimenti.

UN SALUTO :hallo:

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Prima di ogni lavoro, prima di ogni orologio, un pensiero sarà sempre dedicato al mio Maestro e grande amico Pierino la Peste.
Pieri', ogni tanto dai un'occhiata quaggiù e dacci l'ispirazione per lavori degni di Te!


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MessaggioInviato: venerdì 12 agosto 2011, 2:50 
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Maurizio, mi sa che dopo che ho letto quello che hai scritto rifarò il lavaggio del mio orologio! :D E mi rileggo il capitolo del De Carle sul lavaggio... A proposito, non credo che solleverai molte critiche su come pulisci, mi sembra che molte operazioni che fai sono come quelle spiegate nel libro. A parte l'uso del cianuro... :shock: In ogni caso in questi giorni ripeterò il lavaggio, voglio fare un po' di pratica.


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MessaggioInviato: venerdì 12 agosto 2011, 8:49 
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Infatti è proprio dal quel libro che ho preso lo spunto ed imparato, quando ho cominciato ad interessarmi di orologi (25 anni fa circa) era l'unico testo facilmente reperibile e internet era ancora nella testa di qualche scienziato.
Poi nel corso degli anni ho adattato quel procedimento a quelle che erano le mie esperienze e necessità. Però quella del cianuro non me la ricordo devo andare a rileggere..........

A proposito di esperienze, leggendo avrai notato che insisto molto nel togliere, per quanto possibile (ma il sistema del doppio lavaggio e della spazzolatura sono efficaci), tutte le tracce di TB rimaste dopo il lavaggio. Questo perché se dovessero rimanere delle piccolissime gocce di TB attaccate alle parti di ottone, ed è facilissimo nel risciacquo in benzina (visto che non è un solvente del TB), poi dopo poco tempo potrai vedere delle macchie nere sull'ottone che potranno essere rimosse solo con azione meccanica.

Mi sembra del tutto inutile respirarsi di nuovo la benzina se il lavaggio lo hai già fatto e hai rimosso efficacemente tutte le tracce di sporco e di olio vecchio che è la cosa più importante per il funzionamento dell'orologio.
Si può anche prescindere dal lavaggio in Tb se non fosse altro per dare l'aspetto di nuovo al movimento.

A parte le critiche che sicuramente riceverò, ma ad oggi non mi è mai tornato indietro un'orologio da me revisionato, perché non funzionante a causa del mio intervento......

UN SALUTO :hallo:

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MessaggioInviato: venerdì 12 agosto 2011, 9:40 
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stefanoc ha scritto:
Maurizio, mi sa che dopo che ho letto quello che hai scritto rifarò il lavaggio del mio orologio! :D E mi rileggo il capitolo del De Carle sul lavaggio... A proposito, non credo che solleverai molte critiche su come pulisci, mi sembra che molte operazioni che fai sono come quelle spiegate nel libro. A parte l'uso del cianuro... :shock: In ogni caso in questi giorni ripeterò il lavaggio, voglio fare un po' di pratica.


Lascia stare, hai fatto benissimo!
L'unico appunto che ti ho fatto, riguardava l'immergere la molla di carica in benzina: lo shock termico dato dall'evaporazione dell'esano è deleterio per la molla...infatti diventa molto fragile...aspettati una sua rottura prossimamente!

@ maurizio: nessuna critica, almeno da parte mia, visto che anch'io seguo tale procedura :grin:

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MessaggioInviato: venerdì 12 agosto 2011, 12:27 
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azariah ha scritto:
Lascia stare, hai fatto benissimo!
L'unico appunto che ti ho fatto, riguardava l'immergere la molla di carica in benzina: lo shock termico dato dall'evaporazione dell'esano è deleterio per la molla...infatti diventa molto fragile...aspettati una sua rottura prossimamente!

@ maurizio: nessuna critica, almeno da parte mia, visto che anch'io seguo tale procedura :grin:

Posso permettermi di chiedere delle delucidazioni a riguardo?

...parli si shock termico dovuto all'evaporazione e infragilimento della molla che di norma è costituita da acciaio armonico..., ma non riesco a comprenderne i motivi fisici che portano a tale risultato...

Grazie in anticipo!

Davide


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MessaggioInviato: venerdì 12 agosto 2011, 14:56 
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nematos ha scritto:
...parli si shock termico dovuto all'evaporazione e infragilimento della molla che di norma è costituita da acciaio armonico..., ma non riesco a comprenderne i motivi fisici che portano a tale risultato...

Grazie in anticipo!

Davide

Era un problema (la rottura sovente delle molle dopo l'immersione in benzina) che riguardava le vecchie molle di colore blu , con le nuove dal '50 in poi non esiste più.

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MessaggioInviato: venerdì 12 agosto 2011, 15:18 
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Grazie per la risposta, ma continuo a non capirne il motivo, in quanto comunque si trattava sempre di acciaio armonico...

Il De Carle, pag, 124, 125, ed. 1997, cita 5 motivi per i quali una molla può rompersi, e verosimilmente il problema principale risiede in eventuali alterazioni della struttura o della superficie, come graffi, piccole fratture o ruggine, in quanto queste determinano quello che viene definito in meccanica "invito alla rottura" ovvero delle micro fratturazioni del metallo, ed essendo materiale molto duro e soggetto a continue sollecitazioni, tende a rompersi facilmente per fatica...

Ma riguardo la pulizia di una molla che sia realizzata di acciao armonico o di acciaio legato ad alto tenore di carbonio, a mio avviso non ci sono assolutamente preclusioni di sorta all'utilizzo di solventi o benzine, in quanto queste vengono proprio utilizzate per lo sgrassaggio dei materiali ferrosi prima delle operazioni di Decapaggio che viene eseguito invece con acidi (Solforico e Cloridrico, che sono quelli più utilizzati per i materiali ferrosi e non).

Questi ultimi invece possono essere considerati deleterei nel caso dei materiali ferrosi e nello specifico per le molle, in quanto oltre a togliere l'ossido superficiale, tendono a rendere la superficie del metallo porosa e questa porosità in una Molla non è consigliabile per i motivi di cui sopra.

Se invece ci fossero delle altre ragioni a me non note, ringrazio coloro che saranno in grado di esporle, sia a me che a tutti coloro che come me si stanno avvicinando all'orologeria e che temono di commettere errori...

Grazie
Davide


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MessaggioInviato: venerdì 12 agosto 2011, 18:49 
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Davide vediamo se riesco a chiarire i Tuoi dubbi con le mie parole:

Innanzitutto non è un problema chimico, le molle le puoi lavare con il solvente che vuoi (o quasi)!!!

E' un problema per cosi dire meccanico.........

I solventi come la benzina che evaporano con molta facilità e con estrema rapidità per poter fare questo asportano un'enorme quantità di calore dal pezzo che bagnano, facendo questo lo raffreddano molto velocemente.

Hai fatto mai caso, soffiando su un pezzo bagnato di benzina, il formarsi di goccioline dopo l'evaporazione della stessa? Quella è umidità ambiente che condensa su una superficie molto fredda. Questo per darTi l'ordine di grandezza del raffreddamento.

Ora immagina che sulla superficie della molla ci sia un invito alla rottura quale potrebbe essere un graffio profondo, la veloce contrazione della molla dovuta al raffreddamento e la ridislocazione dei cristalli trova nel graffio un punto di rottura.

Non so se Ti intendi di metallurgia, ma fai le dovute proporzioni e immagina:

In passato (ora la tecnologia ha fatto passi da gigante anche in questo settore) quando bisognava temperare oggetti di piccolo spessore o con spigoli vivi o con qualsiasi altro invito alla rottura, bisognava considerare molto attentamente la velocità di raffreddamento, altrimenti se il raffreddamento era troppo rapido, immancabilmente c'era il rischio di rottura o di crepe superficiali (che avrebbero comunque condotto alla rottura).

Con le dovute proporzioni questo è quello che accade alle molle lavate in benzina.

Spero di essere stato abbastanza chiaro e non averTi confuso ancora di più le idee

UN SALUTO :hallo:

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MessaggioInviato: venerdì 12 agosto 2011, 19:56 
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Grazie Maurizio,

in effetti il raffreddamento repentino dei metalli quando riscaldati ad alta temperatura, ad esempio per essere temprati, può causare delle tensioni interne al materiale che se non vengono "distese" nuovamente potrebbero portare a cricche, infatti si pratica il rinvenimento per questa ragione...

Ma il fatto del raffreddamento repentino dovuto all'evaporazione della benzina mi lascia molto perplesso, in quanto se anche vi fosse una variazione di temperatura cosi repentina e tale da causare un accorciamento a mio giudizio non si avrebbe comunque un problema a livello di struttura...non stiamo parlando di azoto liquido!

Inoltre se vi fosse un graffio o una microcrepa la molla si romperebbe comunque...

In ogni caso farò delle ricerche più approfondite per documentarmi meglio...ma non ricordo (pur avendo studiato metallurgia) di aver mai sentito parlare di questo fenomeno...

Comunque grazie per la spiegazione!

Ciao
Davide


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MessaggioInviato: venerdì 12 agosto 2011, 20:08 
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Davide questa è la mia interpretazione alle sacre scritture, altrimenti non vedo altro motivo per cui una vecchia molla dovrebbe rompersi se lavata in benzina.

Quello che però non è dato a sapersi è se la rottura è immediata dopo lavaggio o se avviene durante l'uso, il che lascia il tempo che trova!!!

A meno che non vogliamo iniziare a parlare di fantascienza e ragionare sul fatto che la benzina è un liquido a bassa tensione superficiale che potrebbe infilarsi nelle crepe.........a me però sembra tanto una boiata per cui non proseguo.

Considera comunque che ragioniamo di acciai prodotti tantissimi anni fà, il progresso ci ha abituati male.

Se riesci a cavare il ragno dal buco Ti prego fammi partecipe (conoscendoTi è una raccomandazione inutile, lo farai senz'altro)

UN SALUTO :hallo:

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MessaggioInviato: venerdì 12 agosto 2011, 21:28 
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Il discorso si è fatto interessante... Io sono un neofita e non ero al corrente di molte cose che sono state scritte qui sopra. Ho pulito la molla come ho scritto prima seguendo un mio ragionamento personale che sarebbe: togliendo la molla dal bariletto e lavandola con l'esano si riescono ad eliminare tutte le tracce di vecchio lubrificante che magari non sarebbero venute via con la molla arrotolata nel bariletto, magari tra le spire strette l'una contro l'altra ne sarebbero rimaste delle tracce. E non l'ho passata con un panno per pulirla perche cosi ho avuto la sicurezza al 100 % che non sarebbero rimasti microscopici pelucchi e rimasugli del panno sulla molla una volta riavvolta. E per non lasciar tracce non l'ho mai toccata a "dita nude" ma sempre con i ditalini di lattice come dice il buon De Carle, e appena l'ho rimessa nel bariletto l'ho subito di nuovo rilubrificata, cosi sono sicuro che non ha avuto il tempo di ossidarsi. Magari ho commesso degli errori, è la prima volta che smonto un orologio e relativa molla, ma se ho fatto come ho detto è per quanto scritto qui sopra.
Poi volevo fare un altro ragionamento: ma basta il raffreddamento dell'esano quando evapora per indebolire l'acciaio della molla? Io non lo so, ma di quanti gradi viene raffreddata la molla quando evapora l'esano? Perchè sta tutta li la questione. Per esempio, in elettronica si usano degli spray che spruzzano un liquido che evaporando repentinamente raffredda fino a -30°C. E si forma la brina. Io ho notato che nel caso dell'esano si forma una breve condensa che poi evapora subito. Niente brina, quindi si rimane sopra lo 0°C. Ne consegue che il raffreddamento non è cosi violento come sembra. O no? Quando si tempra un metallo e quindi lo si raffredda velocemente la temperatura varia di tantissimi gradi in pochissimo tempo, cosa che di sicuro non succede con l'esano. E quindi secondo questo ragionamento la molla non dovrebbe patire, ma magari mi sbaglio, magari ho sparato delle ca***te gigantesche, se volete bannarmi dal forum abbiate pietà di un povero neofita e non fatemi soffrire troppo vi prego! :scared:


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MessaggioInviato: venerdì 12 agosto 2011, 22:09 
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stefanoc ha scritto:

...Poi volevo fare un altro ragionamento: ma basta il raffreddamento dell'esano quando evapora per indebolire l'acciaio della molla? Io non lo so, ma di quanti gradi viene raffreddata la molla quando evapora l'esano? Perchè sta tutta li la questione. Per esempio, in elettronica si usano degli spray che spruzzano un liquido che evaporando repentinamente raffredda fino a -30°C. E si forma la brina. Io ho notato che nel caso dell'esano si forma una breve condensa che poi evapora subito. Niente brina, quindi si rimane sopra lo 0°C. Ne consegue che il raffreddamento non è cosi violento come sembra. O no? Quando si tempra un metallo e quindi lo si raffredda velocemente la temperatura varia di tantissimi gradi in pochissimo tempo, cosa che di sicuro non succede con l'esano. E quindi secondo questo ragionamento la molla non dovrebbe patire...


Infatti concordo pienamente con te...come ho ho detto non si tratta di Azoto Liquido...(-160°C)...

Inoltre anche ammesso di congelarla, l'eventuale rottura la si avrebbe solo in quel frangente e solo se sollecitata in qualche modo...e sicuramente non per la dilatazione dell'eventuale residuo acquoso che può inserirsi in una ipotetica cricca del materiale...come del resto ci vuole insegnare una nota pubblicità che tratta i cristalli delle auto...e che anche in quel caso la frattura e tutt'altro che microscopica...e anche in quel caso si parla di prendere una buca, e quindi un colpo, ovvero una sollecitazione esterna!

Io credo che quanto tramandato sia retaggio di esperienze che nel corso degli anni si sono modificate fino a divenire per certi versi forvianti, in quanto anche sul famoso e sembra unico testo sacro "De Carle", non si fa alcuna menzione a riguardo...

Inoltre se questo fosse vero per la molla motrice, sarebbe altrettanto vero anche per la ben più delicata molla a spirale...mentre a quanto sembra quest'ultima non viene interessata da questo fenomeno...

Quindi riassumendo credo che la cosa da NON fare è quella di pulire la molla con Acidi di qualsivoglia natura per evitare che la superficie diventi porosa, quindi mi verrebbe da dire che forse sarebbe meglio evitare di lavare la molla con il TiBi, anche se l'aggressività di questo nei confronti dell'acciaio è molto bassa...

Comunque come ho detto, al mio rientro proverò a contattare qualche docente del politecnico per farmi dare delle delucidazioni maggiori, anche se come ho detto non ricordo di aver studiato fenomeni riconducibili a quello esposto.

Ciao
Davide


Ultima modifica di Forumista_ il venerdì 12 agosto 2011, 22:13, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: venerdì 12 agosto 2011, 22:11 
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stefanoc ha scritto:
Il discorso si è fatto interessante... Io sono un neofita e non ero al corrente di molte cose che sono state scritte qui sopra. Ho pulito la molla come ho scritto prima seguendo un mio ragionamento personale che sarebbe: togliendo la molla dal bariletto e lavandola con l'esano si riescono ad eliminare tutte le tracce di vecchio lubrificante che magari non sarebbero venute via con la molla arrotolata nel bariletto, magari tra le spire strette l'una contro l'altra ne sarebbero rimaste delle tracce. E non l'ho passata con un panno per pulirla perche cosi ho avuto la sicurezza al 100 % che non sarebbero rimasti microscopici pelucchi e rimasugli del panno sulla molla una volta riavvolta. E per non lasciar tracce non l'ho mai toccata a "dita nude" ma sempre con i ditalini di lattice come dice il buon De Carle, e appena l'ho rimessa nel bariletto l'ho subito di nuovo rilubrificata, cosi sono sicuro che non ha avuto il tempo di ossidarsi. Magari ho commesso degli errori, è la prima volta che smonto un orologio e relativa molla, ma se ho fatto come ho detto è per quanto scritto qui sopra.
Poi volevo fare un altro ragionamento: ma basta il raffreddamento dell'esano quando evapora per indebolire l'acciaio della molla? Io non lo so, ma di quanti gradi viene raffreddata la molla quando evapora l'esano? Perchè sta tutta li la questione. Per esempio, in elettronica si usano degli spray che spruzzano un liquido che evaporando repentinamente raffredda fino a -30°C. E si forma la brina. Io ho notato che nel caso dell'esano si forma una breve condensa che poi evapora subito. Niente brina, quindi si rimane sopra lo 0°C. Ne consegue che il raffreddamento non è cosi violento come sembra. O no? Quando si tempra un metallo e quindi lo si raffredda velocemente la temperatura varia di tantissimi gradi in pochissimo tempo, cosa che di sicuro non succede con l'esano. E quindi secondo questo ragionamento la molla non dovrebbe patire, ma magari mi sbaglio, magari ho sparato delle ca***te gigantesche, se volete bannarmi dal forum abbiate pietà di un povero neofita e non fatemi soffrire troppo vi prego! :scared:


Qui non si bannano persone che stanno ragionando seriamente e seriamente cercano di capire.

Provo a spiegarmi

Non è importante la temperatura di inizio e fine raffreddamento ma quanto velocemente viene raggiunta la temperatura di fine raffreddamento.

Considera che nella lega ferro-carbonio (detto anche Acciaio o Ghisa a seconda della percentuale di carbonio) a seconda della temperatura raggiunta gli atomi assumono posizioni diverse creando configurazioni cristalline diverse, una di queste configurazioni, la più vantaggiosa ai fini della resistenza meccanica, si ha a circa 800°.........come fare per avere questi vantaggi a temperatura ambiente, semplice l'acciaio si tempera, cosa vuol dire:

Si scalda per un tempo sufficiente a 800° in maniera tale di dare il tempo a tutta la massa di ri-dislocare gli atomi e poi molto, ma molto rapidamente si raffredda in maniera tale che gli atomi rimangano bloccati nella posizione in cui trovano.

Siccome le diverse configurazioni cristalline hanno volumi diversi, la mancata ri-dislocazione di tutto il volume, considerando che la superficie si raffredderà molto più velocemente dell'interno del pezzo, crea delle tensioni interne che provocano nei casi estremi (pezzi sottili, spigoli vivi, ecc) rotture e/o distorsioni nella geometria e comunque i pezzi subito dopo tempra sono fragilissimi. Questo problema (della fragilità) si risolve con il trattamento di ricottura che consiste nel riscaldare (dopo tempra) il pezzo a circa 300° e lasciarlo raffreddare molto lentamente, in questo modo gli atomi si ridislocano parzialmente riducendo le tensioni interne ma perdendo parzialmente le eccezionali caratteristiche meccaniche raggiunte subito dopo tempra..........meglio un pezzo sano che uno rotto o inservibile.

Tutto questo a grandissime linee, in realtà le cose sono decisamente più complicate, ma tanto per capire cosa vuol dire raffreddare molto velocemente un acciaio.

Comunque ci sono, a mio parere, altre cose da valutare e considerare, in questo specifico argomento, piano piano ci arriviamo.

UN SALUTO :hallo:

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MessaggioInviato: venerdì 12 agosto 2011, 22:23 
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Maurizio, quello che hai descritto è giustissimo nel caso in cui come hai detto parliamo di trattamenti termici.

Infatti come sappiamo per rompere un qualsiasi legame molecolare si necessita di energia e nel caso dei trattamenti termici, perchè le molecole possano disporsi in modo diverso, si deve somministrare energia che in termini pratici è calore...tanto calore, altrimenti non succede nulla!

Al contrario da una condizione normale di temperatura ambiente, se noi sottraiamo energia, come nel caso del congelamento, otteniamo il processo esattamente opposto e quindi non si ha nessun cambiamento strutturale, anzi se ne migliora paradossalmente la stabilità...

Quindi credo che ammesso che vi sia un fondo di verità sia da ricercare altrove...

Comunque spero che qualcun'altro intervenga, visto che comunque sembra sia un fatto noto a tutti...

Ciao
Davide


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