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MessaggioInviato: martedì 13 marzo 2012, 18:52 
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Orologiaio Indipendente
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nematos ha scritto:
Grazie Timepiece per il tuo contributo, e approfitto subito per farti una domanda, quando parli di:

"Il problema fondamentale risiede nella perfetta simmetria polare che l'asse dovrebbe possedere in ogni piano ad esso perpendicolare."

credo tu faccia riferimento al baricentro...

Ora senza entrare troppo nel tecnico...nel caso in cui non si sia operato in modo corretto con il riporto del o dei perni, che tipo di problemi si riscontrano o si potrebbero riscontrare all'atto pratico...?

In che modo si manifestano e se sono visibili ad esempio con il cronocomparatore...

Grazie

Figurati, rendo semplicemente nota la mia modesta esperienza.

Ti rispondo con ordine:

i) tagliando l'asse con un qualsiasi piano ad esso ortogonale, il baricentro della sezione ricadrà (teoricamente) sull'asse stesso e quindi la simmetria polare è effettivamente da intendersi rispetto al baricentro della sezione. Più semplicemente: facendo ruotare l'asse del bilanciere su se stesso si deve vedere sempre una figura circolare;

ii) se non si è operato correttamente si possono avere due errori principali: non linearità dell'asse o eccentricità nella rotazione. Il problema è che questi difetti si accentuano con riferimento al volano, che potrà nel primo caso non oscillare perfettamente in piano e nel secondo risultare a maggior ragione eccentrico nella rotazione rispetto all'asse.

La rilevazione a posteriori di questi difetti è veramente difficile perchè essi interagiscono, ovviamente, con altri problemi già discussi (equilibratura del bilanciere e della spirale, scappamento, ecc.).

Ecco perchè credo che Pierino sia stato così attento nel sottolineare la necessità del corretto ripristino della parte: una volta introdotti gli errori si sovrappongono con altri e non sono facilmente individuabili, a meno di non avere grande esperienza e un notevole intuito.

:D

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MessaggioInviato: martedì 13 marzo 2012, 19:11 
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Fantastico...in merito a queste osservazioni non posso che essere concorde e comprendo alla lettera la problematica di tipo cinematico...

Quindi per riassumere brevemente:

Il riporto dei perni è possibile eseguirlo ma con il vincolo del limite fisico e meccanico imposto dai mezzi a disposizione.

Il riporto dei perni su un asse può essere ammesso, ma solo a patto che si rispetti la perfetta coassialità fra asse del perno riportato e quello dell'asse bilanciere sul quale andremo a fare il riporto.

Per le ragioni di cui sopra, il riporto dei perni è di norma preferibile su organi definiamoli non "Vitali" o sensibili come potrebbe essere l'asse bilanciere, in quanto anche piccole eccentricità potrebbero introdurre fenomeni di squilibrio non facilmente eliminabili o tollerabili.

Per queste ragioni è preferibile il rifacimento dell'intero asse o la sostituzione integrale dello stesso, salvo non si disponga di mezzi particolarmente performanti che possano garantire l'adeguata precisione.

La precisione tollerata è anche poi funzione del tipo di meccanica sulla quale andremo ad operare, in quanto se si tratta di un orologio di pregio o che debba svolgere una funzione giornaliera si dovrà attentamente valutare la strada migliore da seguire, se invece si tratta di un recupero di un vecchio orologio i cui componenti non sono più reperibili e dove non serva una precisione assoluta, quella del riporto potrebbe essere una soluzione valida e più sbrigativa di altre...

Spero di aver interpretato bene quanto detto fin ora...eventualmente sono pronto a correggere!


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MessaggioInviato: martedì 13 marzo 2012, 20:07 
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Orologiaio Indipendente
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Iscritto il: venerdì 3 luglio 2009, 0:15
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Carissimi Tranquilli,non è un mio ritorno al forum,
Semplicemente questa mattina,Nematos,mi ha telefonato,onde avere un chiarimento dei nostri rapporti.
Indubbiamente la cosa mi ha fatto piacere e per rispetto della persona e correttezza vorrei rispondere in primis
Ritenendo questa una delle cause principali di tante discussioni.
una cosa che a me pareva talmente ovvia da non riuscire a comprendere il perché,della domanda.
Sono proprio fatto male.
Commenti a parte,questa è stata la principale causa del disappunto,e avendo sollevato per questo un polverone,non posso esimermi da calmare il vento.
A domanda chiara serve una risposta corretta.
Perché impernare un asse da bilancere è ritenuto un oltraggio??
Onestamente lo è anche,molte volte impernare una ruota scappamento.
Il motivo è molto semplice.
ma per questo serve premessa.
La parola precisione assoluta,come perfetto,sono chiaramente utopia.
Serve un compromesso al solito.
Il bilancere è un componente assemblato,per cui sarà sempre carico di errori.
Per fare funzionare al meglio un orologio,serve chiaramente che una delle sue parti più importanti ne abbia il meno possibile.
Mi spiego meglio.
Il bilancere lavora principalmente tra le punte.Se ne deduce che:
Un microscopico errore,sulle punte si ripercuote moltiplicato per l’altezza dell’asse sul bilancere,più un altro che incide sulla non perfetta linearità della o peggio delle punte impiantate.
Questo chiaramente a seconda della posizione in cui è messo l’orologio.
Noi comuni mortali,non avendo possibilità di investire milioni di euro per acquistare attrezzature,così precise come quelle usate dalle maison per fare assi,di produzione,dobbiamo scendere a compromesso,soprattutto nella realizzazione.
Per cui anche nella costruzione di un asse,l’unico mezzo corretto è realizzarlo tra le punte,con bulino a mano,guidando l’asse con un menabrida.
Solo così lo facevano gli antichi e solo così viene al meglio.
Spero che almeno questo sia intuibile.
Il chiuderlo in pinza e lavorarlo a pezzo intero è già una scorciatoia,in quanto mano mano che andiamo avanti nella lavorazione aggiungiamo imperfezioni all’asse.
Parti di queste,possono poi essere corrette in fase di finitura,ma comunque la precisione è drasticamente diversa.

Se poi lo realizziamo di carrello a croce,aggiungiamo gli errori che questo ha come sistema macchina obbligato.

Purtroppo,nella meccanica,siamo limitati dai mezzi con cui operiamo.
Ma siamo limitati anche nei mezzi di controllo.
salvo dotarci di sofisticati sistemi di misura
La realizzazione di un asse e il suo assemblamento con il volano è un proseguo di i guai ai quali andremo incontro,eseguendo tutta la procedura .
Esecuzione che ometto in quanto fatta rivedere anche dal buon Nematos medesimo.
Più operazioni sbagliate facciamo,maggiori saranno,gli errori che accumuleremo.
Alcuni si compensano ma per molti ciò non avviene.
Per cui si cerca di evitare quelli a cui è con mezzi normali quasi impossibile controllare.
Come appunto la linearità di un asse.
Ora se a tutti i costi si vuole impernare un asse,ma evitare di fare ciofeca,non vi piace Ciofeca??
Proviamo altro termine,un mezzo carico di errori.
Servirebbe riprenderlo tra le punte e tornirlo a misura.
Per chi non sa cosa vuole dire prenderlo tra le punte,si usa gergalmente dare questa definizione ad una lavorazione eseguita al tornio,inserendo il pezzo da lavorare senza pinza,ne mandrino,ma semplicemente tra due contropunte.
Il moto al pezzo viene trasmesso da un menabrida.
Non ha importanza che siano centrate,tornendolo a mano,non si hanno vincoli,serve solo che la testa (tornio) abbia il minor gioco possibile.
Il classico tornio da orologiaio è essenzialmente privo di accessori.
Composto solo da menabrida,due contropunte ed un supporto per bulino.
Con questo semplice mezzo è possibile costruire particolari di altissima precisione.
Tornando a bomba.
Per poter prendere l’asse in macchina,(tra le punte) dobbiamo avere per prima cosa del materiale in aggiunta,o non potremo tornirlo,(L’asse deve essere più alto)
In più dato l’impossibilità di centralo,con notevole precisione,serve anche che sia maggiorato,almeno nei diametri essenziali.
Quali appunto le punte dell’asse,che dovranno essere ripassate,il piano dove poggia il volantino,il suo diametro di centraggio,il diametro dove deve essere posizionato il plateau,gli altri sono solo di supporto e meno importanti,anche se quello dove entra la virola se è centratissimo,non è certo un danno.
Se sono maggiorati,messi tra le punte e asportato il materiale in eccesso,ci troviamo al fine il pezzo eseguito in linea e al meglio di quello che potremmo fare.
Non penso serva sottolineare oltre che solo così potremo avere un asse lineare.
Questo non lo ha precisato nemmeno lo svizzero.
Ha detto linearità del 100%,ma ha dimenticato o dato per scontato anche centratura degli altri diametri al 100%
Ora 100% è anche questa utopia.
Ma resta indubbio che maggiore sarà la percentuale che scende dal 100%,maggiore sarà l’imprecisione in controllabilità del tempo che il nostro bilancere ci darà.
Arditamente spero che questo sia sufficiente chiaro.
Proprio perché vorrei evitare altre discussioni o post.
Risaluto tutti con molta simpatia
Pierino la peste

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L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione
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MessaggioInviato: martedì 13 marzo 2012, 21:15 
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e io aggiungo....
Grazie a Pierino per la spiegazione.... :o
e grazie a Nematos.....per il post :o


Attilio
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Messaggi inseriti con smartphone, scusate errori. Verranno corretti al pc.
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MessaggioInviato: mercoledì 14 marzo 2012, 9:53 
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Vorrei ringraziare Pierino per due cose:

- La prima per la bellissima telefonata intercorsa ieri, e spero che possa ritrovare l'entusiasmo che lo ha sempre caratterizzato

- La seconda per aver fornito una spiegazione dettagliata di come in teoria si dovrebbe procedere nel riportare un perno e uso non a caso l'espressione "in teoria" in quanto credo che nella pratica reale sia quasi impossibile riuscire ad operare secondo i giusti canoni.

Da questa discussione ne sono emersi molti aspetti interessanti e importanti che hanno messo ben in evidenza sia gli aspetti teorici, che quelli pratici che rapportati alla necessità di garantire la massima precisione ci portano con chiarezza a comprendere come la pratica di ripernare, in modo particolare un asse bilanciere sia da evitare.

Ringrazio per questo in modo particolare sia Timepice che Pierino per l'importante contributo grazie al quale siamo riusciti a dare un senso compiuto alle tradizioni.

Grazie
Davide


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MessaggioInviato: mercoledì 14 marzo 2012, 15:20 
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Quando Pierino si esprime così, mi alzerei sulle punte dei piedi (data la sua statura) per baciarlo!

E quando si esprime così:

"Carissimo Davide

Meno male che hai studiato,pagine e pagine per ritornare a capo
Dire che mi son cadute è solo un eufemismo
Vado a cercarle sotto al tavolo
Un saluto
Pierino la peste"

Mi alzerei sempre sulle punte dei piedi per per picchiarlo sulla calvizie. :smile: :smile:

In conlusione forse sarà MEGLIO tenercelo così come è !!!

Ciao Pierino. :up:

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“de gustibus non disputandum est”


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MessaggioInviato: mercoledì 14 marzo 2012, 17:12 
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Iscritto il: martedì 28 settembre 2010, 12:18
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A seguito di quanto ci è stato magistralmente spiegato (da Timepiece e Pierino), riprendo lo spunto di riflessione di Christian:

c3n ha scritto:
Vorrei postare quest'immagine come spunto di riflessione.

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Per quel che concerne la pratica di ripernare gli asse dei bilancieri, ragionandoci un po’ su , sono giunto ad immaginarmi queste quattro situazioni base.

1) L’asse è ripernato in maniera ideale foro tondo, perni tondi nessuno spazio (il materiale resta “omogeno”)

2) Questo è il miglior risultato che mi immagino in un caso reale, foro tondo, perni leggermente conici per permettere il callettamento . Come vediamo all’interno dell’asse saranno presenti dei vuoti rendendo l’asse non uniforme.

3) Il terzo caso riprende il secondo con l’aggravante che i perni non sono spinti in battuta (cosa che secondo me succede)

4) Il quarto è secondo me uno dei peggiori casi il perno viene inserito non perfettamente in asse , poi tornito. Quindi malgrado fuori sia perfettaente lineare e coassiale, all’interno si presenterà uno sbilanciamento (da una parte l’asse peserà di più).

Mi piacerebbe che qualcuno possa spiegarmi gli effetti negativi dei vari casi o comunque avere una vostra opinione in merito.

Saluti
Chrisitan


Nei primi tre casi non ci dovrebbero essere problemi, (correggetemi se sbaglio), nel quarto caso l'errore c'è ma a mio parere abbastanza trascurabile in quanto la diversa (e piccola) distribuzione di massa è molto vicina all'asse di rotazione.

Manca il quinto caso che è quello peggiore.


ciao

gae929


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MessaggioInviato: mercoledì 14 marzo 2012, 20:09 
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Oltre alla teoria, sempre necessaria, per il resto le manine e il tornio/bulini faranno la differenza.. :grin:

Ciaooo

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MessaggioInviato: giovedì 15 marzo 2012, 1:05 
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Iscritto il: martedì 8 maggio 2007, 9:45
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Località: agrigento
Oldtime ha scritto:
Oltre alla teoria, sempre necessaria, per il resto le manine e il tornio/bulini faranno la differenza.. :grin:

Ciaooo


tutto e' bene quel che finisce bene-e .. adesso pensa a far ritornar- PIERINO
(tu ce l'hai a 2 passi io a 1500km)

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