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MessaggioInviato: venerdì 5 ottobre 2012, 12:15 
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nematos ha scritto:
Rifacendomi a quanto detta da Pierino sul trattamento in sali di Cianuro per conferire maggior durezza superficiale, è possibile a livello casalingo eseguire (o tentare) la Nitrurazione.

In Pratica si scalda l'acciaio a circa 500 °C e lo si immerge in Ammoniaca quanto più pura possibile...
Lo spessore Nitrurato dipende da molti fattori ma soprattutto dal tempo di immersione e dal mantenimento della temperatura.

Questo processo porta ad un indurimento superficiale notevole, e quando è ben fatto porta l'acciaio a resistere fino a 600/700 gradi, l'unico dubbio è sulla reale efficacia di un sistema non industriale, ma tentare non nuoce... :D

Ciao


Carissimo Davide
Ma questo lo hai letto o lo hai provato??
Perchè sarebbe interessantissimo trovare una soluzione alternativa.
Il processo di nitrurazione,lo hai spiegato proprio tu è tutto fuorchè alla portata
Scaldato il pezzo,io ci ho provato e messo in acqua ed ammonniaca,con la massima concentrazione che posso acquistare,33% che è già pestilenziale che và bene,ATTENZIONE è PERICOLOSISSIMO
Se lo respirate appena di striscio,fate il triplo salto mortale all'indietro,stabilendo un record :smile:
non ottieni significativo cambiamento da una tempra normale.
Anzi Avendo del vecchio olio da motore,questo funziona molto meglio.
Pur avendo sempre pensato che mettendo il bulino in acqua avrei avuto il pericolo di trovarmelo spezzato.In quanto il raffreddamento è più violento e teoricamente più duro.
Cosa che a me non mi si è mai verificata.(che si sbricciolasse il pezzo)
Un salutone
Pierino la peste

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L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione
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MessaggioInviato: venerdì 5 ottobre 2012, 12:19 
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nematos ha scritto:
Visto che ne abbiamo parlato e Christian aveva espressamente chiesto di poter visionare come si può tornire secondo quanto riportato sui libri, di seguito inserisco un mio personalissimo esempio...

Il tondino di Ottone ha diametro 1,48 mm ed è lo stesso che avevo usato per le prove precedenti.
Il numero di giri è 3000 rpm
I bulini sono quelli mostrati in precedenza...

Malgrado l'ingrandimento il pezzo è molto piccolo, per cui dal filmato si può solo prendere visione della lavorazione in generale, segue poi la foto a forte ingrandimento del pezzo finito cosi come tirato giù dal tornio

http://www.youtube.com/watch?v=_c5350juvc0&feature=plcp

Immagine

Immagine

Ciao


Scusatemi se vado a ritroso nella discussione, è una discussione molto lunga e cerco di cogliere gli errori scritti e cercare di dare una spiegazione per correggere tali errori.




Bulino ricavato da una punta rotta: è un bulino economico di qualità se il materiale utilizzato è di qualità.
Utilizzare un bulino di forma arrotondata per non dire cilindrica è utilizzabile solo per un carro a croce con porta utensile per lo scopo.
Pensare di ottenere una tornitura di ottima fattura con tale bulino, è una sciocchezza; vibrazioni, impossibile mantenere una posizione costante, un angolo di tornitura costante nella lavorazione, l'utensile scivola sul supporto piano.
Osservando il filmato non mi sembra che il moncherino tornito sia quello della foto finale. Paragonando i due abbozzi, mi sembrano completamente diversi, ho aperto in finestra intera il filmato.
Poco interessa avere un perno finissimo ma con una finitura rigata, dovuta principalmente alle vibrazioni del bulino.

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MessaggioInviato: venerdì 5 ottobre 2012, 12:26 
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pierino-la-peste ha scritto:
nematos ha scritto:
Rifacendomi a quanto detta da Pierino sul trattamento in sali di Cianuro per conferire maggior durezza superficiale, è possibile a livello casalingo eseguire (o tentare) la Nitrurazione.

In Pratica si scalda l'acciaio a circa 500 °C e lo si immerge in Ammoniaca quanto più pura possibile...
Lo spessore Nitrurato dipende da molti fattori ma soprattutto dal tempo di immersione e dal mantenimento della temperatura.

Questo processo porta ad un indurimento superficiale notevole, e quando è ben fatto porta l'acciaio a resistere fino a 600/700 gradi, l'unico dubbio è sulla reale efficacia di un sistema non industriale, ma tentare non nuoce... :D

Ciao


Carissimo Davide
Ma questo lo hai letto o lo hai provato??
Perchè sarebbe interessantissimo trovare una soluzione alternativa.
Il processo di nitrurazione,lo hai spiegato proprio tu è tutto fuorchè alla portata
Scaldato il pezzo,io ci ho provato e messo in acqua ed ammonniaca,con la massima concentrazione che posso acquistare,33% che è già pestilenziale che và bene,ATTENZIONE è PERICOLOSISSIMO
Se lo respirate appena di striscio,fate il triplo salto mortale all'indietro,stabilendo un record :smile:
non ottieni significativo cambiamento da una tempra normale.
Anzi Avendo del vecchio olio da motore,questo funziona molto meglio.
Pur avendo sempre pensato che mettendo il bulino in acqua avrei avuto il pericolo di trovarmelo spezzato.In quanto il raffreddamento è più violento e teoricamente più duro.
Cosa che a me non mi si è mai verificata.(che si sbricciolasse il pezzo)
Un salutone
Pierino la peste


essendo anche appassionato d'armi, la spiegazione di davide mi fa ricordare alcuni metodi del passato per indurire le lame. Non so se il processo si chiami nitrurazione, ma posso dire che nel medioevo per rendere le lame piu resistenti, venivano temprate in urina, sostanza "ricca" di ammoniaca.

Visto che qui non ho a disposizione il cannello dovrò attendere di essere nell'altra mia casa per temprarli. Proverò con i 2 metodi e nel corso delle prossime settimane porterò i bulini da un amico che ha la macchina per saggiare la durezza.

Visto il problema tecnico per la tempra, volevo chiedere se vi sono altre forme di bulini che dovrei realizzare, in modo da prepararli tutti questo week end.

saluti

Christian

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Se quanto scritto può avere un doppio senso, ed uno di questi vi offende, io intendevo certamente l'altro.


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MessaggioInviato: venerdì 5 ottobre 2012, 12:27 
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nematos ha scritto:
In attesa di procedere con la tornitura, ho trovato una foto che mostra l'uso del bulino secondo il metodo indicato sui libri...

Immagine

Io personalmente credo molto nei libri, ma credo anche che l'uso quotidiano e le abitudini portino poi ad impostazioni "personalizzate" che sono del resto inevitabili e che caratterizzano ognuno di noi, un po come tenere la penna per scrivere...


Carissimo Davide
Per prima cosa grazie per la pazienza che ci metti in ricerca.
Portando documentazione in risposta
La cosa è lodevole.
Anche io amo leggere e cercare.
Scopiazzo tutto quello che mi attizza,rubacchiando tutto il possibile.
Io torno a ripeterlo,ho avuto la fortuna di avere un maestro de visu e quindi con bacchettate sulle dita mi ha insegnato.
Sono comunque meno condizionabile.
Vedo imparo,quando riesco,rubo tutto il possibile di idee,poi però PROVO e non mi fossilizzo.
E se scopro che vi è metodo diverso,ma che mi migliora il lavoro,lascio perdere la vecchia idea.
Oppure scopro che la cosa mi ha ormai condizionato,così tanto che sono abituato,percorro per pigrizia la vecchia strada.
Questo per sola becera comodità
Mi vuoi dare STA SODDISFAZIONE DI PROVARE??
O contesti per partito preso.
Poi ogniuno resta della propria idea,tanto il mondo girerà,anche senza di noi
Un salutone
Pierino la peste

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MessaggioInviato: venerdì 5 ottobre 2012, 12:42 
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Carissimo Cristian
I bulini a forma sono tantissimi,non finisci mai.
In base al lavoro che vuoi svolgere ti adatti l'utensile,tante volte sul momento.
Farti fare cose ora,a mio avviso ha poco senso,perchè potrebbero non servire mai
Conviene temprarli tutti se ne hai altri morbidi,poi adattarli a mano mano che necessitano.
Per la questione urina,lo avevo letto anche io
E ci ho provato.
Non ho un attrezzo per la misura della durezza,per cui non ho mai potuto capire bene la differenza.
Ma avendo ancora reminescenze del cianuro,non vi è paragone.
Questo chiaramente detto per parlarne e capirci un po' di più,non certo per cercare polemica.
Dell'ammoniaca mi avevano detto di provarci,è lo ho fatto,roba da maschera antigas,tanto è tremenda l'esperienza.
Ma è stata per me deludente.
Visto poi che non mi dava il risultato ottenuto la ho abbandonata.
Ma io non cercavo un po' più duro,cercavo una alternativa al cianuro.
E questo potrebbe avere travisato anche le mie impressioni.
Ho notato invece una differenza tra olio moderno ed olio antico,da motore.
Quello vecchio,puzza molto di più ed è più efficace.
Anche quì mai capito perchè.
Nessuno me lo ha spiegato,ed io ho archiviato il problema :eek:
Vivendo di reminescenza.
un caro saluto
Pierino la peste

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MessaggioInviato: venerdì 5 ottobre 2012, 13:01 
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Carissimo Davide
Sono sicuramente un testone,in questo se picchiamo la testa insieme vengono fuori scintille.
Ma volevo rimettermi di buzzo buono e visto che continuo ad urlare a te Prova,mi ci sono rimesso sotto e ho riprovato il sistema.
Ti avevo chiesto per cortesia una foto laterale di come posizionavi il poggiabulino.
Per comprendere come riesci a tornire.
Ma non per fare polemica,non ne ho assolutamente intenzione,mi sono bastate le pregresse.
Ma Voglio Disperatamente capire perchè mettono sui libri questi disegni del cacchio.
Ora fermo restante che continuo ad asserire che quel tipo di tornitura da problemi,anche con l'archetto.L'unico tornietto che ho però che mi permette questa angolazione.
Devo però onestamente dire che lo uso pochissimo.
Per cui ci ho riprovato per l'ennesima volta.
Sul mio boley pur andando sotto al pezzo,con tutto il poggiabulino,non riesco ad avere l'angolazione necessaria.
Il carrello di tenuta o chiamala pinza è talmente cicciona che non mi lascia lo spazio.
Mentre almeno dal tuo video,si vede che il tagliente cerchi almeno di tenerlo in piano e molte volte ci riesci.
Quindi sei riuscito a posizionarlo per tale forma di lavorazione.
Che poi io la contesti per quanto ho spiegato è relativo,ma almeno,la vorrei potere fare agevolmente.

Un salutone
Pierino la peste

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MessaggioInviato: venerdì 5 ottobre 2012, 13:06 
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Carissimo Pierino,
dubbi sulla tornitura cilindrica con bulino a mano
non ne ho più.Dopo i meravigliosi lavori di Cristian
e le tue splendide spiegazioni ormai questo punto è
chiarito.Quello che ancora non capisco è:
rotazione del mandrino antioraro
losanga in basso.
Quindi tagliente rivolto in giù.
In questo modo dovrebbe lucidare e non tagliare
Non è polemica,vorrei solo capire.
Ho apprezzato molto questo lavoro .
Mi ha insegnato molto!
ciao
Antonio


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MessaggioInviato: venerdì 5 ottobre 2012, 13:13 
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Località: Liguria e Canton Ticino
Ho deciso di partire dalla prima pagina altrimenti creavo solo confusione e domando di scusarmi.

nella pagina 1:
foto: http://www.orologiko.it/public/12/bulin ... -09-12.JPG
il bulino più utilizzato in tornitura a mano è la losanga. Facile da affilare, facile da gestire, il suo scopo è quello di essere un utensile dai mille usi.
Tutto dipende dalla manualità dell'operatore. Si puo' usare per tornire, per creare il centro perfetto per forare, per creare angoli, per creare smussi, scanalature, utilizzandolo sempre appogiato dal lato.
Non si usa quasi mai, ho detto quasi mai, di taglio, ma sempre di costa. Dagli interventi successivi alle prime foto della losanga, è facilmente comprensibile il motivo dell'utilizzo non di taglio ma di costa. Si appoggia , scivola e si può controllare. Si utilizza la punta o la coda o il fianco.
Il manico della foto di c3m è troppo grosso. Per iniziare è meglio l'utilizzo di manici da orafo. Con l'esperienza si può utilizzare anche il solo bulino senza manico.

sempre nella pagina 1:
foto: http://www.orologiko.it/public/12/bulvvv.jpg

Che cosa sono?

pagina 2:

La losanga non si utilizza mai di taglio se non per operazioni particolari. Tantomeno un bulino tondo . E' ammesso un brunissoir tondi per la lucidatura delle gole, ma si parla di un brunissoir non di un bulino.
Lo spigolo non permette lo scorrimento lineare, e quando ho già detto precedentemente.

pagina 3:

Si parla della losanga impiegata di taglio o di costa. Il mio pensiero è già descritto. Non esiste un trattato di torniura di orologeria, per questo si fanno dei corsi di miglioramento personale e di perfezionamento.
Tutti i supporti per la tornitura a mano, sono simili, ogni azienda produttrice utilizzava una propria versione, sostanzialmente, il fatto fondamentale è avere 2/3 mm di appoggio in piano. Si trovano anche supporti per il bulino a lama, essi sono sostanzialmente consumati e utilizzati ugualmente. E' fondamentale avere un piano, esistono 3 diverse varianti per il supporto, il primo, supporto da 3 cm per torniture piane per pezzi molto lunghi, il secondo da 2 cm il classico utilizzato e presente negli assortimenti dei torni, il terzo da 8 mm inclinato a 30° per la costruzione di assi di bilanciere.

pagina 4:

Le fotografie inserite da c3m posso asserire che la maggior parte della posizione del bulino sul pezzo il lavorazione è corretta.
Consiglio di provare a utilizzare il bulino di punta, di coda e di tagliente. Questo per far comprendere come si comporta il bulino sul pezzo in tornitura. Si puo' impiantare, ci si può creare una bavetta, scivola, scorre fluido. Più si utilizza la coda, e il fianco, più la tornitura diviene liscia.

Il libro horloger et son tour, è un libro commerciale. Ottimo per comprendere i vari componenti di un tornio, ma non è tecnico. Basta pensare chi è lo sponsor e si comprende lo scopo di questo libro.

Il De Carle non viene considerato un testo didattico, ma un testo generale per conoscere il tornio.

La finitura della foto: http://www.orologiko.it/public/12/hdom15vvv.jpg è ottima per una ebouche.

pagina 5:

nella foto : http://www.orologiko.it/public/12/bulini-25-09-12.JPG
Noto che hai sostituito i manici. Sono ancora un poco lunghi, ma non guasta per apprendere e fare esperimenti. Sono un poco scomodi da tenere in mano, te ne accorgerai nel tuo percorso.

Il primo esperimento della tornitura sull'ottone, è migliorabile. Guardando le righe create, l'untesile è stato usato un po troppo di punta e non è stato controllato molto nelle vibrazioni.
Tornendo a mano, non bisogna mai superare i 500 rpm. Più la velocità è bassa meno il pezzo in lavorazione crea vibrazioni scomode, e piu' l'untensile è controllabile. L'untesile si deve affilare meno sovente. La velocità è fondamentale.

Ricordiamoci di non confondere la tornitura a mano con la tornitura a carro. Sono due cose completamente diverse. Diverse dal lato pratico, dagli utensili, diverse dalle velocità di lavorazione.
Per non dimenticare gli angoli di spoglia degli utensili o bulini. I bulini per la tornitura a mano non hanno angoli di spoglia.

Se non disturbo mi piacerebbe poter continuare con le analisi delle altre pagine. Ora vado a mangiare pranzo.
Un grazie per chi ha avuto il coraggio di leggere questo poema.

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Beppe.


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MessaggioInviato: venerdì 5 ottobre 2012, 13:18 
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Carissimo Davide
Della serie il logorroico è il nostro mestiere.
Mi sono tolto lo sfizio,per cercare questa angolazione
Carissimo Cristian,la puoi provare anche tu.
Devi montare il poggiabulino al contrario,dalla parte opposta e veniere avanti,sino a che trovi la postura agevole.
Può essere interessante per alcune lavorazioni.
Se piccolo e vuoi fare fulcro funziona,se vuoi tornire lungo un suicidio.
Ma almeno ti puoi togliere anche tu lo sfizio.
Se non chiaro richiedi
Pierino la peste

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MessaggioInviato: venerdì 5 ottobre 2012, 13:40 
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Giuseppe.L ha scritto:

Scusatemi se vado a ritroso nella discussione, è una discussione molto lunga e cerco di cogliere gli errori scritti e cercare di dare una spiegazione per correggere tali errori.
...

Bulino ricavato da una punta rotta: è un bulino economico di qualità se il materiale utilizzato è di qualità.
Utilizzare un bulino di forma arrotondata per non dire cilindrica è utilizzabile solo per un carro a croce con porta utensile per lo scopo.
Pensare di ottenere una tornitura di ottima fattura con tale bulino, è una sciocchezza; vibrazioni, impossibile mantenere una posizione costante, un angolo di tornitura costante nella lavorazione, l'utensile scivola sul supporto piano.
Osservando il filmato non mi sembra che il moncherino tornito sia quello della foto finale. Paragonando i due abbozzi, mi sembrano completamente diversi, ho aperto in finestra intera il filmato.
Poco interessa avere un perno finissimo ma con una finitura rigata, dovuta principalmente alle vibrazioni del bulino.


Con questa affermazione comincio a capire a quale livello di presunzione e saccenza mi devo allineare...

Ti invito fin da subito a stare attento alle tue affermazioni, in quanto mettere in dubbio la parola altrui cercando di farlo passare per un menzoniero si connota in giurisprudenza come DIFFAMAZIONE, per cui ti invito a moderare i tuoi interventi...anche se usi il termine "mi sembra"...

Per quanto tu possa essere esperto in questa materia, ti ricordo immediatamente che la tua parola vale quanto quella di chiunque altro e il tuo modo di intervenire mi lascia tanto pensare che dietro a questo NIKNAME ci sia qualcuno che conosca bene il FORUM...

Detto questo ti invito ancora una volta a moderare i tuoi interventi in quanto per fare questo post cio sono voluti giorni e sia Pierino che Christian hanno messo parecchio impegno per portarlo avanti degnamente senza che arrivi il PROFESSORE che come sempre PARALA. PARLA, PARLA...CRITICA E NON MOSTRA NIENTE...

Con questo chiudo...ma ti invito a contattarmi in privato facendomi avere un numero di telefono in quanto vorrei dei chiarimenti...ci conto!


Ultima modifica di Forumista_ il venerdì 5 ottobre 2012, 14:20, modificato 3 volte in totale.

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MessaggioInviato: venerdì 5 ottobre 2012, 13:41 
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Giuseppe.L ha scritto:
Ho deciso di partire dalla prima pagina altrimenti creavo solo confusione e domando di scusarmi.
.....

pagina 5:

nella foto : http://www.orologiko.it/public/12/bulini-25-09-12.JPG
Noto che hai sostituito i manici. Sono ancora un poco lunghi, ma non guasta per apprendere e fare esperimenti. Sono un poco scomodi da tenere in mano, te ne accorgerai nel tuo percorso.

........
Se non disturbo mi piacerebbe poter continuare con le analisi delle altre pagine. Ora vado a mangiare pranzo.
Un grazie per chi ha avuto il coraggio di leggere questo poema.


Ciao Bebbe
Grazie per il tuo intervento e per la voglia di leggerti tutto il mattone, (post) sin qui esistente. Non disturbi affatto, anzi ti sarei veramente grato se continui con l'analisi.

Per quel che concerne i manici li ho cambiati ancora un altra volta, ora uso quelli di questa foto:
http://www.orologiko.it/public/12/bulini-mercatino.JPG

quelli in alu hanno un diametro di 6 mm, metre quelli d'ottone di 4 mm.

Quando Pierino mi ha consigliato di usare i manici dei pennelli ho preso la prima bacchetta di legno che avevo a tiro e ho realizzato quei manici.

Mi sono accorto che non sono particolarmente comodi (diametro 10 mm), penso di avere mal'interpretato il consiglio di pierino e che lui intendesse dei manici di pennello molto più piccoli.



Per quanto riguarda Piero , la prova con il poggiabulino al contrario posso farla, voglio togliermi anch'io lo sfizio, non ci avevo riflettuto su questa soluzione.

saluti
Christian

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MessaggioInviato: venerdì 5 ottobre 2012, 13:47 
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nematos ha scritto:
Giuseppe.L ha scritto:

Scusatemi se vado a ritroso nella discussione, è una discussione molto lunga e cerco di cogliere gli errori scritti e cercare di dare una spiegazione per correggere tali errori.




Bulino ricavato da una punta rotta: è un bulino economico di qualità se il materiale utilizzato è di qualità.
Utilizzare un bulino di forma arrotondata per non dire cilindrica è utilizzabile solo per un carro a croce con porta utensile per lo scopo.
Pensare di ottenere una tornitura di ottima fattura con tale bulino, è una sciocchezza; vibrazioni, impossibile mantenere una posizione costante, un angolo di tornitura costante nella lavorazione, l'utensile scivola sul supporto piano.
Osservando il filmato non mi sembra che il moncherino tornito sia quello della foto finale. Paragonando i due abbozzi, mi sembrano completamente diversi, ho aperto in finestra intera il filmato.
Poco interessa avere un perno finissimo ma con una finitura rigata, dovuta principalmente alle vibrazioni del bulino.


Con questa affermazione comincio a capire a quale livello di presunzione e saccenza mi devo allineare...

Ti invito fin da subito a stare attento alle tue affermazioni, in quanto mettere in dubbio la parola altrui cercando di farlo passare per un menzoniero si connota in giurisprudenza come DIFFAMAZIONE, per cui ti invito a moderare i tuoi interventi...


Ragazzi, buoni.....
Se collaboriamo otteniamo un risultato migliore.

L'impressione che non siano uguali, é dovuta alla luce ed al sistema di ripresa, quando la luce é molto forte in alcune zone e meno in altre il sensore delle webcam non riesce a trovare la giusta regolazione (tecnicamente é una cosa molto difficile) e alcuni pixel vanno in saturazione dando luogo a strane forme. Se non si é un tecnico é molto difficile notare questi effetti e si possono creare inutili equivoci.

Saluti

Christian

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MessaggioInviato: venerdì 5 ottobre 2012, 13:52 
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antonio49 ha scritto:
Carissimo Pierino,
dubbi sulla tornitura cilindrica con bulino a mano
non ne ho più.Dopo i meravigliosi lavori di Cristian
e le tue splendide spiegazioni ormai questo punto è
chiarito.Quello che ancora non capisco è:
rotazione del mandrino antioraro
losanga in basso.
Quindi tagliente rivolto in giù.
In questo modo dovrebbe lucidare e non tagliare
Non è polemica,vorrei solo capire.
Ho apprezzato molto questo lavoro .
Mi ha insegnato molto!
ciao
Antonio


Carissimo Antonio
Spiegarsi a parole è dura,servirebbero delle foto o disegni.
Per tagliare serve che l'utensile possa incidere chiaramente il pezzo.
E se non ha un angolo incidente non taglia.
Nella tornitura a mano,però serve maggiormente un controllo più delicato.
Non abbiamo una torretta che ci tiene fermo il bulino.
Ma la nostra mano.
E se questa è provata da una gara di fatica con la macchina,perdiamo concentrazione e non riusciamo a lavorare di fino.
A colpo d'occhio,se si è abituti ad una tornitura con tornio normale,ti può sorgere serio dubbio che funzioni.
In quanto il bulino di piatto,con losanga sotto,viene a trovarsi con il piano di lavoro,in proporzione poco scaricato.
Mi stò spiegando da cani.
Dirò così l'incidenza che ha il bulino è chiaramente limitata.
Proprio perchè l'angolo è poco incisivo.
Ma questo aiuta,in quanto ti permette di sentire meglio la lavorazione.
Ed in effetti morde molto meno.Dura poco il tagliente,perchè valido fino a che ha spigolo vivo,e finisci per usare espressamente la punta o il codolo.
Ma in contropartita hai un appoggio formidabile,che ti permette una finitura difficile da ottenere altrimenti.Grazie alla gestione che ti dà
Proprio per quello che hai detto,tende più a lucidare che incidere.
Sembra un controsenso
Ma invece riesce a tagliare e pure bene,certo non ti permette passate pesanti,ed è la sicurezza ottimale a mio avviso per lavorare manualmente
Ma tutto questo è aria fritta.
Serve prendere il bulino e provare,l'unico metodo per comprendere.
Alla fine possiamo scrivere una enciclopedia.
Ma trattandosi di un lavoro manuale,serve per capirlo usare la mano
Un caro saluto
Pierino la peste

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Giuseppe.L ha scritto:

Grazie Giuseppe per il tuo intervento,
per curiosità, per quale motivo è ammesso solo sui perni di dimensioni più grosse?


Prova a prendere una ruota centro di un movimento Parigi e montarla su un tornio a pivottare.[/quote]

Altra risposta da MANUALE...i miei più sentiti complimenti!


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c3n ha scritto:

...

essendo anche appassionato d'armi, la spiegazione di davide mi fa ricordare alcuni metodi del passato per indurire le lame. Non so se il processo si chiami nitrurazione, ma posso dire che nel medioevo per rendere le lame piu resistenti, venivano temprate in urina, sostanza "ricca" di ammoniaca.

Visto che qui non ho a disposizione il cannello dovrò attendere di essere nell'altra mia casa per temprarli. Proverò con i 2 metodi e nel corso delle prossime settimane porterò i bulini da un amico che ha la macchina per saggiare la durezza.

Visto il problema tecnico per la tempra, volevo chiedere se vi sono altre forme di bulini che dovrei realizzare, in modo da prepararli tutti questo week end.

saluti

Christian


Ciao Christian
il problema principale è dovuto alla permanenza dell'acciaio nel bagno di Ammoniaca alla temperatura di circa 500 gradi...
A livello industriale questo viene fatto in speciali forni dove l'ammoniaca è sotto forma di vapore, a livello casalingo diventa più problematico perchè come ha detto giustamente Pierino si generano vapori fastidiosi...

Io non ho mai provato, ma essendo un pezzo di piccole dimensioni e poi solo una parte di questo, un sistema per provare potrebbe essere quello di collegare il bulino ad un potente saldatore in modo da farlo scaldare quanto più possibile e di lasciarlo immerso nel bagno di ammoniaca per almeno 30/60 min...

...però perchè impazzire quando esiste già pronto HSS...?

Ciao


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