Ciao a tutti,
un anno fa quando un conoscente mi telefona per informarmi che c'è uno Schaublin 102 VM in vendita ed è anche in ottime condizioni, prima ancora di decidere se era il caso di comprarlo o meno, iniziai a pensare a come poterlo far entrare in cantina dove lo spazio è veramente poco e l'accesso mi permette di poterci portare solo quel che riesco a trasportare con le mani (mie più eventualmente quelle di qualcun altro).
Concluso l'acquisto, sistemato nel garage dopo aver spostato almeno la metà (e vi assicuro che non è poco) di quel che c'è dentro per fargli posto e fatte le modifiche necessarie per poterlo usare con la 220 monofase (inverter e motore da 2CV) ed aggiustate due magagne (boccola su alberino comando avanzamenti e spia livello olio come da 3D
viewtopic.php?f=108&t=38018&start=0) ho iniziato a fare trucioli con grande soddisfazione.
Purtroppo il locale dove l'avevo sistemato è molto freddo d'inverno, ed essendo anche abbastanza grande non riesco a riscaldarlo adeguatamente (mentre la cantina è "condizionata"), e non mi piaceva utilizzare una macchina di cui non conoscevo bene le condizioni di usura e geometriche, per cui dovevo per forza riuscire a portarlo in cantina, e siccome per farlo lo avrei dovuto smontare ne avrei approfittato per un controllo generale ed eventuale revisione.
Intanto per iniziare a smontarlo avrei dovuto aspettare il mese di Maggio, il precedente proprietario mi aveva annunciato che sarebbe stato qualche giorno a Torino ed aveva piacere di incontrarmi, ed io non volevo che lo trovasse subito smontato, pensavo non gli avrebbe fatto piacere, ed avevo anche realizzato che non avrei potuto tenerlo sul suo basamento, per cui avevo cominciato a pensare ad una vasca in fusione di ghisa che conferisse al banco la rigidità che gli sarebbe venuta a mancare dal basamento.
Prendendo le misure per disegnare la vasca mi sono reso conto che avrei dovuto accorciare il banco da lavoro che avevo portato per primo dato che è il pezzo più grande, quindi per farlo uscire di nuovo sbaraccare, portarlo da un amico che è attrezzato per lavorare il legno, tagliarlo, riverniciarlo e riportarlo in cantina seguito dal banco per il tornio (che è sempre quello del tornio precedente).
Disegnata la vasca ho dovuto aspettare di smontare il tornio per poter rilevare gli interassi dei prigionieri che lo fissano al basamento e che avevo intenzione di utilizzare, ed a questo proposito, se qualcuno storcerà il naso per quanto ho fatto, ci tengo a precisare che (come da proposito iniziale) ho solo aggiunto delle parti senza modificare nulla dell'originale, per cui è tutto
totalmente reversibile.
Questo è il modello matematico della vasca, dimensioni 1300x440 per 10 mm di spessore medio con peso calcolato di 55 kg, oltre ad i 6 fori per il fissaggio del banco si vedono i 3 fori di livellamento per mettere in bolla il tutto, con filetto 16x1.5 per grano forato con fissaggio centrale M8.
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Il modello in Ureol (sono tavole di resina polimerizzata che sostituiscono il legno nei modelli) è stato fresato nell'azienda dove lavoro e mi è stato omaggiato dal mio datore di lavoro, poi l'ho fatto fondere in ghisa sferoidale e successivamente stabilizzare per evitare che si deformi nel tempo.
Riportato in azienda (sempre dove lavoro) l'ho fresato per fare i piani che vanno a contatto col banco, forato e filettato dove necessario.
Il passo successivo è stata la raschiettatura di questi piani usando come riscontro il piano inferiore del banco del tornio che è rettificato, operazione molto importante per evitare che tra il banco e la vasca si generino tensioni che li deformerebbero sotto l'azione dei tiranti (quando si accoppiano due particolari si deformano entrambi in proporzione inversa alla loro rigidità).
Prima di iniziare a rimontare, cosa fondamentale è controllare la rettilineità del banco, praticamente tutta la geometria di un tornio (a parte la quadratura delle sfacciature) è data da questo componente.
Misurando sia il banco libero che assemblato con la vasca ho riscontrato una concavità (dovuta al consumo) di circa 0.015 mm nella parte centrale per cui ho deciso di tenerlo com'è (la rettifica costa 1800-2000 euri), la successiva operazione è stata la raschiettatura longitudinale del carro che è stata solo una rinfrescata in quanto l'accoppiamento era buono.
Rimontato l'albero del mandrino sul suo supporto (con i cuscinetti registrati) in modo da poter stringere in pinza un albero rettificato Ø20 e controllato che ruoti centrato sia vicino alla pinza che all'estremità opposta, piazzato il tutto sul banco e con il comparatore sul carro, controllando durante l'operazione il parallelismo nel piano orizzontale ed in quello verticale dell'asse dell'albero con il movimento longitudinale del carro, ho raschiettato la parte inferiore della testa accoppiandola col bancale.
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Il passo successivo è stato di raschiettare le guide del trasversale e relativa verifica di ortogonalità rispetto all'asse del mandrino, seguito dalla raschiettatura delle guide del carrino orientabile (devo dire è bastata una rinfrescata alla fiorettatura perchè sia l'accoppiamento che la geometria eramo ottimi).
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Ultima fatica è stata la geometria della contropunta, e qui è stata veramente dura, era la parte più consumata, e riuscire a metterla a posto in allineamento ed in altezza senza scendere al di sotto dell'asse del mandrino mi ha impegnato per un bel pò di tempo (l'allineamento nei due sensi orizzontale e verticale e la centratura nel piano verticale sono dati dall'accoppiamento banco-contropunta, la centratura laterale si fa con la regolazione della stessa nel piano orizzontale).
Ovviamente tutto lavato, sgrassato, lucidato (le manigliette sono tutte piantate e certe sono state veramente difficili da disassemblare), controllato, sostituito se il caso, verniciato e rimontato. In tutto, a tempo perso più sabati e domeniche, circa sei mesi di lavoro.
Dimenticavo, la cinghia di trasmissione da sola è stata una bella avventura, ad ogni modo se qualcuno la dovesse sostituire basta chiedere, mi sono costruito tutti gli attrezzi necessari per la giunzione, compresa la pressetta riscaldata per polimerizzare la colla.
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In compenso il risultato finale mi sembra niente male ...
frank