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Un italiano... a gas
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MessaggioInviato: mercoledì 22 giugno 2011, 6:19 
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Italiano è il costruttore, si tratta di Pasquale Andervalt (1806-1881) friulano che operò ad Udine ed a Trieste.
A gas è invece il dispositivo che carica l'orologio. Si tratta di un pendolo il cui peso viene ricaricato dalla pressione dell'idrogeno.
Ma forse è meglio andare con ordine.
Si tratta di un tipo di remontoir che non conoscevo ed ho scoperto da un vecchio numero della rivista Clocks:

Immagine

Incuriosito dalla forma strana, ho cercato di approfondire.
L'articolo era veramente poco più di un trafiletto che commentava come questo pendolo fosse andato in asta da Sotheby's e dava qualche altra sommaria notizia, ma aggiungeva quest'altra immagine

Immagine

A farla breve, vi racconto le cose che ho scoperto.
Il funzionamento di ricarica avviene così:
- il tubo decorato che si vede è il contenitore dell'idrogeno
- il coperchio del tubo è una scatola dove sono conservate delle palline di zinco che, attraverso un'apertura comandata dal movimento dell'orologio, cadendo in una soluzione di acido solforico, producono appunto il gas
- l'idrogeno fa girare la grande ruota che si vede sopra il quadrante e che ricarica il peso che fornisce energia al movimento.

Per completare la descrizione dell'orologio, sono da notare le platine scheletrate ed il bel pendolo con, in smalto ed in rilievo, l'aquila a due teste dell'Impero austro-ungarico. A quei temoi l'intero Lombardo-Veneto era sotto la dominazione austriaca. L'orologio risale infatti a circa il 1830.
Forse non è stato Pasquale Andervalt l'inventore di questo sistema perchè, intorno al 1820, l'austriaco Johann Adam Hoyer, autore anche di un orologio musicale a canne d'organo, aveva costruito un orologio con autoricarica.
Andervalt di questi orologi ne produsse diversi, ma ne sono rimasti solo quattro. Infatti la presenza dell'idrogeno, altamente infiammabile, ed il cui eccesso dovrebbe sfiatare dalla valvola che si vede a destra della ruota, in tempi d'illuminazione a candele e lumi a petrolio, avrà fatto esplodere parecchi di questi pendoli.
Uno di questi, con il tubo in vetro color rubino, è conservato al Museo di Vienna.
Un altro esemplare (foto successiva) si trova presso il Museo della Clockmaker's Company di Londra

Immagine

Il terzo è in Italia e si trova in provincia di Pordenone, dove un appassionato di orologeria ha raccolto alcuni esemplari molto interessanti in un piccolo albergo ( http://www.sacile.net/cadamiani/ ). L'immagine di quest'orologio è la seguente

Immagine

Come si può vedere mi sembra identico a quello della rivista e, se fosse lo stesso, vorrebbe dire che di questi orologi ne rimangono solo tre. Infatti del quarto non ho trovato traccia.
Ho voluto condividere un'informazione che non conoscevo sia riguardo l'orologiaio Andervalt (Red Virus nel suo database, eco del tempo, lo riporta e con queste informazioni aggiuntive, può aggiornarlo) sia riguardo l'insolito sistema di ricarica a gas.
Un'ultima informazione su Pasquale Andervalt, anche se non sono rimasti orlogi funzionanti, studiò degli orologi in cui l'energia fosse fornita dalle variazioni della pressione atmosferica. Questo non vi fà venire in mente l'Atmos?
Infine suggerisco a Daniele (sobas66) se già non l'ha fatto, di fare una capatina in quell'albergo (è praticamente sotto casa sua) può, oltre a vedere orologi interssanti, parlando con il proprietario accertare se l'orologio è lo stesso di quello della rivista.
:hallo:

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MessaggioInviato: mercoledì 22 giugno 2011, 7:52 
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Grazie a te Giuseppe anche oggi ho scoperto una cosa che non conoscevo.

Ciao,
Emanuele


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MessaggioInviato: mercoledì 22 giugno 2011, 9:50 
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veramente favoloso!!
non ne avevo mai sentito parlare.

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MessaggioInviato: mercoledì 22 giugno 2011, 10:31 
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Ciao Giuseppe, ho chiesto a fabry di cambiarti nick: EVVIVA GIUSEPPE +MITICO! 8-)

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Re: Un italiano... a gas
MessaggioInviato: mercoledì 22 giugno 2011, 15:04 
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Iscritto il: venerdì 18 agosto 2006, 14:36
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+entusiasta ha scritto:
Infine suggerisco a Daniele (sobas66) se già non l'ha fatto, di fare una capatina in quell'albergo (è praticamente sotto casa sua) può, oltre a vedere orologi interssanti, parlando con il proprietario accertare se l'orologio è lo stesso di quello della rivista.
:hallo:


Ottima segnalazione!!!

Non mancherò di andarci e portarvi magari qualcosa di interessante :o

Ciao Daniele

P.S. una foto di quell'orologio l'ho vista anche sul libro Orologi del Morpurgo :)

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MessaggioInviato: mercoledì 22 giugno 2011, 17:10 
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Grazie! resto sempre piacevolmente sorpreso.
Un po' alla volta ci apri un mondo di meraviglie!!! :D

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MessaggioInviato: mercoledì 22 giugno 2011, 19:35 
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Interessante come al solito, sono perle di conoscenza.

GRAZIE

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Paolo


" E' come cerchi in tempia d'oriuoli/ si giran che 'l primo a pon mente/ quieto par, e l'ultimo che voli...

Dante XXIV Canto Paradiso


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MessaggioInviato: mercoledì 22 giugno 2011, 22:11 
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Grazie .
Quante altre sorprese ci nasconde l'orologeria?:shock: :shock:
Soltanto Giuseppe le potrà svelare. :D :-D ::--congrat

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Sii realista, tenta l'impossibile
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MessaggioInviato: giovedì 23 giugno 2011, 0:35 
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Chi ha partecipato al primo raduno nazionale di Orologiko a Roma non può non ricordare che un esemplare ad idrogeno era presente nella vetrina dell'orologiaio Sandro Lebran in piazza del Parlamento.

Nel resoconto della giornata lo sottolineavo.

http://www.orologiko.it/forum/viewtopic.php?t=6442&start=0&sid=3fbf8baa39cf5940a1ef52071f4b172f

Grazie a Giuseppe per averci mostrato questi esemplari.


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