Oggi voglio presentare uno degli orologi che faceva parte della mia lista personale dei desiderata, e che ho cercato per tanto tempo, arrivando persino a comprarne uno, che però non è mai arrivato a destinazione. Stavolta però, l'occasione finalmente è arrivata, anche se non come me l'aspettavo.
Si tratta del LIP R148/184, il primo orologio elettrico di successo prodotto in Europa (anche se non fu il primo prodotto), ed uno dei migliori orologi elettrici tradizionali mai prodotti.
Ma per scoprire l'orologio, dobbiamo prima sapere la sua storia, in modo da poter farci un'idea di cosa stiamo trattando. Citerò parte di una mia vecchia scheda che parla proprio dell'esemplare in questione.
Cita:
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, periodo in cui la fabbrica fu convertita per la produzione di materiale bellico e in seguito distrutta dalle forze di occupazione Tedesche, lo stabilimento fu ricostruito e la casa Francese iniziò a dedicarsi ad un progetto parecchio ambizioso: creare un orologio elettrico da polso.
Il progetto era piuttosto costoso e complicato da realizzare, ma questo non spaventò certo il nuovo presidente dell'azienda, Fred Lip, che strinse un accordo con l'Americana Elgin, per realizzare quello che sarebbe diventato il primo movimento elettromeccanico da destinare ad un orologio da polso.
Così, alla fine degli anni '40, sia la Elgin che la LIP giunsero finalmente ad una versione prototipale del movimento, che fu presentato nel 1952. La casa Americana lo chiamò Elgin 725, mentre quella Francese LIP R27.
Nonostante la grande attenzione che entrambi i movimenti suscitarono, per vedere la loro produzione in serie si dovette aspettare fino al 1958, anno in cui entrambi finalmente fecero il loro debutto commerciale.
Un LIP R27. L'orologio non ebbe una lunga vita commerciale (prodotto dal 1958 al 1962), a causa di numerosi problemi che affliggevano il calibro. Oltre a ciò, l'utilizzo di due batterie, la scomoda corona sul fondello e la scarsa durata delle stesse batterie lo rendevano un orologio molto oneroso da indossare. Un R27 fu donato ai presidenti Charles De Gaulle e Dwight Eisenhower dalla stessa LIP. (Fonte: Crazywatches.pl)
Un Elgin 725. Primo orologio elettromeccanico da polso insieme al LIP R27, il suo movimento ebbe una brevissima vita commerciale, a causa della sua inaffidabilità.
Al contrario della controparte LIP, il 725 richiedeva solo una batteria per funzionare. (Fonte: Crazywatches.pl)Al contrario del successivo Hamilton 500, il LIP R27/Elgin 725, richiedeva due batterie al mercurio per poter funzionare, aveva la corona posizionata sul fondello (soluzione che in seguito fu ripresa dalla Laco/Timex con la serie M67/Laco 861, e dalla Bulova con la serie Accutron 214), un'alternanza di 18.000 a/h e la presenza di un diodo che permetteva di ridurre la scintilla causata dal contatto elettrico nel momento in cui toccava il bilanciere.
Infatti, entrambi furono commercializzati come orologi "Elettronici" più che elettrici, proprio per via della presenza del diodo. Comunque, nonostante le premesse, il progetto incrociato LIP/Elgin si rivelò un completo fallimento dal punto di vista tecnico e commerciale: gli orologi consumavano molta energia e le batterie duravano pochi mesi, la corona nascosta risultò piuttosto difficoltosa da utilizzare e spesso i movimenti tendevano a funzionare erraticamente.
Questi episodi si rivelarono talmente problematici per le due case, che la Elgin entrò in uno stato di dissesto finanziario a causa del disastro commerciale della serie 725, costringendola ad abbandonare la collaborazione con la LIP, e rivolgersi in seguito alla ESA per la fornitura di movimenti elettromeccanici. Questo fu l'ultimo passo della casa Americana prima del suo smembramento e della vendita del marchio.
E la LIP? Al contrario della Elgin, la casa di Besançon non interruppe la commercializzazione dell'R27 (tant'è che un R27 fu l'orologio donato al presidente Charles De Gaulle e anche a Dwight Eisenhower), ma continuò a migliorarlo, fino a quando nel 1962 debuttarono sul mercato i nuovi elettromeccanici della casa Francese, mossi da un nuovo calibro, l'R148.
Al contrario della precedente generazione, l'R148, prodotto in seguito anche con calendario con il nome di R184, risultò uno dei migliori calibri elettromeccanici progettati in Europa. Grazie alla sua costruzione robusta, l'R148 diventò un grande successo internazionale per la LIP e per l'immagine che l'industria orologiera Francese dava nel mondo. Molte furono le case che utilizzarono il suddetto calibro, una tra tutte la Benrus, che per i suoi elettromeccanici utilizzò proprio il calibro R148/R184, anche sul suo marchio più economico, "Belforte", di cui produsse anche una rara versione scheletrata ispirata al Bulova Accutron "Spaceview".
Un Belforte Electronic, orologio ispirato concettualmente al Bulova Accutron Spaceview, ma molto più economico del suo concorrente a Diapason. Fu distribuito anche in Europa con il marchio Waltham. (Fonte: Crazywatches.pl)
Il LIP Nautic-Ski fu uno degli orologi più rappresentativi della serie R184, insieme alla serie Mach 2000 disegnata da Roger Tallon. Attualmente, i Nautic-Ski sono molto ricercati per via del loro calibro e per la cassa Compressor, realizzata dalla Svizzera "EPSA". (Fonte: Crazywatches.pl)L'affidabilissimo e robusto R148 fu un grande colpo di fortuna per la casa Francese, che finalmente tornò a prosperare e si impose nuovamente sul mercato per i suoi orologi robusti ma dall'estetica molto curata ed originale, con tocchi di design molto "Francesi" che li resero senz'altro molto personali. L'apice dell'unicità estetica della LIP fu raggiunto con la serie Mach 2000, disegnata da Roger Tallon, che s'ispirò alla purezza delle forme geometriche per realizzare dei piccoli capolavori di design industriale che tutt'ora rappresentano un'importante parte della produzione della casa. Ovviamente, anche la serie Mach 2000 incassò anche il calibro R148/R184.
Ufficialmente, esistono tre generazioni del movimento R148/184. La prima generazione, la R148, era disponibile unicamente in versione solotempo, ed aveva i ponti ramati ed il contatto positivo della batteria era fissato con due viti. Il diodo era scoperto e non vi era nessuna protezione. Da notare che la prima generazione adottava anche una spirale di tipo "Breguet" che però fu abbandonata poco dopo il suo debutto. (Fonte: Watchesz.free.fr):

La seconda generazione subì poi un'ulteriore semplificazione, perdendo la seconda vite per il contatto elettrico, mentre il diodo fu coperto da un piccolo guscio in gomma, che lo rendeva meno esposto a rotture. Da notare che sulla maggior parte dei LIP dotati di questo calibro, la corona è liscia, senza benchè la minima scanalatura. Ciò era dovuto al fatto che essendo l'orologio non più meccanico ma elettrico, non richiedeva più di essere caricato manualmente. (Fonte: Watchesz.free.fr):

E infine, la terza generazione, che subì un'ulteriore trasformazione affinchè i costi per la sua produzione fossero il più bassi possibile. Il contatto positivo della batteria fu reso più sottile ed i ponti assunsero una finitura dorata opaca. (Fonte: Watchesz.free.fr):

A partire dal 1964, la LIP introdusse la variante dotata di calendario del movimento R148, che fu battezzata "Datolip R184". L'R184, così come la sua variante solotempo, fu adottato da moltissime case orologiere, tra cui la Benrus (e anche il suo marchio economico "Belforte"), la Universal Geneve, la Nivada, la Waltham e molte altre. Il motivo del suo successo? Presto detto. Al contrario degli Americani Hamilton 500/505, l'R148/184 era molto più robusto, ma soprattutto molto più preciso. Infatti, esso era stato concepito come calibro cronometrico, e quindi, con una fine regolazione, avrebbe potuto avere una precisione paragonabile al miglior orologio meccanico, cosa che sull'Hamilton non fu mai prevista. Inoltre, la bobina fissa era meno esposta ad usura e alle bruciature dovute alla scintilla causata nel momento in cui il bilanciere tocca il contatto elettrico, allungando così ulteriormente la vita del calibro.
Il fatto poi, che al contrario dell'Hamilton 500, l'R148/184 fu progettato con molta attenzione, onde evitare i difetti che avevano afflitto il calibro Americano fin dal suo debutto, fu un altro fattore determinante per il suo successo: la LIP aveva imparato la lezione dell'R27, ed aveva intenzione di rimediare ai suoi errori, creando un movimento elettrico che fosse non dico perfetto, ma il più perfetto possibile. E ci riuscì.
Ora, torniamo all'orologio protagonista di questa scheda. E' stato uno di quei momenti in cui non mi sarei mai aspettato di poter mettere le mani su questo esemplare, a causa del fatto che non l'ho comprato, ma l'ho ereditato da un mio prozio, venuto a mancare alcuni mesi fa, e che non avevo più visto da quand'ero bambino.
Ho ricevuto l'orologio per caso, in occasione del trasloco deciso dalla mia prozia, per trasferirsi in un appartamento più piccolo. Quel giorno non ero a casa e quindi non ho potuto aiutare nel trasloco, ma era presente mia madre, che mentre stava svuotando una cassettiera, ha trovato quest'orologio in un sacchetto di stoffa logoro. Quando poi ritornai a casa, mia madre mi mostrò l'orologio, chiedendomi se avrebbe potuto interessarmi, mi riferì che la mia prozia non si ricordava nemmeno più di quell'orologio e che forse era rotto, dato che il mio prozio non indossava più orologi da polso da parecchi anni, preferendo ad essi i modelli da tasca. Quando l'ho visto mi sono reso subito conto di cosa avevo in mano: un LIP R184, proprio quello che cercavo!
Certo però, a primo impatto l'orologio aveva vissuto decisamente tempi migliori: gli angoli della cassa era incrostati di sporcizia, il vetro era pieno di graffi e la corona, non originale, era completamente priva della sua cromatura, ed il quadrante aveva degli strani granelli neri che si muovevano non appena si muoveva l'orologio. Il calendario inoltre era in parte bloccato, dato che quando iniziava a cambiare giorno, anzichè passare completamente al giorno successivo, rimaneva a metà. Se funzionava sarebbe stato un miracolo!
Ma nonostante le condizioni, essendo pur sempre un ricordo -e seppur ricordo poco del mio prozio- ha certamente un valore affettivo molto importante, e rimetterlo a posto ne sarebbe valsa la pena. Così, con parecchio olio di gomito e tanta forza di volontà, ho iniziato a ripulirlo, rimuovendo la sporcizia e le incrostazioni dalla cassa, lucidando il vetro con il Polywatch, eliminando così la maggior parte dei graffi presenti. Ho provato a vedere se potevo riuscire a sistemarmi da solo il problema del calendario, ed effettivamente ci sono riuscito: mi è bastato ruotare le sfere velocemente nel momento del cambio data, ed il calendario ha finalmente iniziato a cambiare correttamente, senza più problemi.
Successivamente è venuto il momento della verità, ossia aprirlo... E temevo di avere una brutta sorpresa. Ma una volta aperto fortunatamente, le mie paure si sono rivelate infondate: non c'era la batteria vecchia all'interno, ed il contatto era pulito, così come il resto del movimento. L'unico difetto era il contatto positivo della batteria, che era spezzato. Così, per prova, ho inserito una batteria e ho richiuso l'orologio. Dopo averlo agitato per qualche secondo, incredibilmente, è partito!
Ottimo, il fatto che l'orologio funziona, seppur aveva bisogno di una corona nuova e di una ripulita del quadrante e del vetro, era già una grande notizia. Dopodichè mi sono messo alla ricerca di una corona originale nuova, e l'ho portato dall'orologiaio affinchè mi cambiasse la corona e mi rimuovesse quei granelli neri sotto il vetro. L'orologiaio però, nel momento in cui ha reinserito la corona, mi ha disallineato il tiretto e me l'ha ridato "in panne", dicendomi che non sapeva intervenire su quel calibro. Senza demordere, l'ho portato da un altro orologiaio, che ha proceduto a sistemare il tiretto e a pulire il vetro ed il quadrante. Ho cambiato il vecchio cinturino in pelle, logoro e sottodimensionato, sostituito con uno in pelle nero senza cuciture, in stile vintage.
Ed eccolo qui, il LIP R184 appartenuto al mio prozio. Non ho idea dell'anno esatto di produzione di questo modello, quindi potrei collocarlo tra la fine degli anni '60 e i primi anni '70.

Ciò che più mi ha colpito di questo LIP è il suo stile semplice e sobrio, senza fronzoli, che non l'ha fatto invecchiare minimamente, anche se la sua età è tradita dalle sue dimensioni "modeste" per i canoni odierni: 32x40mm senza corona, dimensioni oggi ritenute "da donna". La cassa è di ottone cromato e anche di buona qualità, dato che la cromatura consumata è molto poca. La corona invece è di acciaio ed è liscia, come di consueto sui LIP dotati di questa cassa, che fu utilizzata anche sul Dauphine Electric (quest'ultimo dotato però del fondello a vista) e prodotta anche in versione placcata oro. Il quarante è bianco, senza macchie nè tracce di ingiallimento, e gli indici sono cromati ed applicati, conferendo una gradevole tridimensionalità al quadrante.
Le sfere sono cromate ed hanno una sottile striscia di Trizio, presente anche alle estremità degli indici, che ha tutt'ora una buona luminosità al buio. Una delle particolarità di questo calibro è il suo ticchettìo, che assomiglia più all'unione di un clangore e uno sfregamento più che un vero e proprio ticchettìo, oltre al movimento "incerto" della sfera dei secondi, che avanza a volte in maniera netta e altre volte in maniera più fluida, quasi come se tremasse leggermente. Questo particolare movimento della sfera dei secondi è presente su tutti i calibri R148/R184, ed era una delle caratteristiche del movimento, dovuto al suo particolare sistema di scappamento.

L'orologio è dotato di fermo macchina e non ha la rimessa rapida del calendario. Una volta che si preme la corona dopo averlo regolato, è opportuno premerla senza essere troppo bruschi, altrimenti la sfera dei secondi potrebbe tornare indietro di almeno 5/6 secondi, vanificando così la sincronizzazione. Ciò è dovuto al fatto che quando si preme la corona per far ripartire l'orologio, una levetta dà una forte spinta al bilanciere, affinchè esso riparta da solo. La forza della spinta però dipende dalla pressione della corona, quindi se si preme con una certa rapidità, la spinta sarà talmente forte da far ritornare parecchio indietro il bilanciere, di conseguenza facendo arretrare la sfera dei secondi. La sua precisione, quando l'ho rimesso in funzione, era di quasi -10 secondi al giorno, mentre dopo la regolazione che ho fatto due giorni fa, ora marcia a +2 secondi al giorno, una precisione degna di un COSC.


Purtroppo ho pochi ricordi del mio prozio, non vivendo nella mia stessa città. Mi ricordo di lui quand'ero bambino, gli insegnai ad usare il computer, dato che allora lavorava ancora, ed infatti poi imparò ad usarlo molto bene. Ma a parte queste piccole cose, non ricordo molto di lui. Sarà questo LIP, un suo vecchio orologio, una delle cose che mi terranno vivi quei pochi ricordi che porto ancora con me, chissà, forse a lui potrebbe far piacere sapere che l'ho rimesso in funzione. Probabilmente non lo saprò mai. Ma almeno lui potrà vivere per sempre attraverso di esso. Chissà.
Grazie per l'attenzione amici.
