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considerazione su orologi esercito italiano
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MessaggioInviato: giovedì 14 gennaio 2021, 16:39 
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così come all'aeronautica A.M.I., anche all'esercito italiano E.I. ,dagli anni 60 ai 70 dello scorso secolo, sono stati forniti degli orologi con tanto di matricola militare

non è del tutto certo quali fossero i destinatari anche se,in linea di massima, erano i corpi speciali come gli elicotteristi e i piloti dell'aviazione leggera dell'esercito A.L.E. ,i paracadutisti della Folgore,i carabinieri del Tuscania , gli ufficiali dei reparti di artiglieria e dei mezzi corazzati

dato che non è assolutamente raro trovare modelli pressochè allo stato di nuovo, sorge spontanea la domanda di come ciò sia possibile

sono a conoscenza di 2 testimonianze di militari dell'epoca

uno,facente parte di un reparto di artiglieria pesante riferisce che l'orologio veniva consegnato dal maresciallo magazziniere al capopezzo nel giorno delle esercitazioni e che la sera stessa, al ritorno in caserma, l'orologio veniva riconsegnato al magazzino

una altra testimonianza è quella di un soldato vincitore di una esercitazione di tiro al quale sarebbe stato dato uno di questi orologi come premio

a questo punto pare chiaro che non essendo ,in questi casi, una assegnazione "ad personam", quanto piuttosto una dotazione di reparto di uso ,tutto sommato, saltuario, parecchi modelli siano giunti a noi in ottime condizioni conservative

nella mia collezione ho attualmente 3 cronografi E.I. essi sono un Guinand spillino.un Leonidas CP2 e un Breitling 817

i primi 2 praticamente come nuovi e il terzo in condizioni in ogni caso molto buone


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Re: considerazione su orologi esercito italiano
MessaggioInviato: venerdì 15 gennaio 2021, 16:46 
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il cronografo Guinand è tra i meno conosciuti e presumibilmente le assegnazioni risalgono alla fine anni 50 o ai primissimi anni 60

l'orologio in se non ha propriamente un aspetto guerriero in quanto privo di ghiera girevole e l'unica scala presente sul quadrante è quella tachimetrica ,
il cui uso in ambito militare mi pare di scarso rilievo, al contrario ha un look molto gradevole con una cassa in acciaio senza spigoli vivi ottimamente
rifinita e 2 tasti cronografici di ridotte dimensioni elegantissimi ma di dubbia affidabilità in ambito operativo

in conclusione un cronografo molto elegante adattato all'uso militare tramite un insolito sistema di ammortizzazione a protezione del movimento che
vedremo dettagliatamente dopo

l'unica prova dell'uso operarativo è data dal numero di matricola sottostante la dicitura E.I. e la referenza 351 che designa il modello

i pochi esemplari noti hanno tutti un numero di matricola compreso tra 2000 e 3000 , da ciò si ipotizza una serie non superiore ai 1000 pezzi

dopo questo dovuto preambolo inserisco delle foto prese dalla rete



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il quadrante è molto luminoso e di impostazione classica con contatori ausiliari per i secondi continui al 9 e per i minuti cronografici al 3

alla periferia ,in colore azzurro,la scala tachimetrica

il gioco sfere è leggermente luminescente per la presenza del trizio,come segnalato dalle due piccole T a lato della dicitura swiss made

piccoli punti di trizio sono presenti anche sul quadrante in riferimento agli indici applicati


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guinand 2.jpg
guinand 2.jpg [ 364.98 KiB | Osservato 3496 volte ]



alla notevole dimensione della corona di carica si contrappone invece l'esigua dimensione dei 2 pulsanti a pompa

come in diversi cronografi a base Landeron,il pulsante a ore due serve unicamente per l'avvio della misurazione,mentre il pulsante al 4 provvede
all'arresto temporaneo, o ,premuto nuovamente,all'azzeramento


l
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guinand 3.jpg
guinand 3.jpg [ 226.73 KiB | Osservato 3496 volte ]



il fondello a vite riporta perifericamente le varie specifiche tecniche e,in basso, le specifiche militari ricordate pocanzi

tutte queste incisioni sono estremqamente sottili e assai poco profonde,tanto che una incauta lucidatura del fondello potrebbe facilmente
cancellarle, con forte pregiudizio collezionistico



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guinand 4.jpg
guinand 4.jpg [ 550.56 KiB | Osservato 3496 volte ]



all'interno del fondello non vi sono iscrizioni di alcun genere ,il movimento è anonimo,ma numerato ,si tratta di un Landeron 248 ,17 jewels swiss

il bilanciere è ancora di tipo compensato con viti come negli anni 50 ,ma l'indice della racchetta è già stato omesso come in tutti i movimenti cronografici degli
anni sessanta, di qui la datazione che ho dato all'inizio

sull'asse del bilanciere vi è un dispositivo antiurto incabloc

l'aspetto tecnico più interessante è dato dalla presenza ,ai lati del movimento, di 2 ammortizzatori telescopici in grado di assorbire
gli urti eventualmente trasmessi dal fondello, tale dispositivo non l'ho mai riscontrato in nessun altro orologio e penso sia dovuto
all'uso cui era destinato l'orologio,vale a dire i mezzi corazzati che solitamente non percorrono autostrade, ma terreni incolti e del
tutto irregolari ,con asperità e buche che provocano sugli occupanti del mezzo poco piacevoli scossoni che se si tramettessero al movimento
potrebbero precluderne il regolare funzionamento


concludo dicendo di aver letto in rete la testimonianza di un noto orologiaio-riparatore del nord-est che asserisce di aver revisionato
a suo tempo,alcuni di questi orologi provenienti da un reparto corazzato di stanza sul nostro confine orientale


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Re: considerazione su orologi esercito italiano
MessaggioInviato: sabato 16 gennaio 2021, 19:45 
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qualche tempo dopo l'acquisizione della commessa fatta per l'esercito alla Guinand (all'epoca quasi certamente legata alla più nota Gallet),
il ministero emanò un bando per un orologio da destinarsi ai reparti dell'aviazione che stavano apprestandosi al passaggio dai superati
caccia intercettori da mach 1 ai nuovissimi F 104 da oltre mach 2

Leonidas ,da poco consorziatasi con Heuer, rispose alla richiesta con il modello CP 1 che venne distribuito ai reparti a partire dal 1964 ,e che è il primo orologio moderno in dotazione all'aeronautica militare italiana

nella seconda metà anni 60 fu fatto un nuovo bando per un cronografo da destinarsi alle forze armate,nacque così il CP2 che venne presentato da Cairelli sia in versione Universal Geneve ,sia in versione Zenith che da Leonidas in versione unica

mentre gli orologi proposti da Cairelli furono destinati esclusivamente all'aviazione,il Leonidas CP2 venne assegnato sia all'aviazione che all'esercito

come il precedente CP1 ,di cui può considerarsi un miglioramento, il Leonidas è caratterizzato da una doppia cassa a protezione del movimento
quella interna è un monoblocco nel quale il complesso quadrante/movimento viene inserito dall'alto
la cassa esterna con il plexxi ricopre interamente quella interna
le due casse sono tenute ferme da 4 viti poste alla base delle anse
il movimento è un Valjoux 222 con funzione di ritorno al volo

dunque un orologio impermeabile,robustissimo e con un movimento affidabilissimo, nato specificatamente per uso militare, tanto che
non solo fu in dotazione alle forze armate italiane ma anche a quella della Germania Federale


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anche questo modello è arrivato a me in condizioni pari al nuovo,con bracciale elastico originale e perfino con la sua scatola


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Re: considerazione su orologi esercito italiano
MessaggioInviato: sabato 16 gennaio 2021, 21:19 
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Grazie per gli ottimi post, tutti da leggere. Il Guinand postato poi è una meraviglia, mi piace tantissimo. ::-OK

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Re: considerazione su orologi esercito italiano
MessaggioInviato: domenica 17 gennaio 2021, 11:02 
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in tanti anni di collezionismo ho" passato " diversi orologi militari ,comprati solo per l'estetica o più spesso per il movimento, poi ,col tempo, li ho ceduti tutti tranne i militari italiani dall'inizio anni 60 ,fino a fine anni 80. che è il periodo a mio parere più bello, per una collezione monotematica, in quanto sono tutti cronografi impermeabili ,con buone meccaniche e una estetica ancora pienamente attuale , sicchè ,di tanto in tanto, li indosso volentieri


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Re: considerazione su orologi esercito italiano
MessaggioInviato: domenica 17 gennaio 2021, 11:30 
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nel periodo in oggetto i mezzi corazzati italiani erano principalmente



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carro M 47 Patton



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semovente multiuso M 113


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Re: considerazione su orologi esercito italiano
MessaggioInviato: lunedì 18 gennaio 2021, 16:03 
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concludo il discorso con il terzo orologio assegnato all'esercito italiano,il Breitling 817, della metà anni 70

questo modello viene dato in dotazione esclusivamente all'esercito italiano e a nessuna altra forza armata di altri paesi,ne fu prodotto per
il mercato civile; esso è animato dall'ultima versione del Vajoux 23 il calibro R 236 che, a differenza di quanto riportato erroneamente nel
bel libro del Galizia ,non ha la funzione di ritorno al volo tipica invece di molti cronografi assegnati all'aeronautica

sicuramente fu dato in dotazione ai paracadutisti della Folgore,altri possibili assegnatari gli elicotteristi e i carabinieri del Tuscania

qualche anno fà gli ultimi 40 esemplari sono stati dismessi dalla Folgore tramite asta


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Re: considerazione su orologi esercito italiano
MessaggioInviato: lunedì 18 gennaio 2021, 20:04 
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Molto bello anche il Breitling. Nei mezzi corazzatti di quell'epoca ti sei dimenticato il mitico carro armato Leopard, nelle versioni 1 e 2. Facendo parte della brigata corazzata "Pozzuolo del Friuli", con sede a Palmanova e Codroipo, essendo sergente presso il comando di brigata li ho potuti comandare e vedere in azione. All'epoca erano i carri più moderni e tecnologici. :D


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Ultima modifica di Cipster il domenica 24 gennaio 2021, 19:36, modificato 1 volta in totale.
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Re: considerazione su orologi esercito italiano
MessaggioInviato: lunedì 18 gennaio 2021, 22:07 
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Uno più bello dell'altro...con una piccola ma significativa storia da raccontare. Conservare questi manufatti è come trattenere tra le mani lo spirito di un corpo militare con tutte le sue sfaccettature. Mi piacciono molto questi post descrittivi e informativi capaci di catturare l'attenzione :rate10: e cogliere l'entusiasmo di chi ci scrive con tanta passione ::-bravo2

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Vorrei che fosse oggi..in un attimo già domani..per iniziare per stravolgere tutti i miei piani...




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Re: considerazione su orologi esercito italiano
MessaggioInviato: mercoledì 20 gennaio 2021, 11:49 
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Intanto ti ringrazio per le interessantissime notizie...e per le splendide visioni..
Volevo chiederti se esiste un museo militare che comprende anche tutti gli orologi assegnati o utilizzati dalle nostre forze armate.

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Massimo


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Re: considerazione su orologi esercito italiano
MessaggioInviato: giovedì 21 gennaio 2021, 21:42 
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esiste un bel museo dell'aeronautica militare a vigna di valle ,sul lago di bracciano, probabilmente ora è chiuso per il covid,ma ha un suo sito in rete

per chi come me ,tanti anni fà,molto prima degli orologi, si interessava della materia e ne costruiva modelli in scala, si tratta di un luogo assolutamente da visitare

tuttavia nei vari manichini di piloti oltre all'uniforme o alla tenuta di volo non ho mai visto alcun orologio

orologi tipici degli spacci militari vengono invece venduti insieme ad altri gadget nel negozio posto all'uscita del museo


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Re: considerazione su orologi esercito italiano
MessaggioInviato: giovedì 21 gennaio 2021, 21:49 
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alcuni appassionati di "militaria" si dilettano ad approntare manichini di soldati o ufficiali, completi di tutte le dotazioni,ma solitamente non vi sono mai orologi in quanto troppo costosi per il range di spesa di questi appassionati che difficilmente ,per singolo oggetto, sono disposti a spendere più di qualche decina di euro
come avviene nei mercatini specifici del settore

a conferma di quanto detto posso raccontare una piccola storia cui fui presente nei primi anni 90 alla fiera militaria che si tiene una volta o due per anno nella tenuta ansaloni alle porte di bologna a ridosso del torrente savena

tra i vari espositori,venne anche il compianto ferretti da montecatini,restò non più di una ora ,poi avendo compreso che non c'era trippa per i gatti,se ne ritorno' in toscana insalutato ospite per non tornare mai più


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Re: considerazione su orologi esercito italiano
MessaggioInviato: venerdì 22 gennaio 2021, 11:20 
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Provincia: Cagliari
Bisognerebbe imitare i musei, organizzano mostre a tema reperendo i pezzi da privati collezionisti. Appena ci scarcerano proponiamo a Glauco di organizzare una mostra.... 8-) 8-)

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Massimo


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Re: considerazione su orologi esercito italiano
MessaggioInviato: sabato 23 gennaio 2021, 0:54 
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Provincia: Verona
Gentile Celestograph, sei di Bologna, si parla di carri e non posso non chiederti se conoscevi lo stabilimento STAVECO di Viale Panzacchi (oggi parcheggio e sede per centri sociali) dove M47, M60, Leo1, Leo soccorso e M113-VCC2 venivano a fare le revisioni straordinarie fino alla fine degli anni '80.
Lì ho fatto servizio come S.Ten, Ingegnere dell'Esercito e i Leo1 li ho visti smontati fino all'ultimo bullone.

_________________
Il successo è l'abilità di passare da un fallimento all'altro senza perdere il tuo entusiasmo. (Winston Churchill)

--Luca--


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Re: considerazione su orologi esercito italiano
MessaggioInviato: sabato 23 gennaio 2021, 14:48 
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area totalmente degradata, prossima al centro storico,tipico esempio di mala burocrazia che limita il parcheggio a sole 200 vetture quando potrebbero essere almeno il doppio,da tempo vi è il progetto di farne la cosidetta cittadella giudiziaria, ma con l'aria che tira ci vorranno 100 anni

e se qui vi era la staveco,meglio non va per la stamoto,periferia in via del parco, anch'essa in completo degrado e bloccata da vincoli di ogni tipo

non parliamo poi della caserma mazzoni al molino parisio ,ex sede quinta aerobrigata, da anni vuota e degradata, dove vi è un progetto di riqualificazione che prevede assai poco verde e una quantità enorme di cementificazione (circa 200 appartamenti distribuiti in 5 palazzoni )
a questo progetto devastante si oppone una associazione di cittadini che abitano nella zona

in generale ,sic stantitibus rebus, bologna assomiglia ormai più a una città del terzo mondo che a una realtà europea, con una amministrazione le cui scelte sono distanti anni luce dai desideri dei cittadini, come quella di far passare 2 o 3 linee tranviarie in pieno centro storico dove le strade sono strette già di per se stesse,o peggio allargare il cosidetto passante di mezzo che gia' ora inquina con la sua mole di traffico tutta la città, invece di spostare l'asse autostradale con un anello distante dalla città e trsformare la vecchia opera degli anni 60 in semplice tangenziale

queste discutibili scelte ,non riflettono certamente l'interesse dei cittadini,ma meno nobili interessi del partito che da troppo tempo comanda senza alcuna valida opposizione politica, se non quella di pochi comitati cittadini sorti spontaneamente IMHO


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