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Anche io quarzo: Girard Perregaux quartz
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MessaggioInviato: martedì 20 dicembre 2011, 9:33 
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Ai più ormai è noto che al tramonto degli anni '60 e all'alba degli anni '70 in più parti del mondo diversi produttori lottavano e lavoravano per produrre "il primo orologio al quarzo" della storia, destinato a raccogliere il testimone dell'eccellente, ma anche complicato e costoso diapason.
Oggi il primato è vantato almeno da due diversi schieramenti: lo schieramento "GP352", costituito da Girard Perregaux, Favre Leuba e JLC, e lo schieramento "Beta 21", costituito da 21 prestigiose aziende svizzere.
C'è un ulteriore schieramento estremo orientale del quale sinceramente so poco, che avrebbe prodotto un orologio difficilmente commerciabile, perchè caratterizzato dall'elevatissimo costo...
Ciò premesso, vorrei sapere cosa ne pensate del mio ultimo "acchiappo", più casuale che meditato...
Vi spiego perchè...
Questi primi quarzi hanno una caratteristica comune, purtroppo:... sono pressochè tutti alla fine della loro carriera operativa...
Usurati, obsoleti, inutilmente complicati, fragili, instabili, difficili da riparare, con ricambi e/o batterie praticamente introvabili...
Di conseguenza sono delle vere e proprie "bare" o delle "cambiali" ambulanti...
Non sorprende, dunque, che abbiano prezzi piuttosto accessibili... e che, però... le fregature capitino con una frequenza imbarazzante ed inimmaginabili per altri settori collezionisitic orologeri....
Moltissimi sono i "DOA" (Dead On Arrival) o, peggio, gli accrocchi frutto di cannibalizzazioni improponibili o assurde...
Per questo ho acquistato questo orologio, solo per le parti di ricambio, convinto che quadrante e lancette fossero non originali... e, invece...
Innanzitutto è perfettamente funzionante, è del 1973, (si tratta dunque di una delle primissime produzioni del calibro 354, ovvero della evoluzione, più robusta e stabile, del 352), 101% originale ed intonso, da poco revisionato (così mi si dice, ma come faccio a verificare?) ed è una produzione limitata e datata anche sul bracciale, dedicata al solo mercato USA, con bracciale marcato GP, ma costruito dalla JB Champion (ottimi e quotatissimi bracciali USA), con quadrante "stile Railroad" e lancette del medesimo stile, ma insolitamente... luminescenti...
Bruttino, a dire il vero, ma... piuttosto raro e pregiato...
Ora chi se la sente di cannibalizzarlo??? Fossi pazzo!? :grin:
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MessaggioInviato: martedì 20 dicembre 2011, 14:36 
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Una pietra miliare degli orologi al quarzo!
Conservalo bene che vale qualcosa!
Io ne ho avuti due, e se posso darti un consigli non azzardare
a rimuovere le clips che danno corrente al motore ...
questi pins sono trattenuti a pressione dalla plastica e dal lato opposto
hanno collogato un filo sottilissimo dell'avvolgimento.
Ecco quello che mi è rimasto ... :grin:
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Re: Anche io quarzo: Girard Perregaux quartz
MessaggioInviato: mercoledì 21 dicembre 2011, 10:42 
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Klaus ha scritto:
Ai più ormai è noto che al tramonto degli anni '60 e all'alba degli anni '70 in più parti del mondo diversi produttori lottavano e lavoravano per produrre "il primo orologio al quarzo" della storia, destinato a raccogliere il testimone dell'eccellente, ma anche complicato e costoso diapason.
[...]
Bruttino, a dire il vero, ma... piuttosto raro e pregiato...

Che piaccia o no, questo è un orologio con una storia alle spalle e merita di essere valutato con attenzione. Ringrazio Klaus e lucianosi2 per le foto, di ottimo valore documentale.

Per quanto ne so, il primo modello commerciale di orologio al quarzo è giapponese. È il Seiko Astron, commercializzato alla fine del 1969. Equipaggiato con movimento al quarzo 35SQ a 8.192Hz, l'Astron bruciò per pochi mesi gli svizzeri del consorzio Beta21, i cui primi esemplari (sempre a 8.192Hz) furono commercializzati nell'aprile 1970. Nello stesso anno Girard Perregaux presentò il prototipo dell'Elcron, equipaggiato con movimento GP350, che però fu commercializzato solo a partire dal 1972. Non possiamo dimenticare che più o meno nello stesso periodo arrivarono anche i sovietici (Slava), allora all'apice della potenza orologiera, e quasi certamente erano i meno cari di tutti gli altri ;-)

Lontano dalla bagarre dei contendenti, il bello è che ad aggiudicarsi nella sostanza il predominio degli orologi al quarzo fu un altro paese. Nonostante svizzeri e giapponesi avessero laboratori di ricerca molto avanzati nel campo dell'elettronica, gli unici a possedere la tecnologia per miniaturizzare i componenti erano gli Stati Uniti. E così, dalla leggendaria Silicon Valley, industrie dai nomi altrettanto leggendari come Motorola, Fairchild e Texas Instruments spedivano microchip a tonnellate verso Svizzera e Giappone (sotto il vigile e attentissimo sguardo dei sovietici 8) :o ).

Comunque, sia il Seiko 35SQ che il Beta21 (es. Omega Cal. 1300) sono movimenti a "vibrazione", con motore ad avanzamento continuo, una specia di "super diapason", se così si può dire.
Il GP350 invece ha almeno due caratteristiche che lo rendono "speciale". È stato infatti il primo movimento al quarzo di tipo "moderno", cioè tagliato per lavorare a 32.768Hz, ed è stato il primo ad adottare il motore passo passo per muovere le lancette. Insomma, forse è proprio il GP350 ad essere il vero antenato degli orologi al quarzo così come li conosciamo oggi.

Una piccola curiosità, l'elettronica dell'oscillatore e del governo del motore era un singolo circuito integrato da circa 300 transistor (per l'epoca erano tanti) realizzato dalla Motorola, siglato SC10018F. Dato che Motorola stampigliava sui propri componenti l'anno e la settimana di fabbricazione, possiamo vedere che il tuo circuito integrato è stato fabbricato nella 18ma settimana (inizio maggio) del 1973, mentre quello di lucianosi2 è stato fabbricato l'anno prima, nella 21ma settimana (fine maggio) del 1972.
Ciao!
// ocram


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MessaggioInviato: mercoledì 21 dicembre 2011, 10:42 
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non azzardare
a rimuovere le clips che danno corrente al motore ...


NOOO, che scherzi? Non sono un tecnico e mi limito, al più, ad effettuare il solo cambio della batteria, da solo.
Però ti ringrazio, perchè è comunque un'indicazione preziosissimissima!
Nel caso, un intervento sbagliato sarebbe irrecuperabile? O si potrebbe comunque riparare? :-(

Quanto al valore, francamente, non mi illudo: non sono orologi che hanno molto mercato e non sono più molto apprezzati nè ricercati...
Di certo questa versione è più appetibie delle altre perchè è particolare e molto rara (comincia anche a piacermi: lo sto indossando in questo momento...), ma il valore di un'oggetto non è dato solo dalla sua rarità, e dunque dalla scarsezza dell'offerta, ma anche dalla richiesta del mercato e dunque dalla domanda...
Insomma, l'ho pagato meno di 100 Euro e non credo che valga molto di più. :-o
Rimane sempre l'antipatico dubbio che possa "spegnersi" da un momento all'altro...
Certo, i bracciali della Champion sono molto ben fatti e non hanno nulla da invidiare, per esempio, ai bracciali coevi della Rolex o della Omega... :o

A proposito di affidabilità, ho trovato ed allego una pubblicità dell'epoca, che sostiene non fossero necessari interventi periodici di manutenzione: solo i cambi della pila e poi l'orologio sarebbe stato pronto ad affrontare le sfide dell'uomo dinamico... ho paura che molti ci hanno creduto e che i GP Quartz sul mercato hanno un pochino tutti più o meno 40 anni di mancata manutenzione alle spalle... E oggi farla, in mancanza di ricambi e con scarsezza di tecnici validi in grado di ripararli ha un costo tale che non si può non ripercuotere sul valore dell'usato... :sad:
Per questo dico che spesso sono delle "bare" o delle "cambiali" ambulanti, più adatte a stare in un cassetto che al polso...
Ovviamente... il mondo... visto con gli occhi un collezionista-tecnico come te... è molto diverso...
8-)
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Grazie mille, Ocram: bell'intervento!
Sarà forse il caso di sfruttare meglio la tua competenza e compilare degli interventi sistematici su queste pietre miliari dell'orologeria elettronica: tutta molto interessante...


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Hai capito il... vecchietto...?!
MessaggioInviato: giovedì 22 dicembre 2011, 11:14 
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Prestazioni di eccellenza per il veterano!
In 48 ore... circa + 0,5 secondi...

Mi permetto di allegare un bell'articolo di Wikipedia, utile per comprendere cosa siano i motori passo-passo e come funzionano...
http://it.wikipedia.org/wiki/Motore_passo-passo

A molti non occorre, ma, credetemi, a me è servito eccome!


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MessaggioInviato: giovedì 22 dicembre 2011, 21:14 
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Bellissimi storici Quartz! 8)
Ciaoo

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La più alta forma di coraggio è il coraggio di creare..


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MessaggioInviato: domenica 25 dicembre 2011, 17:42 
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Anche con quel"ruotino di scorta",valgono qualcosa?
Cos'é?Plastica o teflon? :-o


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MessaggioInviato: martedì 27 dicembre 2011, 11:59 
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Ha, ha, ha... non si può vedere, è vero?
Appena si apre la cassa, è proprio un cazzottino in un occhio... :shock:
Eppure pare essere l'unica cosa che non si rompe mai...
Obiettivamente ne dimezza il fascino, ma forse è anche il segno più evidente che si tratta di un orologio estremamente avanzato e... "coraggioso", per i suoi tempi...
E anche questo diventa, di rimando, una componente del fascino che emana...

Figurati: solo fino a qualche mese fa... non ero disposto ad abbandonare un mondo fatto di anglage, chaton d'or vissee, regolazioni micrometriche, cote varie e viti azzurrate... ma, se si vuole apprezzare il mondo molto vario, troppo bistrattato e misconosciuto del quarzo... bisogna fare l'abitudine alla raffinatezza... "efficace" delle plastiche...
Ero erroneamente convinto che i quarzi fossero tutti uguali e tutt'altro che interessanti... ma questa mia opinione era dettata dall'ignoranza...

Grazie a Clocker e Lucianosi mi si è aperto un mondo... ed ho capito che anche nel mondo del quarzo ci sono moltissime utilitarie, ma anche qualche Ferrari...

SEMBRA Teflon e potrebbe esserlo, essendo questo materiale vecchio di oltre sessanta anni, ma... come posso essere certo?
Hai da suggerire qualche modo empirico per capirlo?
Senza distruggerla, ovviamente...


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Ehy... guarda chi c'è?
MessaggioInviato: martedì 27 dicembre 2011, 13:37 
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http://www.ebay.co.uk/itm/Large-Girard- ... 1e69aed028

Fa piacere vederne un altro, con le medesime (bruttine) lancette, che si confermano 101% genuine... e con tanto di nome, per giunta:... "Railtimer"

In effetti le somiglianze con i tradizionali ferrovieri erano evidenti...

Alcune riflessioni:
1) sembra posteriore al mio... ser. n° 138794 rispetto a 103680 e chip di fine anno 1973 48° settimana, praticamente a cavallo tra novembre e dicembre, rispetto alla 18°... Tanto per intenderci è l'anno in cui viene attribuito il (meritatissimo!!) David di Donatello speciale a Maria Schneider, per il film "Ultimo tango a Parigi"...
2) in trenta settimane (più o meno 7 mesi) la produzione sarebbe dunque stata di 35.000 unità circa... Dunque circa 5000 pezzi al mese...
3) questo Railtimer ha, però, la meccanica 352 che io ritenevo precedente e abbandonata in favore della 354, montata sul mio... e qui sorgono i dubbi: le due meccaniche erano coeve e venivano montate in epoche contemporanee? e la numerazione dei seriali era la stessa o c'erano due numerazioni parallele? C'erano diversi stabilimenti di produzione?
4) Di certo mi pare confermato che la 352 aveva un quarzo meno... robusto... infatti, come si vede... è stato sostituito... (quello sì, che si rompe... altro che plastiche!);
5) la valutazione... mi pare un pochino eccessiva... Magari!
Che ne pensate?

P.S.
Digitando il nome "Railtimer" su google ho trovato un altro esemplare di GP, che, però, è meccanico ad alta frequenza.
Viene definito "militare" e vintage... "anni '50"...
Le mie povere fonti davano l'Accutron, perfezionato solo nel 1959, come primo orologio RailRoad da polso...
Devo studiare ancora molto...
Della valutazione, ovviamente, non essendo affatto un esperto, non saprei dire... di certo è appartenuto ad un importante collezionista di orologi militari e dunque...
Bisogna studiare, studiare, studiare...
Leggendo gli scritti dei grandi guru del web... viene da chiedermi... chissà se anche io sarò mai degno di questa definizione?
Magari... da grande... :(


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