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MessaggioInviato: sabato 13 agosto 2011, 8:16 
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Davide sono certamente convinto che la "presunta" causa della rottura delle molle lavate in benzina è da ricercare altrove, infatti nell'ultima frase del mio intervento precedente ho scritto:

Comunque ci sono, a mio parere, altre cose da valutare e considerare, in questo specifico argomento, piano piano ci arriviamo.

Il mio intervento era rivolto a "Stefanoc" per fargli capire la differenza tra temperature e velocità di raffreddamento prendendo come esempio appunto i trattamenti termici sull'acciaio.

Comunque siccome l'argomento mi intriga, passerò la giornata a studiare........

UN SALUTO :hallo:

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Prima di ogni lavoro, prima di ogni orologio, un pensiero sarà sempre dedicato al mio Maestro e grande amico Pierino la Peste.
Pieri', ogni tanto dai un'occhiata quaggiù e dacci l'ispirazione per lavori degni di Te!


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MessaggioInviato: sabato 13 agosto 2011, 12:46 
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Perdonatemi ma non so dare una spiegazione scientifica...una leggenda non è visto quello che capitava a me con le molle lavate con la benzina: il novanta per cento si rompeva anche dopo un mese dal lavaggio...usandole...;
se fossero blu non ricordo, non l'ho più fatto; poi le ho sempre lavate con rubisol e lubrificate fuori dal bariletto con una spugnetta intrisa d'olio :-D
Ciao!

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MessaggioInviato: sabato 13 agosto 2011, 12:54 
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azariah ha scritto:
Perdonatemi ma non so dare una spiegazione scientifica...una leggenda non è visto quello che capitava a me con le molle lavate con la benzina: il novanta per cento si rompeva anche dopo un mese dal lavaggio...usandole...;
se fossero blu non ricordo, non l'ho più fatto; poi le ho sempre lavate con rubisol e lubrificate fuori dal bariletto con una spugnetta intrisa d'olio :-D
Ciao!


Grazie per la testimonianza, Almeno ora abbiamo la certezza che non si tratta di una leggenda.
Spero si aggiungano altre testimonianze di professionisti.

Il problema che a me intriga assai però è il perché le molle si debbano rompere dopo lavaggio in benzina.

UN SALUTO :hallo:

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MessaggioInviato: sabato 13 agosto 2011, 13:51 
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...una testimonianza è un po poco, soprattutto se è quella da cui parte l'affermazione, comunque è già un punto di partenza per fare delle indagini...che però già mi sembra di aver capito diventano vaghe sul nascere, in quanto non abbiamo la certezza del colore della molla...

Però a questo punto vorrei chiedere di cosa stiamo parlando, ovvero nel corso di X anni, quante rotture hai potuto rilevare?

Inoltre, ricordi in quale punto si rompeva la molla?
Era sempre più o meno lo stesso punto o variava in modo casuale?
Di quale molle stiamo parlando, di orologio da polso/tasca oppure di pendoli?
Ricordi se per caso prima del trattamento con benzina la passavi in TiBi o altre soluzioni decapanti?

Grazie per l'attenzioe che vorrai dedicarmi!

P.S.: ovviamente il tutto è solo a scopo divulgativo e conoscitivo senza alcun fine di discredito nei confronti di qualsivoglia teoria o fatto realmente verificatosi...

Ciao
Davide


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MessaggioInviato: sabato 13 agosto 2011, 13:56 
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nematos ha scritto:
...una testimonianza è un po poco, soprattutto se è quella da cui parte l'affermazione, comunque è già un punto di partenza per fare delle indagini...che però già mi sembra di aver capito diventano vaghe sul nascere, in quanto non abbiamo la certezza del colore della molla...

Però a questo punto vorrei chiedere di cosa stiamo parlando, ovvero nel corso di X anni, quante rotture hai potuto rilevare?

Inoltre, ricordi in quale punto si rompeva la molla?
Era sempre più o meno lo stesso punto o variava in modo casuale?
Di quale molle stiamo parlando, di orologio da polso/tasca oppure di pendoli?

Grazie per l'attenzioe che vorrai dedicarmi!

P.S.: ovviamente il tutto è solo a scopo divulgativo e conoscitivo senza alcun fine di discredito nei confronti di qualsivoglia teoria o fatto realmente verificatosi...

Ciao
Davide


Quoto in particolare il P.S.

Piccola correzione: Grazie per l'attenzione che vorrete dedicarci!
Davide perdonami ma sono intrigato sull'argomento!!!

UN SALUTO :hallo:

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MessaggioInviato: sabato 13 agosto 2011, 15:10 
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A questo punto, siccome io la molla l'ho lavata sia nel tibi che nell'esano è diventata un'ottima cavia, non mi rimane che usare l'orologio una volta rimontato, e se si dovesse rompere o tra un mese o poi lo farò presente a tutti voi. Vediamo in che zona si rompe, e se qualcuno la vorrà esaminare non c'è problema.... A proposito, sarebbe interessante a questo punto provare a lavare altre molle in questo modo, orologi economici naturalmente, giusto per vedere se si romperà. e tra quanto..... più cavie ci sono più i risultati sono attendibili!


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MessaggioInviato: sabato 13 agosto 2011, 18:15 
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Sono andato a riprendere il sacro testo "L'orologiaio Riparatore" di Donald De Carle e ho estratto la piccola parte di cui stiamo discutendo.
Anche in lingua originale per cui se tra gli amici c'è qualcuno che conosce a menadito l'inglese potrà giudicare se ci sono interpretazioni personali o errori del traduttore.

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Quello che stona secondo me è il fatto che il De Carle definisce MISTERIOSE le rotture, possibile che nessuno del suo calibro, ne i costruttori di molle e tanto meno le case orologiere non abbiano mai indagato con rigore scientifico la causa di tali rotture.........

Leggendo poi attentamente si capisce che NON è la benzina che rompe le molle ma il fatto di rimuovere l'olio vecchio...........

IL MISTERO SI INFITTISCE!!!!!!!!!

Per cui tutto quello sinora discusso circa il repentino raffreddamento delle molle non ha più senso...........Almeno secondo il De Carle.....

Poco importa ce lo teniamo come cultura personale.
Comunque leggendo altri sacri testi, nessuno accenna a questo fenomeno!

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MessaggioInviato: sabato 13 agosto 2011, 18:57 
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MacGyver ha scritto:
Anch'io apporto la mia testimonianza riguardo l'argomento che si sta' dibattendo:circa due mesi fa ho revisionato un Perseo degli anni cinquanta. Ho lavato la molla ( metallo blu) in esano, lubrificata e rimontata. Dopo tre o quattro giorni, mentre davo la carica all'orologio, molla si e' spezzata. Ho rismontato il bariletto ed ho constatato che si era spezzata a circa due terzi della sua lunghezza partendo dall'asse del bariletto. Sara' che l'ho lavata in esano? Che l'ho rimontata a mano magari torcendola inavvertitamente? Non saprei. Ciao


Grazie per la testimonianza e l'accurata descrizione.

UN SALUTO :hallo:

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MessaggioInviato: sabato 13 agosto 2011, 19:09 
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...Grazie Maurizio, ottimo intervento...

Nella versione Inglese credo vi sia un refuso, in quanto nella frase:

...and place all but ...(ma qui non manca un NOT...?)... the mainspring in the benzine...

A questo punto posso dire di aver revisionato tre Parigine in tempi diversi, erano i miei primi lavori e non solo inizialmente avevo immerso il bariletto chiuso nel TIBI e poi in benzina, ma successivamente acquisendo un po più di partica e fiducia nelle mie capacità, le avevo rismontate, in un caso rifatto un foro di aggancio ad una molla e sempre lavato tutto in TiBi e benzina e poi rimontato tutto...ma ad oggi e credo che sia passato circa un anno dall'ultimo intervento non si sono verificate anomalie di alcun genere...

L'unica cosa che però non ho mai fatto è stata quella di passare un panno sulla molla stirandola come suggerito...infatti anche il De Carle poi parla di rimozione totale dell'olio che avviene meccanicamente per strofinio con un panno...

Non vorrei che quell'operazione, come detto sul De Carle, anche se eseguita in modo delicato può creare delle distensioni nel materiale, e se questo ha già qualche problema di vecchiaia e qualche cricca, si rischia di peggiorare la situazione portando poi a quello che appunto viene definito come una "misteriosa" rottura.
Infatti già l'operazione di estrazione stressa la molla in modo anomalo, se poi consideriamo l'operazione di riposizionamento, la situazione diviene delicata...

Se ci pensate, quando si passa il panno, si costringe la molla a flettere esattamente in modo opposto a quello nella quale si è sempre trovata a lavorare, e come sappiamo, ma come anche il De Carle cita, le fibre di una molla (o di qualunque altro materiale) sottoposte a flessione, da una parte tendono ad allungarsi e dall'altra a comprimersi.

Nel caso di una molla, magari piegata da anni, le fibre hanno ormai assunto un loro assestamento specifico e qualunque tentativo volto a variarne la loro struttura a freddo, quindi senza apporto di energia, risulta distruttivo causando delle fratture nella struttura molecolare.
Queste fratture di piccola entità, in una molla di piccolo spessore e sottoposta ad un lavoro alternato, potrebbero innescare facilmente delle rotture per fatica.

La prova pratica può essere quella di provare a raddrizzare a freddo un pezzo di ottone piegato a caldo...si romperà immediatamente presentando una superficie porosa, tipica dello strappamento delle fibre del materiale.

Vorrei chiedere a MacGyver, se ricorda...se sulla molla rotta non vi fossero tracce di usura, ruggine, graffi o altro...e se ha praticato la pulizia della molla con il panno, come si suggerisce normalmente...

Proseguiamo nella nostra ricerca che credo sia molto interessante...e attendiamo nuove testimonianze!

Ciao
Davide


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MessaggioInviato: sabato 13 agosto 2011, 19:53 
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nematos ha scritto:
...una testimonianza è un po poco, soprattutto se è quella da cui parte l'affermazione, comunque è già un punto di partenza per fare delle indagini...che però già mi sembra di aver capito diventano vaghe sul nascere, in quanto non abbiamo la certezza del colore della molla...

Però a questo punto vorrei chiedere di cosa stiamo parlando, ovvero nel corso di X anni, quante rotture hai potuto rilevare?

Inoltre, ricordi in quale punto si rompeva la molla?
Era sempre più o meno lo stesso punto o variava in modo casuale?
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Ricordi se per caso prima del trattamento con benzina la passavi in TiBi o altre soluzioni decapanti?

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P.S.: ovviamente il tutto è solo a scopo divulgativo e conoscitivo senza alcun fine di discredito nei confronti di qualsivoglia teoria o fatto realmente verificatosi...

Ciao
Davide


Carissimo, avrei dovuto fare un'indagine allora; ero agli inizi della carriera, sono passati quasi trent'anni.
ricordo però che si rompevano alla prima spira grande partendo dal centro; si trattava di orologi da polso e tasca, per quelle dei pendoli non mi veniva neanche in mente di usare la benzina, usavo uno straccio che non lasciava peli, imbevuto di gasolio!
Certo è che dopo una decina di rotture "misteriose" avvenute poco dopo la revisione, aver letto quel brano del De Carle, mi mise la pulce nell'orecchio.
Non ho comunque mai avuto modo di indagare le cause: lavoravo da subito per un privato che mi passava venti-trenta orologi da polso a settimana, dal maestro ci andavo solo per problemi difficili, capisci da solo che come principiante, di tempo me ne restava ben poco per studiare ed indagare, mi interessava che non ci fossero ritorni, ( a parte il discredito, la molla da sostituire dopo la riconsegna, intaccava sia il tempo che i miei già magri guadagni) da allora pulii le molle come ho detto sopra; senza contare che allora non c'era questo magnifico strumento di conoscenza e comunicazione che abbiamo oggi.
Più di questo non so dirti, so che non scioglie i tuoi dubbi. A questo punto, ora che si può, vorrei anch'io conoscere i motivi veri se ce ne sono di tali rotture, se ho creduto per anni alle fole, oppure c'è un fondamento scientifico!
A risentirci, Davide e voi tutti!
Ciao :)

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MessaggioInviato: sabato 13 agosto 2011, 19:54 
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Davide Ti racconto le mie esperienze:

Per estrarre la molla dal bariletto la prendo con un paio di pinze (a becchi tondi) al centro e la torco per far scostare almeno le prime spire e contemporaneamente tiro verso l'esterno, in quel frangente la molla diventa un tronco di cono! Continuo a tirare finché non si libera la prima spira al centro e la molla inizia a svolgersi spontaneamente

ATTENZIONE! se le molle sono molto grandi avvolgo il bariletto con uno straccio ad evitare che l'estremità della molla, uscendo con violenza dal bariletto, possa tagliarmi il dorso della mano, per cui opero anche al buio cioè senza vedere quello che succede.

Per la pulizia mi attengo esattamente a quello che dice il De Carle, ossia pezzetto di carta o pezzuola, solo che non lo faccio con delicatezza tiro la molla fin quasi al centro, fino a quando non vedo quasi più tracce di sporco, cioè l'operazione la ripeto tre o quattro volte, tant'è che la molla alla fine del trattamento è decisamente più grande in diametro.

Ora hai presente quei piccolissimi bastardissimi bariletti di un orologio da donna??

Immagina di rimontare una molla là dentro e gli innumerevoli tentativi per agganciarla al bariletto, ogni volta piegata sempre di più per far entrare il gancio del bariletto nell'asola o per far appoggiare saldamente la brida all'incastro.............

Eppure non mi si è mai rotta una molla anche dopo tanti anni di servizio!!!!!!!!

Se non ricordo male in un paio di occasioni si sono staccate le bride di quelle saldate con un punto alla molla, ma quella è un'altra storia.

Per cui anche le sollecitazioni indotte da questo tipo di trattamento non sono determinanti per un'eventuale rottura.........oppure la mia è solo fortuna sfacciata!!!

E' ovvio che in tutto questo, faccio però attenzione a non piegare la molla in modo anomalo ossia pieghe nette che alterino la forma a spirale della molla. Per dirla in termini appropriati faccio attenzione a non superare il limite elastico della molla.

UN SALUTO :hallo:

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MessaggioInviato: sabato 13 agosto 2011, 21:49 
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...ringrazio Azariah, per il bellissimo racconto di vita vissuta, che per un attimo mi ha trasportato in un mondo passato e a mio giudizio molto bello e che per certi versi rinpiango...

Capisco perfettamente il tuo punto di vista di allora ed è assolutamente comprensibile il tuo modo di procedere di quel tempo, che comunque ha fatto si di portarti a risultati certi e sicuri...e credo che questo sia il primo obiettivo di chi esegue con professionalità un lavoro...

Poi...un grazie a Maurizio, che durante questa mia permanenza sul forum, ho avuto modo di apprezzare, non solo per la sua schiettezza (dote che mi piace particolramente...), ma anche per la sua professionalità e entusiasmo che traspare da ogni suo intervento...

Mi permetto di esprimere un piccolo pensiero riguardo a questa stupenda professione, io credo che che come in tutti i mestieri, ma soprattutto in quelli ancora artigianali (ormai pochi...) quali quello dell'orologiaio, la differenza stia proprio nell'entusiasmo che anima questi professionisti nel ricercare e ogni giorno provare a trovare soluzioni nuove con il solo obiettivo di rendere il miglior servizio possibile, entusiasmo e professionalità che Maurizio ci mostra in ogni suo intervento, la voglia di ricostruire e non solo sostituire, la capacità di alcuni di leggere una foto e di trarre delle considerazioni che ai più erano sfuggite...(faccio riferimento a clik...) e naturalmente tutti coloro che nella loro sfera di competenze contribuiscono a rendere grande questo forum...non posso citarli tutti per ovvie ragioni...ma credo che tutti sappiano a chi mi riferisco...

Con questo concludo dicendo che sono rimasto molto colpito e nel contempo soddisfatto di come si è articolata questa discussione e credo che abbia dato a tutti un interessante spunto di riflessione su come in modo diverso si può affrontare un problema che talvolta sembra scontato ma che proprio per la sua anzianità (visto che l'orologeria ha ormai qualche anno...), nasconde dietro di se molti interrogativi che si sono conservati negli anni e che rendono affascinante questa misteriosa arte orologiaia...

Detto questo confido in altre testimonianze che serviranno sicuramente ad arricchire le cononscenze di tutti i cultori neofiti e non di questa stupenda arte...

Grazie
Davide


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MessaggioInviato: domenica 14 agosto 2011, 9:32 
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Una precisazione per Davide.....

Che rendo pubblica a scanso di equivoci o malintesi!!!

Non sono e non posso considerarmi un professionista semplicemente perché non ne ho la preparazione!!

Io sono:

In possesso di un diploma di perito meccanico, Mi sono occupato e mi occupo tuttora di meccanica professionalmente e ho lavorato in quest'ambito nei più disparati campi, dalle lavorazioni alle macchine utensili, alla revisione-riparazione e installazione di grandi assiemi meccanici, passando per la metrologia e il disegno......
Contemporaneamente e da lunghi anni coltivo l'hobby dell'orologeria in buona parte dei suoi aspetti.

Se nel mio banner c'è scritto orologiaio è perché da poco più di un anno, costretto a cambiare lavoro per le vicissitudini legate ad un'azienda mal gestita, tra le mie tante altre mansioni c'è anche quella della riparazione-revisione di un tipo particolarissimo di orologi, purtroppo (anche se per fortuna) questa attività è molto marginale rispetto a tutte le altre cose che sono chiamato a fare.

Per dire, dopo tanti anni di hobby pensavo di conoscere quasi tutto degli orologi, nel momento in cui mi sono iscritto a questo forum, ho scoperto di essere un perfetto ignorante..........

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MessaggioInviato: lunedì 15 agosto 2011, 3:34 
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Iscritto il: giovedì 23 giugno 2011, 22:34
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Mentre la discussione sulle molle prosegue io ho ricominciato a rimontare l'orologio. Avevo bisogno di sapere una cosa riguardo alla lubrificazione delle contropietre del bilanciere, però partirei dall'inizio: per incollare la coda della spirale sul pitone con la gommalacca, siccome ho pensato che senza le contropietre montate il bilanciere avrebbe potuto avere troppo gioco assiale e poichè per questo motivo ho voluto avere il bilanciere nella ESATTA posizione di lavoro, in modo che la spirale venisse incollata dritta e parallela al ponte, ho montato le contropietre. Il problema è che per smontare e rimontare queste contropietre, per uno come me non ancora molto allenato, c'è comunque un certo rischio di perdere la microscopica molletta triangolare che saltella da tutte le parti che è un dis-piacere! Siccome ho letto che per lubrificare bene questo sistema bisognerebbe rimuovere nuovamente le contropietre per mettere una goccina di olio all'interno con tutti i rischi di cui sopra, volevo sapere se c'è un sistema alternativo per fare questa lubrificazione senza smontare di nuovo le mollette fetenti. :-? O la devo proprio smontare? :noidea: Sisi, lo so che sarebbe meglio farlo, ma solo per questa volta, anche perchè di questo movimento come diceva Standolfo all'inizio della discussione non si trovano più i ricambi e se perdessi la molletta..... AHI AHI AHI!!!! :veg:
DOMANDONA: è giusto il ragionamento da novellino inesperto (quale io sono) che ho fatto qui sopra circa l'eccessivo gioco assiale che assumerebbe il bilanciere senza contropietre, e quindi il rischio di incollare la spirale storta? O potevo fare a meno di montare le contropietre perchè magari il gioco assiale sarebbe stato comunque ininfluente?


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MessaggioInviato: lunedì 15 agosto 2011, 9:14 
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Stefanoc,

Per come la vedo io l'ultima ma proprio l'ultima azione che farei è proprio quella di incollare la spirale e per farlo mi metterei nelle migliori condizioni possibili.

L'orologio funzionerebbe lo stesso anche con la spirale leggermente non parallela al ponte, l'importante è che non tocchi ne il bilanciere, ne il ponte, ne la ruota centro.......... Solo che è un orrore da vedere e secondo me vanificherebbe tutto il grande impegno che stai profondendo in questa revisione!!!!!!!!!

Il sistema di lubrificare le pietre dall'interno ossia dalla parte del bilanciere non è molto ortodosso, io l'ho praticato per qualche tempo e il rischio più grosso è che dopo un pò di tempo, l'olio per capillarità sfugga via e vada ad accumularsi nell'incavo della pietra, lasciando il foro e la contropietra a secco.

Personalmente per lubrificare le pietre del bilanciere, ne metto una veramente microscopica goccia nel foro lato contropietra e poi monto la stessa.

Buon lavoro, continua a tenerci aggiornati e mi raccomando le mollette.........ricordati, almeno quando le monti e le smonti sempre la punta di uno stecco dentro al triangolo.

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