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L'industria degli orologi russi sull'orlo del fallimento?
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MessaggioInviato: mercoledì 30 settembre 2009, 16:13 
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Su suggerimento di ottobit (Paolo), riprendo qui la discussione su questo articolo:

http://www.businessonline.it/6/Strategi ... mento.html

In questo thread si è cominciato a discutere dei suoi contenuti e della sua esattezza o meno. Proseguiamo quindi qui la discussione...

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Luca

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MessaggioInviato: mercoledì 30 settembre 2009, 16:47 
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Bravi, bravi, chissà che alla fine non riesca finalmente a capire chi è vivo, chi è morto e chi è resuscitato!
:grin:

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: giovedì 1 ottobre 2009, 10:09 
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Premetto che l'industria orologiera russa non è a un passo dal collasso ma risente della crisi più o meno come quella svizzera.
E' corretto dire che dopo la dissoluzione, l'industria di stato con programmazione basata sui piani quinquennali e logica di assunzione dei lavoratori di tipo socialista, è stata privatizzata e logicamente ridimensionata.
Alcuni nomi storici sono stati acquisiti da grossi gruppi e scissi in più brand, sono nati nuovi marchi e alcuni hanno coraggiosamente intrapreso la strada del mercato d'elite.
Assistiamo alla sopravvivenza peraltro più che dignitosa di alcuni modelli storici, ad esempio in casa Boctok a Chistopol, alla proposta di nuovi modelli più occidentalizzati, ai remake di grandi classici.
I numeri sono grandi ed interessanti ma il target è sicuramente da riposizionare, non bastano i collezionisti fedeli e un po' fanatici :-D a fare "mercato".


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ottobit ha scritto:
Premetto che l'industria orologiera russa non è a un passo dal collasso ma risente della crisi più o meno come quella svizzera.
E' corretto dire che dopo la dissoluzione, l'industria di stato con programmazione basata sui piani quinquennali e logica di assunzione dei lavoratori di tipo socialista, è stata privatizzata e logicamente ridimensionata.
Alcuni nomi storici sono stati acquisiti da grossi gruppi e scissi in più brand, sono nati nuovi marchi e alcuni hanno coraggiosamente intrapreso la strada del mercato d'elite.
Assistiamo alla sopravvivenza peraltro più che dignitosa di alcuni modelli storici, ad esempio in casa Boctok a Chistopol, alla proposta di nuovi modelli più occidentalizzati, ai remake di grandi classici.
I numeri sono grandi ed interessanti ma il target è sicuramente da riposizionare, non bastano i collezionisti fedeli e un po' fanatici :-D a fare "mercato".


Infatti ... gli ottobit sono ... superati da un pezzo !!! :smile: :smile: :smile:

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MessaggioInviato: giovedì 1 ottobre 2009, 13:09 
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shaft ha scritto:

Infatti ... gli ottobit sono ... superati da un pezzo !!! :smile: :smile: :smile:


Scusami Mario ma non ti seguo... ::-pensss


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MessaggioInviato: giovedì 1 ottobre 2009, 14:32 
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Secondo la Wikipedia russa, nel 1980 il governo dell'URSS "cristallizzò" la situazione dell'orologeria russa nelle seguenti fabbriche e marche:

* Russia: Fabbrica "Reflektor" di Saratov (Saratovskij Zavod "Reflektor") - "Elektronika"
* Russia: Prima fabbrica moscovita di orologi (1-i Moskovskij Chasovoj Zavod) - "Poljot", "Seconda" (export)
* Russia: Seconda fabbrica moscovita di orologi (1-i Moskovskij Chasovoj Zavod) - "Slava"
* Armenia: Fabbrica di orologi di Erevan (Erevanskij Chasovoj Zavod) - "Sevani"
* Armenia: Fabbrica di orologi artistici di Erevan (Erevanskij Zavod Khudožectvennikh Chasov) - "Nairi"
* Bielorussia: Fabbrica di orologi di Minsk (Minskij Chasovoj Zavod) - "Luch"
* Russia: Fabbrica di orologi di Orjol (Orlovskij Chasovoj Zavod) - "Jantar'"
* Russia: Fabbrica di orologi di Penza (Penzenskij Chasovoj Zavod) - "Zarja"
* Russia: Fabbrica di orologi di Petrodvorec (Petrodvorcovij Chasovoj Zavod) - "Raketa"
* Russia: Fabbrica di orologi di Serdobsk (Serdobsjij Chasovoj Zavod) - "Majak"
* Russia: Fabbrica di orologi di Uglich (Uglichskij Chasovoj Zavod) - "Chajka"
* Russia: Fabbrica di orologi di Cheljabinsk (Cheljabinskij Chasovoj Zavod) - "Molnija"
* Russia: Fabbrica di orologi di Chistopol' (Chistopol'skij Chasovoj Zavod) - "Vostok"

Tra i nomi "storici" che mancano da questo elenco, notiamo ad esempio la fabbrica di Zlatoust.

Per quanto ne so, la situazione attuale delle diverse fabbriche è la seguente.

Chistopol' ("Vostok"): pienamente attiva, patisce un po' la crisi ma non in maniera particolarmente differente rispetto al resto del mondo. Alla produzione "classica" (Komandirskie, Amphibia) affianca prodotti più "moderni", di gusto più "occidentale", sempre però con i meccanismi classici.
Ha una joint venture con una ditta lituana, sotto il marchio "Vostok Europe": questa ditta produce orologi di gusto occidentale e livello (e prezzi) superiori, destinati al mercato europeo. Un po' come Fiat e Lancia, per capirsi...
Siti:
* Vostok: http://www.vostok-inc.com/index.php?lang=eng
* Vostok Europe: http://www.vostok-europe.com/

Fabbrica di Petrodvorec (Raketa): attiva ma ridotta all'osso. Ha smesso la produzione nel 1995, poi l'ha ripresa nel 2000, poi ha portato i libri in tribunale nel 2004. La nuova gestione sembra avere le migliori intenzioni per rimetterla in piedi. Da quel che ho capito, hanno ripreso la produzione nel 2007, con circa 50 persone tra dipendenti e consulenti, con una produzione relativamente limitata, centrata soprattutto su movimenti e quadranti dell'epoca sovietica - oltre ad una serie "Souvenir", che alterna quadranti con Lenin e Stalin, ad altri con viste del palazzo di Peterhof e di San Pietroburgo. Su ordinazione, realizzano viteria di precisione (!)
Sito: http://pchz.narod.ru/ (russo)
Qui un'intervista del 2008 con l'attuale direttore della fabbrica di Petrodvorec

Prima fabbrica (Poljot): ad inizio anni 2000 c'è stata una specie di "scissione". Alcuni tecnici, progettisti etc., scontenti del nuovo corso, se ne sono andati ed hanno fondato la Volmax. La Prima è andata avanti un po' a scossoni, vendendo anche gran parte del macchinario per la produzione dei movimenti, ed ha comunque continuato a produrre con il marchio "Poljot" almeno fino al 2007. Adesso sembra che sia, diciamo così, "quiescente", e che la produzione sia ferma.
Volmax invece ha lanciato sul mercato diversi marchi, recuperando nomi storici, in particolare "Aviator", "Buran" e "Sturmanskie". Questi orologi montano in gran parte meccanismi Poljot, realizzati però non in casa, ma dalla MakTime (sempre russa), che ha rilevato parte dei macchinari della Prima. Utilizzano anche calibri ETA.
Da notare che la stessa MakTime produce orologi con il suo marchio e con questi movimenti Poljot.
Siti:
* http://www.poljot.com/
* http://www.aviatorwatch.ru/
* http://www.maktime.ru/

Fabbrica di Cheljabinsk (Molnija): sembra che abbia cessato la produzione nel 2007, e sia attualmente chiusa (fonte 1 - fonte 2)

Da notare che movimenti Poljot e Molnija sono utilizzati dalla Moscow Classic ( http://www.moscowclassic.com/ ).

Fabbrica di Penza (Zarja): movimenti e marchio "Zarja" sono utilizzati dalla MakTime

La fabbrica di Zlatoust, secondo quanto riportato sul sito smirs.com, starebbe attualmente fabbricando delle "repliche" dello storico Zlat', con lo stesso movimento storico. Su queste "repliche" non ci sono peraltro molte informazioni disponibili.
Repliche simili sono realizzate anche dalla "Invicta", che però non è russa per niente (USA) ed utilizza movimenti svizzeri.

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Luca

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Ultima modifica di lukasbrunner il venerdì 2 ottobre 2009, 21:07, modificato 2 volte in totale.

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MessaggioInviato: giovedì 1 ottobre 2009, 15:09 
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Luca sei un mito!! :2thumbs: :2thumbs:

Prometto che poi studio!!

Ciao
Mattia


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Bravissimo Luca!

:2thumbs:

Un ottimo lavoro di ricerca ed esposizione chiarissima.

Tra i tanti nuovi marchi (russi solo in parte), per esempio, si può citare Alexander Shorokhoff, qui qualche prodotto della casa:
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... 98&start=0

Sul fatto che la fabbrica di Zlatoust fabbrichi delle "repliche" dello storico Zlat', con lo stesso movimento storico invece ho dei seri dubbi, ma nonostante abbia parecchio chiesto "in giro" conferme o smentite da chi potrebbe avere informazioni acquisite "de visu" i dubbi sono rimasti tali e non ho nessuna certezza.


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MessaggioInviato: giovedì 1 ottobre 2009, 16:25 
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ottobit ha scritto:
Sul fatto che la fabbrica di Zlatoust fabbrichi delle "repliche" dello storico Zlat', con lo stesso movimento storico invece ho dei seri dubbi, ma nonostante abbia parecchio chiesto "in giro" conferme o smentite da chi potrebbe avere informazioni acquisite "de visu" i dubbi sono rimasti tali e non ho nessuna certezza.

Dubbi al proposito, onestamente, ne ho parecchi anch'io. L'unica fonte che ho trovato che lega queste repliche alla fabbrica originale è Smirs: http://www.smirs.com/product_info.php?p ... =text#text
Modifico il post precedente in maniera da introdurre una formula maggiormente dubitativa, che mi pare più adeguata.

EDIT: anche Russian Watch Guide lega le repliche alla fabbrica di Zlatoust. Certo però che se hanno le mie stesse fonti... Non so poi l'affidabilità del sito, che non mi ha mai fatto una grande impressione...

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MessaggioInviato: venerdì 2 ottobre 2009, 8:57 
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ottobit ha scritto:
shaft ha scritto:

Infatti ... gli ottobit sono ... superati da un pezzo !!! :smile: :smile: :smile:


Scusami Mario ma non ti seguo... ::-pensss


Era una battutaccia per te che sei esperto ed appassionato !!! :smile: :smile: :smile:

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@ Mario e non solo: appassionato ma non fanatico, tant'è che non ho problemi nel dire che i prodotti dell'odierna industria orologiera russa non mi attirano affatto, a parte alcuni remake come lo Strela o l'Okeah, che possiedo, o alcuni Boctok in linea con la tradizione e pochissime altre nuove realizzazioni.

@ Luca e non solo: quello delle fonti è un problema di vecchia data, in qualche forum italiano e straniero mi è capitato di leggere delle minc..ate allucinanti, per il solo fatto di aver visto e toccato con mano personalmente realtà ben diverse da quelle raccontate.
Alcune rese in assoluta malafede, magari per spingere meglio un modello presente nel mercatino degli stessi, altre volte ripetute in buona fede fino alla noia al punto da diventare attendibili e credibili come lo sono tante leggende metropolitane.
Così come mi è capitato di leggere delle velate critiche, provenienti da "simpatici" (e divertenti nel loro essere patetici!) "velenosi" personaggi di altri forum, su quanto scriviamo qui, ma è meglio stendere un velo pietoso.
Credo che l'aspetto più importante sia quello dell'onestà intellettuale, della citazione delle fonti per quanto attendibili possano essere, e soprattutto il prestare fede a quanto si è visto di persona e scambiato con altri appassionati e collezionisti qualche spanna più in alto dei partecipanti a certi forum.
Per il resto possiamo sempre fare delle ipotesi, porci dubbi e cercare di risolverli ma, come ho scritto più volte, in mancanza di documentazione certa che difficilmente riusciremo ad ottenere, rimaniamo sui se e sui forse.
Credo ancora che sia importante attivarsi nell'ottenere documentazione e testimonianze da chi in quelle fabbriche ci ha lavorato a diversi livelli e da chi ancora ci lavora, filtrando per quanto possibile e incrociando le notizie con altre.
Non credo però che la mancanza di alcune informazioni, sapere se una sfera è coeva o meno, o quanto possa essere franken un pezzo, in mancanza di informazioni certe e documentate e senza possibili altre alternative di fonti attendibili possa toglierci il sonno... :-D


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MessaggioInviato: venerdì 2 ottobre 2009, 12:29 
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Qui avevo dato, a suo tempo, un link al sito di uno dei pochi collezionisti noti, oltre a Mark Gordon, che ritengo abbastanza affidabile, documentato, ma soprattutto intellettualmente onesto.
Nel link trovate una buona disamina dei vari brand sovietici con aggiornamenti sulle loro sorti:

http://www.orologiko.it/forum/viewtopic.php?t=3970


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MessaggioInviato: venerdì 2 ottobre 2009, 16:32 
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ottobit ha scritto:
Qui avevo dato, a suo tempo, un link al sito di uno dei pochi collezionisti noti, oltre a Mark Gordon, che ritengo abbastanza affidabile, documentato, ma soprattutto intellettualmente onesto.

Il buon vecchio Ill Phil... È il link numero 1 nella mia lista di siti informativi :D

ottobit ha scritto:
Nel link trovate una buona disamina dei vari brand sovietici con aggiornamenti sulle loro sorti

Unico problema: purtroppo il grosso delle schede è aggiornato ad inizio anni 2000... :( Comunque, già portano parecchia informazione.

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MessaggioInviato: venerdì 2 ottobre 2009, 17:53 
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E' sempre un'antica tradizione orologiera di tutto rispetto !! :D :D :D

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MessaggioInviato: venerdì 9 ottobre 2009, 13:13 
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Intervista rilasciata al giornale tedesco “Chronos”.
Traduzione "libera" dal tedesco del sottoscritto.
Buona lettura!!



"Siamo stati troppo tranquilli"


Wladislaw Ziwilin, amministratore delegato di Vostok e Igor Subowskij, amministratore delegato di Vostok Europe hanno parlato degli errori del passato e dei progetti per il futuro.

Intervistatore (I): In Occidente gli appassionati di orologi hanno ancora un’immagine molto negativa della produzione russa di orologi. Come pensate di invertire questa tendenza?

Wladislaw Ziwilin (Vostok) (WZ): C'è ancora questa visione, che da noi è tutto male?

I: Beh, il commercio con la Russia appare ancora molto difficoltoso, ci sono anche molti problemi legati alla qualità. Ciò contribuisce a far sì che l’immagine degli orologi russi non sia al livello al quale potrebbe essere.

WZ: Forse bisognerebbe tornare indietro nella storia Fino all'inizio degli anni novanta sono stati fabbricati in Unione Sovietica, ogni anno, circa 60 milioni di orologi: orologi per le automobili, orologi per le navi, orologi da polso, sveglie. La Vostok stessa ha prodotto fino a quattro milioni di orologi all'anno. Quasi la metà di tutti gli orologi sono stati esportati. La maggior parte delle esportazioni sono state verso la Cina, ho tanta documentazione al riguardo…
A volte i cinesi acquistavano movimenti e casse separatamente Poi usavano qualsiasi rottame metallico per produrre le casse e rifondevano l’ottone di prima qualità della nostre casse. Era comunque molto conveniente… se fosse continuato così avremmo avuto un buon partner commerciale.

I: Ma non è andata avanti così.

WZ: i produttori cinesi ora fanno tutto in proprio. E noi ci siamo fermati sui nostri soliti prodotti. Purtroppo, il nostro governo, alla fine degli anni 90, ha speso pochissimo per modernizzare l’industria russa. Anche le nostre scuole di ingegneria hanno fatto ben poco nella direzione della modernizzazione. Questo ovviamente ha creato un ritardo tecnologico. Nel 1984 quando ho iniziato a lavorare come ingegnere capo alla Vostok, avevano appena comprato due o tre nuovi macchinari. Poi per dieci anni, non è cambiato più niente. Solo nel 1995 sono riuscito ad acquistare una macchina separatrice dalla Svizzera. Il suo proprietario avrà probabilmente pensato: "Grazie a Dio ha venduto all’estero una macchina così vecchia…” Si può dire che siamo stati troppo tranquilli. Solo quando il mondo commerciale si è aperto, abbiamo visto che avremmo dovuto ripensare tutto ex novo.

I: Nella pratica cosa è successo?

WZ: Abbiamo contattato gli altri produttori russi e gli abbiamo detto che avremmo acquistato volentieri i loro macchinari se avessero avuto problemi alla produzione. E così ultimamente abbiamo acquistato dalla First Moscow Watch Factory alcune macchine per la produzione di orologi e le abbiamo portate da noi a Chistopol
Adesso quindi abbiamo due linee produttive, il nostro classico calibro 2416 più il calibro 2612 sulle macchine provenienti da Mosca. Entrambe le linee possono essere integrate con due o tre modifiche al calibro base. In questo modo abbiamo ampliato l’offerta. In questo momento altre grandi modifiche non ne possiamo fare. Lo sapete anche voi quanti produttori di orologi ci sono, per cui ci risulta difficile combattere la concorrenza ma stiamo cercando il nostro mercato “di nicchia”...

I: Dove si possono trovare queste “nicchie”?

WZ: Talvolta le cose accadono in modo sorprendente. Come ad esempio il nostro primo contatto negli Stati Uniti. Il fatto è avvenuto al tempo della prima guerra del Golfo nel 1991. Indirettamente fui invitato a New York attraverso l'ambasciata US a Londra e ricevetti, in modo inaspettato, un ordine di 10.000 orologi per le Forze Armate statunitensi. Gli orologi dovevano chiamarsi "Desert Storm" (si chiameranno invece Desert Shield – n.d.t.). Naturalmente la cosa si presentava piuttosto complicata, poiché le richieste erano di vario tipo: fui condotto in un Istituto di Araldica, dove vennero elaborati i dettagli del quadrante, che doveva avere al suo interno una bandiera, palme, ecc. Oltre ai 10.000 esemplari ne vennero fabbricati altri 200 come regalo per i feriti. Negli anni successivi abbiamo fornito altri 20.000 orologi agli Stati Uniti. Purtroppo poi il numero è diminuito, ma noi continuiamo ad avere contatti con gli USA…
Poi è anche successo che nel 1995 abbiamo esportato i primi orologi Komandirskie, che erano stati costruiti per conto del nostro Ministero della Difesa, verso l'Europa occidentale. Soprattutto in Italia siamo perfettamente riusciti nell'intento (a volte ci distinguiamo!!! – n.d.t.). In tre anni abbiamo venduto più di 100.000 orologi. C’è anche da considerare che questi orologi in Italia erano relativamente costosi. Alcuni italiani sono quindi volati a Mosca, hanno acquistato orologi qui sulla Arbat (la più famosa strada dello shopping di Mosca) e sono tornati indietro in Italia ottenendo un buon profitto. Fortunatamente oggi la situazione è cambiata radicalmente. Vogliamo fornire orologi ai mercati in un modo più mirato. Per questo abbiamo costituito nel 2004 Vostok Europe. Gli orologi prodotti lì dovrebbero avere un nuovo design ed è per questo che Vostok Europe ha aperto un reparto dedicato allo studio del design.

I: La Vostok Europe si trova a Vilnius, lontano dalla Repubblica del Tatarstan, dove è situata Chistopol. Perché?

WZ: Anche durante il periodo dell'Unione Sovietica abbiamo aperto una filiale della Vostok a Dnepropetrovsk che produce 10.000 orologi ogni mese. Anche in Kazakistan, Bielorussia e Lituania, abbiamo stabilito delle filiali, in modo che esistevano un totale di sette o otto filiali in URSS. La maggior parte di queste filiali sono state chiuse.
La nuova società Vostok Europe a Vilnius, in Lituania occupa un posto speciale per noi dato che ci sembra quasi di produrre in UE.

I: E invece cosa mi dite della Vostok stessa?

WZ: vendiamo circa 100.000 unità al mese. Con le macchine, il personale e le infrastrutture che abbiamo potremmo produrre da 200.000 a 220.000 unità. In precedenza infatti si lavorava su due turni, oggi invece si lavora su un turno solo.

I: Per unità intendete orologi finiti?

WZ: No. Vendiamo circa 70.000 orologi al mese, il resto sono movimenti grezzi che si vendono, ad esempio, a Vostok Europe.

I: Quali sono i vostri attuali obiettivi?

WZ: Il nostro compito principale è quello di migliorare la qualità ed il servizio. Abbiamo anche aperto una scuola di inglese a Chistopol. Ma non verrà insegnata solo la lingua ma anche finanza e metodi di vendita. Un altro problema è che non troviamo orologiai che vengano a lavorare a Chistopol. Ho quindi deciso di aumentare le retribuzioni da 15.000 a 20.000 rubli (410-545 euro circa). In Russia è uno stipendio piuttosto alto. Nonostante ciò mancano ancora tutti gli specialisti.

I: Perché?

WZ: penso oggi di poter essere chiaro: circa 15 anni fa da noi è iniziato quasi una sorta di progetto "Star Wars". Abbiamo creato quello che è stato chiamato “Istituto per l’aviazione”. Lì abbiamo formato specialisti di informatica e di discipline simili. Poi tutto il piano è sfumato e le persone che avevamo formato sono diventate avvocati, commercialisti, esperti finanziari e naturalmente ingegneri. E abbiamo dovuto ricominciare da zero. Abbiamo bisogno di lavoratori qualificati, progettisti, ingegneri. L'Istituto dipende dalla nostra società e forma queste persone. In ogni paese, i mercati sono diversi. Anche per questo abbiamo bisogno di professionisti che abbiano familiarità con le particolarità di ogni mercato.

A Chistopol ora ci sono le macchine per la produzione del calibro 2612, conosciuto come calibro Poljot.

Irina Maier (Vostok Europe):

Vostok ha comprato i diritti per la produzione del calibro 2612 che ora è venduto sotto il nome di Vostok. E 'chiaro che la First Moscow Watch Factory è stata chiusa per un bel po’. Altre società acquistano ora questo calibro direttamente dalla Vostok.

I: È anche previsto di aggiornare calibri secondo gli standard europei, aggiungendo ad esempio la regolazione rapida della data o lo stop dei secondi?

Igor Subowskij (Vostok Europe):

Forse posso rispondere io: all'interno del gruppo Vostok, vi è una piccola azienda che si occupa di queste questioni. Alexander Zajtsew, che ha sviluppato il calibro 2432, è il capo di questa azienda. Produce le sue modifiche esclusivamente per noi. Lui e il suo team hanno realizzato lo stop dei secondi. Vostok Europe non usa ancora questa tecnica ma verrà presto utilizzata. La regolazione rapida della data purtroppo è un po’ più difficile da integrare.

I: possiamo quindi aspettarci altre funzioni?

IS: Zajtsew sta lavorando contemporaneamente a varie modifiche. In primo luogo alla regolazione rapida della data poi a un indicatore di riserva di carica, un’indicazione delle 24 ore ed infine l’indicazione del giorno della settimana. Inoltre Zajtsew ha qualche altra idea da sviluppare. Tutti i progetti sono a buon punto e speriamo di portarli a termine entro quest’anno.

WZ: Un quadrante con l’indicazione delle 24 ore è appena stato presentato.

IS: Giusto, avevamo dato disposizioni in merito un anno e mezzo fa. Volevamo una doppia indicazione sul quadrante. Un indicatore per le dodici ore ed uno per le 24 ore.

I: Quando sarà presentato il primo cronografo con il logo della Vostok Europe?

IS: Non appena la Vostok ci fornirà il calibro. Per principio sui nostri orologi usiamo solo movimenti Vostok.
Alexander Zajtsew lavora anche sui propri movimenti... Ma non chiedetemi quando finirà questo lavoro!

I: Con questi nuovi lavori il prezzo degli orologi Vosto Europe salirà?

IS: Prezzo e qualità sono una cosa sola: si può vendere per 50 dollari un orologio che si basa su un movimento già esistente oppure lavorare ex novo ad uno che costerà 100.000 dollari.
Fattori quali la produzione, i materiali e il design hanno un ruolo importante. Gli orologi della Vostok Europe sono prodotti dalla joint venture "Vostok Koliz. La Koliz ha lavorato con gli orologi per dodici anni. In un primo momento siamo stati distributori per varie aziende, a partire dal 1997 anche per la Poljot, per la quali abbiamo sviluppato alcuni modelli. Questo vuol dire che prima della la cooperazione con la Vostok avevamo già avuto un'esperienza di sette anni nella campo degli orologi. In questo lasso di tempo abbiamo scoperto che esisteva una nicchia di mercato nella fascia di prezzo da 100 a 150 euro in cui praticamente nessuno vendeva orologi automatici. Esistono orologi meno costosi, soprattutto quelli prodotti in Cina. Poi si riparte da circa 200 euro con marche come Candino, ma che è già un “Swiss Made” con cui gli orologi russi non possono ancora competere. Ci siamo allora posti l’obiettivo di fornire orologi di una buona qualità e design all'interno della gamma di prezzo 100-150 euro. Penso che non lasceremo questa “nicchia”. Ovviamente si possono produrre orologi più economici, ma perché dovremmo farlo di riducendo di conseguenza la qualità della nostra produzione?

I: Tornando ai movimenti… quanto dei movimenti viene prodotto direttamente dalla Vostok?

WZ: Beh, devo ancora una volta tornare indietro un po’nel tempo: quando ci siamo resi conto che i tempi "buoni" erano andati, ho chiamato i direttori della aziende nostre fornitrici - penso che nel complesso fossero 15 aziende – per vedere se fosse possibile mettersi d’accordo per lavorare meglio, con un’unica “regia”. A quel tempo i nostri fornitori erano dislocati in varie regioni, ad esempio le pietre venivano dagli Urali e i vetri da Chelyabinsk. Purtroppo non mi hanno capito e non hanno voluto modificare nulla. Così abbiamo costituito un “gruppo tecnologico” qui a Chistopol con diverse aziende private. Queste aziende sono in grado di fornirci acciaio grezzo, pietre, vetri minerali ed altro. Le singole aziende lavorano in proprio e possono vendere anche ad altre società. In questo modo viene prodotto tutto al 100% a livello locale.


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