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Il fascino delle trasparenze
Pensiamo quando, la fantasia, l’estro, si fondono con il rigore delle meccaniche e le strabilianti capacita’ manuali di abili maerstri orologiai. Da questa misciela di caratteristiche, nascono veri e propri capolavori, quali gli squelette o “scheletrati”.
Una vera e propria paternita’ a questa tipica lavorazione è difficile attribuirla, gia’ a meta’ del 600, si praticava quest’arte. Probabilmente applicata ai movimenti, da abili maestri che, realizzavano automi e modificavano tabacchiere “all’ora molto diffuse tra’i nobili’” con fini intarsi ed incisioni. Per realizzare questo tipo di modifiche, generalmente si parte da un normale movimento e si devono conosciere approfonditamente, oltre le nozioni di orologeria, le caratteristiche dei vari metalli che si vanno a lavorare.
Come detto, si parte da una base e si comincia con lo sbozzo, che consiste nel segnare prima e poi rimuovere, quelle parti di metallo su ponti e platine, considerati in eccesso per la visione dei meccanismi in movimento.
Dopo questa fase, si praticano piccoli fori dove poter inserire la lama del seghetto a mano e si comincia la fase di taglio. Dopo l’eliminazione del metallo, si devono rifinire le parti, usando prima una fine lima, in seguito diversi tipi di carte abrasive, di differenti grane.
Per le finiture grossolane, vengono anche utilizzati, dei motori con statore e manipolo, dove vengono fissati gli utensili. Questa metodologia, per velocizzare il lavoro, viene adottata per la lavorazione seriale.
Dopo lo sbozzo e la rifinitura, si procede all’incisione. Nelle grandi maison, questa delicata oparazione, viene realizzata da veri e propri maestri miniatori, che a mano libera, con il bulino, realizzano motivi floreali, o scene varie di una delicatezza unica, tanto che quando li si vede all’opera,sembra che il metallo su cui corre la punta affilatissima e delicata dell’ utensile, sia la tela, dove il pittore trasferiscie le proprie emozioni.
Ma in realta’ è tutto calcolato e realizzato con approfondito scrupolo e precisione micrometrica.
Nella fase di taglio è necessario valutare attentamente, la giusta quantita’ di metallo da lasciare, sia per le incisioni, che per il normale funzionamento del movimento, in quanto questa modifica, non deve alterare le caratteristiche di base ed il buon funzionamento della meccanica, in merito a precisione ed affidabilita’.
Le ultime fasi di lavorazione, sono dedicate alla rifinitura che consiste nella lucidatura degli angoli vivi, che vengono profilati e stondati ad arte.
In oltre si procede, ad un approfondito controllo e lavaggio delle parti, per eliminare ogni minimo residuo di polvere, creato durante le varie fasi di lavorazione e la prolungata manipolazione.
In termini prettamente tecnici, questi movimenti, possono risultare, in qualche modo meno affidabili dal punto di vista cronometrico, in quanto realizzati generalmente con ponti e platine in oro, o per l’asportazione di parti considerevoli di metallo, che essendo realizzato in lega termocompensata, possono essere intaccati equilibri a livello molecolare, con ripercussioni sulla precisione. Ma vista la prevedibile “vita” di questi orologi, queste sono puntualizzazioni, si realistiche ma riscontrabili forse, tramite approfonditi controlli di laboratorio e poco riscontrabili nel normale utilizzo di questi segnatempo, che oltre il pregio e la funzione dell’orologio, acquistano, l’unicita’ e la preziosita’ di un vero ed unico gioiello fatto a mano.
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