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Sostituzione molla Omega Speedmaster calibro 321
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MessaggioInviato: martedì 4 dicembre 2007, 10:15 
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Iscritto il: venerdì 26 ottobre 2007, 9:57
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Ho smontato, pulito, lubrificato e rimontato un Omega Speedmaster calibro 321 del 1968. Poichè la marcia rimaneva comunque irregolare, nonostante il bilanciere mi risultasse equilibrato, ho sostituito la molla di carica. Attualmente è disponibile solo quella per il calibro 861, che viene venduta anche per il 321, nonostante sia più lunga ed occupi una parte maggiore del bariletto. Il risultato è che la marcia ora risulta molto regolare nelle tre posizioni in cui ho provato l'orologio per le prime 30-32 ore (+4-5 sec./giorno), mentre per le rimanenti 10-12 ore la macchina accelera (+12-18 sec./giorno). Ho pensato ad una piegatura nella parte finale della molla, ma non mi risulta. Quale potrebbe essere il mio problema?


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MessaggioInviato: mercoledì 5 dicembre 2007, 9:30 
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Ho fatto qualche ulteriore prova e ho verificato che l'orologio accelera anche con la molla completamente carica con la cronografia inserita. Quindi, ricapitolando l'orologio accelera sia verso l'esaurimento della carica (ultime 10 ore), sia con il cronografo inserito. Perdonate l'ignoranza, ma in questi casi non dovrebbe avvenire esattamente il contrario (cioè che ritardi leggermente la marcia normale)?


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MessaggioInviato: mercoledì 5 dicembre 2007, 11:53 
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Iscritto il: venerdì 26 ottobre 2007, 9:57
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Grazie mille della esauriente risposta. Ricapitolando: una minore forza trasmessa dalla molla si traduce in una ridotta ampiezza dell'oscillazione del bilanciere e quindi in una accelerazione della marcia (e dire che ho passato tre ore sfogliando il De Carle senza pensare all'ampiezza delle oscillazioni!). Negli ultimi anni ho revisionato circa quattro orologi più o meno simili (calibro 861 Omega o Lemania) e non mi ero mai accorto di questo fenomeno, anche perchè prima di riconsegnarli agli amici li ho sempre provati sulle 24 ore e mai fino all'esaurimento della carica. Quando mi hanno fatto notare questo problema avevo pensato che fosse dovuto al fatto che avevo sostituito la molla di un calibro che ha una riserva di circa 52 ore in un bariletto di un calibro che ha invece una riserva di circa 44 ore (a causa delle più ridotte dimensioni). Devo allora ritenere corretto testare gli orologi su 24 ore e non oltre, come ho sempre fatto? Nessun orologio può quindi in teoria marciare con ritmo inalterato oltre i primi 2/3 o 3/4 della riserva di carica? Grazie ancora a tutti dell'attenzione.


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MessaggioInviato: mercoledì 5 dicembre 2007, 12:35 
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Iscritto il: domenica 20 agosto 2006, 19:26
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Ricapitolando: una minore forza trasmessa dalla molla si traduce in una ridotta ampiezza dell'oscillazione del bilanciere e quindi in una accelerazione della marcia .......

La minor forza trasmessa dalla molla fà si che l'impulso (spinta che l'àncora dà al bilanciere per farlo ruotare) sia con una forza minore rispetto a quando la molla di carica è carica; per questo l'amplitudine è minore.



non mi ero mai accorto di questo fenomeno.......

Notare una insufficente amplitudine di un bilanciere, senza usare un cronocomparatore che abbia questa funzione, non è cosi facile; solo un occhio allenato può accorgersi che un bilanciere non ruoti al massimo delle sue possibilità (poi la cosa va osservata anche in funzione delle diverse frequenze di lavoro di quel determinato bilanciere: alternanze/ora)




Devo allora ritenere corretto testare gli orologi su 24 ore e non oltre, come ho sempre fatto? .......


Si è corretto.
Anche perchè nella pratica quotidiana se si tratta di un orologio manuale è prassi caricarlo ogni 24 ore mentre se si tratta di un automatico si ritiene, in teoria, che quell'orologio sia costantemente carico tranne che per alcune ore durante il riposo del suo proprietario.




Nessun orologio può quindi in teoria marciare con ritmo inalterato oltre i primi 2/3 o 3/4 della riserva di carica? ........

Appunto.

Ciao. Giancarlo.


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MessaggioInviato: mercoledì 5 dicembre 2007, 17:28 
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Iscritto il: venerdì 26 ottobre 2007, 9:57
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Grazie della conferma, Giancarlo. Proverò a capire se il mio occhio possa essere in grado di apprezzare la massima amplitudine o meno di un bilanciere in funzione delle sue caratteristiche, ma essendo io un dilettante (pur con una minima esperienza: diciamo che ho revisionato e/o sostituito componenti di una trentina di orologi senza danni apprezzabili) credo di poter considerare perdonabile il mio errore. Grazie ancora.


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MessaggioInviato: mercoledì 5 dicembre 2007, 18:50 
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Iscritto il: martedì 8 maggio 2007, 9:45
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antgesualdo ha scritto:
Grazie mille della esauriente risposta. Ricapitolando: una minore forza trasmessa dalla molla si traduce in una ridotta ampiezza dell'oscillazione del bilanciere e quindi in una accelerazione della marcia (e dire che ho passato tre ore sfogliando il De Carle senza pensare all'ampiezza delle oscillazioni!). Negli ultimi anni ho revisionato circa quattro orologi più o meno simili (calibro 861 Omega o Lemania) e non mi ero mai accorto di questo fenomeno, anche perchè prima di riconsegnarli agli amici li ho sempre provati sulle 24 ore e mai fino all'esaurimento della carica. Quando mi hanno fatto notare questo problema avevo pensato che fosse dovuto al fatto che avevo sostituito la molla di un calibro che ha una riserva di circa 52 ore in un bariletto di un calibro che ha invece una riserva di circa 44 ore (a causa delle più ridotte dimensioni). Devo allora ritenere corretto testare gli orologi su 24 ore e non oltre, come ho sempre fatto? Nessun orologio può quindi in teoria marciare con ritmo inalterato oltre i primi 2/3 o 3/4 della riserva di carica? Grazie ancora a tutti dell'attenzione.



omega 321 e 861 sono due movimenti diversi, bilancieri diversi ,ampiezza diversa alternanze diverse e molla diversa,una anomalia cosi' nell'ampiezza, la vedi anche senza amplimetro. hai controllato le leve dell'ancora? .

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MessaggioInviato: mercoledì 5 dicembre 2007, 21:45 
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Iscritto il: venerdì 26 ottobre 2007, 9:57
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Innanzitutto ringrazio ancora tutti dell'attenzione. Sono veramente meravigliato dalla competenza e dalla simpatica atmosfera di questo forum!

Per JHC: non avrei alcun motivo di non dirla giusta. E' vero che ho riparato solo una trentina di orologi (ovviamente prima ne ho distrutto un'altra ventina), tuttavia sono venticinque anni che faccio l'ingegnere e qualche competenza di meccanica, almeno a livello teorico, ce l'ho. Ho cominciato a dilettarmi di orologeria avendo ereditato l'attrezzatura da un parente (che a sua volta mi aveva insegnato qualcosa) e ho continuato cercando di ovviare talvolta, per conto di amici, a riparazioni di "professionisti" che di professionale, però, non avevano nulla. La mia domanda era nata dal fatto che mi era stato fatto notare che l'orologio, al quale avevo sostituito la molla, tendeva ad anticipare maggiormente verso la fine della riserva di carica. La risposta di JHC mi ha illuminato e mi ha fatto riflettere sul rapporto tra l'ampiezza dell'oscillazione e la forza trasmessa dalla molla. Non mi sembrava una domanda così tecnica.

Per quanto invece mi ha scritto aldo.graci: non ho notato l'anomalia nell'ampiezza perchè non ho pensato ad osservarla (d'altronde l'incremento nell'anticipo è di una decina di secondi al giorno e interviene dopo le prime trenta ore dalla carica - su una riserva totale di 44 ore circa) e francamente non penserei di riuscire a rilevarla ad occhio. Dovrei? Passando alla differenza tra 321 e 861, so che l'861 è un 21600 alternanze (invece di 18000) con bilanciere senza viti e spirale piana (tra l'altro, secondo me, è più semplice e molto migliore del 321), ma la molla dell'861 si può alloggiare nel bariletto del 321 (io ci sono riuscito). D'altronde, se provate a chiedere la molla del 321 alla Omega a Rozzano, vi rispondono che dovete spedire l'orologio a Bienne dai loro maestri orologiai (vorrei sapere che ne pensate voi professionisti seri)!
Il gruppo dell'ancora mi sembra a posto e, d'altronde, come non potrebbe esserlo dato che l'orologio nelle prime trenta ore dalla carica è molto costante in tre diverse posizioni?

Infine, perdonate la curiosità: esiste una molla in grado di mantenere la marcia pressocchè costante dalla carica all'arresto? Credevo che questo problema fosse stato il principale motivo dello sviluppo degli orologi a carica automatica, con tensione della molla quasi sempre costante.


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MessaggioInviato: giovedì 6 dicembre 2007, 11:16 
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Iscritto il: martedì 8 maggio 2007, 9:45
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antgesualdo ha scritto:
Innanzitutto ringrazio ancora tutti dell'attenzione. Sono veramente meravigliato dalla competenza e dalla simpatica atmosfera di questo forum!

Per JHC: non avrei alcun motivo di non dirla giusta. E' vero che ho riparato solo una trentina di orologi (ovviamente prima ne ho distrutto un'altra ventina), tuttavia sono venticinque anni che faccio l'ingegnere e qualche competenza di meccanica, almeno a livello teorico, ce l'ho. Ho cominciato a dilettarmi di orologeria avendo ereditato l'attrezzatura da un parente (che a sua volta mi aveva insegnato qualcosa) e ho continuato cercando di ovviare talvolta, per conto di amici, a riparazioni di "professionisti" che di professionale, però, non avevano nulla. La mia domanda era nata dal fatto che mi era stato fatto notare che l'orologio, al quale avevo sostituito la molla, tendeva ad anticipare maggiormente verso la fine della riserva di carica. La risposta di JHC mi ha illuminato e mi ha fatto riflettere sul rapporto tra l'ampiezza dell'oscillazione e la forza trasmessa dalla molla. Non mi sembrava una domanda così tecnica.

Per quanto invece mi ha scritto aldo.graci: non ho notato l'anomalia nell'ampiezza perchè non ho pensato ad osservarla (d'altronde l'incremento nell'anticipo è di una decina di secondi al giorno e interviene dopo le prime trenta ore dalla carica - su una riserva totale di 44 ore circa) e francamente non penserei di riuscire a rilevarla ad occhio. Dovrei? Passando alla differenza tra 321 e 861, so che l'861 è un 21600 alternanze (invece di 18000) con bilanciere senza viti e spirale piana (tra l'altro, secondo me, è più semplice e molto migliore del 321), ma la molla dell'861 si può alloggiare nel bariletto del 321 (io ci sono riuscito). D'altronde, se provate a chiedere la molla del 321 alla Omega a Rozzano, vi rispondono che dovete spedire l'orologio a Bienne dai loro maestri orologiai (vorrei sapere che ne pensate voi professionisti seri)!
Il gruppo dell'ancora mi sembra a posto e, d'altronde, come non potrebbe esserlo dato che l'orologio nelle prime trenta ore dalla carica è molto costante in tre diverse posizioni?

Infine, perdonate la curiosità: esiste una molla in grado di mantenere la marcia pressocchè costante dalla carica all'arresto? Credevo che questo problema fosse stato il principale motivo dello sviluppo degli orologi a carica automatica, con tensione della molla quasi sempre costante.



SCUSA non avevo notato che la differenza era nell'ordine di pochi secondi pensavo si trattasse di minuti,ecco perche' ho detto che avresti notato ad occhio l'anomalia nell'ampiezza .

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MessaggioInviato: giovedì 6 dicembre 2007, 13:20 
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Iscritto il: venerdì 26 ottobre 2007, 9:57
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Per carità, razie a te, Aldo, di aver dato il tuo contributo al mio problema.

Per JCH aggiungo che questa mattina sono stato sia da Belardini che da Garofalo (che sono i più grossi fornitori di ricambi a Napoli) ed entrambi mi hanno detto che, a parte l'attuale magazzino, non sono più in condizione di ottenere nuove forniture da Omega per i vecchi calibri, così come per i nuovi coassiali. Ho allora richiamato la SMH a Rozzano e mi hanno riconfermato che per i vecchi calibri è necessario mandare l'orologio a Bienne.

Consultando il sito di Omega alla seguente pagina: http://www.omegawatches.com/index.php?id=341 ho verificato che la revisione del calibro che ho semplicemente pulito, lubrificato e a cui ho cambiato la molla (pagata 13 Euro!) costerebbe 890 Franchi Svizzeri!

Ora io sono un amatore e faccio qualche riparazione gratuita per amici (quando riesce), ma che politica è quella di non fornire ricambi ai professionisti? Oltretutto lo Speedmaster fino a qualche anno fa era considerato un orologio di fascia media, mica un Patek con complicazioni!


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MessaggioInviato: giovedì 6 dicembre 2007, 14:48 
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Iscritto il: domenica 4 novembre 2007, 11:41
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antgesualdo ha scritto:
Per carità, razie a te, Aldo, di aver dato il tuo contributo al mio problema.

Per JCH aggiungo che questa mattina sono stato sia da Belardini che da Garofalo (che sono i più grossi fornitori di ricambi a Napoli) ed entrambi mi hanno detto che, a parte l'attuale magazzino, non sono più in condizione di ottenere nuove forniture da Omega per i vecchi calibri, così come per i nuovi coassiali. Ho allora richiamato la SMH a Rozzano e mi hanno riconfermato che per i vecchi calibri è necessario mandare l'orologio a Bienne.

Consultando il sito di Omega alla seguente pagina: http://www.omegawatches.com/index.php?id=341 ho verificato che la revisione del calibro che ho semplicemente pulito, lubrificato e a cui ho cambiato la molla (pagata 13 Euro!) costerebbe 890 Franchi Svizzeri!

Ora io sono un amatore e faccio qualche riparazione gratuita per amici (quando riesce), ma che politica è quella di non fornire ricambi ai professionisti? Oltretutto lo Speedmaster fino a qualche anno fa era considerato un orologio di fascia media, mica un Patek con complicazioni!


Ciao antgesualdo,
Che discrepanza di costi da 13 Euro a 890 Franchi Svizzeri! :help:
Vorrei scrivere solo una "provocazione" bonaria alla situazione. Mi sembra quasi che ora le marche di orologi di fascia media/alta non vedono l'orologio come il loro prodotto finito, ma solo un mezzo per attivare il loro vero business, il servizio clienti.
Un salutone a tutti quelli del Forum :hallo:


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MessaggioInviato: venerdì 7 dicembre 2007, 0:32 
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Piuttosto di mandargli un ororlogio mi uccido!!! Si dovrebbe anzi iniziare una campagna di boicotaggio nei loro confronti......, arroganti.


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MessaggioInviato: venerdì 7 dicembre 2007, 11:32 
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Iscritto il: domenica 4 novembre 2007, 11:41
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krunz47 ha scritto:
Piuttosto di mandargli un ororlogio mi uccido!!! Si dovrebbe anzi iniziare una campagna di boicotaggio nei loro confronti......, arroganti.


Sono pienamente concorde. Dovrebbero dare la scelta al cliente dove andare


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MessaggioInviato: venerdì 7 dicembre 2007, 21:21 
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Iscritto il: venerdì 26 ottobre 2007, 9:57
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A proposito della assistenza in Bienne, un amico mi ha detto oggi di conoscere una persona che ha inviato due mesi fa un vecchio Seamaster crono per una revisione completa e mi ha promesso che non appena le sarà restituito me lo farà esaminare. Io sono proprio curioso di prendere visione del lavoro fatto e, soprattutto, del risultato ottenuto (secondo me un orologio, alla fin fine, va sempre giudicato per la regolarità di marcia). Voi cosa testereste, oltre alle classiche cinque posizioni di De Carle e alla temperatura (tenete però presente che non ho il fornetto con il termostato)?


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MessaggioInviato: sabato 8 dicembre 2007, 3:13 
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Iscritto il: sabato 3 novembre 2007, 23:41
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Non credo che rilascino un certificato cronometrico dopo la revisione di un orologio di 20 o 30 anni d'età, poi conta anche il ricondizionamento della cassa e del cinturino se metallico.


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MessaggioInviato: giovedì 3 gennaio 2008, 14:09 
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Come annunciato un mese fa, ho ottenuto in visione un Omega Seamaster appena restituito dall'assistenza ufficiale a Bienne (costo della revisione, mi è stato detto, circa 780 Euro!).

http://img510.imageshack.us/my.php?imag ... terig7.jpg

Io, come ho già detto, sono un dliettante però ho notato quanto segue:

a) non tutte le viti sono state sostituite o lucidate a perfezione, anche se il lavoro in generale non sembra male;
b) l'anello di fissaggio alla cassa non è stato sostituito;
c) l'orologio presenta uno scarto massimo tra le cinque posizioni (sul cronocomparatore) di 12 sec/g (quadrante in alto: +7 sec/g, pendente in basso - 5 sec/g) - come se fosse stato deliberatamente compensato;
d) l'orologio tende ad anticipare consistentemente (passa da +7 a + 30 sec/g a quadrante in alto) nelle ultime dieci ore di riserva di carica.

La cassa e il bracciale sono stati lucidati bene e il plexiglass e le guarnizioni mi sembrano (e ci mancava altro), sostituite.

Poichè il risultato non mi sembra assai diverso da quello da me molto modestamente ottenuto per 15 Euro complessivi di spesa (comprese le guarnizioni) 8-) , mi spieghereste dove è il valore aggiunto delle assistenze ufficiali che hanno sul banco tutti i ricambi nuovi e incartati?


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