Carissimo Cristian
Sì il bulino è come quello nel riquadro,per evitare confusione ci ho messo sopra una freccia.
Però devi ricordare che nel tempo li consumi,e all'inizio in particolare ancora maggiormente,causa il capire come funziona il tutto.
Tienili sufficientemente lunghi per il lavoro,circa tra i 20 - 30 mm
Poi troverai come per le penne da scrittura,quella che più si adatta alla tua mano.
Ogniuno di noi ha le sue preferenze.
Se noterai,nel mucchietto che il buon Giacomo ci ha fotografato,li vedi fatti anche di serie,con il manico chiusura a vite regolabile e fissi in alluminio. Soprattutto di materiale molto duro,come acciai al tungsteno,vidia ,ceramica. diamantati a o con punta in diamante.
Io però preferisco il legno,caldo,simpatico,mi è più congeniale,ma è scelta personale.(Il legno dei pennelli è fantasticamente anche più leggero)
Il bulino,se lo accorci,devi comunque mantenere,il manico lungo,il totale come una penna per scrittura,al fine di poterlo,reggere agevolmente,senza fatica.
meno affaticherai la mano,migliore risulterà il lavoro,perchè fatto con minor stress,e maggiore sensibilità.
I manici che vediamo semitondi nella fotografia di Giacomo (Jch) quelli grandi,sono in realtà per incisione,adatti ad essere tenuti nel palmo della mano per imprimere forza sul bulino.
Mal si adattano alla tornitura,salvo particolari lavorazioni.
Non ricordo il filmato dove facevano vedere questi bulini con una affilatura smussata.
Io personalmente non la ritengo utile,salvo si voglia volutamente limitare l'angolo di taglio.
Ma il bello della tornitura a mano è proprio quello di poter in continuazione variare questo angolo,semplicemente cambiando angolazione di appoggio sul guidabulino.
Con lo stesso utensile,si può fare sgrossatura,finitura,semilucidatura.
Appunto variando la posizione di taglio.
Questo lo si impara,solo facendo lavorazione.
Molto importante è che siano con il punto di appoggio piani,io ad esempio uso tutto quello che recupero,maschi rotti,punte trapano,ecc.ecc Ma questo mi serve solo per piccole parti di lavorazione,una riparazione,un taglio,uno smusso ecc. ecc.
Altro esempio il recupero di una vite di inox dove riduco la testa per riparare un bracciale,l’incavo di un segher,o una rondella bemzing.
Ma sono inadatti alla tornitura.
Se vuoi tornire cilindrico e bene,devi avere un riferimento,in questo ti serve il piano,ed è indispensabile l’utensile (Bulino) a sezione quadra o romboidale,non tonda.
Iniziando poi a lavorare,scoprirai che i semplici bulini con molatura a rombo,non ti risolvono tutto.
Ma necessiterai di una infinità di figure,ad esempio semitondi,cunei da taglio,concavi per sbavare e stondare in modo rapido,a punta quadra,per fare smussi o gole,e per interni,da sbizzarrirsi.
In più il tornio non serve solo per tornire,con asporto di metallo,ma permette anche il rullaggio dei pezzi e l'imbutitura.
Il rullaggio è una forma di lavoro molto particolate,dove il materiale viene spinto,invece di essere asportato,facendo degli avvallamenti ad esempio sul pezzo,per ottenere dei sovrametalli poco più avanti.
In parole più povere,si plasma il pezzo in lavorazione,comprimendolo e gonfiandolo in altri,aumentandone il diametro primitivo,catturando il materiale davanti.
Un esempio di questa lavorazione la abbiamo negli assi del bilanciere,quando vengono rivettati sul volano.
Oppure in godronatura.
Ci sono due modi di godronare,grosso modo.
Uno con il godrone che asporta materiale e dà quella forma tipica a disegno,in questo caso si ha minore pressione di lavoro,ma una riduzione del diametro del pezzo. e asportazione di truciolo,sotto forma di piccole scaglie.
Un'altra che effettua la rullatura,ovvero una maggiore pressione sul pezzo ed un incassare delle venature a disegno del godrone,il quale comprime il materiale in lavorazione,creando avvallamenti e accrescimenti.
Questo tipo di godronatura,non viene fatto solitamente per estetica,ma ad esempio usata per impiantare ruote sui perni. Quì non si ha asportazione di materiale,ma uno spostamento sul pezzo. Creando tanti piccoli dossi e cunette.
In quanto ne aumenta il diametro originario.
Oltretutto questo tipo di lavorazione,incrudisce il materiale,rendendolo più duro.
Questa forma di lavorazione,viene molto usata in orologeria e non solo ,anche per effettuare filettature,maschio e femmina.
Il vantaggio è dalla tradizionale lavorazione,che si ottiene una filettatura lucida,esente da asperità di lavorazione,molto più estetica.
Facilmente fattibile anche grazie al fatto che i particolari sono piccoli ed il filetto da pochi centesimi.
Do ancora un accenno sull’imbutitura o lavorazione a repussaggio,poi la pianto lì o viene fuori un romanzo.
Questa lavorazione è molto usata in orologeria,ad esempio per fare le casse degli orologi.
Il bulino,in questo caso non deve tagliare affatto,ma ha la punta tonda e diventa una comune leva.
Il materiale,solitamente lamiera sottile,ma non sempre,( può essere anche oro,argento,inox ecc ecc.) viene spinto a prendere forma,curvato,piegato,talvolta con l’ausilio di uno stampo,con preforma,ma molte volte semplicemente plasmato con due utensili in coppia,Non ridete,per l’esempio,ma come le bacchette che usano i cinesi per mangiare al posto delle posate.
Un utensile fa da supporto,l’altro da guida ed in questo modo si ottengono bordature,concavi,lenticolari,ecc.ecc.
In questa forma di lavoro non si ha asporto di truciolo,ma si plasma il metallo.
Come promesso la finisco.
Un salutone
Pierino la peste
Ps aggiungo solo una postilla
Bene hai fatto a rifinire il tagliente in lucidatura,con arcknsans e allumina
Una affilatura fatta bene,non è seghettata,come quando viene fuori di molatura,anche se stupidamente può sembrare che tagli di più,proprio causa la bavatura,che è comunque un rasoio.Ma dura un niente ed il risultato di taglio una schifezza,mezzo rigato,mezzo lucido,ovvero tagliato e strappato in continuazione.
Ma deve avere il filo tagliente,quanto di più affine ad una lametta da barba.
Io salvo lavorazioni con metalli duri,continuo ad insistere,preferisco l’acciaio legato,proprio perché morbido e di più facile affilatura.
Per questo uso moltissimo la carta seppia su vetro.
Non scalda,non stempera l’utensile e cambio la grana in funzione dei passaggi.
Un buon micro tornitore ha i calli sulla punta di due dita,a forza di affilatura. Non può esimersi da tale scocciatura.