1. Storia di orologi e orologieri (… e di campane e campanari).
La nostra storia inizia tra le carte polverose e spesso dimenticate dell’archivio comunale di Condove: il fascicolo 3 del faldone 312 contiene, infatti, gli atti apparentemente completi dell’appalto per la costruzione dell’orologio comunale, dal 1845 al 1851. (Nota 1)
Il sei di aprile del 1845 il Consiglio comunale, in seduta raddoppiata, sotto la presidenza del suo sindaco, Giovanni Battista Gagnor si riunisce per nominare un nuovo custode dell’orologio comunale oltre ad un nuovo campanaro dato che – riferisce il sindaco - “ Germagnolo Stefano, custode dell’orologgio comunale trovasi per una longa sofferta malattia inabile di poter continuare in tale carica” e il signor “Croserio Giuseppe fu Michele, campanaro, attesa la sua età avvanzata prossima agli anni settanta troverebbesi parimenti incapace al regolare servizio del suono delle campane”.(Nota 2)
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Commento file: Il meccanismo dell’orologio ottocentesco restaurato nel 2005 dai condovesi Ferraris Pier Giorgio e Rocci Franco
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2. Le mansioni del custode dell’orologio ...
La scelta del Consiglio comunale, supportata dal parere favorevole del parroco ( le campane si suonano per le funzioni religiose oltreché per le solennità civili e l’orologio comunale si trova collocato sul campanile della chiesa di San Pietro già Santa Maria del prato,(Nota 3) fuori paese) cade su Bocco Giuseppe fu Alessio, nato e residente in Condove, persona ritenuta capace di svolgere entrambi i servizi; anche il salario deciso – 60 lire – comprende cumulativamente il salario del servizio di custode dell’orologio (20 lire) più il salario come campanaro (40 lire). (Nota 4) La deliberazione del Consiglio comunale (allora si diceva l’ordinato del raddoppiato consiglio della comunità di Condove…) venne approvata dall’Intendenza di Susa il 25 aprile, dopo la “annuenza” cioè la lettera scritta di approvazione del parroco di Condove, don Giovanni Andrea Morelli. (Nota 5)
Il 22 giugno dello stesso anno il Consiglio Comunale si ritrovava nuovamente per deliberare “ la capitulazione tra la comunità di Condove e Bocco Giuseppe, custode dell’orologio comunale e campanaro”, per approvare –si direbbe oggi- il contratto fra le parti. Il documento merita di essere letto con attenzione per alcune particolarità che vi sono contenute.
In quanto custode dell’orologio comunale il Bocco Giuseppe ha il compito di “regolarlo e caricarlo secondo le vere regole dell’arte nei tempi e nei modi che esigge la sua costruzione in maniera che le ore siano sempre segnate, battute e ribattute regolarmente”.
Inoltre egli “dovrà pulirlo ed ingrassarlo con oglio d’oliva sempre e quando il bisogno lo esigerà e per più giusta regola del medesimo dovrà uniformarsi alla meridiana solaria”.
L’orologio comunale di cui si tratta, quindi, segna le ore (ha quindi un quadrante e una lancetta o sfera) e le batte e ribatte, le annuncia cioè anche con il suono di una campana colpita a martello, per due volte ogni ora. Inoltre è un orologio a carica giornaliera (lo vedremo in seguito) ma poco importa perché il custode dell’orologio deve comunque recarsi ogni giorno nella camera dell’orologio dove, al mezzogiorno solare vero indicato da una meridiana, “tempera le ore”, le corregge cioè rimettendo a posto – tempo permettendo - il meccanismo dell’orologio con il corso del sole: infatti in Piemonte, come del resto in tutta la penisola, si usa ancora- nel 1845 -il tempo vero solare e l’orologio con la sua marcia uguale e costante, non ha meccanismi che correggano la giornaliera differenza del tempo medio (equazione del tempo) e va, di conseguenza, regolato a mano. (Nota 6)
Dove fosse la meridiana “solaria” necessaria alla regolazione dell’orologio non ci è dato saperlo: il custode si affacciava alle aperture esistenti (non a nord dove la bifora era stata chiusa per la realizzazione del quadrante dell’orologio) per controllare un orologio solare dipinto su qualche casa del paese? Improbabile data la distanza fra la chiesetta di Santa Maria del Prato e le case del capoluogo…La meridiana solaria consisteva in una semplice linea orizzontale segnata sul davanzale della bifora rivolta a sud o in una linea verticale incisa sulla parete dello stipite o sulla colonnina centrale, con il suo minuscolo stilo?
E’ l’ipotesi più probabile data l’imprecisione di qualsiasi orologio solare portatile orientabile con una bussola, ma rimaniamo nel campo delle ipotesi. Come doveva materialmente avvenire giornalmente la carica dei meccanismi dell’orologio e della suoneria? Come, il controllo del mezzogiorno sulla meridiana e immediatamente l’avvio del treno del movimento e della suoneria del mezzogiorno? Non è difficile comprendere che si trattava di un incarico di responsabilità e di una certa complessità.
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Commento file: La Chiesa di Santa Maria “del Prato” nel catasto Zoccola
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Commento file: La chiesa ex parrocchiale oggi dedicata a San Rocco, già San Pietro e anticamente Santa Maria del prato
(XII sec.) in una cartolina d’inizio Novecento.
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note al testoNOTA 1. Archivio Comunale di Condove, Categoria X Lavori pubblici, Classe 1, faldone 312, fascicolo 3. Orologio comunale: costruzione, nomine e regolamento per il custode e il campanaro (1845-1851)
NOTA 2. Sui Croserio di Condove vedi anche il mio: “Un condovese a Parigi: Camillo Croserio e l’omeopatia” Relazione al Convegno “ Simone Felice Camillo Croserio e l’omeopatia: dal Piemonte all’Europa” – Condove 17 gennaio 2004.
NOTA 3. Sulla chiesa di San Rocco, già parrocchiale di Condove sotto il titolo di Santa Maria del prato prima e di San Pietro successivamente vedasi:
Cristiana Aletto, Gabriella Margaira, Il restauro di San Rocco. Per una rilettura del tessuto storico dell’abitato di Condove, in SEGUSIUM n. 34, 1995, pagg. 73-81; Severino Savi, Condove. Chiesa di San Rocco, in La cattedrale di San Giusto e le chiese romaniche della Diocesi di Susa, Alzani, Pinerolo, 1992, pagg.175-194 ( facendo non poca attenzione alle Notizie storiche che contengono diverse imprecisioni e qualche grossolano errore quale ad esempio la confusione tra la cappella dedicata a San Carlo (detta della piazza), poi chiesa parrocchiale settecentesca posta in Piazza San Pietro nel centro storico con la cappella ottagonale ottocentesca dedicata ai santi Rocco e Sebastiano posta sulla attuale Piazza Martiri e demolita nel 1929 per ampliare l’attuale via Cesare Battisti). La posizione “isolata” dell’edificio religioso è ben evidente nella cartografia catastale di fine settecento e nelle più antiche immagini fotografiche del paese.
NOTA 4. Il valore della lira nel 1861, all’indomani dell’Unità d’Italia, è calcolato pari a 9.000 lire “attuali”.
NOTA 5. Nativo di Gravere, fu parroco di Condove dal 1841 al 1846 ( + 23.06.1846) . Vedi: Don Silvio Bertolo, Pier Giorgio Pieruz, Vescovi e sacerdoti nella storia della Diocesi di Susa, Susalibri, 2004.
NOTA 6. Gli orologi meccanici, se non dotati di particolari accorgimenti tecnici (eccentrico a rene o simili) segnano un tempo costante detto tempo medio che si distingue dal tempo vero solare per una differenza giornaliera variabile detta equazione del tempo. In Italia si iniziò ad usare il tempo medio solo all’indomani dell’unificazione del paese ( nel 1868 l’ora media di Roma) mentre il sistema dei Fusi orari venne introdotto nel 1893 e da allora vige il Tempo medio dell’Europa centrale (T.M.E.C.)