Tutti gli orari sono UTC + 2 ore




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 22 messaggi ]  Vai alla pagina 1, 2  Prossimo
 

Storia di orologi ad acqua
Autore Messaggio
MessaggioInviato: giovedì 8 marzo 2012, 7:35 
Non connesso
Moderatore
Moderatore
Avatar utente

Iscritto il: martedì 30 gennaio 2007, 6:11
Messaggi: 6662
Località: Pavia
Avevo pensato di metterlo nella sezione tasca ma poi ho pensato che si sarebbero bagnati tutti gli orologi... :jumpgrin:

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

:hallo:

_________________
entusiasta

Immagine


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: giovedì 8 marzo 2012, 8:16 
Non connesso
Moderatore Globale
Moderatore Globale

Iscritto il: lunedì 24 novembre 2008, 18:27
Messaggi: 3441
Località: Prov. di Como
Provincia: Prov. di Como
Giuseppe, ho letto con estremo interesse questo tuo contributo, adesso lo stampo ed avrà un posto nell'enciclopedia illustrata " +Entusiasta ".

Grazie e buona giornata.
Emanuele


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: giovedì 8 marzo 2012, 11:39 
Non connesso
Senior User
Senior User

Iscritto il: sabato 9 luglio 2011, 17:44
Messaggi: 389
Località: anzio
L'idroconometro costruito da padre Embriaco si trova a Roma a Villa Borghese è bello da vedere. Guardatevi il filmato

http://www.youtube.com/watch?v=CHU0289UX8k

A corredo potrei aggiungere questa nota ( non voglio inquinare il tuo Topic, se lo ritenete inidoneo potete cancellarlo.

"""" Gli Orologi ad Acqua, affascinanti ed artificiose macchine
del tempo create quasi esclusivamente nella seconda metà del 1800 da Padre Giovanni Battista Embriaco, che solo a
Roma produsse ben tre orologi ad acqua, uno collocato al Pincio, Villa Borghese e via del Gesù a Palazzo Berardi. Nel
1867 inventò l'idrocronometro, un orologio, nel quale l'acqua, riempiendo alternativamente due bacinelle, serve a caricare
il movimento e la suoneria dei quarti e delle ore con un movimento a cricchetto e successivamente trasla la forza
accumulata sui treni di ruotismi che muovono il pendolo. """


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: giovedì 8 marzo 2012, 23:47 
Non connesso
VIP User
VIP User
Avatar utente

Iscritto il: mercoledì 9 settembre 2009, 22:01
Messaggi: 20382
Località: Milano
Provincia: Milano
GRAZIE....

Attilio

_________________
Messaggi inseriti con smartphone, scusate errori. Verranno corretti al pc.
Immagine SP


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: venerdì 9 marzo 2012, 0:54 
Non connesso
Orologiai Professionisti
Orologiai Professionisti
Avatar utente

Iscritto il: domenica 30 marzo 2008, 0:53
Messaggi: 2037
Località: Bologna
Non vorrei sporcare questo bellissimo 3D ma ho un vecchia pagina dove sono raffigurati alcuni orologi tra cui questo che credo funzioni ad acqua.
Spero possa servire ad integrare il 3D
Immagine

_________________
Immagine Immagine
Immagine


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: venerdì 9 marzo 2012, 7:21 
Non connesso
Moderatore
Moderatore
Avatar utente

Iscritto il: martedì 30 gennaio 2007, 6:11
Messaggi: 6662
Località: Pavia
Grazie per gli apprezzamenti!
Ovviamente tutti i contributi, critiiche e commenti, non solo sono graditissimi ma, anzi, desiderati.
Mi piacerebbe che ogni argomento avesse un contributo il più ampio possibile, servirebbe ad accrescere le conoscenze di tutti.
Cosa che dovrebbe essere la finalità prima di ogni forum che si rispetti.
Per me non c'è niente di più triste di:

domande senza riposta
argomenti e lavori senza condivisioni o critiche
persone che parlano a se stesse senza interesse all'opinione degli altri.

Per fortuna in questo forum questo avviene molto raramente, anzi ci sono sezioni che diventano impagabili da leggere quando si verifica qualche divergenza d'opinione. (vedi Pierino e nematos semplicemente splendidi sia nelle critiche che nella stima reciproca :-D )
E' per questo che orologiko mi piace. :D

_________________
entusiasta

Immagine


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: venerdì 9 marzo 2012, 10:13 
Non connesso
Orologiaio Indipendente
Orologiaio Indipendente
Avatar utente

Iscritto il: giovedì 21 agosto 2008, 18:00
Messaggi: 2379
Località: Marsala
Grazie Giuseppe!!! :D

_________________
Sono coerente con me stesso. Ed io con me stesso,vivo maledettamente bene. Alla faccia del mondo che mi circonda!
Immagine


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: venerdì 9 marzo 2012, 10:14 
Non connesso
Senior User
Senior User

Iscritto il: giovedì 4 febbraio 2010, 17:10
Messaggi: 417
Località: TORINO - ITALIA
Grazie Giuseppe per il bell'articolo, era un po' di tempo che desideravo conoscere di più questo tipo di orologi. Trovarsi questa bella raccolta di informazioni è stato proprio un bel regalo.

Ciao

Vito


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: venerdì 9 marzo 2012, 18:50 
Non connesso
Moderatore
Moderatore
Avatar utente

Iscritto il: martedì 30 gennaio 2007, 6:11
Messaggi: 6662
Località: Pavia
Marisa ha scritto:
Carissimi, complimenti per la simpaticissima ed importante presentazione delle clessidre-bidone. Un articolo in merito era uscito anche anni fa in inglese, ricordo che ai tempi lo avevo letto con grande piacere. Come forse molti di voi sanno, gli orologi ad acqua sono uno dei miei maggiori pallini. Tornerò su queste pagine con piacere dalla prossima settimana (adesso sono fino a domenica a Parma, c'è Mercanteinfiera, se qualcuno vuole farsi vedere fuori dal virtuale mi trova allo spazio L'Esperto Risponde sabato e domenica, pad. 4).
Per ora, solo una nota all'amico di forum: gli orologi ad acqua ebbero lunghissima vita anche in occidente, anche se sicuramente furono rimpiazzati col tempo da quelli a pesi. La loro sopravvivenza fu particolarmente lunga in ambito monastico. Tornerò sulla cosa, se qualcuno è curioso, con grande piacere. Un caro saluto a tutto il forum ed allo staff di Orologiko

Marisa


Grazie per la precisazione. In effetti mi sono espresso in modo parziale.
Il mio commento (convalidato anche dall'opinione di altri) era sull'uso degli orologi ad acqua in Inghilterra nel periodo rinascimentale.
Che l'orologio ad acqua fosse, assieme alle meridiane, il modo di misurare il tempo dei romani, non cè dubbio (l'orologio di Vitruvio e l'importanza ad esso annessa, ne è testimone).
Che la dominazione romana in Inghilterra abbia lasciato tracce evidenti (strade, fortificazioni, suppellettili, strumenti e, perchè no gli orologi ad acqua?) è altrettanto provato. E' quindi ipotizzabile che l'uso di questo segnatempo sia durato per un certo tempo sia nell'uso civile che monastico.
Credo invece che sopratutto nel periodo del "bidone ad acqua" (simpatica l'espressione), cioè nella seconda metà del XVII secolo, ma anche nel '500, l'uso di questi oggetti fu sopravanzato dall'orologio meccanico. Tutto ciò in Inghilterra.
Ho elaborato questa mia convinzione, leggendo anche il pensiero di Bird e di Brian Loomes di cui ho trovato proprio oggi un vecchio articolo sempre sugli orologi di Pearson-Page.
Se interessa posso fornire copia della documentazione in mio possesso (tutto i inglese)
Saluti

_________________
entusiasta

Immagine


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: domenica 11 marzo 2012, 15:07 
Non connesso
Senior Advanced User
Senior Advanced User
Avatar utente

Iscritto il: domenica 1 gennaio 2012, 22:38
Messaggi: 2906
Località: Asti-Piemonte
Provincia: asti
L' orologio di Birmingham 1551 come ha potuto essere ritenuto autentico da degli esperti quando la sola visione di una fotografia del medesimo denuncia l' ossidazione dell' ottone non uniforme ma a chiazze, frutto e caratteristica di una acidatura del metallo ottenuta trattando il metallo col fegato di zolfo e successivamente con soluzione di acido solforico?

Ciao, Valter


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: lunedì 12 marzo 2012, 6:31 
Non connesso
Moderatore
Moderatore
Avatar utente

Iscritto il: martedì 30 gennaio 2007, 6:11
Messaggi: 6662
Località: Pavia
Valterluigi ha scritto:
L' orologio di Birmingham 1551 come ha potuto essere ritenuto autentico da degli esperti quando la sola visione di una fotografia del medesimo denuncia l' ossidazione dell' ottone non uniforme ma a chiazze, frutto e caratteristica di una acidatura del metallo ottenuta trattando il metallo col fegato di zolfo e successivamente con soluzione di acido solforico?

Ciao, Valter


Purtroppo non sempre la serenità di pensiero, la capacità di mettere in discussione le opinioni di primo impatto e, sopratutto, l'approfondimento dei particolari, accompagnano il nostro giudizio. Parlo di noi appassionati, collezionisti, professionisti e mestieranti od hobbisti, ma vale anche per esperti di fama (come detto nell'articolo) od anche per curatori di museo (come ho diverse volte citato).
Il desiderio della scoperta eclatante è cattivo consigliere.
Trovare un Raffaello sconosciuto a pochi euro in un mercatino è possibile in teoria, ma in pratica....
Eppure ogni tanto qualcuno ne è convinto 8-)
Giuseppe

_________________
entusiasta

Immagine


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: lunedì 12 marzo 2012, 10:12 
Non connesso
Moderatore
Moderatore
Avatar utente

Iscritto il: martedì 30 gennaio 2007, 6:11
Messaggi: 6662
Località: Pavia
Nel topic d'inizio ho voluto raccontare la storia di un abbaglio sull'originalita di alcuni orologi ad acqua. Non la storia di questa tipologia di segnatempo su cui, mi auguro, Marisa ci darà più avanti il suo prezioso contributo, derivante sia dal suo interesse all'argomento che dalla sua competenza.
Intanto, da lettore accanito d'orologeria ed appassionato di pittura e grafica in genere, mi sono imbattuto su due componenti diversi che raccontano uno stesso episodio. Li ho messi insieme e ve li presento:
il libro e la sua prima pagina

Immagine

Immagine

la stampa che racconta l'episodio:

Immagine

Se si considera che lo stupore degli occidentali per questa tecnolgia, si tramuta nel senso opposto, cioè nell'ammirazione degli orientali per gli orologi meccanici fabbricati in occidente, si aggiunge un altro tassello ai "corsi e ricorsi della storia".

Giuseppe

_________________
entusiasta

Immagine


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: martedì 13 marzo 2012, 3:12 
Non connesso
Girone dei bannati
Girone dei bannati

Iscritto il: giovedì 2 settembre 2010, 0:14
Messaggi: 726
Località: prov. Mantova
bel topic...appena avrò un attimo lo leggerò con calma!
bravo!


Top
 Profilo  
 

Re: Storia di orologi ad acqua
MessaggioInviato: martedì 17 aprile 2012, 22:02 
Non connesso
collaboratore
collaboratore
Avatar utente

Iscritto il: martedì 2 giugno 2009, 12:49
Messaggi: 836
Località: roma
Nota: Avere l'occasione di poter scambiare ogni tanto due parole con Giuseppe/+entusiasta è per me una fonte di grandissimo piacere. Così, quando ho trovato questo suo articolo qualche giorno fa, ne ho approfittato per inviargli qualche commento. Bontà sua, Giuseppe ha ravvisato la possibilità che alcune parti potessero essere di un qualche interesse comune per il forum, e così le inserisco – non senza qualche remora – all'interno della discussione. Mi ci è voluto un po' di tempo, perché nella mia mail originale c'erano alcune inesattezze che ho preferito approfondire prima di pubblicare.

Carissimo Giuseppe,
Ecco dov'era il tuo articolo sugli "abbagli"! Me ne avevi parlato al telefono ma chissà perché ero sicuro che fosse sugli orologi da tasca. Ieri sera l'ho letto e ... sono "partito" per un altro viaggio nella storia!
Un lavoro veramente molto particolare e che spero proprio si possa ulteriormente ampliare con i possibili nuovi contributi di Marisa e tuoi (ti confesso che mi incuriosisce questa "lotta per la supremazia" fra acqua e pesi – tecnicamente fra i due metodi non c'è gara, la forza di gravità vince a mani basse, però trovo che gli orologi ad acqua abbiano una grazia particolare, nonostante la relativamente scarsa governabilità delle prestazioni). Attendo fiducioso!

L'attendibilità delle stime
Leggendo questa storia delle riproduzioni della Pearson-Page mi è tornata in mente la vicenda delle teste di Modigliani. Anche Vera Durbé, come Baillie, non ammise mai esplicitamente di aver preso un granchio.
+entusiasta ha scritto:
Purtroppo non sempre la serenità di pensiero, la capacità di mettere in discussione le opinioni di primo impatto e, sopratutto, l'approfondimento dei particolari, accompagnano il nostro giudizio. Parlo di noi appassionati, collezionisti, professionisti e mestieranti od hobbisti, ma vale anche per esperti di fama (come detto nell'articolo) od anche per curatori di museo (come ho diverse volte citato). Il desiderio della scoperta eclatante è cattivo consigliere

Sicuramente è così, e aggiungo anche comprensibili questioni di orgoglio personale. Ma quando si tratta di esperti di fama e curatori di importanti musei è difficile non pensare al delicato meccanismo delle stime su cui poggiano i mercati dell'arte e dell'antiquariato. Minare l'attendibilità delle valutazioni con simili svarioni significa perdere la credibilità e la fiducia degli acquirenti, toccando inevitabilmente interessi economici anche molto forti. Immagino, con un pizzico di malizia, che le grandi case d'asta non accolgano di buon occhio la risonanza di questi piccoli scandali.

Valutazioni economiche d'epoca
A proposito di interessi economici, ho provato ad attualizzare il prezzo delle riproduzioni della Pearson-Page. In accordo al sito measuringworth.com si ricava che le 6 sterline del mod.1958 (quello nella foto in alto a pag.2) corrispondono a una cifra compresa fra 200 e 600 sterline del 2010 (supponendo che i prezzi esposti risalgano al 1920). Non proprio economicissimo, ma certo neanche lontanamente paragonabile alle valutazioni degli originali.

Cosa facevano alla Pearson-Page?
Girovagando in cerca di notizie sulla Pearson-Page grazie ai link da te segnalati, ho appreso altri particolari interessanti. E, come quando si sfoglia un vocabolario, di sito in sito ho trovato la Peerage (uno dei nomi assunti dalla Pearson-Page) ed alcuni estratti da cataloghi d'epoca con battenti in ottone, candelabri ed altre cose simpaticissime!
Riepilogo i link del tuo documento (lo faccio per i più pigri che non hanno voglia di ricopiarli dalle tue pagine):
- Don Coleman, The Time Machine Project,
- Clepsydra water clock,
- Grace's Guide,
- Orologio... idraulico, a cui seguì la risposta di Ottershaw su questo link,
- Breve post sul tema Water Clock da nawcc.org

Dalle informazioni trovate in giro mi sembra di poter escludere, se mai ce ne fosse bisogno, qualsiasi eventuale ipotesi di corresponsabilità nella questione dei "falsi". La Pearson-Page appare una ditta solida e tranquilla, che produceva prodotti piacevoli che forse oggi purtroppo non avrebbero un grande mercato. Come ad esempio questi battenti in ottone, tratti da un catalogo del 1927:
Immagine
Immagine
Immagine
Immagine
Immagine
Immagine
Immagine


Curiose iscrizioni
Tornando al tuo lavoro, questa iscrizione in inglese antico mi ha incuriosito:
Immagine

Mi ricordavo di averla già letta ma non ricordavo dove. E' bastato cercare un po' per ritrovarla nel Gatty (The Book Of Sundials) nel capitolo dedicato ai motti anticamente iscritti sulle clessidre:
Immagine

Peraltro il Gatty è un bellissimo libro, che per fortuna si può scaricare liberamente in vari formati da archive.org.


Le varie edizioni del Britten
Nella mail originale a Giuseppe, osservavo che l'edizione del Britten con le riproduzioni non poteva essere la quinta. Di quella edizione ho il pdf, perciò incuriosito sono andato a "sfogliarlo" trovando nelle prime pagine proprio una sezione sugli orologi ad acqua. Ma, dopo alcuni disegni schematici di clepsydrae, arrivato alla figura 16 ho trovato questa (che mi pare c'entri poco):
Immagine

Nella mail a Giuseppe ipotizzavo che l'edizione giusta fosse la settima, che ebbe Baillie tra i coautori (insieme a Clutton e Ilbert), ma mi sbagliavo.
Comunque non è importante la figura, quanto il fatto che la memoria del grande F.J. Britten – almeno relativamente a questo episodio – è sicuramente salva, perché all'epoca dei fatti era già nel mondo dei più.
Un piccolo lavoro di ricerca sul celeberrimo "Old Clocks and Watches and Their Makers" mi ha portato a collezionare qualche informazione, che condivido anche per aggiunte e integrazioni.
F. J. Britten (1843-1913) pubblica a Londra la prima versione della sua opera con il nome di "Former Clock and Watch Makers and Their Work" nel 1894. Il buon successo ottenuto lo porta ad una profonda rivisitazione del lavoro ed alla prima edizione di "Old Clocks and Watches and Their Makers" nel 1899 a cui seguono la 2da (1904) e la 3za (1911), sempre più ricche di informazioni.
"Old Clocks..." diventa un riferimento autorevole e riconosciuto nel mondo dell'orologeria, spesso citato nelle bibliografie di altre opere, al punto che il libro continua la sua strada anche dopo la scomparsa di Britten.
La prima edizione postuma è la 4ta (1919), seguita a breve distanza dalla 5ta (1922). Entrambe sono a cura della figlia Annie Britten, che ebbe non solo il grande merito di pubblicare tutto il materiale inedito del padre ma anche quello di coinvolgere la crema del mondo orologiero britannico nel contribuire con nuove informazioni, consolidando il ruolo di riferimento di quella che ormai è diventata una piccola enciclopedia dell'orologeria. Nel suo splendido e celebratissimo "The Marine Chronometer" (1923) R.T. Gould cita più volte "Old Clocks...", descrivendolo come fonte di ispirazione del suo libro e ringraziando proprio Miss Annie per la collaborazione. Comunque, come già detto, la 5ta edizione non contiene ancora il riferimento alle riproduzioni della Pearson-Page, perciò dobbiamo andare oltre.
Passano quasi dieci anni prima di arrivare alla 6ta edizione (1932), stavolta curata dal figlio F.W. Britten, orologiaio di buon livello e autore di saggi di orologeria pratica sullo stile di De Carle. In questa edizione c'è, come evidenzia Giuseppe nel suo articolo, il contributo di G.H. Baillie. Ed è proprio questa, cioè la sesta, l'edizione dove è verosimile che compaia l'errore sugli orologi ad acqua, anche se la certezza assoluta non posso averla.
Non può invece essere l'edizione successiva, come pensavo erroneamente, ma per scoprirlo dobbiamo fare un balzo in avanti di oltre vent'anni. La 7ma edizione (1956) è in effetti uscita a nome di Baillie, Clutton e Ilbert, ma non può essere quella dove compare la famigerata immagine della riproduzione Pearson-Page. Il motivo l'ho scoperto rileggendo un libriccino delizioso, acquistato proprio su suggerimento di Giuseppe: si tratta di Collector's Collection di Cecil Clutton (vedi L'orologio del mese: Settembre parte1).
Nell'introduzione del libro, infatti, Clutton narra con tipico humour inglese la genesi della 7ma edizione di "Old Clocks..." spiegando le peripezie e le difficoltà avute nel cooperare con i due "colleghi" all'epoca ben più quotati di lui, ma anche parecchio più anziani. Baillie purtroppo si spense a lavori appena iniziati, mentre Ilbert cadde presto gravemente ammalato, collaborando per la maggior parte del tempo da un letto di ospedale. Clutton, dal canto suo, si trovò imbarcato in una impresa titanica: la 7ma edizione di "Old Clocks..." è infatti una riscrittura completa dell'opera originale (per questo motivo, tra l'altro, non ottenne critiche unanimi) di cui conserva quasi solo le informazioni sugli orologiai. Come se non bastasse, anche Clutton ebbe i suoi guai: un incidente d'auto in cui si infortunò il braccio destro lo costrinse ad una lunga inattività.
Comunque la 7ma edizione non può essere quella di cui parla il misterioso autore della lettera che apre l'articolo di Giuseppe, sia perché rappresenta un taglio netto rispetto alle edizioni precedenti, sia perché Baillie scomparve molto prima della pubblicazione e sia perché la data di uscita è in ogni caso posteriore allo "scandalo".
Per chiudere, "Old Clocks..." ha avuto altre due edizioni: l'ottava (1973) e infine la nona (1986), ultima edizione ad oggi, di cui non so praticamente nulla se non che ebbero Clutton come curatore principale.

Nota a margine: da questo link è possibile scaricare la 2da edizione (1899) e la 5ta (1922).

Ehi! C'è ancora qualcuno? Sogni d'oroooo! :D
// ocram
P.S. E, sempre a proposito di orologi ad acqua, questo vi ricorda qualcosa?
Immagine

È una riproduzione (con i mattoncini Lego!) dello storico orologio ad acqua di Su Sung, di cui parla diffusamente Landes nel suo Revolution in Time, e c'è persino la sfera armillare! (lo si trova su brickshelf.com)

Ok, ok, non è proprio come avere l'originale. Ma neanche come pagare per vera una riproduzione...
Volete sapere il prezzo? Un affarone! Chiedete con fiducia al Conte Oliver :D
Immagine
:hallo:


Top
 Profilo  
 

MessaggioInviato: domenica 22 aprile 2012, 10:09 
Non connesso
Moderatore
Moderatore
Avatar utente

Iscritto il: martedì 30 gennaio 2007, 6:11
Messaggi: 6662
Località: Pavia
Caro Marco, il silenzio assordante m'induce a chiederti scusa per il cattivo consiglio che t'ho dato.
Ciao
Giuseppe

_________________
entusiasta

Immagine


Top
 Profilo  
 

Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 22 messaggi ]  Vai alla pagina 1, 2  Prossimo

Tutti gli orari sono UTC + 2 ore


Chi c’è in linea

Visitano il forum: dcrosato, gae929 e 33 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Vai a: