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la riserva di carica secondo jaeger le coultre
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MessaggioInviato: giovedì 31 ottobre 2024, 11:09 
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sul finire degli anni 40 JLC fu tra le prime case, insieme a Zodiac, a mettere nel proprio catalogo un orologio automatico dotato di indicatore di carica

la ricarica automatica negli orologi da polso compare per la prima volta sul finire degli anni 20 con l'Harwood self winding

tutti gli anni trenta sono caratterizzati dal fiorire di questa nuova tipologia di orologi che però presentano ,chi più chi meno, grossi limiti tecnologici tanto che solo verso la metà anni 40

gli automatici cominciano a diffondersi tra il grosso pubblico

l'indicatore di carica viene dunque adottato per convincere gli acquirenti sulla ormai raggiunta maturità e buon funzionamento di questi orologi

negli anni 50 quasi tutte le case presentarono modelli di questo tipo ,buon ultima la Longines

e infine negli anni 60, questa complicazione ,avendo completato il suo ruolo di convincimento del pubblico, venne totalmente abbandonata per i successivi trenta anni


ritornando alla JLC il primo modello compare verso il 1947 e presenta in riferimento alle ore 12 una finestrella in cui viene indicata la riserva di carica presente nell'orologio

,indossando l'orologio durante la giornata ,la carica aumenta fino a un massimo di 40 ore, se si lascia l'orologio nel cassetto, l'indicatore torna indietro fino a che l'orologio toptalmente scarico si ferma



ecco dunque qualche foto di un modello che ho avuto in collezione in un remoto passato




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si tratta di un modello marcato Le Coultre,quindi destinato al mercato americano, nella foto ben si vede come ,al di sotto delle 12 ore di carica,il fondo colorato in rosso ci dica che siamo in riserva

e quindi ,se non vogliamo che l'orologio si fermi,dobbiamo indossare l'orologio oppure ricaricarlo manualmente



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il movimento di manifattura è un tipico "bumper" vale a dire una massa oscillante a oscillazione limitata da 2 respingenti, JLC è la casa che più a lungo di tutte ha continuato a usare questa soluzione tecnica fino alla soglia deli anni 60

mentre tutti i competitori ,già dai primi anni 50 , avevano scelto movimenti a rotore libero


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Re: la riserva di carica secondo jaeger le coultre
MessaggioInviato: giovedì 31 ottobre 2024, 19:39 
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Grazie perchè, come al solito, ci condividi post estremamente interessanti ed utili per conoscere meglio la storia dell'orologeria. ::-OK

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Re: la riserva di carica secondo jaeger le coultre
MessaggioInviato: lunedì 4 novembre 2024, 10:05 
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nei primi anni 50 ,JLC introduce un nuovo modello a riserva di carica denominato Futurematic

in questa categoria è un vero e proprio must per l'estetica e per la tecnica che lo differenzia da tutti i moodelli dei concorrenti


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esteticamente l'orologio ricorda un cronografo con i classici contatori al 3 e al 9 ,inoltre la assenza della canonica corona di carica sulla carrure rende completamente simmetrica la cassa dell'orologio

non esiste una corona di carica dato che l'orologio si avvia semplicemente scuotendolo un po' nel momento in cui viene indossato



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vi è però un bottone sul fondello la cui unica funzione è il resettaggio dell'orario

questo bottone và spinto di fianco prima di essere ruotato e poi riportato nella originaria posizione dopo che le lancette sono state poste al giusto orario



nella foto sopra a destra la versione classica con affissione tradizionale dell'indicatore di carica e dei secondi continui

a sinistra la piu' rara versione "porthole"



il movimento di manifattura presenta soluzioni tecniche estremamente interessanti , il blocco del bilanciere per la perfetta rimessa in orario, il blocco della massa oscillante quando la carica giunge al massimo per impedire il sovraccarico della molla, il disegno di tutto il movimento allo scopo di avere il bilanciere più grande possibile in relazione al diametro del calibro

in ultima analisi il nome futurematic pare del tutto appropriato


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