Negli ultimi sei mesi ho accumulato un po' di informazioni sulla storia dell'orologeria sovietica, una materia che Paolo/ottobit e Mattia/mat939 mi hanno insegnato ad amare. Aggiungendo una noticina ogni tanto al mio "taccuino elettronico", mi sono accorto che con un po' di lavoro potrebbe essere di qualche interesse anche per altri amici.
Vi sottopongo questa prima parte, l'unica che finora è in una forma pubblicabile, che copre un periodo molto breve ma a mio avviso estremamente affascinante.
Non aggiungo commenti (anche se ne avrei parecchi) e vi lascio alla lettura. Ciao
Edit del 23/09/2010: alla fine dell'articolo ho inserito il link alla II parte.
Preistoria – il GosTrest TochMeckh
La Rivoluzione d'Ottobre del 1917 e i successivi lunghi anni di guerra civile erano ormai alle spalle, dalla fine del 1922 l'Unione Sovietica era una realtà. Ora, dopo tanta devastazione, era arrivato il momento di ricostruire. Un compito immane, su un territorio sterminato lungamente provato dalla dominazione zarista prima e dagli stessi rivoluzionari dopo. Ma c'era l'ottimismo della novità, la sensazione di aver creato qualcosa di davvero unico al mondo, il sentirsi tutti parte di uno stesso grande popolo e soprattutto la volontà comune di ricominciare a vivere.
L'economia era in ginocchio ed era indispensabile agire. Furono costituiti dei consorzi di stato, i cosiddetti GosTrest(*), per raggruppare ed organizzare la nazionalizzazione delle infrastrutture confiscate: fabbriche, miniere, fattorie, ferrovie e quant'altro. Tra i GosTrest, uno in particolare ha un nome leggendario per i collezionisti, il GosTrest TochMeckh(**). Infatti in questo raggruppamento confluirono tra l'altro tutte le risorse orologiere, dai laboratori orologieri più piccoli agli atelier più famosi dell'epoca zarista – Henry Moser, Paul Buhre (Pavel Bure), William Gabus, Carl Fabergé, Georges Favre-Jacot e molti altri ancora. Sebbene non si possa considerare il GosTrest TochMeckh come una vera e propria ChasProm(**), certamente rappresenta le radici della meravigliosa avventura dell'orologeria sovietica.
(*) – Государственный Трест, Gosudarstvennyĭ Trest, in breve GosTrest, è una sigla standard per indicare un raggruppamento di stato, una cooperativa o, per usare un inglesismo, un "trust".
(**) – ГосТрест Точная Механическая Обработка, GosTrest Tochnaya Mehanicheskaya Obrabotka, in breve GosTrest TochMekh, "raggruppamento di stato delle officine meccaniche di precisione".
(***) – ЧАСовой ПРОМышленности, CHASovoĭ PROMyshlennosti, in breve ChasProm, "industria orologiera". Si noti che il GosTrest TochMeckh aveva un campo d'azione molto ampio, di cui l'orologeria rappresentava una quota parte non maggioritaria.
Per alcuni anni la sezione orologiera del GosTrest TochMeckh mantenne il vecchio sistema. Non disponendo delle tecnologie e dei macchinari per costruire orologi finiti, atelier e laboratori assemblavano parti acquistate all'estero – prevalentemente ébauches di provenienza svizzera e tedesca. Le capacità di fabbricazione erano limitate quasi alle sole casse, sebbene con potenzialità di rifinitura a volte spettacolari ma, ahimè, ormai inutili.
Di quel periodo sono alcuni orologi "paleo-transizionali", prevalentemente da tasca, con quadranti sterili (cioè senza indicazioni) o "riciclati" (ad esempio fondi di magazzino H.Moser). Presto, comunque, i paleo-transizionali cominciarono ad essere affiancati da quadranti marcati GosTrest TochMeckh (ГОСТРЕСТ ТОЧМЕХ), spesso in relazione a lotti di fornitura per qualche particolare ministero o ente governativo.
Un "cliente" importante dei "tasca" del GosTrest TochMekh era l'N.K.P.S. (*). È possibile riconoscere questi lotti dalla scritta sul quadrante: sotto l'indicazione ГОСТРЕСТ ТОЧМЕХ riportano la scritta ПО ЗАКАЗУ НКПС(**).
(*) – НКПС, Народный. Комиссариат. Путей Сообщения, NKPS, Narodnyĭ Komissariat Putyeĭ Soobshcheniya, ossia le ferrovie di stato).
(**) – ПО ЗАКАЗУ НКПС, po zakazu NKPS, commissionato dalle ferrovie dello stato.
Nonostante i quadranti ormai inequivocabilmente sovietici, i movimenti portano spesso i marchi dei fabbricanti di origine (per esempio ci si può imbattere in quadranti "Gostrest" con movimenti svizzeri marcati Cyma o Doxa) tradendone l'origine "assemblata".
La somma di miriadi di laboratori a carattere più o meno artigianale, per quanto organizzati centralmente, divenne rapidamente insufficiente per le esigenze di una Unione Sovietica in piena espansione. Si deve infatti tenere presente che l'orologeria, lungi dall'essere un settore voluttuario, comprendeva qualsiasi dispositivo segnatempo, dai timer per uso industriale e scientifico ai cronometri marini agli orologi da cruscotto per usi bellici.
Ora l'Unione Sovietica aveva bisogno di una propria fabbrica di orologi. Alla fine del 1927, il governo sovietico prese ufficialmente la decisione di realizzare un'industria nazionale per la fabbricazione di orologi ed approvò una risoluzione sulla riorganizzazione del settore. Fu così che il regime comincio ad accentrare le risorse orologiere su Mosca e gli scambi commerciali intessuti fino a quel momento, peraltro sempre più sfavorevoli, cambiarono obiettivo.
Nel 1930 la svolta. La Amtorg(*) acquisì l'americana Dueber Hampden Watches(**) portando in casa i macchinari e le competenze necessarie. Era nata la 1ГЧЗ, prima fabbrica di orologi di Mosca(***) e con essa il leggendario "Tipo 1".
(*) – La Amtorg Trading Corporation era una compagnia sovietica costituita nel 1924 con sede a New York, specializzata negli scambi commerciali tra URSS e USA. Ha una storia tutta sua, che si intreccia con lo spionaggio ai tempi della guerra fredda sotto l'egida del GRU (la CIA sovietica). In quegli anni, per avere un'idea delle dimensioni della Amtorg e della espansione sovietica, le esportazioni verso gli USA ammontavano a una decina di milioni di dollari e le importazioni superavano i cento milioni di dollari dell'epoca. L'affare Dueber Hampden, per quanto epocale nella storia dell'orologeria sovietica, costò complessivamente meno di mezzo milione di dollari.
(**) – Su un sito dedicato alla Dueber Hampden (ditta di Canton nell'Ohio che era fallita nel 1927) viene citata la storia della vendita. La Amtorg ne rilevò tutti i macchinari (si parla di una trentina di vagoni di materiale) spedendoli a Mosca insieme a 21 ex dipendenti con un contratto di un anno per insegnare ai sovietici come usarli.
(***) – La prima fabbrica di orologi di Mosca (1МЧЗ) si chiamava inizialmente "prima fabbrica di stato di orologi" e questa fu l'inscrizione che apparve sui primi quadranti (1ин ГОСЧАС ЗАВОД, 1ин ГОСударственный ЧАСовой ЗАВОД, 1 GOSudarstvennyĭ CHASovoĭ ZAVOD).
/* fine prima parte */
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