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Datazione orologi sovietici e russi
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MessaggioInviato: venerdì 9 luglio 2010, 23:02 
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Come per i quadranti "Vostok Tank" penso di collegare la discussione all'enciclopedia per cui lascio questo post in bianco per poter riassumere quello che diremo dopo.

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: venerdì 9 luglio 2010, 23:22 
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Partirei da quanto è stato scritto nella discussione sul quadrante Vostok Tank, per cui riporto la seguente affermazione:

"Le diciture nella parte bassa dei quadranti possono essere:

- Sdelano B CCCP che significa fabbricato in Unione Sovietica;
- Zakaz mo CCCP che significa fabbricato su ordine del Ministero della Difesa sovietico
- Oppure non avere diciture che nella maggior parte dei casi significa che il l'orologio è stato prodotto in epoca transizionale".


Però, però...

Abbiamo questo che dovrebbe essere stato prodotto in epoca poco post transizionale (il movimento è marcato RUS):

Immagine

però abbiamo anche questi due:

Immagine

Immagine

Da me acquistati insieme nuovi non più di dieci anni fa ed uno porta la dicitura "fabbricato in russia" mentre l'altro no...

Cosa ne dite... va bene come inizio?

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: sabato 10 luglio 2010, 5:59 
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Ottimo inizio che dà modo di discutere, spero senza polemizzare :roll: !

Il primo rientra fra quelli che per convenzione, fra collezionisti, si definiscono transizionali (periodo che segna il passaggio dall'era sovietica a quella attuale, sovrapponendosi a quest'ultima per un breve periodo).
Perchè si sovrappone? Forse per smaltire le scorte, per mancanza di indirizzi precisi, per il periodo un po' confuso (la storia qui ci viene spesso in aiuto), per...
In questi casi il quadrante, su modelli della produzione classica sovietica, non avendo dicitura di fabbricazione si classifica come transizionale.
Il movimento spesso è marcato RU o RUS ma altrettanto spesso troviamo SU.

Su modelli evidentemente di nuova produzione (epoca rossija) o di tarda produzione sovietica "rieditati" in epoca rossija può accadere che il quadrante non riporti nessuna dicitura.
Qui è la tipologia del pezzo che ci permette una datazione, seppure sempre un po' approssimativa.
Quindi non deve apparire contradditorio il fatto che alcune tipologie di pezzi in epoca rossija non abbiano dicitura, sicuramente non sono transizionali, termine che va riferito invece a pezzi normalmente in produzione in era sovietica protrattasi in era rossija con attraversamento del periodo transizionale.
Da non dimenticare che poi alcune di queste produzioni, in piena epoca rossija, sono cessate di esistere o sono state modificate nel design.
Troppo complicato? :-D

Vi lascio a scannarvi sull'argomento, :eek: io me ne vado in barca, alla facciaccia vostra, a dirimere questioni un pizzico più importanti e coinvolgenti di queste... vedere se il pescato consentirà un ricco pranzo per tutti gli amici... :eek:

Ciaoooooo

:hallo:


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MessaggioInviato: sabato 10 luglio 2010, 10:14 
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Bene, provo a riassumere nuovamente:

Le diciture nella parte bassa dei quadranti possono essere:

1) Sdelano B CCCP che significa fabbricato in Unione Sovietica;

2) Zakaz mo CCCP che significa fabbricato su ordine del Ministero della Difesa sovietico;

3) Oppure può non avere diciture. In questo caso abbiamo due possibilità:
a) se l’orologio fa parte della produzione classica sovietica si classifica come transizionale, dove per transizionale si intende quella produzione che ha visto la luce nel periodo in cui finiva l'era sovietica ed iniziava quella attuale, transizione quindi tra sdelano b cccp e sdelano b rossija. Può quindi capitare di trovare un movimento marcato SU, RU, RUS su un orologio senza dicitura sul quadrante.
b) se l’orologio fa parte della nuova produzione (epoca rossija) o di tarda produzione sovietica "rieditato" in epoca rossija può accadere che il quadrante non riporti nessuna dicitura ma che sia a tutti gli effetti uno sdelano b rossija;

4) Sdelano B Rossija che significa fabbricato in Russia;


Cosa ne dite?

Domandina... siamo partiti da discussioni che riguardano i quadranti Vostok, ma tutto ciò vale solo per loro o vale per tutta la produzione sovietico - russa?

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: lunedì 12 luglio 2010, 13:38 
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Silenzio - Assenso? :smile:

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: lunedì 12 luglio 2010, 17:16 
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beh, a dire il vero il transizionale ha qualcosa in più rispetto alla produzione russa, almeno secondo me.
:grin: :grin: :grin:
ciao a tutti.


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MessaggioInviato: lunedì 12 luglio 2010, 19:08 
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anche per me il transizionale è migliore del russo, ma il sovietico è migliore del transizionale :-D.


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MessaggioInviato: lunedì 12 luglio 2010, 19:53 
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Definizioni un po' affrettate e pressapochiste! :shock:
Ogni epoca, nessuna esclusa, ha lasciato dei pezzi degni di nota, bisogna entrare nel merito e parlare di marche e modelli.
La dietrologia non sempre aiuta ad essere obiettivi. :roll:

Motivate, gente, motivate... :wink:


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MessaggioInviato: lunedì 12 luglio 2010, 21:26 
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Siamo d'accordo, ma in linea di principio preferisco la produzione sovietica a quella che viene dopo :grin:. Sul punto, concorderai anche te, Ottobit, visto che più volte, in questo forum, hai espresso il mio stesso parere :wink:.


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MessaggioInviato: martedì 13 luglio 2010, 9:02 
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ottobit ha scritto:
Definizioni un po' affrettate e pressapochiste! :shock:
Ogni epoca, nessuna esclusa, ha lasciato dei pezzi degni di nota, bisogna entrare nel merito e parlare di marche e modelli.
La dietrologia non sempre aiuta ad essere obiettivi. :roll:

Motivate, gente, motivate... :wink:


carissimo Paolo, come detto anche da brait, tu stesso più volte ti sei espresso in questa maniera. :grin:
le motivazioni sono, più o meno, sempre le solite.
il cccp è un pezzo di storia al polso, di un mondo che non esiste più o quanto meno ha perso tutti gli aspetti che lo contraddistinguevano, nel bene o nel male, dagli altri.
inoltre l'acquisto di un pezzo cccp richiede un piccolo o grande sforzo di ricerca, mentre un poccnn richiede solamente di collegarsi ad uno dei tanti siti e completare le operazioni di acquisto.
il transizionale (uso questo termine) è un po' una via di mezzo fra i due precedenti, nato appunto in un periodo di transizione e, se mi si passa il termine, di confusione, tanto che spesso ci ritroviamo pezzi (movimenti, lancette, ecc.) del precedente periodo e anche questo, secondo me, ha un suo fascino.
aggiungo, ma questo è solo un mio personalissimo parere, e quindi contestabilissimo, che la produzione attuale riscontra un decadimento nel controllo qualità.
ciao
Piero.


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MessaggioInviato: martedì 13 luglio 2010, 16:21 
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mat939 ha scritto:
Domandina... siamo partiti da discussioni che riguardano i quadranti Vostok, ma tutto ciò vale solo per loro o vale per tutta la produzione sovietico - russa?


Forse sui Boctok è più semplice individuare i vari periodi.
La storia, più o meno travagliata, delle varie case ci dice che alcune hanno vissuto meno il periodo transizionale essendo passate subito in altre mani con conseguenti scelte di produzione e indicazioni sui quadranti, probabilmente un po' differenti.
Bisognerebbe magari circoscrivere il problema a case/modelli.


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MessaggioInviato: martedì 13 luglio 2010, 16:35 
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abete ha scritto:

carissimo Paolo, come detto anche da brait, tu stesso più volte ti sei espresso in questa maniera. :grin:
le motivazioni sono, più o meno, sempre le solite.
il cccp è un pezzo di storia al polso, di un mondo che non esiste più o quanto meno ha perso tutti gli aspetti che lo contraddistinguevano, nel bene o nel male, dagli altri.
inoltre l'acquisto di un pezzo cccp richiede un piccolo o grande sforzo di ricerca, mentre un poccnn richiede solamente di collegarsi ad uno dei tanti siti e completare le operazioni di acquisto.
il transizionale (uso questo termine) è un po' una via di mezzo fra i due precedenti, nato appunto in un periodo di transizione e, se mi si passa il termine, di confusione, tanto che spesso ci ritroviamo pezzi (movimenti, lancette, ecc.) del precedente periodo e anche questo, secondo me, ha un suo fascino.
aggiungo, ma questo è solo un mio personalissimo parere, e quindi contestabilissimo, che la produzione attuale riscontra un decadimento nel controllo qualità.
ciao
Piero.


Piero, innanzittutto mi fa piacere che abbia colto pienamente il mio (volutamente) antipatico e aggressivo commento finalizzato a stimolare un po' di discussione. :-D
E' vero e concordo, il vintage cccp, almeno per me, ha un fascino tutto suo, una storia da raccontare, lo stimolo alla ricerca, non solo del pezzo, ma anche storica, sociale, produttiva per cercare di capire il contesto nella quale è stato pensato/prodotto.
Ad esempio le epoche dei quadranti sobri, essenziali, quelle dei propaganda, commemorativi e pubblicitari, quelle dei periodi più creativi in fatto di design e voglia di farsi notare, distinguendosi, nel mondo variegato dei vari produttori (forse già marketing?).
Parliamo poi di un attento controllo di qualità, di scarti di produzione destinati ad altri mercati o ad altre finalità, tali da non infangare l'immagine sovietica (anche se su questi aspetti ci sarebbe ancora molto da discutere e approfondire...).

Il periodo transizionale è un interregno dove tante cose sono successe, ma un po' meno di quanto esageratamente si favoleggia.
Magari, nell'incertezza, si è dato fondo alle scorte per carenze di magazzino o forse si era meno attenti alle rigide regole di produzione o forse...
Però, in generale, non ho mai riscontrato differenze di qualità con la produzione sovietica degli anni immediatamente precedenti.
Prendi in esame un Desert, non noterai differenze tra il Made in Urss e il transizionale, troverai talvolta quadranti mal stampati (scarti di produzione reintrodotti in commercio da stockisti in epoche successive) e rotori male avvitati in un periodo come nell'altro.

Il periodo attuale è invece caratterizzato da variegate categorie e qualità, certo non mi attirano particolarmente, però ci sono dei modelli, che ho anche acquistato, come lo Strela (anche in versione black dial) o l'Okeah che mi attirano quasi quanto i rispettivi originali.
E' vero che si sente spesso di un deterioramento della qualità e dei relativi controlli, ma questo succede principalmente per alcune case e per tipologie di prodotti dal basso prezzo, disturba certamente quando li verifichiamo in ben altre categorie.

Quindi, come detto, c'è del buono in ogni periodo, certo quello cccp mi sembra non abbia eguali... :-D


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MessaggioInviato: martedì 13 luglio 2010, 23:40 
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Motivate, gente, motivate. Così ha detto Paolo.
Motivare perché un sovietico è meglio di un russo? Beh, è meglio perché… è meglio per definizione! Non ha senso questa domanda, è meglio e basta, infatti non mi viene in mente niente da dire, quindi è un assioma! Chi potrebbe dire diversamente?

Questo è un classico esempio di scarsa elasticità della mente (la mia). Ormai per lei ciò che è “di altri tempi” è migliore, non c’è niente da fare. Il bello è che anche gli altri sanno che io so. Un po’ di tempo fa si è “fuso” il televisore dopo solo 16 anni di servizio. Ho dovuto cercare di districarmi tra HD Ready, Full HD, tempi di risposta, dimensioni, digitale terrestre. Non solo, quando ho raccontato ai colleghi che avevo acquistato un nuovo televisore hanno detto tutti:
- “Non avrai mica comprato uno di quelli moderni, piatti, LCD? “
- “Sì, perché?”
- “Non ti ci vediamo proprio buttare il tuo vecchio ed obsoleto tubo catodico per una cosa moderna… non ti senti eccessivamente consumista?”

Ho dovuto quindi anche difendere la mia scelta. Per fortuna ho avuto gioco facile citando il minor consumo di energia elettrica e quindi il minor inquinamento che da qui in poi avrei prodotto accendendo la TV.

Sì, perché sono un bel “spaccamaroni”! E non bisogna usare l’auto, e non bisogna tenere l’acqua aperta quando ci si lavano i denti, e non bisogna mangiare hamburger perché produrre carne inquina (sia in termini di efficienza che in termini di metano prodotto), e che questo tenore di vita ce lo possiamo permettere solo perché teniamo scientemente l’altra parte del mondo in condizioni di povertà, e questo e quello e su e giù.

Ovviamente ho taciuto che supponevo, anche se non ne ho la certezza, che produrre il mio televisore abbia inquinato molto più di quanto risparmierò in energia elettrica…

Insomma la mia mente è diventata “anelastica” e ciò è male. Una mente anelastica non pensa, non cambia idea, non scopre più niente.
Per questo non posso che appellarmi a frasi scontate anche se vere come: gli orologi sovietici hanno addosso la patina del tempo che fluisce, hanno un so che di vissuto (i miei senz’altro!), di affascinante, quasi profumano (o puzzano?) di storia conquistata con sudore, una storia non solo di marketing e di scelte commerciali, una storia diversa dalla nostra, una storia sovietica, una storia di palazzi grigi e di quadranti luminosi, di auto squadrate e di design “creativo”…

Sarà questo che me li fa vedere più belli dei russi e che mi fa preferire le ghiere dei primi Vostok alle ghiere attuali? O sarà voler considerare tutto ciò che fa nostalgia, migliore?

L’altro giorno mi è capitato di rivedere un pezzo di un vecchio film, “ad ovest di Paperino”… molte scene sono girate per strada… Ah, che nostalgia per quelle A112, quelle R5, quelle 127, quelle Dyane…

Per concludere queste “parole in libertà” degne di un ubriacone ubriaco :irre: :

VIVA GLI OROLOGI SOVIETICI!

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: giovedì 15 luglio 2010, 14:28 
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Siete rimasti spaventati dalle "belinate" che ho scritto?

Non fateci caso! Avolte mi prende così, a "monologo"! :eek:

Non mi avete detto se il mio riassunto pare essere OK e comunque mi pare che sia meglio circoscriverlo ai Vostok...

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: giovedì 15 luglio 2010, 16:05 
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mat939 ha scritto:
Siete rimasti spaventati dalle "belinate" che ho scritto?

Non fateci caso! Avolte mi prende così, a "monologo"! :eek:

Non mi avete detto se il mio riassunto pare essere OK e comunque mi pare che sia meglio circoscriverlo ai Vostok...

Ciao
Mattia



::ride3 :löl: :mg:
a me pare molto ok.
ciao ciao


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