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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
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MessaggioInviato: giovedì 2 ottobre 2014, 20:43 
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oggi un bel crono.....


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: giovedì 2 ottobre 2014, 23:01 
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burja ha scritto:
oggi un bel crono.....

Bello.... :D

Questo non l'avevi mai fatto vedere, l'hai preso adesso?

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Paolo


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: venerdì 3 ottobre 2014, 0:00 
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Cita:
E', oltre che bello, un orologio scioglilingua : "Tige contro tigre, tige contro tigre....." ::--oppsszz
Scusate, umorismo....sovietico!


Uhauhauhauha :-)

Grazie anche Murphy.

@burja la versione volante è la più bella, convengo

_________________
Quaestio subtilissima, utrum Chimera in vacuo bombinans possit comedere secundas intentiones


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: venerdì 3 ottobre 2014, 1:33 
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A inizio giornata avevo intenzione di andare sul classico ed ero indeciso tra questi due:

Allegato:
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P3157074.JPG [ 855.42 KiB | Osservato 6455 volte ]


ma ad un certo punto sono stato distratto da altro e... viewtopic.php?f=95&t=30185&p=303488#p303488


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: mercoledì 8 ottobre 2014, 10:54 
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Oggi, ma anche ieri :D , un crono anni '90. A me piace a prescindere da qualsiasi considerazione, però ogni volta che lo guardo mi vengono in mente discussioni che abbiamo fatto tante volte.

Per me un orologio del genere, esteticamente ben riuscito e gradevole da indossare, è un tipico esempio di quello che chiamo "macchie di colore e simboli" che caratterizza gran parte dell'orolgeria sovietica del 1988-1991 (la moda) e di quella post 1991.
Orologi spesso molto belli da vedere, graficamente riusciti e interessanti, ma lontani anni luce dalla normale orologeria sovietica.

Guardiamo questo crono:

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PA089594.JPG [ 751.08 KiB | Osservato 6422 volte ]


Allegato:
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PA089609.JPG [ 986.76 KiB | Osservato 6422 volte ]


Allegato:
PA089591.JPG
PA089591.JPG [ 862.15 KiB | Osservato 6422 volte ]


Sulla cassa ci viene detto che è stato fatto con il titanio delle Soyouz. Sul quadrante ripete Soyouz (ore 12) e poi "Il primo pilota", la riproduzione della firma di Gagarin e sotto "Yuri Gagarin".

Un guazzabuglio :D di scritte in cirllico e inglese, il richiamo a Gagarin, l'epopea delle imprese spaziali (da Gagarin alle Soyouz),il rimando al "militare" (la scritta sule fondello, per di più in inglese! e simbolo dell'Unione Sovietica?!).
Come dicevo il risultato lo trovo gradevole, conscio del fatto che è un tipico prodotto di quel periodo e niente di più. Macchie di colore e grafica.
In fin dei conti che altro serve per rendere piacevole un orologio?


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: mercoledì 8 ottobre 2014, 11:46 
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Orologi come questo, secondo te, sono di produzione Poljot o nati da diversa iniziativa?


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: mercoledì 8 ottobre 2014, 18:41 
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Tu che idea ti sei fatto?


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: mercoledì 8 ottobre 2014, 19:49 
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mchap ha scritto:
c3n ha scritto:
Ciao a tutti,

mi permetto di consigliarvi di postare gli orologi "oggi al polso", nel post "ufficiale":

viewtopic.php?f=3&t=4013&start=6435

anche se sono russi la cortina di ferro é caduta da un pezzo :D

Cosi facendo fareste conoscere la produzione russa anche a persone che per pigrizia o scarso interesse ancora non frequentano questa sezione, risvegliando magari in loro l'interesse.

Saluti
Christian


Aprendo questo 3d avevo in mente non tanto "quello che indosso oggi", ma "oggi indosso uno dei tanti comuni orologi sovietici/russi, quelli di cui non si parla quasi mai", comunque ben venga se diventa una cosa del tipo "quello che indosso oggi".

Postare anche nel topic "ufficiale"? può essere un idea, ma in genere tentativi del genere si sono sempre risolti con una serie di sfottò. Non so se sia mai accaduto anche qui.
C'è anche un altro motivo per dedicargli un topic nella nostra sezione. Pubblicare le foto degli orologi che indossiamo quotidianamente spesso diventa un pretesto per le discussioni più varie le quali però sono quasi sempre molto "gergali", di interesse specifico e che possono capire solo i sovietofili.

D'altra parte pubblicarli nel topic "ufficiale" dove è tutto un Longines, Rolex, Tissot, Zenith, si rischierebbe di pubblicarvi solo il meglio dell'orologeria sovietica e comunque sarebbe una partita persa in partenza :D

In ogni caso potremmo anche provarci, a condizione che... alla prima presa per i fondelli ci auotirizzi ad un megagalattico "ma vaffa..." :smile: (rivolto ovviamente all'eventuale portatore di puzza sotto il naso ed espresso con la massima gentilezza e cortesia vetero-sovietica :eek: ).

Caro mchap, ti appoggio in pieno sto post!!! :2thumbs:


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: mercoledì 8 ottobre 2014, 23:14 
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mchap ha scritto:
Tu che idea ti sei fatto?

La seconda che ho detto, a meno che i cataloghi Poljot mi smentiscano, raffigurandoli in toto.


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: giovedì 9 ottobre 2014, 10:14 
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Di questo crono ne sono state fatte più versioni: con quadrante bianco, quadrante nero, sfere luminose :D , il fondello anche in cirillico (ma le scritte dei contatori sempre in inglese). Avevano in dotazione anche il fondello di vetro.

Sono usciti dopo i crono al titanio SS-18. La datazione di questi ultimi è abbastanza semplice cataloghi a parte. Il trattato SALT I venne firmato nel 1991 ed entrò in vigore nel 1994. I crono SS-18 uscirono proprio nel 1994 e questo ci deve far pensare che il titanio non era quello dei missili :D, per smantellarli gli ci sarà voluto un po di tempo o no?! :eek: :eek: :eek:

Il nostro crono Soyouz-Gagrin dovrebbe aver visto la luce agli inizi del 1996 o poco prima. L'unica traccia che ho trovato è un trafiletto di presentazione, con la foto di quello bianco, in una rivista tedesca dei primi del 1996. Nel trafiletto si diceva che erano importati da Levenberg.

Levenberg?! Alt! quando si sente il suo nome ci si dovrebbe drizzare le orecchie. Però a quell'epoca Levenberg faceva solo da importatore e "stimolatore" :D
Penso dunque che il crono sia stato fatto dalla Poljot di Mosca, ma anche se fosse stata la Poljot International avrebbe poca importanza. Non è importante nemmeno l'eventuale "manina" di Levenberg.
Infatti la questione vera è un altra.

Per tutta questa roba degli anni '90 non ha molto senso chiedersi chi li ha fatti, se c'è la "manina" di qualcuno,ecc.
Il meccanismo era ormai rodato da tempo. La Poljot era ben inserita, da anni, nel mercato globale. Che un disegnatore sedesse ad un tavolo di Mosca o di Monaco era ormai la stessa cosa.
Alla fine degli anni '80 ci furono i primi "frutti" rivelatori di un rapido cambiamento in atto. Il resto è stata solo routine.

Una routine, discorsi fatti già tante volte, che ci ha dato orologi molto belli e divertenti. Allo stesso tempo di "sovietico" non avano più nulla. Venivano da una orologeria russa inserita in un mercato globale a tutti gli effetti.
La globalizzazione come la conosciamo oggi e di cui tutti parlano a partire dal 2000 era in corso d'opera :D già nei primi anni '90 (se non gli '80). In alcuni settori, l'orologeria occidentale è un o di questi), non c'è nemmeno il dubbio: la globalizzazione risale agli anni '80. I russi ci sono arrivati qualche anno dopo.

Quindi, per quanto riguarda i russi chiedersi chi li abbia fatti o pensati può essere una curiosità ma niente di più.


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: giovedì 9 ottobre 2014, 11:28 
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Parlando di orologi russi, di cose importanti ce ne sono poche, la maggior parte sono curiosità.
Per il resto, ho un'idea un po' diversa.
Secondo me questi quadranti non sono stati pensati dalla Poljot, perché i cataloghi di quegli anni li abbiamo e la ricchezza del simbolismo non è così marchiata.
Che poi li abbia fatti la Poljot per commissione o qualcuno abbia lavorato quadranti (magari semilavorati) Poljot "a sua insaputa", è un'altra faccenda, ignota.
Il Levenberg è pieno di quadranti "simbolici", mi pare ci sia anche un quadrante sturmanskie grigio, con il faccione di Lenin; ora, ho dubbi che alla Poljot pensassero queste cose o che riutilizzassero i quadranti così:
Immagine

Ora, se siamo interessati all'orologeria sovietica, tutto questo esula, ma se l'interessa c'è anche per il suo proseguimento, un po' più di importanza ce l'ha, perché possiamo intuire come mentre c'era chi lavorava ad una nuova identità (la Poljot), oggi diremmo ad una nuova immagine, c'era chi proseguiva nell'immagine sovietica delle glorie spaziali e tecnologiche.
A posteriori, la seconda azione sarebbe andata a danno della prima, sopratutto quando il risultato non veniva bene, come nell'esemplare da te mostrato.


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: giovedì 9 ottobre 2014, 12:43 
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Quando si parla della "produzione Levenberg" ci si riferisce a qualcosa di più recente.

Forse non riesco a spiegarmi bene e/o do per scontate tutta una serie di conoscenze e informazioni.

Prima dell'era Gorbaciov (tanto per intenderci) l'orologeria sovietica era un mondo chiuso, a se.
Questa affermazione va intesa bene. Non è mai stata "chiusa" in senso stretto. I rapporti con Glashutte e Lip , per fare solo due esempi, dagli anni '30 in poi stanno a dimostrare che una comunicazione con l'industria occidentale (anche svizzera) c'è sempre stata ed ha avuto un grande importanza per lo sviluppo dell'industria sovietica,
Per non parlare delle esportazioni dalla fine dei '50 in poi. Ne abbiamo parlato abbondantemente.
Non solo, ma la fabbriche e gli istituti di ricerca erano abbonati alle riviste e pubblicazioni specializzate occidentali, partecipavano a convegni, conferenze, esposizioni,ecc.
Quindi quando dico "chiusa" non è a questo che mi riferisco.

Mi riferisco alla elaborazione in proprio di quello che è un aspetto fondamentale dell'orologeria: l'estetica, il design (inteso come grafica, forme,ecc.). In questo campo quella sovietica andava a rimorchio, con tutte le eccezioni che vogliamo ma è un dato di fatto (un altro aspetto della tanto famigerata "sovieticità" :D )

Completamente diversa la situazione degli anni '90. Era cambiato tutto. Era l'epoca dell'arrembaggio e della privatizzazione selvaggia. La co-partecipazioni, joint-ventures, scambi, ecc. erano la cosa più normale di questo mondo.
In questo periodo le tendenze erano due: il tentativo di mettersi al passo con il gusto e lo stile del momento da una parte, dall'altra il prolungare una tendenza, uno "stile" (quello dell'immaginario "sovietico"), che assicurava vendite e mercati.
Questo cavalcare una moda non era un fatto passivo, tutt'altro! era, come si usava tanto dire allora, pro-attivo. Creava l'orologio russo nel senso di "sovietico", lo riprendeva e rielaborava in mille modi. E' durata per un po, poi... la crisi totale. Una industria ridotta al lumicino, a competere con una concorrenza con le spalle più forti e consolidate.
Le cause furono molte, solo in piccola parte imputabili alla industria degli orologi russa. E' tutto un altro discorso.
Questa industria fu lasciata morire perché, a torto o ragione, venne ritenuto che per come era strutturata non aveva possibilità di sopravvivenza. Quella degli orologi come molte altre.

Dunque orologi come questo Soyouz-Gagarin appartengono a questa storia, al tentativo di prolungare una boccata di ossigeno cercando di fare tutto e il contrario di tutto. Stile zarista e richiami alle glorie del passato sovietico. Tutto faceva brodo purché si vendesse (o lo lasciasse presumere).

All'interno di questo quadro non ha senso chiedersi, al di la di una naturale curiosità, se un orologio sia stato disegnato qui o la, da chi o su commissione di chi. La Poljot, ma non solo, lavorava principalmente su commissione per i mercati esteri.

Ancora non ho mai parlato di un caso specifico che riguarda gli USA per tutti gli anni '90. Quando ne scriverò qualcosa si vedrà come molti degli orologi (i crono in particolare) degli anni '90 erano per il mercato USA, o almeno come questo mercato fosse ritenuto un bacino molto proficuo.
Non mi è ancora ben chiaro in che misura fossero commissionati da questo importatore americano e quanto fosse invece la riproposizione di classici di epoca sovietica. Sto ancora raccogliendo informazioni e foto. Ma è già molto evidente come l'industria russa producesse una certa tipologia di orologi quasi totalmente per i mercati occidentali, e toglierei il "quasi".

Le sinergie erano forti. I russi non avevano nemmeno più bisogno di input dagli occidentali. Sapevano cosa questi volevano e lo producevano. All'interno di questo processo esisteva un normale rapporto bidirezionale e di feedback. Per cui veniva chiesto, disegnato, commissionato. Era un tutto unico.
Storie normali in una economia globalizzata e omologata.


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: giovedì 9 ottobre 2014, 21:23 
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Okay, ma c'erano anche i taroccatori...


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: giovedì 9 ottobre 2014, 21:44 
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Ci sono anche oggi!


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Re: Uno dei tanti, oggi al polso
MessaggioInviato: mercoledì 22 ottobre 2014, 22:24 
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Oggi un bel Luch, purtroppo la foto non è venuta bene, comunque si intravede il "bunker" in cui verrà conservata la collezione:

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DSC00286.jpg [ 465.16 KiB | Osservato 6473 volte ]


e Stella che gironzola in previsione dei futuri turni di guardia:

Allegato:
DSC00287.jpg
DSC00287.jpg [ 440.51 KiB | Osservato 6473 volte ]


l'orologio merita foto migliori:

Allegato:
P7106196.JPG
P7106196.JPG [ 724.84 KiB | Osservato 6473 volte ]


Stella invece si adatta a tutte le condizioni, non conosce disagi, ovunque tu stai le sta!

Allegato:
DSC00273.jpg
DSC00273.jpg [ 530.89 KiB | Osservato 6473 volte ]


Intanto l'ultimo arrivato se la gode alla grande:

Allegato:
DSC00276.jpg
DSC00276.jpg [ 552.03 KiB | Osservato 6473 volte ]


Si chiama Pepe(rino), è arrivato tre settimane fa, il pelo sembrava di un grigio scuro ma ora è nero-nero come una delle due gatte, di due anni mezzo, che già avevo in casa. Pepe(rino) le ha messe subito in riga! Le fa giocare quando e come vuole lui, occupa tutti i loro posti preferiti, mangia per primo in tutte le ciotole disponibili. Per primo e anche per secondo, terzo :eek: ... cresce a vista d'occhio.


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