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Carissimi Amici
Torno a ripeterlo.
matematica,fisica,teoria,sono una bella cosa,ma su un lavoro dove l'empiricità la fà da padrone,servon come condimento.
La sostanza viene prima.
Nella sostanza serve capire sicuramente ma essenziale impadronirsi del senso al tatto sui fenomeni che si sviluppano sulla macchina.
Poi,le attrezzature per fare il lavoro le spiegheremo dopo.
Ora l'importante è vedere come spingersi oltre.
Mi spiego meglio,
Che l'utilizzo della contropunta aiuti o sia fondamentale è innegabile,ma è anche un aggiunta di disturbo di lavorazione.
Un vincolo macchina. Da molte volte valutare
Come lo è la lunetta ,che sono poi essenzialmente due una di tenuta ed una di supporto,che è indispensabile anche lei,come lo è il bulino di appoggio,cosa che ad esempio non ho mai visto citato,nei libri dove accennano,o spiegano la tornitura a mano.
Se è a mano la tornitura,servirà a mano anche una guida in appoggio.
Il percorso è lungo,molto lungo,
La scuola che ho fatto io è durata quattro anni,più tutta la vita.
E posso onestamente dire con sincerità che si continua ad apprendere qualche cosa di nuovo ogni giorno.
Non si finisce mai,MAI
Ma se partiamo da quest'ultimo concetto ci suicidiamo,perchè tutto sembra inutile.
Invece non è così.ma serve pazienza.
Ed andare per gradi. Con molta calma.
ora Cristian ha questa pazienza,vediamo di non fargliela scappare.
Animati del più buon ottimismo continuiamo.
Spero con il mio modo di scrivere di non alterarti,carissimo Cristian.
ma credimi sono letteralmente entusiasta di quello che stai facendo,e con questo offri una possibilità unica almeno in campo italiano di aiutarti ma aiutare altri con l'esperienza che stai vivendo.
Ora io sono partito dal concetto che non conoscessi assolutamente il tornio.
per cui serviva capire alcuni concetti base,esattamente quelli che stai mettendo a fuoco,addirittura mettendoci del tuo.
Come il martellare per deformare il pezzo.
Che a mio avviso è stata una idea fantastica.
Non 'c'è nemmeno da discutere sul fatto che se il pezzo è fuori sbandiera.
perchè nessuno di noi per fortuna è scemo.
ma lo scopo come detto all'inizio è imparare a fare le aste.
Il pezzo in quota,non sarà un problema dopo.
Serve capire la dinamica taglio,angolo di taglio,posizione del bulino,come tenere posizione del bulino,cosa succede al pezzo in lavorazione,cosa ci restituisce il pezzo in risposta.
Torniamo a bomba.
proviamo un riassunto.( ci speravate vero??)
Fino ad ora non abbiamo mai cambiato,se non per esperimento il fatto di mantenere piatto il bulino.
E tale,portate pazienza serve mantenerlo o compromettiamo il risultato ottenuto.
I virtuosismi si fanno dopo.
Fondamentale è comunque mantenere,come punto di contatto bulino,manufatto,la linea di lavoro che è la mezzaria.
Alzando ed abbassando il portabulino,hai constatato come cambia,uno degli angoli di incidenza,in pratica.
Ovvero che abbassando il portabulino incidi maggiormente il pezzo e questo tende a puntare,facendolo saltare,con il pericolo di andare sotto,al manufatto,alzandolo invece morde meno e quindi,tende a scivolare sopra.
Non c’è minimamente da discutere sul fatto che vi è un anglo ottimale di taglio deducibile da calcoli ed è presente su tutti i manuali.
Serviva invece provare a MANO,cosa questo vuole dire,perché per fare particolari lavori ho necessità di andare contro un corretto angolo di taglio.
Mi spiego meglio,mi serve per ragioni di comodità,avere un bulino che tagli di più o di meno,a seconda di cosa devo fare,proprio perché in certi casi devo fare lavorazione impropria,dove il manufatto,non lo posso ancorare come vorrei in quanto non ho l’appiglio ottimale.
E questo è un punto.
Vediamo l’altro.
La facciata di taglio,ovvero tutto il lato di lavoro del bulino.
Noi ora operiamo con il bulino,molato a losanga,non è stata data nemmeno una precisazione di quanto è questa affilatura a losanga.
Quanti gradi ha,perché non è a mio avviso necessario,torniamo al discorso iniziale,per ora impariamo a tenere il bulino.
Sempre per fare punto della situazione,l’affilatura a losanga,permette una lavorazione con il bulino laterale,che è di una utilità notevole.
In quanto noi siamo con il manico inclinato,rispetto al pezzo ed abbiamo campo libero visivo,con possibilità di avvicinare il viso con lente.
Certo serve fare attenzione.
Perché io personalmente insisto nell’uso della lente,o del caschetto lente ( o similare) ??
Perché se la lente si muove con me,io ho possibilità di cambiare l’angolo di osservazione con molta facilità,mentre lavoro.
Giocando con i riflessi di luce,chiaroscuri,opaco brillanti.
Questo mi permette di vedere cosa eseguo,come lavoro,quanto asporto,come lo asporto,se il manufatto ha difetti Ecc.Ecc-
Non è una regola obbligatoria,possiamo fare come vogliamo,ma visto che sono io a scrivere queste righe,cerco di dare un metodo,che a mio avviso dà parecchie soddisfazioni.
Poi provato sarete in grado di decidere quale sarà la vostra posizione ottimale,ma saprete anche dove e quanto vi volete spingere nella lavorazione.
Tornando sulla facciata di taglio, (Il lato tagliente in uso del bulino) noi possiamo usarlo in molti modi.
Cerco di semplificare,solo la punta,avanzando dall’esterno del manufatto con percorso,verso il mandrino.
Punta ed una porzione di fianco,spostandoci in modo opposto.
Coda e porzione di fianco,riprendendo il percorso iniziale.
Oppure solo la coda,quasi a 45° per sgrossatura,avanti ed indietro.
Stessa posizione con la punta,lavorazione di intaglio,in entrata.
Ad esempio è quella che io userei su un pezzo irregolare,tenendo saldamente il bulino,inizio l’entrata sul pezzo,mimando quello che è la lavorazione che avrebbe fatto il carro croce.
Ma essendo a mano,come ho detto tengo saldo il bulino ed avanzo,ma piano,aspetto che colpo,su colpo il pezzo inizi a stondarsi.
Mi è difficile,perché incontro pieno e vuoto,per questo devo cercare di centellinare micromicamente l’avanzamento,aspettando il tempo necessario,perché la parte di materiale da eliminare salti,in modo da pareggiare,colpetto,dopo colpetto
Infine una finitura del pezzo,la punta appena inclinata,dal mandrino ad uscire,dal manufatto,ovvero il tagliente del bulino,lavora appena appena,dando il minor peso possibile al pezzo ed asportando poco,appunto per lucidare la passata.
Non ultima in tutto questo gioca la velocità di rotazione,e la forza motore.
Dove ragazzi non scherziamo,giocare è bello se siamo integri,farsi male un attimo.
Per cui cerco sempre di limitare i pericoli,velocità lenta,perché meno pericolosa,cinghia che slitta,per pararsi il C……
la velocità ci cambia radicalmente la sensibilità di lavorazione,essa è essenziale per ridurre i tempi,in serie il tempo è un costo,non indifferente,ma in serie tutto si spera è calcolato e controllato dalla ripetitività e quindi prevedibilità degli eventi.
Sul pezzo singolo,siete sul campione,originario, state scrivendo la sua storia,,per la prima e forse unica volta ,non è copia.
E un pezzo a mano,sarà sempre unico,anche ad un altro molto simile.
Questo per dire che ci è molto più difficile prevedere gli effetti. (Ho scritto difficile,non impossibile.)
La velocità,questi fantomatici giri /minuto,non sono poi altro che lo scorrere di una lunga striscia di millimetri sul nostro bulino.
Nel percorrere,questa striscia,in più abbiamo la forza che il manufatto accumula per la massa che ruota.
Ovvero la botta che girando ci darà sul bulino.
Che illusoriamente aumentando la velocità ci sembra sia inferiore,soltanto perché,noi siamo più lenti nello spostamento,e quindi spostandoci piano con il bulino,portiamo via di meno,in proporzione alla strada percorsa dal pezzo.
Non so se sono stato chiaro,in parole povere,noi ogni volta che avanziamo con il bulino,cerchiamo di sbucciare,la famosa mela.
Se la mela gira piano,la nostra buccia,sarà agevolmente larga,se gira forte,sarà agevolmente stretta,fino ad esser solo polvere di buccia.
Contrariamente a quello che può sembrare,serve più sensibilità a girare piano che forte.
ma girando piano,doso più facilmente le energie,stabilisco meglio il tipo di buccia che voglio ottenere.
Ma il pezzo se ho fatto una mezza caz.. Mi si fermerà più facilmente,avendo immagazzinato meno energia.
La tornitura a mano è una catena di compromessi,serve impadronirsene,ogni azione ha il suo rovescio.
Impadronendosene,si può scegliere dove fare pendere il lato della medaglia.
Certo se giro piano mi necessita un affilatura da rasoio,forte,anche un bulino che scalpella taglierà,e la potenza del colpo che agisce.
Ma il compromesso lo avrò con le vibrazioni aumentate sia al pezzo che della macchina.
Ad esempio un pezzo non ben centrato,come una platina da orologio,se giro forte,avrò difficoltà enormi a contenerlo.
Gli esempi possono essere troppi
Non è così semplice,pure questo serve capirlo,sentendolo sulla mano.
Una normale lavorazione io personalmente la eseguo tra i 150 1500 giri,raramente li supero,e solo per scommessa scendo dai 150
Tutto questo parolaio,non è legge assoluta è un prospetto,da qualche parte serve iniziare,meglio farlo senza complicarci la vita il più comodamente possibile.
Ora tutto fino a qui aveva lo scopo di creare una sensibilità al taglio. Questo era almeno l’obbiettivo che mi volevo e vi volevo fare raggiungere.
Da qua in poi si diventa artisti,l’arte ha troppe regole non scritte,nasce dalla passione e alimentata dal cuore,buon lavoro amici tutti.
Se scritto da cani è normale.
Se non mi sono spiegato in modo capibile richiedete
Un salutone
Pierino la peste
Ps volevo aggiungere una precisazione,in merito sempre alla prima parte del filmato.
Sopra ho scritto che io perferivo entrare piano piano di punta,aspettando ad ogni avanzare l'esaurirsi dei colpetti,i quali indicano chiaramente che per quel piccolo passo ho stondato il pezzo.
Ora avviene questo.
Entrando di punta,serve maggiore comando di bulino,perchè il manufatto tenderà a farmelo girare.ed io non ho appoggio,l'angolo del bulino è q favore del pezzo,il vantaggio è che vedo e gestisco meglio il pezzo di impatto sul bulino.
Altra strada.
Usare il culetto del tagliente,del bulino,in questo modo,il piatto dell'utensile mi aiuta nella stabilità,quando il manufatto,picchiando sul tagliente,cercherà di farmelo ruotare.
Controtendenza,in questo modo,ho l'utensile che è si più energico e l'angolo di tagliente più robusto,rischia meno di spuntarsi,ma ho in contropartita,un taglio maggiore e quindi una maggiore pressione sul pezzo. Cosa che devo limitare,per stondare il pezzo il prima possibile,senza dare una uteriore forma non cilindrica aggiuntiva alla presente,con la lavorazione.Anche quì devo avanzare omogeneo,dando il tempo al manufatto di perdere la prozione di eccedenza di materiale che ho deciso di asportare con la passata d'utensile.
Spero di essere stato chiaro.
Come ho detto è tutto un compromesso.
Stà all'abilità di chi lo usa scegliere.
_________________ L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione

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