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Autore Messaggio
MessaggioInviato: mercoledì 21 novembre 2012, 22:34 
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nematos ha scritto:
c3n ha scritto:

Prendendo spunto dal bulino di Riccardo (io lo ho realizzato con angolo contrario) vorrei porre una piccola domanda, in teoria non servirebbero almeno 2 bulini da taglio?

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il bulino uno servirebbe in caso il pezzo utile sia quello serrato nella pinza, mentre il bulino due in caso vogliamo tenere il pezzo lato contropunta?

oppure mi sfugge qualcosa?

Saluti Christian


Ciao Christian,
credo che il problema sia la forma del bulino...quelli da te indicati non sono bulini da taglio ma qualcosa di assimilabile ad essi.
Il vero bulino da taglio, come anche l'utensile da taglio tradizionale deve avere gli angoli di spoglia come indicato in figura H...

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Poi per tagliare si può usare anche un coltello, ma non è quanto prescritto dai costruttori di utensili e dalla Meccanica...

Ciao


Carissimo Davide
Non sò se hai notato,ma ho evitato volutamente di intervenire,sull'altro post simile,sulla tornitura.
proprio per evitare le polemiche e lasciati comunque dire quelle che io ritengo delle fregnate.(chiaramente quello che penso è personale)
Gradierei che tu facessi egualmente su questo,mò te lo ho detto chiaro.
Su questo punto ci siamo già presi.
Ti avevo chiarito il perchè,di questo tipo di taglio,ma tu pur non avendo mai fatto il tornitore,avendo una esperienza minima,ti incaponisci su temi di cui non hai nemmeno riscontrato le differenze.
Banfi,ma le prove non le fai.
.Sei un hobbista che ha l'esperienza appresa da questo forum,e lo dimostri ogni volta che scrivi.
Ma ciò nonostante non smetti mai di voler fare l'insegnate

per cui ritengo tutto questo solo disturbo,e di questo sono stufo
preferisco dedicare il mio tempo,invece di litigare con te,che tanto non ha senso,visto i risultati,fare altro.
Questo è l'ultimo post tuo che lascio se continui su questa linea.
O la pianti o la prossima volta come ho detto lo cancello,senza nemmeno diti il perchè.
Sei avvisato,per la seconda volta.
Un saluto
Pierino la peste

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L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione
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MessaggioInviato: mercoledì 21 novembre 2012, 22:36 
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c3n ha scritto:
Maurizio ha scritto:
Sempre per ragionare e MAI per criticare.

Riguardo alla mia seconda osservazione, quella della teoria.
Al fatto che il piano di appoggio del bulino sia tagliente, non ci avevo pensato!!
In tutta sincerità: nonostante siano tanti anni che affilo utensili, ma grandi, mi sono trovato in difficoltà anch'io nell'affilare un utensile cosi piccolo e complicato da maneggiare, tant'è che ho raggiunto lo stesso risultato Tuo e di 400 day con in più l'aggravante che i fianchi sono orribili da guardare.....più riprese dei piani!!!
Però: se è vero che il piano d'appoggio è tagliente, avresti avuto il problema dello scorrimento sul ventaglio sin da subito e non alla fine, anzi il problema si sarebbe evidenziato in misura maggiore sin dall'inizio del taglio dove il pezzo spinge verso il basso, con maggior forza il bulino.
Invece io vedo che all'inizio del taglio la produzione di truciolo è continua e costante.
Puoi confermarmi, per favore, se hai avuto problemi di scorrimento del bulino sin dall'inizio del taglio??

.....

UN SALUTO :hallo:


Ciao Maurizio,
no all'inizio non faccio fatica perché essendo il diametro grande tengo l'utensile leggermete slpra la mezzaria (e in questo caso appoggia dietro), man mano che il diametro si rimpicciolisce devo diventare sempre più preciso, quindi abbasso legermente l'angolazione dell'utensile, ad un certo punto toccherà davanti ed é qui dove si pianta nel poggiabulino.

Mi ritornano in mente le parole di JCH una decina di pagine indietro, per tagliare si usa un poggiabulino da battaglia e quello bello lo si tiene per tornire. Se guardo quanto "facilmente" si é "danneggiato" con questa decina di tagli non posso che confermare! ( e pensare che ho anche un ventaglio da guerra, dovrò abituarmi a cambiarlo)

Saluti
Christian


Vedi quante cose devo ancora imparare!!!!!

Mi stai facendo preoccupare........vuol dire che mi debbo preparare un secondo poggiabulino................. ::-paura2
Il primo, l'ho tirato quasi tutto di lima!!!!!!!!!!!!! :scared:

UN SALUTO :hallo:

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Prima di ogni lavoro, prima di ogni orologio, un pensiero sarà sempre dedicato al mio Maestro e grande amico Pierino la Peste.
Pieri', ogni tanto dai un'occhiata quaggiù e dacci l'ispirazione per lavori degni di Te!


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MessaggioInviato: mercoledì 21 novembre 2012, 22:47 
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Da pierino la peste


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MessaggioInviato: mercoledì 21 novembre 2012, 23:13 
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Carissimo Amici
Il primo bulino,da taglio aveva,proprio l'intento di essere un bulino con poco tagliente,lo scopo ripeto era apprendere la movimentazione,necessaria al taglio,Infatti se non cercate costantemente il mordente con il tagliente,non riuscite ad avanzare,.
Questa è la sensibilità da allenare.
In più,il primo utensile,(sempre quello con gli angoli 4 e 5 a 90°)per la sua conformazione,poteva scivolare sotto al manufatto,ma non impiantarsi nella fase di taglio,e vi impediva un avanzamento veloce.
Cosa ben diversa con il definitivo.
Dove avendo fatto pratica con il primo,ora dovreste avere la sufficente padronanaza del comando.
L'appunto fatto al filmato dal buon Maurizio,dove si vede Cristian che nella foga del taglio,ha un attimo di sbandamento,(l'utensile che prosegue la corsa di scatto,staccato il pezzo.) come già da lui fatto notare,è proprio quello che non deve succedere.
Facile criticare a tavolino,ma questi esercizi come dice giustamente Cristian hanno lo scopo di informare.
Per cui ogni errore se viene ingigantito,non è per dare in testa,ma per spiegare.
In tutti i tipi di tornitura a mano,questa azione,non si deve MAI verificare.
perchè denuncia che: o noi facendo la tornitura in quel modo ci stiamo appoggiando al pezzo e non al poggiabulino,oppure spingiamo troppo sul poggiabulino.
In entrambi i casi,stiamo svolgendo una azione di forza non proporzionata.
La prima è molto pericolosa,in quanto,non stiamo controllando l'avanzamento del bulino,ma abbiamo delegato questo controllo al taglio e al manufatto.
Una incertezza,un difetto,un leggero scarto ed ecco che come minimo avremo spezzato il manufatto o l'utensile.
Nel secondo caso,pigiando troppo sul poggiabulino,non abbiamo la sensibilità del taglio,in quanto l'atrito con quest'ultimo ci giocherà questa possibilità.
Serve al solito il giusto equilibrio,cosa che si apprende solo..... facendo trucioli.
In più sottolineo con ringraziamento quanto espresso da Maurizio,ovvero che in fase di troncatura,la contropunta,deve essere considerata con estrema attenzione.
Quest'ultima se ben posizionata esercita una azione di guida al codolo del manufatto,ma nel contempo lo comprime contro la testa del tornio.
Quando con l'utensile in troncatura,si arriverà alla fase di distacco,del pezzo,questo imbrigliato dalla contropunta ci chiuderà l'utensile tra i due pezzi,con la macchina in movimento,intuibile il danno che questo può procurare.
In più,serve chiaramente sempre considerare,che per evitare sbandieramenti inutili,che sono anche fastidiosi,oltre che renderci difficoltosa la lavorazione,sopratutto nel cercare di mantenere precisione di lavoro,il manufatto,deve sporgere il meno possibile dalla testa,compatibilmente con quello che vogliamo realizzare.
Sopratutto,più ci allontaniamo dalla testa,in fase di troncatura,tanto più avremo difficoltà ad eseguire correttamente l'operazione.
Come al solito se non sono stato capibile richiedete.
Un caro saluto
Pierino la peste

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MessaggioInviato: mercoledì 21 novembre 2012, 23:36 
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Carissimi Amici

Il fatto di avere effettuato due fianchi con maggiore spolglia
non dà problemi,ne riesce a incidere più di tanto sulla lavorazione,essendo appunto angoli di spoglia,non dovrebbero teoricamente essere impegnati nella lavorazione.
L'unico difetto che possono dare è che indeboliscono l'utensile.
Sono comunque perfettamente usabili
Un salutone
Pierino la peste

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MessaggioInviato: mercoledì 21 novembre 2012, 23:55 
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Carissimo Maurizio
Complimenti per il mandrino da legno.Lavori sempre ineccepibili.
Per il discorso poggiabulino,in effetti ne servono più di uno,se come spero questa piacevole camminata,proseguirà,avremo anche modo di vedere perchè alcune forme possono essere più utili di altre.
resta comunque che il più usato,in percentuale è quello che hai fatto tu.
Ovvero con la classica forma detta a ventaglio.
Un salutone
Pierino la peste

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MessaggioInviato: giovedì 22 novembre 2012, 0:10 
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Ciao Piero,
Grazie per le spiegazioni varie.
Ora non ti resta che guidarci nell'utilizzo di viti, legno, e gommalacca.

Lo scopo è creare un coperchio per bariletto?

Saluti
Christian

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Se quanto scritto può avere un doppio senso, ed uno di questi vi offende, io intendevo certamente l'altro.


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MessaggioInviato: giovedì 22 novembre 2012, 0:37 
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c3n ha scritto:
Ciao Piero,
Grazie per le spiegazioni varie.
Ora non ti resta che guidarci nell'utilizzo di viti, legno, e gommalacca.

Lo scopo è creare un coperchio per bariletto?

Saluti
Christian



Carissimo Cristian
stò preparando il tutto.
Perche nò!?
potreste anche creare il coperchio di un bariletto.
Io fino ad ora ho spinto,perchè vi impadroniste delle tecnica.
Poi cosa effettivamente fare dipenderà dalla effettiva necessità di tutti voi.
Senza limite alla fantasia.
Avrei un progettino in testa finale,ma se ne parlo ora mi prendete per pazzo.
Eh! Eh! Eh! e chi lo dice che non lo sia???
Per domani dovreste trovarvi il tutto.

Vi chiedo come sempre pazienza.
Sperando di non smorzare l'entusiasmo
Un salutone
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MessaggioInviato: giovedì 22 novembre 2012, 0:42 
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Ciao Piero,
Non c'é fretta, in fondo questo post deve restare un piacere.
È la curiosità che mi spinge a voler comprendere quello che hai in serbo per noi.

saluti Christian

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MessaggioInviato: giovedì 22 novembre 2012, 1:45 
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Carissimi Amici
Per il proseguo di alcune lavorazioni,è giunta ormai ben l'ora di descrivere,meglio, un accessorio base che fino ad ora abbiamo volutamente accennato,ma deliberatamente ignorato.
La contropunta.
Per cercare di fare chiarezza ho fotografato la mia,in quanto simile a quelle in possesso di molti di voi.
E cerco di condensare qua le varie forme principali.

Supporto contropunta

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Supporto con contropunta classica

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contropunta classica


a cono maschio
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a cono femmina
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Alcune contropunte particolari fotografia da internet L'autocentrante è in di più

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Contropunta a punte intercambiabili,molto utile perchè gli accessori ve li potete fare con facilità con il tornio medesimo.

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alcuni accessori catturati da internet


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contropunta girevole

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Questa contropunta,non gode della mia simpatia,in quanto grossa ed inadatta a molte lavorazioni.
La contropunta girevole,viene usata molto poco sul tornio da orologeria,ma tuttavia ha la sua utilità
Io mi sono costruita questa,di cui vi allego uno schizzo.
potete farvela con il tornio medesimo.

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Il tondino principale deve essere quello del vostro supporto.
il foro perchè sia preciso e parallelo,deve essere forato con una punta,max 4 mm scaricando molto,per non stortare il foro.
Indi portato a 4,9 di tornio,con utensile per interni.
Infine rettificato con un alesatore da 5mm
Il vantaggio di usare il 5mm è che potrete fare gli accessori usando un tondino di acciaio rettificato,facilmente trovabile in ferramente specializzate
naturalmente il classico acciaio detto al wolframio,non temperato,ma rettificato.
Sul fondo del foro,a lato serve fare un forellino per fare uscire l'aria,o non riuscite poi ad usarlo.
prvio una leggera ingrassata,dovrete inserire una sfera da cuscinetto temperata diametro 4,5 o 4 che frà da disimpegno per l'atrito sul fondo.
Poi potrete inserire a piacere i vari accessori.
Sotto potete vedere delle fotografie della mia contropunta adattata sul mio Cowells.

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Un caro saluto
Pierino la peste

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MessaggioInviato: giovedì 22 novembre 2012, 3:05 
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Carissimi amici
Ed eccovi finalmente pronti a maledirmi per un ricco pezzo di legno sul naso.

Ragazzi......!! ATTENZIONE !! se la cinghia non slitta al minimo accenno di sforzo,ve lo beccate sul serio.

Veniamo a noi.
Potevo farla meglio,ma dove stà poi il divertimento??
Così invece potete dimostrare di essere più bravi,con mia grande soddisfazione :eek:

per chi non ha lo strumentino,e chi invece non aveva idea di come fare ecco un bozzetto di maschera per centrino sullo pzeudo tondino di legno.
A me capitano sempre ovali.


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Una volta stampato,con le dimensioni che preferite ,consiglio su cartoncino 200g,la dovete ritagliare

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il resto non commento mi pare ovvio

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Ora ponendola sul tondino tracciamo una retta,seguendo il bordo del cartoncino ,ruotiamo di circa 33° altra retta,altri 33° ultima retta,quello che risulta dagli incroci è il centro menopeggio

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fate come dico,non come faccio :eek: :eek:

Ora serve fare un foro per invito onde impedire di segnare spaccatura al legno.
Il foro dovrà essere della lunghezza della vite,il legno deve avvitarsi fino in fondo e toccare bene la pinza,per stare fermo.
Per ricavare il diametro del foro prendiamo la misura della valle del filetto vite legno più o meno a centro cono,
nel mio caso la vite ha il codolo da 5mm e a metà circa del cono la valle misura 3,5 mm per cui ho fatto il foro da 3,5 mm.
Intuibile che più riuscite a fare il foro dritto,meno tribolate dopo.
A questo punto avvitiamo il tondino sul tornio.
E quì scopriremo quanto siamo bravi aprender le misure di riferimento.
Io che non sono capace ho naturaalmente un pezzo tutto storto.
Nessun problema.
Prima di accendere la macchina
Controllare che il pezzo non tocchi da nessuna parte,poi avviciniamo sempre facendoci attenzione il poggiabulino e facciamo la sua spianata,di lato per un fattore di praticità,e davanti per ragioni tecniche.
Ecco come deve risultare il tondino.

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ma non toglietelo.
Io lo ho tirato giù per farvi vedere,ora lo dovrò riprendere

Una volta spianato con carta 400 o 500 date una spolverata e diciamo lucidata,senza troppo insistere,solo da togliere il grosso del pelo sulla parte piana.

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Naturalmente senza mai togliere il legno da sul tornio.
Ed ecco pronta la base del nostro mandrino usa e getta.
segue...


Un salutone
Pierino la peste


Ps il tondo a me è poi risultato finito,diametro 20 mm per 28 mm di altezza.
Ora le misure non sono determinanti,in quanto come continuo a dire è l'idea da afferrare,i manufatti li farete poi con calma visto il metodo.
Questa soluzione della vite è sopratutto,per chi non ha un mandrino autocentrante.
Chi ne è in possesso è facilitato,in quanto si può eliminare parte del lavoro,semplicemente chiudendosi una fettina tonda di legno del diametro e spessore che gli serve.

dimenticavo però una accortezza importantissima.

Il legno è vivo.
Sente l'umidità in particolare modo.
Per cui questi mandrini hanno la precisione di diciamo la giornata di lavoro,poi serve ripassarli o almeno controllarli,in quanto si possono esser mossi.
Ci sono molti altri sistemi,che se riusciremo vedremo,ma nessuno pratico ed economico,versatile, come questo.

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MessaggioInviato: giovedì 22 novembre 2012, 15:47 
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Carissimi Amici
Per poter trattenere il pezzo in lavorazione sul nostro mandrino improvvisato,useremo la gommalacca.
Io operò così,pongo la gommalacca su una spatolina di metallo,scaldo il tutto,fino alla temperatura di circa 60°
Per fare questo ho il fornetto dedicato,ma per maggiore praticità avendolo fatto ormai da anni,uso la lampada ad alcool.
Ho consigliato un saldatore per stagno,chè è la soluzione migliore.
Permette sia di scaldare la spatolina che il manufatto,quando è posizionato sul tornietto. E quindi adesivizzarlo.
Nello scaldare la gommalacca ci dobbiamo fermare,quando questa ha raggiunto lo stato pastoso simile della marmellata.
Oltre,rischiamo di bruciarla,carbonizzandola.
E quindi rendendola inservibile.
Questo è da evitare assolutamente,o il pezzo non sarà incollato,e salterà via.
Spalmiamo questa marmellata sul nostro tassello di legno.
I tempi sono alquanto ristretti.
In modo di averne a sufficienza da creare un piano sottile e possibilmente uniforme.
Per spianarla è sufficiente continuare a scaldare la spatola.
Io uso questa:

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Semplicemente con la gommalacca sul legno ,la spatola sopra,il saldatore sul tutto,l’operazione è piuttosto semplice,serve solo un po’ per abituarsi a non bruciare,la gommalacca.
Se vedete pezzi carbonizzati,potete eliminarli con un catter.
Si deve avere il legno,coperto da uno strato scuro,ma non nero.
Lo scuro,indica che vi è sufficiente materiale,la trasparenza che è poca.

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A questo punto,tracciamo le due diagonali sul quadrotto di ottone,per avere un centro

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Poi lo posizioniamo sul tornio centrandolo con l’ausilio della contropunta,lato cono maschio.

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Tenendo fermo il quadrotto sul tornio,io preferisco sempre anteporre un pezzo di cartoncino tra la contropunta ed il particolare da incollare.
Questo ci fa da schermo e impedisce che il calore del saldatore si disperda altrove.

Fatto questo,scaldiamo il quadrotto,con il saldatore,avendo l’accortezza di mantenere la pressione sulla contropunta, necessaria a spingere il quadrotto,contro il legno,per incollarsi.
Dovremmo vedere che quest’ultimo si adagia perfettamente sul legno.
Preciso,che il quadrotto non deve essere unto,e perché non si metta di traverso,sia stato sbavato e sia in piano.
Meglio se lo avete carteggiato,prima di incollarlo.
Facendo l’operazione di incollaggio,dovreste vedere ad un certo punto,la gommalacca fuoriuscire attorno al legno,creando un collarino.
Senza mai fare scendere la pressione sulla contropunta,fate ruotare a mano la testa del tornio,il collarino di gommalacca deve esserci tutto attorno.
A questo punto,chiudete la contropunta sempre mantenendo la pressione(Giusta,senza esagerare,ma deve esserci) Agendo sul blocco nel supporto contropunta e lasciate che la gommalacca si solidifichi.

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Passato il tempo necessario,circa un paio di minuti,potete comunque controllare che la gommalacca sia indurita,semplicemente toccandola con il dito,la dovete sentire cristallina e non gommosa.
Io ho addirittura volutamente esagerato,con la gommalacca,ma volevo si vedesse bene l’incollaggio.
A questo punto se tutto è andato come doveva,se facciamo girare il quadrotto a mano,girerà la testa del tornio.
E non ci resta in mano.
Bene è incollato

Segue …..
Salutone
Pierino la peste

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MessaggioInviato: giovedì 22 novembre 2012, 18:51 
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Carissimi Amici
Il proseguo.
Invito cortesemente,chiunque senza esperienza,che si metta a fare questa troncatura,ad evere fatto gli esercizi antecedenti di taglio,o rischia veramente e seriemente di farsi male.
Con questo avviso,io mi lavo la coscienza,le dita sono le vostre,io ho fatto il possibile per allertarvi :-(

Allora a pezzo incollato,siamo quasi pronti ala stondatura del cerchio.
Servono però alcuni accorgimenti.
Primo,taglieremo il quadro dal fianco.
Per questo motivo il bulino da taglio deve avere una modifica.
Dovremo renderlo più sottile.
Non sò che misura di quadro state usando.
Ma dovete tenere conto che entrando dentro al manufatto dal fianco noi creeremo un binario circolare.
All'interno di questo binario,serve che i fianchi del bulino,non tocchino le pareti in lavorazione,o come abbiamo appreso il termine tallonano.
E renderanno difficoltosa se non impossibile la troncatura.

fatto questo procediamo.

per avere una sicurezza di lavoro,useremo la contropunta come supporto.
Ma dato che molti di voi penso non abbiano contropunta girevole piana,ho pensato di mettervi in grado di svolgere egualmente il lavoro.
Per questo serve il tappo di una bottiglia di plastica,bibite,possibilmente gasate,queste hanno il tappo,più spesso e dentro con una leggera bugna.

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tagliamo un dischetto,io ho usato una fustella,ma anche se lo fate quadro con il catter,và bene egualmente.
I tappi e le bottiglie per alimenti sono in polietilene.
Parente povero (povero solo per densità) del polizene.
Quindi sdruciolevole come sapone.
Questo dischetto di plastica lo anteporremo tra la contropunta classica,cono maschio e il manufatto

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Posizioniamo il poggiabulino,controlliamo che tutto sia libero.


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ATTENZIONE velocità rigorosamente BASSA MAX 150 giri/minuto.
CINGHIA CHE SLITTA AL MINIMO SFORZO.
avendo l'accortezza di effettuare il taglio,internamente al legno,quel tanto che basta,perchè il ritaglio stia nel diametro di incollaggio.
Eccoci pronti a partire.
Neurini attivi,con calma ci avviciniamo al manufatto,mani e dita posizionate da nemmeno sfiorare il manufatto in rotazione.
Eseguiamo la troncatura.
Passata morbida,il taglio deve farsi da solo,non forza,non scaldate il pezzo.
Scaricate la tornitura se vi impedisce la visuale,io ho tagliato nell'esempio del piatto da 15/10
Quando sentite che cambia la musica del taglio e vedete la segatura,siete arrivati alla fine.


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Ed ecco il vostro dischetto in ottone tagliato.
Possiamo delicatamente staccare il ritaglio.
E quindi rifinire se ci necessita il diametro esterno del dischetto.
ipoteticamente portarlo a misura.

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Quì per ora mi fermo.
Seguiranno poi il resto degli esercizi,divertendoci ancora un po' con il mandrino usa e getta.
Per vedere ancora fino dove può arrivare e i suoi enormi limiti.
Ma comunque grandi pregi.
Sperando di avere fatto cosa utile vi aspetto,per i soliti e ben voluti commenti.
Gradite domande.
Indispensabili per una corretta lavorazione e capibilità
Voglio fare notare un errore,eseguito da parte mia.
Che ci crediate o no,lo ho fatto apposta,per fare vedere come questa procedura,permetta anche di arrivare al limite,con l'anello di scarto aperto e decentrato.
Al limite del manufatto.
Per trasformare adesso quel dischetto,ad esempio in un coperchio da bariletto,servirà una modifica al mandrino di legno.
Che vedremo spero domani,devo avere anche il tempo di seguirvi.
A fare il lavoro ci metto mezz'ora,per fotografarlo e spiegarlo sono troppo lungo.
In più vorrei fare notare la gommalacca,che è rimasta sul supporto.
Vedrete che è lucida.
Questo vuole dire che l'ottone era molto liscio,quindi anche la presa minore.
Se vogliamo una maggiore forza di tenuta,serve rigare con tela a grana grossa il piano da incollare.
Ora per eliminare la gommalacca dal manufatto,basta metterla a bagno in alcool denaturato,se non proprio congelato,data la stagione si scioglierà abbastanza in fretta.
Lavato il pezzo è pronto per farci quello che vogliamo.
Ho voluto farvi fare un dischetto piano,perchè più difficile di uno forato,in quanto ha un supporto in meno.
Se forato si poteva piantare un chiodino o una vite.
Mentre così no.
Una possibilità in più
Trac Tritac tac troc,per ora fermo il mio tritar di ammennicoli.
Un caro saluto
Pierino la peste

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MessaggioInviato: giovedì 22 novembre 2012, 20:01 
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Se posso dare un consiglio:

Per evitare che la base del bulino possa interferire con il taglio, io arrotonderei il fianco in questo modo:

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Perdonate il disegno ma è fatto in fretta e furia.

Proprio ad essere pignoli (come mio solito) ed evitare i problemi di impuntamento dovuti alla base del bulino che diventa un coltello, farei un utensile molto corto: poco più che lo spessore da tagliare in maniera tale che appoggi sul ventaglio tutta la faccia della barretta quadra.


Ovviamente questo consiglio è da parte di un tornitore "carrellato" e richiede il conforto e la conferma di "Mastro Pierino", nostro tutore!!!

UN SALUTO :hallo:

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Prima di ogni lavoro, prima di ogni orologio, un pensiero sarà sempre dedicato al mio Maestro e grande amico Pierino la Peste.
Pieri', ogni tanto dai un'occhiata quaggiù e dacci l'ispirazione per lavori degni di Te!


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MessaggioInviato: giovedì 22 novembre 2012, 20:29 
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Orologiaio Indipendente
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Carissimo Maurizio
A me sto termine pignolo,mi và pure bene per scherzo,ma è ora di portalo a Puntiglioso,che è più congruo.
Se ne vuoi uno un po' meno pomposo,Precisino,almeno è decisamente più simpatico,visto che i tuoi interventi sono mirati e congrui.
Fine off Topic.

Battute a parte carissimo Maurizio,l'utensile,quando si lavora così in posizione precaria.si può impuntare molto facilmente.
Ma il segreto stà nell'impedire che questo crei problemi.
Il diametro,decisamente più grande stupirà per la velocità angolare,paragonata al tondino più piccolo.
Come ho scritto,essenziale,che la macchina si fermi al minimo accenno di sforzo.
La gommalacca,tiene,ma non è una salda chiusura in pinza o mandrino autocentrante.
Sottolineo,serve molta delicatezza.Non essendo presente fisicamente cerco di trasmettere la cosa,ma non è facile.
Ricordo una mano che disegna.
Non sarà un disegno a carboncino,ma al tratto pieno,ma si deve comunque esser delicati.
Vorrei trovare un esempio migliore,ma non sò al momento come meglio dirlo.
ma credetemi,il taglio,lo eseguo,con pochissimo sforzo.
Il pezzo è essenziale anche che non scaldi.
Io come faccio appena più pressione ho la puleggia ferma.
Ci si impiega forse qualche secondo in più,ma non dimentichiamo che i nostri pezzi sono per orologi.
Quindi sempre paurosamente delicati.
Comunque riassumendo,i fianchi dell'utensile possono toccare entrambi.
Servirebbe ad essere pignoli :smile: un utensile a semicerchio di profilo,
E dipende molto quanto dovete tagliare di spessore.
Cli utensili a profilo curvo che richiama una mezza C ci sono.
Servono appunto per tagliare di testa a tuffo.
ma per il nostro pezzetto,basta poca correzione ed il taaglio è fatto.

Un salutone
Pierino la peste

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