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Olio ed eresie...
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MessaggioInviato: mercoledì 28 novembre 2007, 19:30 
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Iscritto il: mercoledì 5 settembre 2007, 22:05
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Parlavamo di olii nel 3d 400 days e riporto qui in maniera più logica.
Allora un Moebius 8030 equivale ad un SAE30?
I dati riportati da J non indicano le scale e sono quindi
da interpretare.

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Inutile dire che il prezzo, nel caso, è di 10€ il litro non per 20cl :-D.
Della qualità ne possiamo parlare assieme.


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MessaggioInviato: mercoledì 28 novembre 2007, 21:54 
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Sarà per quello che la Moebius & Company fanno i soldi? :o

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MessaggioInviato: mercoledì 28 novembre 2007, 22:28 
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possiamo approfondire l'argomento :shock: la cosa mi interessa ASSAI :D :o

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MessaggioInviato: mercoledì 28 novembre 2007, 22:38 
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io non ho capito niente :o

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ciao, Carlo


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MessaggioInviato: giovedì 29 novembre 2007, 19:25 
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Ora sono incasinato ma, se aspettate, mi permetterò, per
quel poco che so, di dare una rapida scorsa ai fondamenti, magari
evitando un trattato di tribologia comparata :-D

Io delle pozioni da (1lt/20cl) * 10€@20cl = 500€/lt mi fido poco.
Scusate ma è deformazione professionale... :-(


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MessaggioInviato: giovedì 29 novembre 2007, 20:03 
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paolo1957 ha scritto:
Ora sono incasinato ma, se aspettate, mi permetterò, per
quel poco che so, di dare una rapida scorsa ai fondamenti, magari
evitando un trattato di tribologia comparata :-D

Io delle pozioni da (1lt/20cl) * 10€@20cl = 500€/lt mi fido poco.
Scusate ma è deformazione professionale... :-(



Aspettiamo!! :-D

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MessaggioInviato: sabato 1 dicembre 2007, 10:31 
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Essendo negato per spiegare le cose, come dice sempre mia figlia, ho dato un taglio semplice
alla cosa dividendola, anche per motivi di tempo, in due parti: cause (I) e correzioni (II).
Spero di non aver detto cose troppo banali e che magari tutti voi conoscete già bene.
Nel caso J può buttare tutto… :(

Parte I

Attrito
Due corpi in movimento reciproco con contatto incontrano una forza resistente che si chiama attrito.
L’attrito è, per corpi solidi e nel limite di elasticità, linearmente proporzionale alla
pressione esercitata tra i due moltiplicata per un coefficiente d’attrito dipendente dai
materiali stessi.
[In maniera adimensionale Fr = us(d) * Fp. Dove u (Mu) può essere (s)tatico o (d)inamico.]
L’attrito è di tre tipi, radente, volvente e viscoso. Il primo è il più noto e si manifesta
quando due parti strisciano tra loro. Il paletto della serratura ad esempio.
Il secondo si verifica quando una parte rotola su di un’altra ed è di regola decine di
volte inferiore al primo.
Ad esempio le sfere di un cuscinetto. Il terzo è quello di un corpo che si muove in un
liquido ed è l’attrito generato ad esempio dai lubrificanti sulle parti lubrificate. (Caso full fluid)
In questo ultimo caso l’usura è immisurabile per quanto teoricamente sempre presente.

Usura
Nel momento in cui si ha attrito si ha anche una usura delle superfici in contatto.
Sono le due facce della stessa medaglia.
Essa dipende oltre che dal valore assoluto dell’attrito anche dalla durezza dei corpi.
In particolare più è grande e meno si ha usura. L’uso della ceramica nelle moderne
macchine è dovuto a questo fenomeno.
Ottone o allumino hanno usure di 20, 30 o più volte superiori rispetto
a combinazioni ad alta durezza.
L’usura si ha con asportazione o per trasferimento, i cultori della materia
scuseranno la semplificazione.
Nel secondo caso il materiale più morbido si trasferisce sulla superficie più
dura, lasciandovi quindi delle tracce visibili mentre nel primo caso si ha
invece una disgregazione delle superfici con generazione di piccole particelle
libere che, se lasciaste in sede, determinano un aumento drammatico dell’attrito
e dell’usura dei pezzi.
[Si generano gradienti di Fp enormi con asportazioni profonde di materiale]
E’ il motivo dei filtri nei circuiti dell’olio e delle calamite nei tappi degli
stessi dove applicabile.

Lubrificazione
Per abbassare la resistenza di contatto tra materiali si usa interporre dei materiali, più
morbidi, tra le loro superfici. Senza entrare nei dettagli delle varie tecnologie
fermiamoci ai mezzi liquidi o semi liquidi.
Ovvero i lubrificanti. Si dividono per consistenza in oli, grassi, saponi eccetera.
Il loro funzionamento, in particolare di quelli liquidi, ha tre
fasi di lavoro: fluida, mista e limite o marginale.
In lubrificazione fluida l’olio separa totalmente le parti le quali “galleggiano” su
uno strato d’olio che può essere di tipo spesso o sottile. Gli alberi motore delle
auto lavorano in lubrificazione fluida: pochi secondi a piena potenza senza di essa
e addio motore. :-D
Come già detto l’usura è qui quasi zero, almeno a regime di lavoro.
Nel caso che il meato tra le parti sia troppo piccolo per la rugosità residua si
possono avere leggeri e sporadici contatti tra i metalli e allora si parla di
lubrificazione mista. Nel caso i contatti siano molti , rugosità eccessiva, giochi
o asimmetrie di lavorazioni, moti alternativi, si parla di lubrificazione limite con
contatti continui e permanenti: è il nostro caso penso.

Vedremo ora cosa sono e come lavorano i lubrificanti.
Segue parte II


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MessaggioInviato: domenica 2 dicembre 2007, 11:02 
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Iscritto il: mercoledì 5 settembre 2007, 22:05
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Ok aspetto io allora per la parte II :-D
Se puoi cerca, oltre al cSt, il peso specifico per la cP
(il dinamico) che calcolo io e la lista degli additivi.
Se è disponibile ovviamente.. :-o


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