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MessaggioInviato: mercoledì 23 maggio 2012, 18:28 
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Orologiaio Indipendente
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400 day ha scritto:
[
Per quanto riguarda il frenafiletti, su questo forum non è molto amato.
Generalmente si preferisce una soluzione che "stia in piedi da sola", per interferenza, per ribaditura al limite per saldatura, ma fissanti, sigillanti ecc. non sono ritenuti congrui con l'orologeria specie con un bel vecchio orologio come il tuo.

Qui sarebbe opportuno un intervento di Pierino (che tiro per la giacchetta) che darebbe il suo autorevole parere di vecchio saggio!! :grin:

Riccardo (400 day)


Carissimo Riccardo
Ti ringrazio della fiducia,che spero sentitamente di meritare. :oops:
Ora mi hai chiesto un parere ed io te lo dò
Sono un vecchietto,ormai,facente parte della vecchia scuola.
Questo emerge da molti miei scritti.E questo sicuramente mi condiziona.
Personalmente ho una profonda fobia su tutti i collanti in genere.
E per questo vi è più di una ragione,sono sovente difficili da eliminare,non sempre hanno tempi utili di polimerizzazione o essicatura.
Combinano guai con i solventi e le esalazioni.Ma vi è il più grosso MA!! dato dal fatto che vi è troppa scelta e male documentata.
Nel senso che ogni casa costruttrice,loda il proprio prodotto,al solito.
Incolla tutto o quasi,con pessima informazione.
Nella pratica ci troviamo un mare di prodotti,simili solo sulla carta.
Un esempio lo troviamo nella cianoacrilica,la più diffusa e conosciuta Attak.
Della stessa casa Attak ci sono per mia conoscenza 20 tipi di cianoacrilica diversi.Almeno
Senza contare quelli industria,che non sono venduti nei negozi.
Ogniuno di questi prodotti ha una sua caratteristica,può andare bene per una cosa e non per un 'altra.(Onestamente a parte quelli industria,mi fan schifo quasi tutti)
In questa giungla di materiali,capirne è molto difficile,pe rcui,tante volte solo per ignoranza,si cerca di evitarli.
Troppo facile fare danno,e non ottenere il risultato voluto.
Serve testarli molto,impadronirsene bene.cosa tutto fuor che facile.
Diverso è se si lavora in produzione o in laboratori specifici,dove si ha la possibilità (in questo caso fortuna) di poterne capire decisamente di più
Ma in questo caso si ha solitamente accesso a documentazioni,che non circolano abitualmente.
Per cui si finisce per usare i soliti vecchi metodi,che almeno arcitestati non fregano.
Io sono un cultore della gommalacca,mi piace,la uso moltissimo,se la devo togliere,lavo con alcool,e fine del problema.certo non ha una tenuta da saldatura,ma quanto è utile,ci tornisco pure i pezzi,fermati sul plateau piano
Come avvicino il becco del saldatore(modello per stagno)si rammollisce,si toglie l'eccedenza con un graffietto,e si riposiziona il pezzo fino a che non la si brucia.
In altenativa,saldatura,dove possibile.
Altra mia mania lo stagno,anche questo non sempre eguale,cambia a seconda del lavoro.Può essere posizionato,anche in pasta.
A bassa temperatura di fusione (vedi Tinol o similari) per lavori dove è facile fare danno.Con la mia pasta salda.
lega di stagno al 3 o 5 % di argento per lavorazioni a forte tenuta,quello da idraulica per intenderci.
Ma questo serve usarlo unito alla sua pasta salda,vince la gravità,infilandosi in tutti gli interstizi,ottimo in certi casi,deleterio in altri.
Lega di stagno vecchio tipo per elettronica,60 % minimo di stagno.
Riparo con questo l'ottone,crepato,le parigine,nei suoi mobiletti in lamiera o altro.Chiaramente le schede elettroniche,non moderne.E uso come pasta salda un fai da me.
Ovvero della colofonia (pece greca) sciolta in alcool
Aiuta la saldatura in modo incredibile.
Chiaramente le superfici sono pulite ed esenti da unto.
Se devo fare tacconi,piuttosto ampi,vedi statuette di antimonio o cosette simili,
Uso una lega tossica,ma sono matto ad alta percentuale di piombo,praticamente,quasi solo piombo,con 5% di antimonio.
Una lega bandita dal mondo.Giocando con pezze umide di acqua,data la bassa conduttività al calore,si possono ricostruire intere parti,sul pezzo,senza fare stampi.
Poi per particolari punti,dove serve una saldatura molto,ma molto forte,parlando sempre di ottoni e similari uniti anche con ferro,e acciai,il Castolni o leghe di argento,con il cannello.
Altre lavorazioni particolari,sono da vedere di volta in volta e chiaramente non sempre facili,più vicini al lavoro di un orefice,serve sempre averne uno bravo amico.
Se non sono stato chiaro richiedete.
Un salutone
Pierino la peste

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L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione
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MessaggioInviato: mercoledì 23 maggio 2012, 18:41 
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gionp ha scritto:
[
ma semplicemente lavoravano per interferenza, un po come si fa con le pietre forzate, il foro è 1/100 piu piccolo della pietra che infili con una pressetta manuale e non si muove piu.
saluti

Giovanni


Carissimo Giovanni
Permettimi una rettifica.
Il foro per incastrare una pietra è 1/100 più grande,non più piccolo,e la pietra entra piantata.Sembra assurdo,ma non lo è
Se il buco ha già solo il medesimo diametro della pietra la spezzi,nel cercare di piantarla.
Diverso se mi sforzi dentro un grano di ottone o acciaio,dove qualche cosa cede,e và tutto bene.
A parte il fatto che misurare un foro,ci si arriva per paragone,almeno noi comuni mortali.
In quanto misurandolo con l'unico mezzo possibile,un tampone,della serie passa,non passa.
Se infili un tampone in un buco,giusto e puoi estrarlo,il buco è minimo più grosso di 3/100 del diametro del tampone.
Un tampone di identica misura del buco non entra.
Non vi è interferenza.Ma una cozzata di diametri.
Un caro saluto
Pierino la peste

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MessaggioInviato: giovedì 24 maggio 2012, 15:30 
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pierino-la-peste ha scritto:
gionp ha scritto:
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ma semplicemente lavoravano per interferenza, un po come si fa con le pietre forzate, il foro è 1/100 piu piccolo della pietra che infili con una pressetta manuale e non si muove piu.
saluti

Giovanni


Carissimo Giovanni
Permettimi una rettifica.
Il foro per incastrare una pietra è 1/100 più grande,non più piccolo,e la pietra entra piantata.Sembra assurdo,ma non lo è
Se il buco ha già solo il medesimo diametro della pietra la spezzi,nel cercare di piantarla.
Diverso se mi sforzi dentro un grano di ottone o acciaio,dove qualche cosa cede,e và tutto bene.
A parte il fatto che misurare un foro,ci si arriva per paragone,almeno noi comuni mortali.
In quanto misurandolo con l'unico mezzo possibile,un tampone,della serie passa,non passa.
Se infili un tampone in un buco,giusto e puoi estrarlo,il buco è minimo più grosso di 3/100 del diametro del tampone.
Un tampone di identica misura del buco non entra.
Non vi è interferenza.Ma una cozzata di diametri.
Un caro saluto
Pierino la peste


Ciao Pierino grazie della rettifica. Come giustamente dici sui fori grandi si puo fare al misura con un micrometro per interni, su quelli piccoli l'unico sistema è il tampone, o cilindrico passa non passa o l'attrezzino conico che è gia stato oggetto di un 3d che non riesco a trovare.

Saluti

Giovanni


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MessaggioInviato: giovedì 24 maggio 2012, 17:02 
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... qualcuno deve fermarmi .... :smile:

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MessaggioInviato: venerdì 25 maggio 2012, 0:02 
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E perchè mai? continua, continua.... anzi mostraceli uno ad uno

Ciao!


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MessaggioInviato: venerdì 25 maggio 2012, 2:13 
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Carissimo Giovanni
Quando si devono giocoforza,evere i diametri dei fori esatti al centesimo,non c'è strumentino che tenga.
Il micrometro conico,è ingannevole,in quanto basta una leggera sbavatura del foro,e ti dà fischi per fiaschi.
Poi,potete,non darmi retta e provare da soli.
Ma io continuo a dirvi,che se non avete o vi fate tamponcino,il buco non lo potete misurare.
La Seitz,nel suo corredo,dà anche gli alesatori per i rubini.
Ne serve uno per ogni diametro,da svenarsi.
Senza dei quali,arrangiarsi non è facile.
E servono,non poche malizie,se si vuole inserire un rubino ad incastro,metodo seitz,senza.(facendo chiaramente foro faida te)
Meglio piuttosto usare l'ettrezzo ad incastonare,più volte fatto vedere,e che permette un lavoro preciso,ma non così critico.
Il tampone,passa non passa,permette il controllo,perfetto,altrimenti un buco,anche decisamente più grande,esempio 5 o 6 mm vi sfido a misurarlo.(con trumenti alla portata del povero umano)
Come ho detto,se il tampone entra quasi piantato,il foro è più grande di almeno 3 centesimi di millimetro.
E se anche passa un micrometro,è sempre una misura indicativa.I fori sono una vera maledizione.
Per icastrare un rubino,che è come vetro,e non si piega,o contrae,manco se lo predete a martellate (può solo sbricciolarsi,o peggio non tenere,la posizione).Serve che il foro di contenimento,sia anche cilindrico e tondo.
Per cui rettificato da un apposito alesatore.
Forato con le punte trapano,anche di precisione,non è mai rotondo.
Un salutone
Pierino la peste

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MessaggioInviato: venerdì 25 maggio 2012, 13:09 
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pierino-la-peste ha scritto:
Carissimo Giovanni
Quando si devono giocoforza,evere i diametri dei fori esatti al centesimo,non c'è strumentino che tenga.
Il micrometro conico,è ingannevole,in quanto basta una leggera sbavatura del foro,e ti dà fischi per fiaschi.
Poi,potete,non darmi retta e provare da soli.
Ma io continuo a dirvi,che se non avete o vi fate tamponcino,il buco non lo potete misurare.
La Seitz,nel suo corredo,dà anche gli alesatori per i rubini.
Ne serve uno per ogni diametro,da svenarsi.
Senza dei quali,arrangiarsi non è facile.
E servono,non poche malizie,se si vuole inserire un rubino ad incastro,metodo seitz,senza.(facendo chiaramente foro faida te)
Meglio piuttosto usare l'ettrezzo ad incastonare,più volte fatto vedere,e che permette un lavoro preciso,ma non così critico.
Il tampone,passa non passa,permette il controllo,perfetto,altrimenti un buco,anche decisamente più grande,esempio 5 o 6 mm vi sfido a misurarlo.(con trumenti alla portata del povero umano)
Come ho detto,se il tampone entra quasi piantato,il foro è più grande di almeno 3 centesimi di millimetro.
E se anche passa un micrometro,è sempre una misura indicativa.I fori sono una vera maledizione.
Per icastrare un rubino,che è come vetro,e non si piega,o contrae,manco se lo predete a martellate (può solo sbricciolarsi,o peggio non tenere,la posizione).Serve che il foro di contenimento,sia anche cilindrico e tondo.
Per cui rettificato da un apposito alesatore.
Forato con le punte trapano,anche di precisione,non è mai rotondo.
Un salutone
Pierino la peste


Per esperienza i fori o sono grossi o non li misuri decentemente in alcun modo, tranne che con i tamponi, poi quando fori a secondo dei difetti dell'affilatura della punta e della precisione del trapano, spessore da forare saltano fuori la cose piu strane, sono riuscito a fare svasature "triangolari" in alcune lamiere :-( .
Non che le cose vadano meglio con gli alesatori a macchina se sbagli qualcosa ( sovrametallo, velocità, usi un alesatore poco affilato ....) ti escono delle schifezze immonde altro che fori cilindrici calibrati 8-)

saluti

Giovanni


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MessaggioInviato: sabato 26 maggio 2012, 0:10 
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Scusate ancora, ma circa la mia domanda relativa alla molla, nessuna sa dirmi qualcosa? Grazie :D


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MessaggioInviato: sabato 26 maggio 2012, 0:30 
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Sergio1952 ha scritto:
Scusate ancora, ma circa la mia domanda relativa alla molla, nessuna sa dirmi qualcosa? Grazie :D


Carissimo Sergio
Mi sembra avevi chiesto se la molla era da sostituire o come si fà a capire se và ancora bene.
Bella domanda.
Una regola non la saprei dare.
dato il costo non eccessivo,conviene sempre cambiarla.
La molla è da cestinare con sicurezza,quando la si sente,passandoci le dita sulla lunghezza,tutta ondulata e non lineare,oppurecon i bordi taglienti e grippati,o segnata da striature per la sua lunghezza,e se tolta dal bariletto,si presenta tutta storta,o troppo chiusa.
Per capire,quando una molla è troppo chiusa,Quelle in acciaio blu,solitamente si osservano le spire più esterne che devono aprirsi di almeno tre o quattro volte il diametro del bariletto,da sole a riposo.Senza essere state riarmate,ma come appena tolte.
Ma non è una legge.
Con l'esperienza,montandone diverse,te ne accorgi semplicemente nel pulirle,perchè hai sviluppato una sensibilità a paragone,vecchia con nuova.
Così,di primo acchito non saprei come indicartelo in altro modo.
Oltretutto,le molle non sono tutte eguali.
In base allo spessore,si comportano in modo diverso.
Quelle più spesse,tendono ad essere più chiuse,anche da nuove(se gli si è data forma),invece più sottili sono più distese.
Un salutone
Pierino la peste

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MessaggioInviato: sabato 26 maggio 2012, 9:59 
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Grazie ragazzi :D
Pierino, nella pagina precedente di questo post avevo pubblicato la foto della molla in questione, è una 19x38 ... cosa ne pensi?
Cambiando la molla suppongo poi cambi anche la regolazione perchè quella nuova esercita una forza maggiore.

Il mio metodo per la regolazione è il seguente ... ovviamente la posizione della forchetta e regolazione di extra-beat devono essere già ok:

1. Posiziono i pesi del pendolo (o sfere) aperti a 3/4 - questo perchè col tempo l'orologio tenderà di più a rallentare che accelerare.
2. Monto il pendolo su altezza a circa 6mm dalla base (se lunghezza filo nuovo lo consente)
3. Verifico il tutto, è un buon risultato se l'orologio in queste condizioni ritardi anche 5-10 minuti/ora
4. Accorcio il filo di 1mm alla volta finchè non raggiungo un errore di qualche minuto al giorno.
5. Solo a questo punto intervengo sui pesi, regolando di fino.

Cosa ne pensate? E' giusto il mio procedimento (da autodidatta)?

Al Gustavo ho messo il filo nuovo (0,102mm) e pendolo a 6mm dalla base. Per farlo andare giusto i pesi sono quasi tutti chiusi. A questo punto dovrei cominciare ad accorciare il filo ma non l'ho fatto pensando al fatto che potrei cambiare la molla e che questo poi mi sballi il tutto. Giusto?

Per acquistare le molle nuove, così come per i fili di torsione (Horolovar) e altre parti di ricambio per i 400 giorni, attualmente mi servo da un rivenditore in Portogallo (Horo-parts) ... sapreste indicarmi se le stesse cose le posso trovare anche in Italia e dove? Io abito in provincia di Vicenza ma settimanalmente sono per lavoro sia a Firenze che a Milano.

Grazie mille per il stupendo supporto che mi state dando, davvero gentili.


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MessaggioInviato: sabato 26 maggio 2012, 10:39 
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Caro Sergio,

non so se hai guardato tutte le sezioni del corso sulle 400 giorni.
In una di queste è indicato il modo per preparare le sospensioni già corrette in lunghezza, nella posizione della forchetta e del giusto spessore.

Il tuo metodo lo trovo molto laborioso e nel continuo smontare e rimontare il rischio di deformare la sospensione è sempre latente.

Inoltre la lunghezza precisa lella sospensione ha anche altre finalità, dove ad esempio esistono sistemi di bloccaggio del pendolo, una più corta o più lunga impedisce al sistema di bloccare correttamente.

Non conosco chi in Italia fornisce i ricambi, o meglio li fornisce in modo ampio come negli USA.

Ciao

Riccardo (400 day)

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MessaggioInviato: sabato 26 maggio 2012, 10:58 
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Iscritto il: venerdì 11 maggio 2012, 12:56
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Ciao Riccardo,

Si, il corso me lo sono letto e ri-letto e stampato tutto, salvato tutti i filmati ecc :D .... conosco il metodo con la preparazione sopra l'immagine del libro ma il mio metodo è venuto fuori dalla morbosa voglia di capire quello che sta succedendo e non ricopiare qualcosa di esistente nella speranza che vada bene. Il mio è solo un hobby, non ho nessuna fretta e anche se per regolare un orologio mi ci vuole una settimana (qualche minuto al giorno) mi va bene lo stesso. C'è anche un secondo motivo, molto meno nobile .... Il libro Horolovar l'ho acquistato su Amazon in formato pdf (circa 12 euro) e quindi non ho la scala esatta dei disegni ... dovrei trovare il libro originale e misurare qualche disegno come campione per poi stampare il mio in scala esatta. Comunque credimi, non è poi tanto complicato quello che faccio.


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MessaggioInviato: sabato 26 maggio 2012, 11:12 
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Sono convinto che non sia complicato, ma continuo a non capire cone ti regoli con i sistemi di bloccaggio (tipo Kundo ad esempio?)

Se vuoi, potremmo (in MP per non tediare il forum) cercare di ricostuire la scala fra il tuo libro ridotto e il mio a grandezza originale.

Ciao Riccardo (400 day)

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MessaggioInviato: sabato 26 maggio 2012, 11:46 
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Iscritto il: venerdì 11 maggio 2012, 12:56
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Mi basterebbe avere una sola lunghezza misurata esatta, citando la pagina e meccanismo, trovata la scala le altre saranno giuste.
Per quanto riguarda la posizione della forchetta, è la prima cosa che faccio dopo la regolazione della verticalità della spina dell'ancora (rigorosamente rispetto al click sinistro e destro) ... la posizione della forchetta la trovo facendo si che il pendolo (dopo circa mezzora) compia 270 gradi, più o meno.


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MessaggioInviato: sabato 26 maggio 2012, 15:34 
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Iscritto il: venerdì 4 settembre 2009, 23:39
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Eccoti un riferimento:

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Ciao

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