Questo mio intervento è ispirato ai due articoli
illuminanti redatti dai nostri amministratori:
Spianare le pinzette
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... t=pinzette
di Oldtime
Come fare una punta alle pinzette
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... t=pinzette
di JCH -Giacomo
Ai quali rimando per eventuali chiarimenti in merito. Questo vuol essere solamente un mio modesto contributo per dimostrare come partendo da una pinzetta quasi da buttare se ne può ottenere una decente, almeno per un hobbista come me.
La pinzetta in esame non è di eccelsa qualità però ha subito varie vicissitudini in altre mani ed un attimo prima di buttarla me la sono fatta dare tentandone il recupero.
Lo stato iniziale
Prima fase: effettuo una pulizia accurata con acetone e diluente sintetico o altri sgrassanti fino a togliere i residui di colle, grassi ed altro presenti su di essa.
Inizio a raddrizzare le punte utilizzando una normale pinza a becchi piatti (in questo caso una normale pinza utilizzata in ambito elettronico).
L’operazione deve essere di raddrizzamento senza forzare eccessivamente tendendo più a tirare che a piegare le punte, un pò come si dovrebbero fare per raddrizzare i pivot degli assi bilancieri. Porto la pinzetta a questo livello.
Pareggio le punte con un leggero movimento rotatorio tenendo la pinzetta tra le dita, in prossimità delle punte, su una foglio di carta smeriglio (granitura intorno a P320) poggiato su superficie dura (l’ideale è un vetro) oppure utilizzo la pietra india, la scelta tra l’una e l’altra può essere fatta a livello personale (come uno si trova meglio) e non pregiudica il risultato finale.
Mi raccomando di tenere la pinzetta il più possibile perpendicolare alla superficie abrasiva e lavorare per gradi senza tentare di fare tutto in solo passaggio, quindi graduare la pressione applicata e controllare sempre il risultato parziale.
Alla fine si ottiene questo risultato.
Inizio a lavorare sulla punta in modo da ricrearla, tenendo la pinzetta abbastanza inclinata (40-45°i) in modo da ottenere una parte terminale appuntita ma non debole.
Anche qui uso prima carta P320 poi scendo gradualmente con la forza e con la grana, per dare una bella finitura, fino a P800.
Fatta la punta procedo a lavorare i fianchi terminali e le superfici esterne tenendo la pinzetta molto inclinata in modo che la mia lavorazione si raccordi al corpo in maniera corretta, qui si deve riprodurre la forma originale il più possibile.
Nella foto si vede il vetro usato sotto alla carta smeriglio. Anche qui uso graniture sempre più fine come indicato sopra.
Durante la lavorazione è importante procedere per gradi e controllare spesso il risultato. Oppure effettuare un controllo continuo da collaboratore con la vista buona.!!!
Controllo che le punte combacino abbastanza bene e siano allineate.
Dopo procedo alla lavorazione della parte più importante delle pinzette: le superfici di contatto interne. Per fare questo, a seconda della quantità di materiale da asportare, procedo con un pezzetto di carta smeriglio di granitura sempre più fine piegato in due (come da foto) sul quale stringo la pinzetta con forza proporzionale alla granitura dell’abrasivo.
Controllo sempre lo stato delle superfici e, in controluce, come combaciano le punte. L’ideale è avere un perfetto contatto nell’ultimo tratto della punta per 1 o 2 mm.
Le superfici interne (nella parte terminale a contatto con il pezzo) devono essere più lisce possibili in modo da non lasciare segni sui particolari che vengono stretti (viti, ruote, ponti…).
Se si ritiene necessario effettuare anche un passaggio con un brunitore, con una goccia di olio, stringendolo con la pinzetta e muovendola avanti ed indietro, anche qui la pressione che si applica deve essere proporzionata a quello che si vuole ottenere (e a anche qui procedere sempre per gradi).
Nella foto si notano ancora delle piccole striature sulla superficie interna ma l’ingrandimento è abbastanza alto ed ai fini pratici, per il mio livello qualitativo, sono accettabili. Se si vuole un finitura a specchio conviene utilizzare nella fase finale della carta smeriglio (dette anche carta seppia) del grado P1200.
Nell’ultima fase effettuo una lucidatura esterna procedendo con carte abrasive via via più sottili per ripristinare l’aspetto estetico originale.
Tutto quanto riportato è stato appreso frequentando il nostro forum, in particolar modo i due post inseriti all’inizio, e tramite piccole sperimentazioni personali. Questo mio ha solamente la pretesa di essere d’aiuto ai principianti che si trovano a disporre di poche risorse e strumenti inefficienti per l’incuria e con poco sforzo possono riportarli alla loro piena funzionalità.
Sperando di essere stato d’aiuto a qualcuno (e soprattutto di non aver scritto delle scemenze) vi auguro Buon Lavoro.
Pier Paolo