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A proposito dei falsi...
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MessaggioInviato: domenica 18 agosto 2019, 7:11 
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Tempo fa ( viewtopic.php?f=70&t=4175&hilit=Eardley+Norton ) avevo postato un mio orologio firmato Eardley Norton London, ma che chiaramente era un falso svizzero, acquistato consapevolmente ma intrigato dallo strano coq a forma d'ariete.
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Nel corso delle mie ricerche sui falsi olandesi ed a testimonianza di come in quel periodo si fosse scatenata una vera e propria invasione di orologi con false firme inglesi, ho trovato 2 documenti che riproduco e poi sintetizzo:

To the Right Honorable the Lords Commissioners of His Majesty's Treasury:
The Memorial of the Master, Wardens, and Court of Assistants of the Company of Clockmakers of the City of London;
SHEWETH,
That in or about the month of December last, Three Dozen of Foreign Watches, in Silver Cases, supposed to be the property of a Russian Jew, were seized, under the provisions of the Act 6 Geo. IV. cap. 107, sec. 53, in consequence of their being engraved with an English name and place thereon, viz. “Eardley Norton, London,” in violation of the said Act, but without any marks or impressions on the Cases, purporting to be those of the Goldsmiths’ Hall; as all English Watches, Silver as well as Gold, must have the Cases assayed and marked at Goldsmiths' Hall, before the Watches can be sold, otherwise the party selling the same, are liable to a heavy penalty, and the articles destroyed.
Your Memorialists beg very respectfully to submit to your Lordships, that if these Watches are permitted to be sold at the Custom-house, as is customary with seized goods, they will eventually be resold in detail as English Watches, to the prejudice of the English Manufacture, which, from causes which it is unnecessary to refer to on the present occasion, is in a most depressed state, and a great number of industrious workmen out of employment, and consequently in great distress-themselves and families wanting the necessaries of life. Moreover, should these Watches be subsequently resold, as of English Manufacture, after having been sold at the Custom-house sale, such resale will, upon the face of the transaction, be illegal, in consequence of the Cases not bearing the marks of the Goldsmiths’ Hall, which, being of Foreign Manufacture, they cannot have; it becomes therefore very probable, that to render the Watches more saleable, false or forged marks will be applied to the Cases; thus adding a second fraud to the first.
It is further to be observed, that these Watches are of very inferior quality, and if exported, would certainly be sold for English, to the great prejudice of the character of the English work.
Your Memorialists therefore pray, that your Lordships will order these Watches not to be so sold, but that the Cases may be dealt with as with Plate seized of Foreign Manufacture, and the Movements to be destroyed.
By Order of the Court,
GEORGE ATKINS, Clerk to the Company. Cowper's-court, Cornhill,
Feb. 25th, 1830.


In pratica si tratta della segnalazione ai Lords del Tesoro da parte della dogana inglese del tentativo d'ingresso di 3 dozzine di orologi in cassa d'argento e con movimenti firmati Eardley Norton di proprietà di un ebreo russo. Il responsabile dell'Ufficio richiedeva il sequestro delle casse e la distruzione dei movimenti che portavano la falsa firma dell'orologiaio. Tutto in considerazione del grave danno che avrebbe portatato quella vendita sul mercato inglese che già soffriva per la crisi del settore.
La risposta fu affermativa e secondo le richieste avanzate:

GENTLEMEN,
Having laid before the Lords Commissioners of His Majesty's Treasury your Memorial, praying that a quantity of Foreign Watches which have been seized, may be destroyed; I have it in command to acquaint you, that my Lords have instructed the Commissioners of Customs to give directions that the Watch Movements may be destroyed, and the Cases rendered unfit to be used as such, and disposed of as Plate seized of Foreign Manufacture, as requested by you.
I am, GENTLEMEN,
Your obedient Servant,
(Signed) J. STEWART,
Treasury Chambers,
12th May, 1830.

Evidentemente il mio orologio o sfuggì alla distruzione o, come più probabile, faceva parte di una diversa spedizione sfuggita ai controlli. Non dimentichiamo che i contrabbandieri lavoravano moltissimo tra la costa da Calais al Merseyside vicino Liverpool dove trovavano rifugio nelle grotte costiere.
Altro esempio che ho trovato è quello di una cassa che porta sia i marchi svizzeri originali e quelli inglesi fasulli. Quì l'inganno è doppio perchè il titolo dell'argento è di .875 (probabilmente .800) mai utilizzato dagli inglesi che usavano solo lo sterling .925.
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da Silver straps
Questi fatti storici mi fanno un pò sorridere pensando al motto "chi la fa l'aspetti". La Nemesi dei falsi cinesi :eek:
Giuseppe

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Re: A proposito dei falsi...
MessaggioInviato: domenica 18 agosto 2019, 11:52 
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Giuseppe l'alce corre veloce e sarà riuscito a scappare :smile:
Anche questa una storia interessante, a conferma non solo che il mercato dei falsi era allora come oggi in grande attività, ma anche di come gli oggetti "sfuggissero" ai controlli e agli "smaltimenti" doganali :eek:

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Luca
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Re: A proposito dei falsi...
MessaggioInviato: giovedì 12 settembre 2019, 12:59 
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Bravo Giuseppe!! Hai beccato e ben spiegato un falso d'epoca, chissà quanti saranno ancora in circolazione. ::boccaap
Alla fine è un interessante testimonianza che il mondo non cambia mai.. 8-) 8-)
Ciaoo Caro!!
Fabry

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Re: A proposito dei falsi...
MessaggioInviato: venerdì 13 settembre 2019, 10:00 
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C'è da considerare che, malgrado fossero meno pregiati dell'originale, abbisognavano comunque di un buon lavoro artigianale. Falsi ma piacevoli.

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Massimo


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Re: A proposito dei falsi...
MessaggioInviato: lunedì 4 novembre 2019, 16:06 
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Iscritto il: lunedì 4 novembre 2019, 14:30
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intervengo in punta di piedi essendo il mio primo post su questo forum, ma vorrei fare un po'di chiarezza sui marchi presenti nell'ultima foto: ritengo che possano essere tutti marchi legittimi, quelli indicati come svizzeri sono in verità estoni (il titolo .875 era un titolo legale per l'argento), i restanti tre sono ragionevolmente marchi legittimi dell'assay office londinese. Gli oggetti dovrebbero essere stati marcati nel 1829, e chi ha controllato l'oggetto lo ha marcato considerandolo declassato a 800 di titolo ... tenete presente che gli assay office devono pronunciarsi soltanto sul titolo della lega utilizzata, una volta controllata la correttezza degli altri marchi (in italia punzone del produttore e titolo legale), ma dubito che all'epoca fosse così semplice tenere un registro aggiornato dei marchi depositati... Non è infrequente trovare i controlli di due assay office (produzione / uscita dall'estonia, ingresso in inghilterra) in oggetti antichi non essendo ancora stata concepita la convenzione di vienna


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Re: A proposito dei falsi...
MessaggioInviato: lunedì 4 novembre 2019, 20:30 
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ADBx ha scritto:
intervengo in punta di piedi essendo il mio primo post su questo forum, ma vorrei fare un po'di chiarezza sui marchi presenti nell'ultima foto: ritengo che possano essere tutti marchi legittimi, quelli indicati come svizzeri sono in verità estoni (il titolo .875 era un titolo legale per l'argento), i restanti tre sono ragionevolmente marchi legittimi dell'assay office londinese. Gli oggetti dovrebbero essere stati marcati nel 1829, e chi ha controllato l'oggetto lo ha marcato considerandolo declassato a 800 di titolo ... tenete presente che gli assay office devono pronunciarsi soltanto sul titolo della lega utilizzata, una volta controllata la correttezza degli altri marchi (in italia punzone del produttore e titolo legale), ma dubito che all'epoca fosse così semplice tenere un registro aggiornato dei marchi depositati... Non è infrequente trovare i controlli di due assay office (produzione / uscita dall'estonia, ingresso in inghilterra) in oggetti antichi non essendo ancora stata concepita la convenzione di vienna

E' vero che i marchi inglesi sono legittimi (ma non sappiamo se autentici), ma il marchio del Lion passant (detto anche sterling mark) presuppone che l'argento abbia il titolo .925 e non .800. Il marchio venne stabilito nel 1544 e nel 1720 venne esteso a tutti gli assay offices. Quindi qualcosa non ha funzionato o a causa di qualche funzionario disonesto o dell'applicazione di marchi falsi. In ogni caso, se tutto fosse legittimo, dovrebbe esserci anche il marchio del fabbricante inglese della cassa che mi sembra manchi. Se la data fosse stata posteriore al 1867 era obbligatorio anche il marchio F (foreign) per l'argento d'importazione.
Grazie per il tuo intervento, contribuisce a dare chiarezza sull'argomento.
Giuseppe

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Re: A proposito dei falsi...
MessaggioInviato: martedì 5 novembre 2019, 0:00 
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Grazie Giuseppe,avevo già letto un tuo trattato a tal proposito,vorrei mettere un appunto sulla richiesta di distruzione di tali orologi con firma falsa.Va ricordato che Roskopf aveva costruito il suo primo orologio "proletario" al prezzo di un mese di stipendio di un operaio,quindi orologi con firma originale avevano prezzi proibitivi ai tempi e introducendo falsi per poche sterline,in proporzione naturalmente, il mercato interno inglese ne avrebbe risentito notevolmente.
Scusami se ho ripreso quello che tu avevi già espresso,volevo solo fare una proporzione di prezzo tra stipendio e orologio


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Re: A proposito dei falsi...
MessaggioInviato: martedì 5 novembre 2019, 7:17 
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aestile ha scritto:
Grazie Giuseppe,avevo già letto un tuo trattato a tal proposito,vorrei mettere un appunto sulla richiesta di distruzione di tali orologi con firma falsa.Va ricordato che Roskopf aveva costruito il suo primo orologio "proletario" al prezzo di un mese di stipendio di un operaio,quindi orologi con firma originale avevano prezzi proibitivi ai tempi e introducendo falsi per poche sterline,in proporzione naturalmente, il mercato interno inglese ne avrebbe risentito notevolmente.
Scusami se ho ripreso quello che tu avevi già espresso,volevo solo fare una proporzione di prezzo tra stipendio e orologio

Questo sarebbe un argomento molto interessante da sviluppare, non solo per il passato ma ancor di più oggi.
Se consideriamo gli orologi meccanici di qualità prodotti in Svizzera (ad esempio un Rolex Datejust) mi piacerebbe sapere, tolto il costo industriale (incluso ammortamenti, costo del lavoro , spese commerciali etc.) quale sia il margine per ogni unità prodotta. Penso che avremmo delle belle sorprese, ma ancora di più per i ricambi.
Poi non parliamo degli orologi che abbiano qualche complicazione, il margine di profitto sale in modo esponenziale. Poi ci sarebbe da fare un discorso a parte sui gruppi che radunano più marchi (ad esempio Swatch), dove le economie di scala vengono bilanciate sia sui diversi Paesi che sui canali di distribuzione.
Oggi l'industria dell'orologeria svizzera ha lasciato ai mercati orientali la fascia popolare, alzando il livello d'immagine e di prezzo dei propri prodotti.
Del resto lo stesso aveva fatto a fine '800/inizi '900, per contrastare gli orologi americani, sceglendo la strada delle complicazioni (ripetizioni quarti e minuti, cronografi, calendario perpetuo, fasi lunari, astronomici, ecc.) a prezzo elevato.
Giuseppe

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