Iscritto il: martedì 30 gennaio 2007, 6:11 Messaggi: 6662 Località: Pavia
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E' ormai questo il decimo mese in cui presento orologi da tasca che, per particolari doti estetiche o per specifiche tecniche e costruttive, sarebbero degni delle vetrine di un museo ma, invece, sono sparsi in giro per il mondo, custoditi e, spero, apprezzati dai fortunati proprietari. Conto di presentare al forum altri due orologi così da costituire una vetrina del Museo Virtuale di orologiko, sperando sempre che qualche altro appassionato continui su questa strada. Ma se guardiamo le prime due foto dell'orologio di questo mese, molti di voi diranno "ma è un oignon, sarà antico ma che cosa ha di speciale?". Ed invece...
Un oignon particolare
Da queste foto si possono trarre solo le seguenti conclusioni:
- Si tratta di un oignon (il diametro è di 58 mm) con lancetta dei minuti e foro di carica ad ore 4. Le ore romane sono contornate da un disegno di scudo a simulare le cartouches che venivano utilizzate in periodi precedenti. Di già questi elementi bastano a datare l'orologio intorno al 1720. La datazione viene poi confermata anche dalle dimensioni del coq che, pur rimanendo grande e circolare, non è così grande da coprire quasi l'intera platina. Nel movimento colpisce però l'insolita forma dei pilastrini, assolutamente mai vista negli oignon. Ma la cosa assolutamente insolita è lo scappamento. In tutti gli oignon che si conoscono la norma è trovare lo scappamento a verga. Del resto in Francia prima del 1750, di norma, non si produssero scappamenti diversi e, del resto, a quell'epoca la forma degli oignon era tramontata. Ma guardiamo il movimento
Si notano, oltre ai pilastrini di forma curiosa, un conoide molto alto a quindici scanalature, e, sopratutto, l'assenza della ruota corona. Una foto ravvicinata dello scappamento ci mostra che siamo in presenza di uno di quegli scappamenti chiamati tic-tac.
Ripeto siamo nel 1720 e, in Francia, prima del 1750, di norma, non si produssero orologi con scappamento diverso della verga. Tra l'altro questo tipo di scappamento fu poi usatissimo dai francesi in quei movimenti a tamburo dotati di un corto pendolino, ma solo nel secolo successivo intorno al 1870. Del perchè un tale scappamento si trovi in un oignon di quell'epoca rimane un mistero. Mistero insoluto in quanto se ne è occupato anche un eminente esperto, Alphonse Chapiro nel suo libro "La Montre Française" (da cui ho tratto le foto in bianco e nero) ma senza ottenere soluzioni. Vale quindi adesso di parlare di un argomento che sin'ora ho trascurato, l'autore
Philippe Vayringe nasce nel 1684 da una povera famiglia di contadini della Lorena. Inizia a fare il fabbro e, come molti di quel mestiere, dotati di capacità manuali oltre che d'intelligenza non comune, diventa orologiaio. Il giovane Vayringe doveva essere dotato anche di ambizione e voglia di successo, perchè, dopo essersi assicurato la tranquillità economica sposando una ragazza di 17 anni di ricca famiglia, si presenta al Duca Leopoldo di Lorena con una serie di strumenti scientifici da lui costruiti. Grande successo. Successo che lo doveva portare a costruire una serie di apparecchiature per l'idraulica ed anche a porre il suo nome su una delle prime macchine da calcolo che si conoscano. Appunto la Leupold-Braun-Vayringe machine.
Venne anche in Italia a Firenze dove partecipò all'allestimento del gabinetto di fisica e alcune sue macchine si trovano ancora oggi conservate al Museo di Storia della Scienza di Firenze. Ma ritornando all'orologio ed alla particolarità dello scappamento, non possiamo dire se sia proprio Vayringe l'inventore, anche se per genialità e capacità tecniche ne avrebbe avuto tutte le caratteristiche. Rimane quindi questo un mistero insoluto che, però, dà valore di unicità all'orologio presentato. Per chi volesse guardare un'animazione dello scappamento tic-tac può cliccare su
http://www.clockwatch.de/index.html?htm ... em/rol.htm
Sicuramente questo rimane l'unico oignon conosciuto con questo scappamento.
_________________ entusiasta
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