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Carissimi Amici
Essendo stato uno dei più accaniti bollinari,mi pare giusto spendere qualche parola.
Non per alimentare polemica,ma per amore di giustizia.
Su questo devo però fare forte premessa.
Il buon Nematos (Davide ) pur non essendo un orologiaio ed essendosi affacciato a questo mondo relativamente da poco tempo,poco più di un anno,ha dato ampia prova di una manualità non comune.
Forte caparbietà,nel migliorarsi,e una forza di carattere,non indifferente,nel difendere idee e progetti.
Non posso certo considerarlo una delusione,anzi se vi è persona della quale provo stima e simpatia è proprio lui.
Se ci siamo per così dire scornacchiati,è per una diversa esperienza di vita.
L'orologeria è il mio mondo,e seppure non si possa mai dire io Sò,perchè è infinitesimale,l'esperienza personale,rispetto a quello che vi è da imparare.
Posso dire che sarebbe deludente,se non potessi sostenere un confronto con un neofito. Almeno sull'esperienza personale pratica.
La brillante dialettica di Davide,la sua innegata capacità di dare ottimi post,ricchi di bellissime fotografie,dove devo dargli atto ha una forte cura del particolare,oltre una esperienza di macro o microfotografia non da poco,si è scontrata,con un mondo che segue regole un po' particolari,di meccanica certo,ma una meccanica diversa,che deve essere capita,in quanto fuori dai comuni canoni.
Ed è stata solo questa la causa di un mio inalberarsi, perchè venivano meno esperienze pratiche,che potevano tracciare una strada non corretta e piena di lacune,o peggio false verità,forse meglio chiamarle errori di parallasse
L'impernaggio di un asse,non mi trova solo in accordo,su un asse da bilanciere,o quasi al pari,su una ruota scappamento,e pochissimi altri casi.
Per un unico motivo,a meno di una fortuna sfacciata,fare un centro preciso è praticamente utopia.
Purtroppo o per fortuna. il gruppo scappamento,è il cuore pulsante di un orologio meccanico,un suo infinitesimo errore si ripercuote in maniera macroscopica sulla precisione del conteggio del tempo.
Per la ruota scappamento è un avvicinarsi ed allontanarsi dai levè dell'ancora,quindi un variare ad ogni giro dell'ampiezza del bilancere,influenzando quindi le alternanze.
In questo caso,però l'errore è ripetitivo,costante nel tempo,quindi se minimo, non riusciremo ad avere un grafico lineare ad esempio nel controllo visibile sul cronocomparatore,ma potremo egualmente stabilire una marcia,difettosa,ma costante.
Sull'asse del bilanciere,invece,l' errore si ripercuote in un disassamento del volano,quindi una marcia variabile ed incostante a seconda della posizione dell'orologio.
L'inpernaggio di una ruota,invece è fattibilissimo,perchè un errore minimo,non viene nemmeno considerato,perdendosi,nell'attrito,tra ruota e pignone,badate ho detto errore minimo,che non comprometta il gioco di dentatura ed il suo scorrere regolare.
Sul rifacimento totale di un asse,certo nel piccolo è molto difficile raggiungere la precisione media di quelli di fabbrica.
Sopratutto,mantenere la medesima tempera e rettifica.
Ma esistono procedure che consentono una lavorazione tipo,per cui il risultato del manufatto,ha notevole precisione e sopratutto può competere con quello di serie.(importante è il materiale di base adatto al lavoro)
Una è appunto quello di farlo a pezzo unico,senza mai estrarlo dal mandrino,lasciando appunto solo il lavoro di lappatura in finitura,da eseguirsi in seconda istanza.
Il migliore e forse l'unico con la precisione migliore,unicamente perchè non ha vincoli meccanici,è la lavorazione sulle punte.
Il manufatto,viene imbrigliato tra due contropunte,il moto trasmesso dal menabrida.
In questo modo,si eliminano totalmente le vibrazioni ed i vincoli della macchina.
poco importa se le punte non sono perfettamente centrate tra loro.
il pezzo in lavorazione,ruoterà sempre nello stesso modo(non deve chiaramente avere gioco di rotazione)
Le contropunte sono fisse,non possono trasmettere vibrazione di scentratura alcuna.
Il bulino,libero da ogni vincolo,poggiato sul guidabulino,è guidato dall'operatore.
Il pezzo sarà rifinito in funzione della capacità di chi tornisce,sempre fermo,stabile nella posizione di lavoro.
Penso sia l'unico modo per un fai da tè,senza una stazione di lavoro.
oltretutto il tornio è di una banalità macroscopica.
Basta osservare un vecchio tornio da orologiaio,il vero tornio da orologiaio.
Spartano da paura,due guide a contropunta,una con menabrida,ed il poggiabulino,stop.
Tutto il resto è nelle mani dell'operatore.
Certo serve buon allenamento,ma è il più preciso e completo modo di realizzare un asse.
Il tempo di lavoro,non è diverso da quello di macchine più moderne,come il Boley o Lorch o similari, è solo di maggiore capacità di lavoro.
Il lavorare a bulino,libero(utensile)permette di svincolarsi dalla macchina.
L'essere senza imbrigliatura,permette di seguire il pezzo,al centesimo ed oltre,senza dovere avere un carro croce,tarato da rettifica,quasi fuori dalla portata dei comuni mortali.
Un altro mezzo,molto più veloce ma che si presta solo per operazioni di serie,è quello di attrezzare il tornio,a copia.
Il carrello,in questo caso il croce,è vincolato solo da una maschera a pantografo.
Per pantografo intendo un dispositivo a braccia incrociate che rapporta in riduzione calibrato lo spostamento,rispetto ad una sagoma a campione.
Anche questo mezzo,consente lavorazioni estremamente veloci e precise,ma serve realizzare una maschera a profilo,2/1 o superiore.
Avere il carrello con il pantografo.
Non ne ho mai visto uno in circolazione,e se lo becco lo posto,è uno spettacolo vederlo al lavoro.
era il vecchio metodo con cui gli orologiai costruivano i pezzi in serie,prima dell'avvento del CNC e delle unità di lavoro.
Penso che ancora oggi siano decisamente più competitive,dato il basso costo di macchina in proporzione.
Certo serve un operatore preparato e che produca.
(il Cnc,lo guardi,il lavoro lo fà lui,non prende il caffè,ne ha sindacato,non và al gabinetto ecc.ecc è lo schiavo ideale.)
Tuttoggi in scala 1/1 potete vedere esempi di questa forma di lavoro.
Li avrete avuti sottomano,ad esempio ogni volta che in ferramenta vi siete fatti fare una copia della chiave apertura serratura.
Mi fermo qui vi o tritato oltre misura
Un salutone
Pierino la peste
Ps Dimenticavo di precisare che il riporto di parte di asse da bilancere,era una pratica diffusasi,sopratutto in tempo di guerra,e subito dopo,causa,prima la scarsità di mezzi,secondo la velocità di operazione.
La quale permetteva con mezzi modesti una riparazione,certo a scapito del risultato.
Che comunque veniva fatto,con l'ausilio del tornietto da pivot.
E la precisione senza dubbio maggiore di una foratura,anche se sempre lacunosa.
Grazie Nematos di avere trovato i tappi per asse,nemmeno me li ricordavo più,pur avendone qualche esemplare tra i cilindri,d'epoca.
Li avevo addirittura scordati
Ma come dice giustamente Nematos,un taccone permette almeno un proseguo di un servizio,seppure sempre un taccone,e limitato nel risultato.
In quel tempo si giuntavano anche le molle di carica,con due pieghe a gancio,non potendo nemmeno saldarle.
E chiaramente si ricorreva alla punzonatura detta ad arte da un orologiaio cane,per ridurre i giochi alle boccole.
Tutti espedienti,certo lodevoli,quando i mezzi sono scarsi,almeno fanno rivivere un orologio.
Ma non oserei chiamarle riparazioni e meno che mai restauri.Appunto tacconi o toppe.
Ma quando si ha le toppe al culo,può essere di moda farle anche all'orologio,speriamo solo che questi tempi non tornino,visto l'andazzo generale.
_________________ L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione

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