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Conservazione e revisione orologi da collezione
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MessaggioInviato: martedì 12 febbraio 2008, 14:28 
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Due settimane fa mi ha fatto visita un amico che nel corso degli anni ha collezionato qualche orologio, generalmente acquistato nuovo e messo subito via senza indossarlo. In particolare mi ha portato un cronografo Zenith (calibro 400) , uno Tissot (su meccanica Valijoux 7750) e un Paul Picot (meccanica Lemania 1872), tutti vecchi di circa quindici anni, chiedendomi se fosse il caso di revisionarli.
Essendo, come sapete, un dilettante e non fidandomi di mettere mano su macchine nuove e di un certo pregio, gli ho detto che li avrei tenuti in controllo e, ove necessario, gli avrei consigliato di rivolgersi a un professionista qualificato (ma non alle assistenze ufficiali, pena praticamente il riacquisto degli orologi!).
Ora, per quello che ne so io i problemi che si presentano con orologi fermi da molto tempo sono connessi a) allo scadimento dei lubrificanti b) all'invecchiamento della molla.
Nei fatti, dopo una decina di giorni di prova (i due automatici di giorno sul rotore e di notte con quadrante in alto) ho rilevato che la marcia di tutti e tre non e' disdicevole: tutti e tre tendono solo a ritardare leggermente dopo qualche ora dalla carica (gli automatici, ovviamente, quando tolti dal rotore). Inoltre, man mano che i giorni passano, il loro comportamento diviene sempre più regolare, probabilmente al diffondersi della lubrificazione residua.

Cosa devo consigliare? C'è qualcuno che può condividere la sua esperienza su questa questione?

Grazie a tutti :)


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MessaggioInviato: martedì 12 febbraio 2008, 15:37 
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Se li vuole indossare e non lasciarli nella bacheca, dopo un tempo così lungo è necessario lavarlo e oliarlo nuovamente, altrimenti usandolo si righeranno i perni, rovina rubina ecc.ecc. La molla non penso sia indispensabile, ma quando si apre il tutto vale la pena farlo, dato il costo relativamente basso. Mentre se decide di indossarlo sporadicamente, può correre il rischio, in movimenti di pregio non mettono normalmente oli vegetali ma sintetici, in teoria non dovrebbero degradare prima dei 30/50 anni anche se molti non sono dell'idea, a me l'ha detto un ing. chimico del centro ricerche del cnr di provata esperienza. Giustamente come hai detto, girando l'orologio sembra andare meglio ed in effetti è così se l'olio è buono. Questo è il bivio della scelta :grin:
Saluti

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MessaggioInviato: martedì 12 febbraio 2008, 16:27 
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Grazie, Fabrizio. Anche io sono a conoscenza del fatto che i lubrificanti sintetici non dovrebbero degradare per un lungo periodo, tuttavia c'è sempre un problema legato alla variazione di viscosità nel tempo e, sopratutto, alla loro distribuzione poichè in movimenti fermi per un lungo periodo è certo che i lubrificanti tendano ad accumularsi a seconda della posizione di conservazione. Per quanto riguarda i rubini ed i perni, non ho esperienza dell'effetto abrasivo di eventuali attriti se non nel caso di orologi lasciati aperti e in stato di lubrificazione veramente cattivo.
:ops:


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MessaggioInviato: mercoledì 13 febbraio 2008, 10:29 
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La marcia è un elemento, ma non quello determinate, per stabilire se l'orologio necessita di revisione o meno.
Meglio sarebbe verificare l'angolo di rotazione del bilanciere il cui valore è molto più indicativo dello stato di salute generale dell'orologio.
Ciao Giancarlo


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MessaggioInviato: mercoledì 13 febbraio 2008, 17:06 
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Sì, ci ho pensato, e la questione per me è complicata: se da un lato ad una amplitudine di oscillazione ridotta dovrebbe associarsi un'anticipo (il passaggio, per esempio, da 255 a 185 gradi, si ripercuote sensibilmente sulla marcia), dall'altro il maggiore attrito nei treni giocherebbe a favore di un ritardo - cosicchè i due effetti si compenserebbero e la marcia risultante non dovrebbe essere indicativa dello stato del movimento.

Cosa intende tuttavia Giacomo dicendo "bisogna vedere per "quanto" marcia"? Si riferisce ad un possibile arresto anticipato rispetto alla riserva di carica teorica?

::-pensss


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MessaggioInviato: mercoledì 13 febbraio 2008, 17:34 
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Allora il problema è: quale dovrebbe essere la riserva di carica reale?
Io ho verificato che orologi nuovi e uguali, con riserva di carica dichiarata dalla casa di 48 ore possono in realtà marciare alcuni per 47 e altri per 50 ore, senza che vi sia nulla di problematico.

Perchè un orologio sia da revisionare, allora, quanto dobbiamo giudicare ridotta la riserva: del 20-30% (cioè il movimento si arresta dopo 35-40 ore invece che 48)?

:blackeye:


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MessaggioInviato: giovedì 14 febbraio 2008, 11:31 
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Per fare una diagnosi è inutile approfondire gli effetti collaterali che un dato malfunzionamento provoca (regolarità di marcia, riserva di carica, etc)
Bisogna capire se e perchè l'amplitudine è bassa.
Nel caso di un insufficente amplitudine, ricercarne la causa che generalmente dipende da: eccessivi attriti nel treno ruote, gruppo scappamento e bilanciere che impediscono al bilanciere stesso di ricevere un impulso sufficentemente forte da farlo ruotare adeguatamente.
L'attrito eccessivo può dipendere da una molla di carica poco "performante" ma sopratutto dalla lubrificazione inadeguata (vecchia lubrificazione essiccata e sporcizia varia),

Ciao. Giancarlo.


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MessaggioInviato: giovedì 14 febbraio 2008, 12:33 
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Grazie, Giancarlo. Provvederò a controllare l'amplitudine. Posso farlo dopo due-tre giorni o è necessario far camminare i movimenti per più tempo al fine di dar modo ai lubrificanti di ridiffondersi un po'?
Inoltre ho letto che lo Zenith 400 ha una lubrificazione a secco. Io non ne ho mai smontato uno e non ho neanche le guide tecniche. Ne sapete qualcosa?


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MessaggioInviato: giovedì 14 febbraio 2008, 13:24 
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[quote="antgesualdo"] Posso farlo dopo due-tre giorni o è necessario far camminare i movimenti per più tempo al fine di dar modo ai lubrificanti di ridiffondersi un po'?
quote]

Cosa intendi per "ridiffondersi"?
Se ti riferiscci ad una sorta di scioglimento del lubrificante dopo un lungo periodo di inattività dell'orologio che ne ha provocato un decadimento/essiccazione, non credo che questo avvenga in misura determinante.

Se invece ti riferisci ad una ridistribuzione del lubrificante perchè questo può essere migrato in aree attigue, ugualmente credo che questo non accade.

Insomma la prova al cronocomparatore la puoi fare quando credi perchè i lubrificanti non possono "resuscitare" :)
Ciao. Giancarlo.


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MessaggioInviato: giovedì 14 febbraio 2008, 13:51 
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Si, Giancarlo, è vero, tuttavia è esperienza comune che un movimento - anche se nuovo e fermo da qualche mese - ha sempre bisogno di qualche giorno per "rimettersi in palla", e questo in una certa misura è ricollegabile alla lubrificazione. Dal mio antico esame di chimica applicata all'università (oltre venticinque anni or sono) ricordo che i lubrificanti sintetici sono composti con struttura molecolare complessa e che sono soggetti ad alterazione di viscosità con l'agitazione, per cui una certa modificazione - anche con il calore dell'attrito - vi sarà sempre. Non dubito che tu abbia perfettamente ragione per movimenti molto essicati, ma quando la situazione è intermedia cosa si può dire?

Il mio problema, in verità, è che sono sempre esitante a mettere mano su qualcosa che potrebbe non averne bisogno!

:scared:


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MessaggioInviato: giovedì 14 febbraio 2008, 21:52 
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Sì, Giacomo, questo è senz'altro vero. Io comunque sono sempre titubante a procedere per conto di amici.
Ho trovato questo forum molto interessante e tutti voi estremamente competenti, ma, se mi consentite, per spiegarmi devo fare un'osservazione generale sui tecnici e sulle revisioni.
Perlomeno a Napoli molti professionisti lavorano in maniera discutibile: io ho visto personalmente orologi aperti malamente, teste delle viti rovinate e riparazioni quantomeno tirate via (per tacere dei concessionari che dicono di mandare l'orologio alla casa madre e lo spediscono invece al vicolo più vicino).
Poichè sono un pignolo e ho qualche modesta competenza acquisita dal parente che mi ha lasciato l'attrezzatura, degli amici si rivolgono a me per i loro problemi e io, per passione, invece di andare alla partita mi rilasso riparando (quando ci riesco) orologi. Quantomeno non faccio danni, nel senso che con molta attenzione non rovino mai nulla - al massimo rinuncio (ma mi è capitato raramente).
D'altro canto per smontare un cronografo, metterlo a bagno in vasca, lubrificarlo e rimontarlo, cercando di metterlo a punto il meglio possibile, ci impiego in media quattro-cinque pomeriggi. Immagino che se qualcuno di voi maestri ci mettesse lo stesso tempo dovrebbe chiudere l'attività, pertanto non mi sento di togliere il lavoro a nessuno.
Ciò detto, prima di procedere sono molto cauto: un mio carissimo amico chirurgo sconsigliava sempre ogni tipo di intervento - se non assolutamente necessario - dicendo: in sala operatoria si sa sempre come si entra e non si sa mai come si esce... ::-messomale


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MessaggioInviato: lunedì 18 febbraio 2008, 2:04 
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antgesualdo ha scritto:
Sì, Giacomo, questo è senz'altro vero. Io comunque sono sempre titubante a procedere per conto di amici.
Ho trovato questo forum molto interessante e tutti voi estremamente competenti, ma, se mi consentite, per spiegarmi devo fare un'osservazione generale sui tecnici e sulle revisioni.
Perlomeno a Napoli molti professionisti lavorano in maniera discutibile: io ho visto personalmente orologi aperti malamente, teste delle viti rovinate e riparazioni quantomeno tirate via (per tacere dei concessionari che dicono di mandare l'orologio alla casa madre e lo spediscono invece al vicolo più vicino).
Poichè sono un pignolo e ho qualche modesta competenza acquisita dal parente che mi ha lasciato l'attrezzatura, degli amici si rivolgono a me per i loro problemi e io, per passione, invece di andare alla partita mi rilasso riparando (quando ci riesco) orologi. Quantomeno non faccio danni, nel senso che con molta attenzione non rovino mai nulla - al massimo rinuncio (ma mi è capitato raramente).
D'altro canto per smontare un cronografo, metterlo a bagno in vasca, lubrificarlo e rimontarlo, cercando di metterlo a punto il meglio possibile, ci impiego in media quattro-cinque pomeriggi. Immagino che se qualcuno di voi maestri ci mettesse lo stesso tempo dovrebbe chiudere l'attività, pertanto non mi sento di togliere il lavoro a nessuno.
Ciò detto, prima di procedere sono molto cauto: un mio carissimo amico chirurgo sconsigliava sempre ogni tipo di intervento - se non assolutamente necessario - dicendo: in sala operatoria si sa sempre come si entra e non si sa mai come si esce... ::-messomale


Scusami ma il tuo amico chirurgo ha a che fare con l'anestetico, noi no.
Facendo danni si acquisisce sicurezza.... :(

Saluti


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MessaggioInviato: lunedì 18 febbraio 2008, 14:17 
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mariano ha scritto:

Scusami ma il tuo amico chirurgo ha a che fare con l'anestetico, noi no.
Facendo danni si acquisisce sicurezza.... :(

Saluti


Speriamo che in medicina non acquisiscano sicurezza facendo danni... ::--nonfarlo

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MessaggioInviato: giovedì 21 febbraio 2008, 18:06 
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Che in medicina si acquisisca sicurezza facendo danni è purtroppo probabile, come in tutte le attività umane... :-(

Per la questione posta da Antonio, invece, la soluzione mi sembra assai più semplice: se un collezionista tiene i suoi orologi in cassaforte e non ha intenzione di usarli, può evitare ogni revisione e certamente ogni rischio connesso a qualunque operazione. A meno che non li tenga in umido, non succederà nulla! Se invece ha intenzione di usarli, allora, come fa giustamente notare Giacomo, una revisione dopo quindici anni è doverosa.


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